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La pazienza è finita

Bruno Mancini

Vaffà Caremar – Per la serie Esopo news

Vaffà Caremar

La pazienza è finita


Per la serie Esopo news

La storia è questa

In un giorno di pioggia sono arrivato con mia moglie a Pozzuoli per sbarcare a Ischia con il traghetto della Caremar delle ore 14.

Prima tappa: biglietteria, piuttosto distante dalla nave e situata in un bugigattolo privo di qualsiasi confort per i passeggeri (la bigliettazione avviene attraverso una fila che si snoda all’aperto in un piazzale privo finanche di una pensilina). Chiedo molto chiaramente due biglietti per Ischia. Pago e ci avviamo verso la nave.

Seconda tappa: all’imbarco il marinaio addetto all’obliterazione ci chiede i documenti per controllare il nostro diritto allo sconto residenti. Li legge e vede che siamo di Ischia… ma ci contesta il particolare che i biglietti sono per Procida e non per Ischia e ci impone di andarli a cambiare. Chiedo quale sia la differenza di prezzo tra le due fermate e lui risponde che il prezzo è perfettamente uguale! Allora tento di convincerlo a non costringermi ad un inutile, faticoso e disagevole ritorno alla biglietteria per un cambio di biglietto che non porta nessun beneficio alla Compagnia di navigazione e lui, irremovibile, cede solo alla mia richiesta di chiedere il parere dell’ufficiale presente sul portellone. L’ufficiale conferma il comportamento del marinaio e sono costretto a tornare alla biglietteria sotto una pioggia piuttosto consistente, attraverso una strada piena di laghetti e buche varie.

Terza tappa: di nuovo alla biglietteria io (sotto la pioggia) faccio educatamente notare alla ragazzuola (al calduccio del suo casotto che si sta gingillando con un iphone) che ha sbagliato a darmi il biglietto poiché avevo chiesto Ischia e non Procida. Lei mi guarda con molto scetticismo come a voler dire “Ma fammi il piacere, sei tu il rimbamba” e passa alla tastiera del pc per effettuare il cambio… poi scoppia a ridere. -“Perché ride?” – “Perché c’era la tastiera bloccata e di questi biglietti sbagliati chi sa quanti ne ho fatti ahahaha!”.

Quarta tappa: sono tornato sul portellone della nave, ho consegnato i biglietti corretti allo stesso marinaio, gli ho riferito l’errore della ragazzuola e mi aspettavo almeno un “Ci scusi” che puntualmente NON è stato pronunciato e certamente neppure pensato.

Quinta tappa: sono qui sul web e chiedo al web se sbaglio urlando FANCULO CAREMAR!

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