PATRIZIA CANOLA A “WOMEN ART BRA “: BIENNALE DELLA CREATIVITÀ AL FEMMINILE (BRA’- CUNEO)

PATRIZIA CANOLA ESPONE A ‘WOMEN ART BRA”: LE SUE OPERE OLTRE IL TEMPO  AD ABBRACCIARE IL PENSIERO

Dove il cielo si unisce al mare a creare sinergie di colori che danzano in scie luminose al passare delle ore della giornata, dove i riflessi della luce si rispecchiano nelle acque cristalline dei ruscelli avvolgendo di sprazzi dorati le vegetazioni rigogliose circostanti, dove strati candidi di neve ancora fresca si confondono con le eleganti effigi di alberi spogli che si preparano al silenzio del risposo invernale, lo sguardo di Patrizia Canola si posa a catturare tanta bellezza. Pittrice di fama internazionale, da molti critici definita impressionista- macchiaiola, Patrizia Canola, nasce a Milano, ma ben presto dopo aver girato diversi luoghi dell’Italia tra Emilia Romagna, Umbria e Toscana si trasferisce in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni, dei respiri e silenzi della natura: una natura che si mostra serena e solare, ma anche nostalgica e misteriosa passando da boschi dove scorrono ruscelli dall’acqua limpida a marine, da paesaggi invernali attraversati da una luce abbagliante a nature morte, per arrivare a scenari dove ogni immagine è appena accennata, avvolta da chiarori di luci che definiscono la parte emotiva del pensiero. Con 40 anni di carriere l’artista vanta numerose e prestigiose mostre in Italia e all’estero: accanto a “Dalla Terra al Cielo” presso la Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” presso il Centro Culturale Cajani a cura di Catia Monacelli entrambe a Gualdo Tadino nel 2016, ad “Art Walk”  a Venezia nel settecentesco Palazzo Zenobio (febbraio-marzo 2017),

Patrizia Canola, Incanto d'inverno
Patrizia Canola, Incanto d’inverno

citiamo la suggestiva personale “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” sempre a Gualdo Tadino (18-25settembre 2016) negli spazi dello Store San Benedetto, la Triennale di Arti Visive di Roma inaugurata da Achille Bonito Oliva unanimemente riconosciuto come il più importante curatore d’arte contemporanea (26 marzo 22 aprile 2017), la “Mostra Internazionale di scultura, pittura, fotografia, poesia e musica – Pitagora” a cura del Prof Mohammad Sazesh presso il Castello normanno di Santa Severina a Crotone (luglio–settembre 2017) e “Art  for Peace: Making a Difference” presso Villa Reale a Monza-Rotary (ottobre 2017).

Patrizia Canola, Va Pensiero
Patrizia Canola, Va Pensiero

La natura protagonista delle sue opere, dove campeggiano silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, e ancora  ruscelli, maestosi faggi, cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati, apre ad una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare. Ecco che gli infiniti luoghi della natura dove si alternano giardini in fiore, alberi secolari, striature argentee che nei cieli intrecciano geometrici arabeschi, invitano a guardare oltre, ripensando alla finitezza dell’individuo per interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti. Raccontando della natura e dei suoi volti visibili e appena svelati, Patrizia Canola ha dato voce alle emozioni lungo il mosaico della vita. Emozioni che sembrano seguire quella luce che nei suoi dipinti crea trasparenze e spessori, riflettendosi nell’acqua e liberandosi nel cielo: una luce che ora sembra irrompere e palpitare fra i rami e le cime degli alberi come in ”Luci d’Autunno” (2015), ora fermarsi su quelle proiezioni di orizzonti dove i i ghiacciai diventano specchi per cieli quasi marmorei e custodi di verità come in “Incanto d’inverno” (2015). Proprio quest’opera “Incanto d’inverno” è tra le sei opere di PATRIZIA CANOLA che sono state scelte per la seconda edizione della Biennale della Creatività al Femminile: W.A.B. Women Art Bra, realizzata dal Comune di Bra (Cuneo) in collaborazione con la Consulta pe le Pari Opportunità.

Patrizia Canola, Silenzio
Patrizia Canola, Silenzio

La Biennale, che si svolge dal 2 al 18 marzo 2018 presso l’edifico Movicentro in piazza Caduti di Nassiriya, vetrina d’elezione per eventi a carattere artistico, musicale e culturale, vuole essere un omaggio alla creatività e all’arte realizzata dalle donne attraverso diverse tecniche e sfumature emozionali. Da sempre vivo palcoscenico di eventi a carattere culturale dove modernità e tradizione si incontrano, il Comune di Bra mostrando particolare attenzione alle diverse espressioni dell’arte, con questo evento ha voluto puntare sulle donne e sulla loro forte motivazione nel restituire attraverso l’arte la magia e la bellezza delle emozioni che ogni opera è capace di suscitare regalando ora scenari di malinconia e incanto, ora di solarità e armonia. Alla Biennale Patrizia Canola partecipa con sei stupendi,

Patrizia Canola, Futuro -
Patrizia Canola, Futuro –

dipinti che restituiscono l’immaginario racchiuso dentro ciascun individuo, quel lato inconscio e legato ali pensieri più reconditi che appartengono al cammino dell’uomo costantemente sospeso tra finito e infinito, verità e immaginazione. Nostalgia e silenzio, sogno e attesa, amore e libertà sono le tematiche che accompagnano i sei dipinti: “Incanto d’inverno” e “Silenzio”,  “Futuro” e “Sensazioni del nostro futuro”, “Madri” e “Va pensiero”.

Patrizia Canoa, Madri
Patrizia Canoa, Madri

Se di introspezione emotiva volta a recuperare legami col passato congelato nei labirinti della memoria, si parla in “Silenzio” e in “Incanto d’inverno” attraverso una natura immersa nel risposo che regala la stagione invernale; di interrogativi sul domani, sulle scelte che l’uomo può fare per decidere al meglio il suo futuro trattano i dipinti “Sensazioni del nostro Futuro” e “Futuro”. L’amore materno incondizionato e sempre presente quale sentimento che protegge e accoglie è descritto con tratti leggeri e avvolgenti in “Madri” dove le figure delle madri, in silenziosa conversazione, sono quasi impalpabili nella loro bellezza, allungate nel loro abiti morbidi a rappresentare l’infinita forza propria dell’affetto materno. In “Va pensiero”, che come “Futuro” e “Sensazioni del nostro futuro”  presenta  uno stile innovativo dove ogni segno o figura perde i contorni risultando impercepibile, il bisogno di libertà viene espresso dalla rappresentazione di figure eteree proiettate verso l’alto, quasi impercettibili e in simbiosi con il chiarore dello sfondo che avvicina a quella luce dove tutto rinasce e respira di nuova vita.

 

Silvana Lazzarino

 

W.A.B. – WOMEN ART BRA

2° Edizione della BIENNALE DELLA CREATIVITÀ AL FEMMINILE

Esposizione di arte contemporanea riservata alle Donne

edifico “Movicentro”

piazza Caduti di Nassiriya, Bra (Cuneo)

dal 2 al 18 marzo 2018

 

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La magia del colore dei dipinti di Patrizia Canola ad Ischia

 ISCHIA-  SUCCESSO PER LA MOSTRA DI PATRIZIA CANOLA AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE

I volti in divenire della natura in cui ritrovare i ritmi infiniti delle stagioni che passano lasciando dietro di sé profumi, colori e quei suoni che evocano sensazioni sopite da troppo tempo, sono al centro dei dipinti di PATRIZIA CANOLA: affermata pittrice a livello internazionale con all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le più recenti quella a Gualdo Tadino (Pg) “Nel Respiro di Gaia la Madre Terra” settembre 2016, a Venezia “Art Walk” a Palazzo Zenobio (febbraio-marzo 2017) e l’Esposizione Triennale di Roma (26 marzo 22 aprile 2017) alla Fondazione Crocetti. Gli scenari legati alla natura, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, riviere, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati, aprono ad una sorta di compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie ricordi distanti nel tempo e sogni in cui sperare.

dipinto di Patrizia Canola I-color del-fiume Adda
dipinto di Patrizia Canola I-color del-fiume Adda

Per la prima volta i più bei dipinti di questa straordinaria artista, nata a Milano, ma attiva in Brianza sito privilegiato in cui trovare ispirazione, sono esposti ad Ischia in un suggestivo percorso a lei dedicato negli spazi del Museo Etnografico del Mare (Ischia Ponte) La mostra PATIRIZIA CANOLA. NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE, organizzata da Bruno Mancini, presenta diversi dipinti dell’artista dove a trionfare è la natura con luci e colori e in particolare il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con Colori di Sardegna” ed Estate marchigiana” dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine. Suggestive le atmosfere lungo l’Adda del dipinto I colori del fiume Adda” dove campeggiano i gialli, il verde accompagnati da tonalità blu dell’acqua e dove l’ambiente circostante si riflette, come anche di ampio respiro èCampo di lavanda con il viola della lavanda in primo piano che stacca con l’azzurro e le increspature scure del cielo, e poi le colorate “Melagrane”. Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del

Dipinto di Patrizia Canola Inverno-olio-su-tela-30-x-40-img_8020
Dipinto di Patrizia Canola Inverno-olio-su-tela-30-x-40

pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa. Nella mostra che sta avendo successo, il filo che unisce i dipinti è il tema dell’acqua accompagnato dal motivo del colore, aspetti che si legano all’Isola di Ischia denominata isola Verde. Da sottolineare la presenza di tre quadri inediti e grandi Estate marchigiana”, “Ninfee” e “I colori del fiume Adda” dove l’acqua crea attraverso la luce atmosfere di colore che si riflettono in essa. Fonte di vita l’acqua, linfa della Terra e della natura cui dona energia e fertilità, si presenta ora cristallina come quella delle coste della Sardegna, ora attraverssata da contrasti luminosi verdi e blu come quella dell’Adda, e ancora acqua trasparente dove si specchiano le ninfee espandendo i propri tenuti colori. Ogni angolo della natura che si rispecchi in “scenari d’acqua” unitamente ai riflessi della luce crea rifrazioni di infinite armonie di colori dove riscoprire le emozioni che arricchiscono pensieri tra attese e speranze.

Ischia dipinto di Patrizia Canola Campo di Lavanda Olio su Tela 30 x 40

Nel suo lavoro Patrizia Canola rivolge il suo studio e la sua ricerca al colore e alla luce fondamentali per la sua arte. Queste le sue parole: “I colori sono la musica e il direttore d’orchestra è la luce”. Accanto alla pittura di paesaggio dove lo studio della luce come si è visto è fondamentale e dove la stessa definisce ogni dettaglio, Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, allo studio dei cavalli in particolare affascinata dal loro movimento, ai singoli alberi e alle nature morte dove campeggiano fiori e frutta. Ma il suo stile da qualche tempo si è indirizzato verso un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari tendenti al bianco per raccontare il suo modo di sentire la vita filtrata attraverso una grande sensibilità dove al centro è il destino dell’uomo, con le domande sul senso della vita. Quindi prevalgono tematiche legate al sentimento della libertà, al futuro il cui delinearsi dipende dall’uomo: futuro che può apparire incerto e indefinito, ma necessita di una scelta. In questa scia si possono leggere dipinti come: “Va pensiero”,  “Futuro” e “Incontri”.

Silvana Lazzarino

PATRIZIA CANOLA

NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE

Musei Etnografico del Mare

Palazzo dell’Orologio- Ischia Ponte(NA)

Fino al 15 settembre 2017

informazioni: www.museodelmareischia.it

Ingresso libero

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Fulvio Bernardini al Micro Arti Visive di Roma

Menzione d’onore a Silvana Lazzarino

Patrizia Canola al Tour Il Gusto dell’Arte

IL GUSTO DELL’ARTE TOUR: PATRIZIA CANOLA INCANTA MATERA E MOLFETTA

Dove il cielo si unisce al mare a creare sinergie di colori che danzano in scie luminose al passare delle ore della giornata, dove i riflessi della luce si rispecchiano nelle acque cristalline dei ruscelli avvolgendo di sprazzi dorati le vegetazioni rigogliose circostanti, dove strati candidi di neve ancora fresca si confondono con le eleganti effigi di alberi spogli che si preparano al silenzio del risposo invernale, lo sguardo di Patrizia Canola si posa a catturare tanta bellezza. Pittrice di fama internazionale,, come poche, restituisce sulla tela autentiche

Il Gusto dell’arte Tour Matera e Molfetta

emozioni che raccontano le speranze e le gioie dell’anima in un tempo di bellezza e vanità, nostalgia e insicurezza. Definita da molti critici impressionista-macchiaiola, nata a Milano, ma attiva in Brianza suo luogo di ispirazione privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano della Natura con i suoi suoni e bisbiglii, respiri e silenzi, Patrizia Canola nei suoi 40 anni di carriera vanta numerose e prestigiose mostre in Italia e all’estero. Accanto a “Dalla Terra al Cielo” presso la Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” presso il Centro Culturale Cajani a cura di Catia Monacelli entrambe a Gualdo Tadino e ad “Art Escape”  e “Art Walk” entrambe a a Venezia nel settecentesco Palazzo Zenobio (rispettivamente autunno 2016 e febbraio-marzo 2017),

Il Gusto dell’Arte Tour Rifrazioni- Lungo l’Adda Olio su Tela 80 x 90 c

citiamo la suggestiva personale “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” sempre a Gualdo Tadino (18-25settembre 2016) negli spazi dello Store San Benedetto, la Triennale di Arti Visive di Roma (26 marzo 22 aprile 2017) alla Fondazione Crocetti; e poi la partecipazione a Verdi Off” (settembre- ottobre 2016) a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterali del Festival di Verdi, con il dipinto “Va pensiero”, molto apprezzato ed attualmente esposto fino al prossimo 16 agosto 2016 alla Collettiva di Gorizia alla Galleria Seghizzi. Da sottolineare anche la sua personale in corso ad Ischia “PATIRIZIA CANOLA. Negli orizzonti della natura tra luce e colore” organizzata da Bruno Mancini al Museo Etnografico del Mare di Ischia. Questo solo per citare le più recenti e significative esposizioni a lei dedicate e cui ha preso parte. La natura protagonista delle sue opere tra spazi fisici e metafisici dove campeggiano silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, e ancora ruscelli, maestosi faggi, cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati, apre ad una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare. Ecco che gli infiniti luoghi della natura dove si alternano giardini in fiore, alberi secolari, striature argentee che nei cieli intrecciano geometrici arabeschi, invitano a guardare oltre, ripensando alla finitezza dell’individuo per interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti. Raccontando della natura e dei suoi volti visibili e appena svelati, Patrizia Canola ha dato voce alle emozioni lungo il mosaico della vita. Emozioni che esprimono l’entusiasmo e la gioia di viere, ma anche la malinconia e l’attesa  per un futuro ancora incerto. Emozioni che sembrano seguire quella luce che mei suoi dipinti crea trasparenze e spessori, riflettendosi nell’acqua e liberandosi nel cielo: una luce che ora sembra irrompere e palpitare fra i rami e le cime degli alberi come in ”Luci d’Autunno” (2015), ora fermarsi su quelle proiezioni di orizzonti dove i i ghiacciai diventano specchi per cieli quasi marmorei e custodi di verità come in “Incanto d’inverno” (2015).

Le sue opere sono inserite nel prestigioso percorso del IL GUSTO DELL’ARTE TOUR2017  a cura di Vincenzo Scardigno-Arte, iniziato a luglio con la tappa di Palazzo Bellini ad OLEGGIO (NO) che prosegue con Matera, Molfetta, Reggio Calabria per chiudersi con la tappa finale di Novara nel mese di Ottobre 2017. Si tratta di un percorso itinerante volto non solo a valorizzare e promuovere le nuove forme di sperimentazione dell’arte contemporanea, ma anche a creare confronto e scambio di idee tra gli stessi retisti portatori di valori specifici e unici da diffondere proprio attraverso questo viaggio nell’arte e nella cultura. Di questo viaggio fanno parte oltre agli artisti, critici, galleristi e  curatori di mostre, anche, responsabili di centri espositivi e musei, galleristi ed operatori culturali, a creare uno scambio culturale da Nord a Sud del nostro

Il Gusto dell’Arte CAMPO DI GRANO – Olio su tela 80 x 90.JPG

Paese.    A MATERA presso Casa Cava, si potrà ammirare la collettiva presentata dal Prof. Giovanni Cordero (Funzionario MIBAC – Regione Piemonte) che inaugura il 29 luglio 2017 e dove PATRIZIA CANOLA sarà protagonista con il dipinto “Rifrazioni lungo l’Adda” entro un percorso che esalta i lavori di artisti di eccellenza nel panorama contemporaneo, avvicinandoli al paesaggio e ai sassi storici dei luoghi simbolo di questa bella città dove lasceranno un segno importante. Il 30 luglio 2017 a MOLFETTA sarà inaugurata presso la Sala dei Templari la collettiva sempre con la presentazione a cura del Prof. Giovanni Cordero, dove PATRIZIA CANOLA incanterà con il suo splendido dipinto Campo di grano intenso e solare per quell’ondeggiare delle bionde spighe al soffio del vento che creano un ponte di luce verso lo sfondo di un cielo quasi blu a toccare l’infinito.

Silvana Lazzarino

 

IL GUSTO DELL’ARTE TOUR

 Esposizione Tour  da Luglio a Ottobre 2017 a cura di Vincenzo Scardigno-Arte

   MATERA Casa Cava Via S. Pietro Barisano, 47, 75100 Matera

Vernissage sabato 29 luglio ore 17:00,

dal 29 luglio al 6 agosto 2017

   MOLFETTA  Sala dei Templari, piazza Municipio

vernissage domenica 30 luglio ore 20.00,

dal 30 luglio al 6 agosto 2017

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Il Prof Sazesh presenta la Mostra Internazionale di Santa Severina

CASTELLO NORMANNO DI SANTA SEVERINA:  LA GRANDE MOSTRA INTERNAZIONALE DI SCULTURA PITTURA FOTOGRAFIA POESIA E MUSICA  A CURA DEL PROF SAZESH CON ALBA GONZALES E PATRIZIA CANOLA TRA GLI ARTISTI ITALIANI

A Santa Severina, in provincia di Crotone, presso gli spazi del Catello normanno risalente all’XI secolo si inaugura la MOSTRA INTERNAZIONALE DI SCULTURA PITTURA FOTOGRAFIA POESIA E MUSICA curata dal Prof Mohammad Sazesh scultore di fama internazionale famoso per le sue opere monumentali molte delle quali collocate in piazze di importanti città.  Promossa dal Comune di Crotone, la mostra che inaugura il 16 luglio 2017 alle ore 17.00, allestita entro gli spazi del castello normanno dove ancora si respira l’atmosfera di anni di storia, mette in luce la bellezza dell’arte nelle sue diverse espressioni manifesto 70x100

passando dalla scultura alla poesia, dalla pittura alla musica in un viaggio dove si intrecciano i linguaggi di discipline che accostate l’una all’altra creano ritmi infiniti di emozioni tra verità e bellezza, stupore e meraviglia. Ciascun artista di dichiarata fama, scelto da Sazesh per partecipare a questa prestigiosa esposizione è protagonista attraverso la sua opera sia essa fatta di immagini e forme, sia di parole o melodie, di un percorso in cui vengono raccontate le emozioni della vita che appartengono all’uomo nel suo viaggio verso una maggiore conoscenza di se stesso incontrando il mondo. Agli scultori è stato chiesto di realizzare le proprie opere utilizzando marmo di carrara e la pietra del luogo.

Riferimenti alla storia e al mito entro atmosfere oniriche e fantastiche dove si rincorrono inganno e gelosie, tradimenti e passioni, propri del vissuto dell’uomo si ritrovano nelle sculture vibranti di vita di Alba

Castello Santa Severina
opera L’Ingordo di Alba Gonzales

Gonzales con 40 anni di carriera costellati da successi e importanti riconoscimenti a livello internazionale. Richiami lirici e metafisici alla natura nel suo essere fine a se stessa e ad un tempo un tutt’uno con l’uomo che innanzi al suo cospetto talora avverte quel sentimento del sublime che lo frena e lo attrae allo stesso tempo, si scoprono nei dipinti densi di luci e colore di Patrizia Canola il cui sguardo attento e sensibile sa cogliere della stessa natura il profondo lirismo e quel pathos con cui luci di infinito accarezzano il pensiero libero di sognare e sperare.

Le suggestive e imponenti sculture di Alba Gonzales presenti in questo spazio appartenenti al gruppo “Sfingi e Chimere” dove prevalgono rappresentazioni quasi fantastiche in cui affiorano elementi erotico onirici, nel loro presentare corpi in movimento, o in semplice stasi, racchiudono un senso di mistero e ironia, pur non mancando mai quel garbo e quella bellezza insite nelle forme. Accanto a “Il cappotto” dove è rappresentata una donna nuda inginocchiata, dietro la quale vi sono un cappotto, un cappello e delle scarpe a suggerire la presenza invisibile dell’uomo, è  l “L’ingordo “ dove delle donne l’una sull’altra cercano di fuggire dalla presa del serpente. Sculture in cui emerge una sottile ironia che accompagna molte altre opere di Alba Gonzales, ma che qui diventa pungente nel creare da un possibile disagio una forma di rivincita.

Atmosfera d'inverno lungo il fiume Adda di Patrizia Canoka
Atmosfera d’inverno lungo il fiume Adda di Patrizia Canoka

Un’arte quella di Alba Gonzales metamorfica e onirica a metà tra realtà e visione dove sono presenti elementi classici e dove dominano temi quali il dramma, la passione e l’ironia, cui si affiancano il mistero, il senso dello spirituale ad esso legato e la paura per ciò che non si conosce. Desideri impossibili, non appagati, identità disperse, sogni irreali prendono forma nelle sue sculture tramite un’armonia che accoglie e avvolge l’osservatore in un viaggio catarsico dove tutto è attesa e arrivo verso una vittoria del pensiero che libera il vero volto del visibile.

Patrizia Canola attraverso i suoi dipinti avvolgenti nelle diversificate sinfonie di luci che vibrano a creare giochi di riflessi, regala un nuovo modo di cogliere stati d’animo e sensazioni, soffermandosi sui volti della natura con le atmosfere dense di poesia e bellezza, mistero e armonia. La Natura di cui racconta Patrizia Canola è una natura che accoglie l’uomo e da esso chiede rispetto mostrando i suoi volti ora solari e vibranti, ora cupi e malinconici; una natura dove l’uomo può ritrovare se stesso andando incontro a quel senso di infinito che si nasconde nel vibrare delle spighe di grano al leggero soffio del vento, o nelle trasparenze delle acque cristalline di un torrente. I dipinti presenti in questa esposizione realizzati dalla Canola, passando dall’inverno all’estate ormai sul finire raccontano la bellezza di un paesaggio silenzioso ovattato proprio della stagione fredda e di  atmosfere cristalline dove la luce crea riflessi nell’acqua.  Così Armonie d’inverno con il parco del Curone Brianza (LC) dove la neve ha coperto le foglie macerate e parte dei sassi che emergono dal torrente fa da spartiacque tra le altre due opere Rifrazioni e Atmosfera d’inverno rispettivamente con l’Adda a fine estate e in pieno inverno.

Castello di Santa Severina Mostra Internazionale, Rifrazioni dipinto di Patrizia Canola

La soprano e compositrice Silvia Pietrantonio interpreterà brani di cui esalterà bellezza e profondità dei contenuti che parlano di amore e disperazione, angoscia e passione.. Accanto a “Io son l’umile ancella” dall’opera Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, intonerà “Vissi d’arte” dal secondo atto della Tosca di Giacomo Puccini, per concludere con un brano da lei composto “Casa nella Valle” ispirato ad una delle poesie del Prof Emmanuele Francesco Maria Emanuele. La padronanza tecnica e il virtuosismo vocale della cantante Silvia Pietrantonio restituiscono ai brani una nuova armonia in cui rivivono attese e speranze.

Rappresentazioni suggestive e intense, come suggestive le musiche e le parole in versi che raccontano dell’uomo, e dei suoi desideri anche lontani.  Un’occasione per soffermarsi sulle emozioni che accompagnano l’esistenza tra certezze e dubbi, gioie e malinconie. Armonia di immagini, forme, parole per un incontro di stili e linguaggi diversi eppure complementari entro una cornice senza eguali quella del Castello di Santa Severina di epoca normanna dove ogni opera è protagonista con le proprie sfumature e particolarità. A questa esposizione si lega la figura di Pitagora grande filosofo e matematico morto a Crotone e al quale Sazesh ha dedicato la scultura in marmo alta 4 metri in fase di realizzazione, che sarà collocata nella piazza di Santa Severina nei pressi del castello.

Silvana Lazzarino

MOSTRA INTERNAZIONALE

DI SCULTURA PITTURA

FOTOGRAFIA POESIA E MUSICA

PITAGORA

a cura del Prof Mohammad Sazesh

Castello normanno di Santa Severina

Santa Severina (KR)

Orario: 9.30-12.30, 15.00- 19.00

Inaugurazione 16 luglio 2017 ore 17.00

dal 16 luglio al 30 settembre 2017

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Il Dispari 2017-05-15 – Redazione culturale

Il Dispari 2017-05-15

Il Dispari 2017-05-15 – Redazione culturale

Editoriale.

Dedicando questa intera pagina alla mostra che da qualche giorno è stata allestita nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’Orologio – Ischia Ponte) grazie alla preziosa disponibilità della pittrice Patrizia Canola, è forte il desiderio di ringraziare, insieme a lei, anche Silvana Lazzarino per averla ideata, fortemente voluta ed infine, dopo diversi incontri con la pittrice, finalmente realizzata.

Nell’articolo che segue, Silvana Lazzarino vi illustrerà alcune caratteristiche fondamentali dell’arte pittorica e della storia artistica di Patrizia Canola, con l’intento di stimolare la vostra curiosità nel verificare, di persona, quanto sia professionalmente imponente il bagaglio di tecnica artistica, e quanto profondo sia il pathos emotivo derivante dalla visione delle opere che l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” è riuscita ad ottenere da Patrizia Canola.

Alcune opere sono tuttora inedite!

La poesia che vi presentiamo ,“Riposo d’inverno”, è stata ispirata alla Lazzarino dall’opera omonima della pittrice Patrizia Canola ed è stata affiancata al dipinto durante la sua esposizione avvenuta nella mostra “Nel Respiro di Gaia, la Madre Terra” a Gualdo Tadino (PG) presso la Galleria spazio Store San Benedetto (18-25 Settembre 2016).
La poesia ha ricevuto il Diploma e Targa al Premio “IL POETA DELL’ANNO” della OTMA 2 Edizioni, la cui cerimonia di premiazione si è svolta a Milano lo scorso 15 Gennaio 2017.

PATRIZIA CANOLA AD ISCHIA AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE CON LA MOSTRA “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”

Nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, la luce nei suoi molteplici riflessi unitamente al colore, irrompe con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola, artista di fama internazionale capace come poche di rappresentare le emozioni della vita tra materia e spirito, desideri e attese.
Pittrice affermata e di successo, Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero.

Tra le più recenti quella a Gualdo Tadino (Pg) “Nel Respiro di Gaia la Madre Terra” Settembre 2016, a Venezia “Art Walk” a Palazzo Zenobio (Febbraio-Marzo 2017) e l’Esposizione “Triennale di Roma” (26/03-22/04 2017) alla Fondazione Crocetti.
La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati simili ad arabeschi, apre ad una sorta di compenetrazione visivo-emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare.

Nata a Milano,

ma attiva in Brianza, sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, nei suoi dipinti crea scenari dal forte impatto emotivo dove si intrecciano linee e forme avvolgenti che, cadenzate dal ritmo di una luce filtrata, guidano lo sguardo verso sentieri visti e sognati a recuperare sensazioni, lontane eppure vicine, che il tempo non cancella.

Così, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, rivela le emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo posando lo sguardo negli spazi tra terra e cielo dove la linea di confine sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.
Gli scenari sono quelli di un paesaggio filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce.

Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni.
La luce da lei catturata, sia diurna sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose, le peonie e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

La luce liberandosi nel cielo

sembra irrompere e palpitare fra i rami e le cime degli alberi come in Luci d’Autunno (2015), mentre fermandosi su spazi ghiacciati trasforma gli stessi in specchi per cieli quasi marmorei e custodi di verità come in Incanto d’inverno (2015).
Verità sul senso della vita inafferrabile, ma percepibile attraverso colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba, ninfeeche raccontano della continuità, del passare dalla nascita alla morte, per poi rinascere.

È la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.
Accanto alla pittura di paesaggio dove lo studio della luce come si è visto è fondamentale e dove la stessa definisce ogni dettaglio, Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, allo studio dei cavalli (in particolare affascinata dal loro movimento), ai singoli alberi e alle nature morte dove campeggiano fiori e frutta.

Ma il suo stile,

da qualche tempo, parallelamente si è indirizzato verso un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari, tendenti al bianco, per raccontare il suo modo di sentire la vita filtrata attraverso una grande sensibilità dove al centro è il destino dell’uomo, con le domande sul senso della vita.

Quindi prevalgono tematiche legate al sentimento della libertà, al futuro il cui delinearsi dipende dall’uomo: futuro che può apparire incerto e indefinito, ma necessita di una scelta.
Aspetti che Patrizia Canola, con grande eleganza e poesia, riesce a definire sulla tela regalando emozioni senza tempo perché avvolgono la vita dell’uomo fatta di scelte e speranze.
In questa scia si possono leggere dipinti come: “Va pensiero”, “Futuro” e “Incontri”.

Per la prima volta i più bei dipinti di questa straordinaria artista arrivano ad Ischia per restarvi in una suggestiva esposizione a lei dedicata negli spazi del Museo Etnografico del Mare.
Bruno Mancini, Presidente della DILA ha conosciuto Patrizia Canola in occasione dell’evento del Bookcity dello scorso Novembre 2016 a Milano dove la DILA è stata protagonista con un ricco programma di appuntamenti tra musica, presentazione dell’Antologia e “Otto milioni” e letture di testi e poesie.

La mostra “PATIRIZIA CANOLA. NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”,

organizzata da Bruno Mancini e curata da Silvana Lazzarino, sarà in esposizione dal 15 Maggio al 15 Settembre 2017 al Museo Etnografico del Mare di Ischia.
In permanenza si possono ammirare sette dipinti dell’artista dove a trionfare è la natura con luci e colori e in particolare il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con “Colori di Sardegna” ed “Estate marchigiana” dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine.

Intense poi le atmosfere lungo l’Adda del dipinto “I colori del fiume Adda” dove campeggiano i gialli, il verde accompagnati da tonalità blu dell’acqua dove l’ambiente circostante si riflette, come anche di ampio respiro è “Campo di lavanda” con il viola della lavanda in primo piano che risalta sull’azzurro e le increspature scure del cielo, e poi le colorate “Melagrane”.
Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno” dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa.

Sette dipinti intensi di cui tre inediti grandi (“Estate marchigiana”, “Ninfee” e “I colori del fiume Adda”), tutti emozionanti dove viene privilegiato il tema dell’acqua e naturalmente dei colori che si richiamano all’isola verde come è denominata la splendida Ischia.
il tema dell’acqua come ritmo delle emozioni e della vita che scorre è la linfa della Terra e della natura cui dona energia e fertilità.

Acqua cristallina

come quella delle coste della Sardegna, acqua dai contrasti luminosi verdi e blu come quella dell’Adda, e ancora acqua trasparente dove si specchiano le ninfee espandendo i propri tenuti colori.
Ogni angolo della natura che si rispecchi in “scenari d’acqua” unitamente ai riflessi della luce crea rifrazioni di infinite armonie di colori dove riscoprire le emozioni che arricchiscono pensieri tra attese e speranze.
Nel suo lavoro Patrizia Canola rivolge il suo studio e la sua ricerca al colore e alla luce fondamentali per la sua arte.
Queste le sue parole: “I colori sono la musica e il direttore d’orchestra è la luce”.

Silvana Lazzarino

INFO: emmegiischia@gmail.com
Tel. 3935937717 tutti i giorni dalle 14 alle 24

Il Dispari 2017-05-08 – Redazione culturale

Editoriale

La notizia della settimana è che sette magnifiche ed importanti opere della pittrice Patrizia Canola, tre delle quali mai prima esposte, sono in viaggio verso Ischia dove l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” intende inizialmente presentarle nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’Orologio di Ischia ponte).
Patrizia Canola è una pittrice d’indiscussa fama internazionale che è stata convita, dalla nostra opinionista Silvana Lazzarino, non solo ad esporre le sue opere qui da noi, ma anche a verificare gli speciali benefici prodotti dalle cure termali isolane.
Patrizia Canola ha quindi in programma, per il prossimo mese di Settembre, una vacanza ischitana di conoscenza artistica del nostro territorio abbinata alle cure termali.

Ricordandovi che lo scorso 20 Marzo abbiamo pubblicato su questa pagina tre poesie finaliste della sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre tre seguendo sempre la numerazione dei codici che le contraddistinguono.
È importante precisare che tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.
La ringraziamo del grande lavoro svolto per agevolare i Poeti stranieri ad accedere al nostro Premio.
In questa pagina trovare anche il coupon valido per esprimere le vostre preferenze su tutte le opere poetiche, grafiche, musicali e giornalistiche finaliste dell’attuale edizione di “Otto milioni”.

Cod. 04
Jānis Lapinskis
Per l’uomo

Puoi splendere come il sole
ed essere colorato come l’arcobaleno,
duro come un diamante d’India.
Puoi muoverti come un atomo,
essere paziente… proprio l’oceano.

Essere superiore e buffone e nulla.
Tutti i prati esauriti.
le crepe sono larghe
e rammendati i fori.
La cima crescerà di un’altra cima,
invece la radice diventerà la terra.
Non valgono nulla le tue ambizioni!

Chi crescerà?-Chiedi tu.
Devi fracassare quello che c’è
per diventare arcobaleno.
Essere del sole nel cielo.
Taglia la trama. Strappa il foro.
L’albero cresce meglio sulla radura.
Chi vuole respirare, deve uccidere.
Chi vuole mangiare, deve uccidere.
Chi non è assassino, diventa vittima.
Diventa rovina colui che non crea rovina.
Non tema il vuoto. Il vuoto non esiste.

Cod. 05
Giovanni Arbonelli
Spacciatore di droga

Maledetto quel giorno che lo incontrai.
Mi fece capire che poteva farmi bene…
e io gli ho creduto.

Mi fece credere di poter trovare un’altra felicità per liberarmi da questo mondo infame per trovarne uno migliore…
e io gli ho creduto.

Mi ha portato alla tomba servendosi di me, così innocente…
e fino alla morte gli ho creduto.

Cod. 06
Modris Andzàns
L’arco limitato

Quanto poco ci curiamo
di chi ci sta vicino.
Non vogliono incontrarlo… e basta,
Anche se le nostre case sono distanti il tratto di un sentiero,
i nostri interessi li scagliano fuori da noi stessi.
Più importante è l’itinerario,
e via di corsa per andare via.

Per andare via verso la vita, e spingerci avanti,
come se niente potesse toccarci.
L’importante è raggiungere un posto concreto.
Ma il ponte può crollare e si finisce la corsa.

Il mondo mercantile domina intorno di noi,
ed sembra un bene se ci dividiamo dai nostri vicini.
Comunque, chi si trova là, oltre uno sguardo
per noi è “l’altro” visto solo come peccato.

Vedo che pure io sono stato bacato da questa epidemia.
Abito in una cuccia, ancora senza la catena,
e non credo che splenderà
diventando fratello dell’uomo a me più vicino.

Michelangelo Angrisani

Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica, sarà presto protagonista dei progetti culturali Made in Ischia

Grande maestro di varie discipline artistiche, la cui magnificenza è stata onorata in molte nazioni con mostre internazionali; Presidente dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura” (con delegazioni in Romania, Spagna, Croazia, Israele, Brasile, Belgio).
Michelangelo Angrisani con il suo annuario rende gloria a diversi artisti nazionali e stranieri.
la qualità artistica di Angrisani è stata più volte premiata dalle più alte Autorità dello Stato italiano.

Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
Medaglia d’argento del Presidente della Camera dei Deputati.
Medaglia di bronzo del Presidente del Senato della Repubblica.

Nel 2007 nelle Città di Macin e Tulcea (Romania) ha ricevuto dalle autorità locali il diploma d’Onore per i rapporti interculturali sviluppati tra l’Accademia Arte e Cultura e la Romania.
Nel 2013 è stato ospite e membro di giuria alla premiazione del concorso di pittura e scultura dedicato all’artista cortonese “G. Severino” (Città di Cortona, Arezzo), e qui ha ricevuto il premio alla carriera, la Tabula Cortonensis.
Angrisani nell’anno 2007 è stato l’unico artista in tutta la provincia di Salerno ad essere selezionato dalla Commissione Internazionale e ammesso a partecipare alla VI Edizione della Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea “Città di Firenze”.
Angrisani è un innovatore della bellezza artistica e creatore di nuove tecniche pittoriche.
Colore nel legno, dove il colore si sposa in armonia con la natura.
Colore nel marmo, dove il colore accalda il freddo del marmo.
L’olio sul cartoncino, per dipingere il sogno, la mente, l’irreale.
L’olio su carta feltra, per trasformare materiale da rifiuto in opere d’Arte.
Hanno scritto di lui critici d’arte italiani e stranieri, quotidiani locali, nazionali ed esteri.
Tante le citazioni su riviste artistiche e cataloghi nazionali e internazionali.
Attualmente, le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, di musei italiani ed esteri.
Michelangelo Angrisani sarà presto protagonista dei progetti culturali Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per conto della quale presiedo la sede operativa della Provincia di Latina.

Angela Maria Tiberi
Presidente delegata Regione Lazio per l’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”; Ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per Sermoneta e Provincia di Latina.

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

Editoriale

L’editoriale di questa settimana lo dedico a… me, quale regalo per il mio compleanno avvenuto ieri.

Per festeggiare con voi tale ricorrenza, ho deciso di proporvi “Sembri”, ossia la poesia che preferisco tra quelle che ho dedicato a Rosalba (mia moglie) e, in anteprima assoluta, due mie poesie “La Macchia” e “Feticiste eternità” tuttora inedite che andranno a far parte dell’antologia Penne Note Matite in preparazione presso l’EditoreIl Sextantedi Mariapia Ciaghi.

SEMBRI

Oggi.
Oggi dai trespoli selvagge cocorite
oggi da Chio sovrana tralci di vitigni
oggi etiopi zefiri ambrati
giallo deserto
di sabbie egiziache
oggi sui prati delle tue lusinghe
affascinanti.

Così o come
nel fertile appanno
la goccia sul vetro.

Domani.
Domani ti pongo addosso trina d’Alsazia
domani raggiante ritorno d’incenso e di eucalipto
domani che dipana i nostri intrighi
le foto con sorrisi
le lettere d’amore
domani incise negli angoli dei mondi
dal picco della mia follia.

Discesa o risalita
con docile affanno
la mano alla roccia.

Oggi o domani.
Oggi o domani forse ingorde speranze
sonnamboliche ipnosi
nella veglia incredula
della nostra vita.

Atlante affaticato
io
resto piolo.
Calliope appartata
tu
sembri una sposa.

Dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita”- M.G. 2008.

LA MACCHIA

Epifania
da vuota sacralità
nel codice bianco di un‘attesa.

Urge la ferma effige
brama di riverenza al mausoleo.

Abbiamo cuori docili
effimere certezze
infausti fuligginosi appigli
precarie sonnolenze
la macchia.

Poi restano spoglie di pudori
turgide icone alla lussuria.

FETICISTE ETERNITÀ

Baratta ancora comprensione
logica
-la sua-
con la smania di un divenire
apocrifo
-non sua-.

Io sono l’ego che vi manca.

Quando verrò,
sarò fulmine che scioglie ghiacciai
e l’onda lunga della valanga,
sarò turbine che squassa stereotipi
e feticiste eternità senza pensieri.

E voi mi chiamerete ”Ignazio”.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

JANIS DROZDOVS

Finalista della seconda edizione del premio internazionale di Arti grafiche “Otto milioni”

L‘arte antichissima del rame.

Janis Drozdovs, nato a Tbilisi, Georgia, 22.09.1978, ha appreso da suo padre Robert l‘antichissima arte di realizzare sculture, rilievi, gioielli, spade, scudi, monete, utilizzandola insieme alla capacità di plasmare il rame con altri composti che danno al suo discreto splendore le note diverse e ricche dell’oro, secondo la tradizione del Caucaso.

Janis è greco di nazionalità, non è georgiano.
Forse, anche per questa sua origine, l’obiettivo della sua arte non è quella tipica degli Artisti caucasici ossia simile a quella di suo padre Robert e di tutti coloro che realizzano “chikanke” con i motivi georgiani quasi tutti ricavati dal poema del XII secolo scritto da Shota RustaveliVepkhistkaosani – Il cavaliere nella pelle di leopardo”.
Le chikanke di Robert sono molto filigranate, quasi al limite dell’arte tradizionale.

Janis aveva circa 22 anni

quando ha cominciato a creare le sue prime chikanke per lo più raffiguranti eroi dei miti ellenici.
É orgoglioso del suo primo lavoro Pegaso e Chrisaore contro l’Idra”dove la figura del cavallo volante è molto espressiva: i muscoli del suo corpo pare si muovano nella lotta; il cavaliere-gigante è concentrato, mentre, invece, l’Idra è composta da mille dettagli, ma, nello stesso tempo appare unita, forte, pericolosa, comunque già quasi sconfitta, chinata in un angolo, vinta.

Toccando questa opera con le mani si può sentire la vibrazione è l’intensità di questa lotta mitica.

Alcuni tipi di icone gli sono spesso richieste da gente, anziana e non ricca, che vuole pregare davanti alle immagini da lui realizzate, e allora Janis chiede loro compensi minimi essendo ben felice di aiutare gente anziana, credente e non ricca.

Le sue opere sono state esposte ed ammirate

sia a Riga, sia a Jelgava, sia in molte altre città.
Una dalle sue opere, l’emblema di Mosca, Janis l’ha regalato al rappresentante di un ben famoso politico, ex-sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov.

Altri lavori di Janis sono dedicati ai miti grechi e ai vangeli cristiani con Gesù Cristo al centro dell’immagine.

“Presto cadrà la religione falsa di Satana e lui stesso” è un’opera stilizzata in modo greco, ma non così statica, più espressiva e più realistica.

Ogni viso è diverso, ogni creatura mitologica ha il suo volto e la sua grazie, e la sua passione unica, così come ogni opera d’arte è unica e come è unica ogni anima.

Il ciclo dedicato a Gesù Cristo

comincia con “Annunciazione per Maria”, poi segue con “Cristo ed i pastori”, in cui sono presenti personaggi molto individualizzati in quanto ogni pastore pare esprimere la sua personale opinione relativa al miracolo: miracolo come parte normale della nostra vita se siamo capaci di vedere, di guardare, di amare.

Il ciclo continua con l’opera “La seconda apparizione di Cristo” in cui sono espresse in maniera compiuta la speranza e la visione messianica: Lui è ritornato, maestoso, serio, in piena luce.

Lui è ritornato di nuovo nel mondo.

Mondo costruito, in questa opera, come un globo pieno di umani che alzano le loro teste, che alzano i loro corpi, umani senza dubbi, umani quasi privi di speranze, umani che non credono a propri occhi nel primo attimo, ma già sentendo che questa è la verità, che lui e ancora qui, ancora più presente di prima.

Questa opera è, nella sua composizione ideologica, molto diversa da quelle dedicate ai miti greci.

Qui il messaggio è un altro.

Non espressione intensa di lotta tra il Bene e il Male, ma armonia non monotona e non simmetrica, come speranza non perduta o riavuta.
Il Cristo qui è così maestoso, così stabile, senza più i suoi dubbi di quando era sulla croce e chiedeva al Dio Padre “Perché mi hai lasciato?!

Ritornato! Superati i dubbi.

Un’opera che può fare solo un artista che non ha perso le speranze, come Janis.
Lui mi ha raccontato anche che ama partecipare alle mostre in qualsiasi modo, che a lui piace dimostrare a tutti coloro che sono pronti ad osservare, il processo del suo lavoro, partendo dall’inizio, dal caos che crea la terra, come in tanti miti antichi.

“Pure io spero che tutto sarà Ok con il nostro progetto e le nostre mostre.”
Era, naturalmente, ansioso e un po’ amareggiato per i suoi problemi nell’acquisto di materiali per nuove opere, ma subito dopo, ancora pieno di speranza, Janis all’improvviso mi ha sorriso dicendo “Pure io spero,che tutto sarà Ok.”

Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

DILATWITTERONE

Da Giuseppe Capoluongo:

Ho parlato per lo spettacolo a Udine, mi chiedono di portare un programma dettagliato e il numero dei partecipanti. Dovrebbe andare per Settembre...”

Da Liga Lapinska:

Ho regalato, per conto di DILA, la nostra Antologia a Viktors Valainis, docente dell’Università di Agricoltura in Jelgava.

Da Patrizia Canola:

Ti confermo che accetto di esporre tre mie opere INEDITE al Museo Etnografico del Mare

Angela Maria Tiberi:

Silvana Arbia (già Capo del Principale Organo Amministrativo della Corte Penale Internazionale dell’Aia) ha accettato di collaborare con DILA.”

Redazione:

“Il libro di Silvana Lazzarino “LA SEDUZIONE DELL’IMMAGINE DALL’ARTE AI VERSI POETICI. ALBA GONZALES E PATRIZIA CANOLA MIE MUSE ISPIRATRICI ha ricevuto la Menzione d’Onore al PREMIO INTERNAZIONALE AUPI per la sezione libro edito.”

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-04-24

Editoriale

Con l’editoriale di questa settimana ci piace dare inizio ad una nuova rubrica che si sta imponendo con la forza dei numeri.
Sono numerosissimi, infatti, i messaggi degni di nota che durante la settimana giungono alla nostra redazione.

Messaggi, notizie, informazioni, avvenimenti, incontri artistici, critiche, applausi ecc, tutti inerenti la cultura e le arti, tutti degni di grande attenzione, ma molti, spesso, non adatti a rivestire il ruolo di “Articoli”

Cosa farne?

Ebbene, se fino ad ora alcuni li abbiamo penalizzati cestinandoli e altri li abbiamo “sistemati” in vario modo in qualche articolo ad essi attinenti, da oggi, con questa nuova rubrica desideriamo dare loro la maggiore dignità informativa possibile.

Nasce, quindi, con l’avallo del Direttore Gaetano Di Meglio DILATWITTERONE: neologismo ad uso e consumo della pagina culturale di questo quotidiano.
DILA siamo noi, TWITTER è il sistema di comunicazione forse più utilizzato al mondo, ONE è un suffisso per indicare che non rispetteremo i celebri insuperabili –e spesso maledetti- 140 caratteri.

Vi piacerà? Lo speriamo!

DILATWITTERONE

1) Dalla pianista Santina Amici riceviamo, ringraziamo e pubblichiamo:

Carissimo Bruno sono felice di aver ripreso i contatti con te.
Non ho dimenticato l’accoglienza che Tu e tutta la Tua Associazione avete riservato a me e a mio marito la volta scorsa che siamo venuti ad Ischia.

Sono onorata di collaborare artisticamente con Voi Ischitani e a tal proposito ti confermo di essere disponibile a suonare, brani da sola al pianoforte, accompagnando un lettore di poesie.

Ddisponibile a venire ad Ischia insieme alla Soprano Ilde Consales per concerti in Hotel, oppure in Piazza con un nostro repertorio; disponibile a suonare con Ilde Consales anche in un contesto sacro, come può essere una delle meravigliose Chiese che avete ad Ischia, precisando che (per te e per DILA) Ilde Consales ed io siamo disponibili a collaborare artisticamente con voi a titolo gratuito.

2) Da Liga Sarah Lapinska, Ambasciatrice DILA in Lettonia, riceviamo, ringraziamo e pubblichiamo:

a)

Per conto di DILA ho regalato la nostra antologia poetica OTTO MILIONI 2016 a Irina Caune, una donna simpatica, Membro del Partito “La Concordanza”, che lei ha ricevuto con il piacere.

b)

Per conto di DILA ho regalato la nostra Antologia poetica OTTO MILIONI 2016 al nostro amico da tanti anni, attivista dei diritti umani e Deputato del Parlamento di Lettonia, Boris Cilevic.

Bruno Mancini

Premio musicale “Otto milioni” 2017″

Vince il lettone Alvils Cedriņš con la canzone“Inno”

e poi di seguito Enzo Salvia “L’amore verrà”, l’ucraina Valentina Gavrish “Caffè sera” ed Eva Strazdiņa “Insieme con i fuochi di neve”.

Oltre ai voti espressi tramite web e a quelli inviati tramite coupons, la designazione della musica vincitrice della seconda edizione del Premio internazionale di musica “Otto milioni” 2017 si è avvalsa della preziosa attività svolta da Maria Luisa Neri, Socia Fondatrice DILA, presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, professoressa, poetessa, editorialista della pagina culturale del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, che ha accettato l’incarico di comporre e presiedere la Giuria delegata a pronunciare un voto tecnico per le musiche finaliste.

Il brano vincente del lettone Alvils Cedriņš diventa l’INNO ufficiale per i Premi “Otto milioni” 2017

Liga Sarah Lapinska, Ambasciatrice DILA in Lettonia, si è già dichiarata disponibile e realizzare, quanto prima, un incontro con il musicista Alvils Cedriņš per ricavarne un’intervista esclusiva da pubblicare su questa pagina.

Angela Maria Tiberi

Un ottuagenario poeta dell’amore: Cav. Giovanni Rotunno

Attualmente in pensione, si è dedicato alla poesia fin dalla giovane età.
Pubblica liriche poetiche e racconti per i quali è ammirato da oltre cinque milioni di persone, tramite Facebook e tramite il suo sito personale..

I suoi fan lo chiamano “poeta dell’amore” per i meravigliosi versi che hanno per oggetto la passione amorosa, la fede ed elegie per i luoghi dove ha vissuto.

Giovanni Rotunno

ha pubblicato diverse raccolte di poesia ed alcuni libri di narrativa raccogliendo apprezzamenti di pubblico e di critica, in Italia e all’estero, con assegnazione di diversi premi.
Uno dei più prestigiosi è stato il premio “Magna Grecia Latina New York” ricevuto dalla Presidente, poetessa e pittrice di fama internazionale, Milena Petrarca.
Nell’anno 1982 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di merito dal Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, con controfirma del Presidente del Consiglio di allora Amintore Fanfani.

Il critico letterario Pietrantonio Di Lucia ha scritto di lui:

Una mera nostalgia di un ottuagenario che immagina di essere ancora giovane e sentimentalmente toccato dai tramonti che fanno sognare notti di passione giovanili.
Il tramonto sorprende per la sua luce, una luce che non ti inonda ma che ti incanta.

Quando questa luce si tinge di arancio è particolarmente ammaliatrice.
È un’aura luminosa che ispira l’umano sentimento di due cuori innamorati.
In riva ad un lago osserviamo un manto di luce che s’apre sull’acqua calma e distesa.
Il manto che generalmente dovrebbe coprire qui ha del magico e s’apre sul lago a farcelo vedere splendente e misterioso.

Atmosfera di passione amorosa con vaghi ricordi sotto il manto blu scuro della sera.
Lentamente le onde del lago si frangono alla riva mentre il cielo buio sfavilla di miriadi di stelle brillanti.
È atmosfera di puro romanticismo che brucia di passione i cuori di due amanti in una serata stupenda, in una notte d’amore di fidanzatini al primo approccio.”

E in chiusura vi invito a leggere questa sua splendida poesia.

TRAMONTO LUCE D’ARANCIO
LUCENTE IL MANTO S’APRE SUL LAGO
DOLCI RICORDI AL BLU DELLA SERA
IN RIVA L’ONDE LENTE S’INFRANGONO
CIELO COLMARSI DI STELLE FULGENTI
CUOR SI DELIZIA SERATA STUPENDA
NOTTE D’AMORE PER SPOSI NOVELLI!

Il Dispari 2017-04-24

SEDUZIONE ED EROTISMO NEGLI SCATTI DI HELMUT NEWTON IN MOSTRA A NAPOLI

Fotografo di fama internazionale, capace come pochi di restituire quel lato invisibile che va oltre la pura riproduzione dell’immagine, per cogliere il non detto legato ad un fatto o ad un emozione che unisce per sempre quel soggetto ad una storia, Helmut Newton ha sempre eseguito i suoi lavori con disciplina e metodo, ponendo particolare attenzione ai gesti e agli sguardi dei soggetti rappresentati.

La sua fotografia trasgressiva e semplice ad un tempo, giocata secondo ritmi compositivi che fanno della luce il mezzo con cui esaltare ogni dettaglio, è ricordata con una suggestiva mostra “Helmut Newton. Fotografie. White Women /SleeplessNights /Big Nudes”,voluta da June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, in corso al PAN- Palazzo Arti di Napoli fino al 18 giugno 2017.

Curata da Matthias Harder e Denis Curtie,

promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, l’esposizione riunisce gli scatti raccolti nei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni.
Tre volumi fondamentali per entrare nei ritmi compositivi e nelle emozioni che il fotografo ha voluto raccontare, tutti e tre progettati personalmente da lui, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

Le oltre 200 immagini esposte

mettono in luce i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, noto in tutto il mondo e presente sulle riviste più importanti di moda.

Si inizia con il nudo e l’erotismo per la prima volta inserito nel mondo della moda, attraverso scatti in bianco e nero e a colori del primo libro monografico “White Women” dato alle stampe nel 1976 che subito dopo la sua pubblicazione ottenne il prestigioso Kodak Photo Book Award.
Sono 84 immagini provocanti e innovative che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

Gli scatti del volume “SleeplessNights”

pubblicato nel 1978, ruotano attorno alle donne, ai loro corpi, agli abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage da scena del crimine.
I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti.

Seguono le immagini relative a “Big Nudes”

uscito nel 1981 con cui viene inaugurata la gigantografia che consente alle stesse fotografie di entrare nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.

Protagonisti sono nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato.
Immagini intense e cariche di erotismo, ma mai volgari pur nel loro essere trasgressive che hanno contribuito al successo di questo grande fotografo specie a partire dalla fine degli anni Sessanta quando introduce nei suoi ritratti e negli scatti di moda elementi di sado-masochismo, omosessualità e vouyerismo.

Il successo che lo ha portato ad essere chiamato dalle riviste quali: Playboy, Vogue, GQ e Vanity Fair, come dai più grandi stilisti, ha contributo a far si che tutti i personaggi della moda e del jet set di quel periodo desiderassero farsi fotografare da lui.

Silvana Lazzarino

Il Dispari 2017-05-15 - Redazione culturale

Video con opere di Patrizia Canola

Video con opere di Patrizia Canola

La porta aperta dal vento – Musica di Roberto Prandin – Testo di Liga Sarah Lapinska – Traduzione di Bruno Mancini – Immagini di Patrizia Canola. Video ideato e prodotto da Bruno Mancini – slow

La porta, aperta dal vento Roberto Prandin Liga Sarah Lapinska Bruno Mancini Patrizia Canola fast


Tra eutanasia e ghigliottina Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola

Tra Eutanasia e Ghigliottina Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola

E sento jastemma ‘o cielo Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola Luciano Somma fast

DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia ideati da Bruno Mancini

Ischia, Maggio 2017,

la pittrice Patrizia Canola entra a far parte dei progetti culturali ideati da

Bruno Mancini collaborando con l’Associazione

“Da Ischia L’Arte – DILA.

Quale importante inizio di tale collaborazione, è in allestimento una mostra permanente presso il

Museo Etnografico del Mare il cui vernissage è previsto entro il mese di Maggio 2017. Patrizia Canola esporrà nel Museo sette sue opere con tema marino tra le quali ve ne saranno tre assolutamente inedite.
Listino prezzo delle opere che saranno esposte:
misura 80 x 90  = 2500.00€
misura 40 x 60  = 1300.00€
misura 30 x 40  = 900.00€

Sono in preparazione alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola rappresentano le splendide immagini che accompagnano musiche di Roberto Prandin, di Valentina Gavrish, di Enzo Salvia e dei finalisti alla seconda edizione del premio musicale “Otto milioni” 2027.

Video con opere di Patrizia Canola

Così come sono in allestimento anche alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola sono le splendide immagini che esaltano le letture di poesie degli Autori partecipanti all’Antologia “Penne Note Matite” prossimamente edita da

Il Sextante” di

Mariapia Ciaghi.

Tali video faranno parte delle puntate della trasmissione televisiva

La Mancineide” mandate in onda da

Teleischia (digitale terrestre canale 89 e web www.teleischia.com/live-tv/ )

Infine, ma solo in questo primo pacchetto di attività in comune tra DILA e Patrizia Canola, una speciale sezione dell’Antologia Penne Note Matite“, prossimamente edita da

Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, sarà dedicata all’arte di Patrizia Canola.

Rassegna stampa degli articoli pubblicati nella pagina culturale del quotidiano

Il Dispari diretto da

Gaetano Di Meglio: la cui redazione è curata da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA

Il Dispari 2016-09-12

Il Dispari 2016-12-19

Il Dispari 2017-01-09

DILA e Patrizia Canola

Rosalba Colombo (Sindaco di Arcore) con Patrizia Canola

L’Artista Alexander Kanevsky con Patrizia Canola

Patrizia Canola all’ingresso della Mostra

Manifesto Mostra

Panoramica Mostra

Panoramica Mostra

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero di grande successo.

Il fascino della sua arte dove la natura è protagonista tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati sta nel creare una compenetrazione visivo-emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, invitando a guardare oltre ed interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti.

In esclusiva per il quotidiano “Il Dispari”, diretto da Gaetano Di Meglio, Patrizia Canola ha rilasciato questa intervista a Silvana Lazzarino.

Quando è nata la tua passione per la pittura?  

L’ho sempre avuta fin da bambina. In prima elementare mi ricordo ancora di un disegno dove ho ricreato la piazza di Ferrara con la chiesa, il campanile e in primo piano la mia bambola con le trecce nere e il vecaola-fiori-violastitino a quadretti rossi e di lato le rondini.

Quando con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Toscana a Montecatini mi è capitato una mattina poco prima del sorgere del sole di restare affascinata dalla vista di una piccola valle le cui colline sfumavano verso il rosa mentre una leggera nebbiolina accarezzava l’orizzonte.

Fu in quel momento che espressi il desiderio di diventare una pittrice per poter dipingere un giorno tanta bellezza.

Quali sono stati i tuoi studi e quali gli artisti cui hai fatto riferimento nei tuoi inizi?

Dopo le Magistrali ho frequentato la Scuola di Arte Pura Applicata a Merate. Prima degli impressionisti nel mio cuore erano i Macchiaioli come Fattori, Telemaco, Signorini, ma il mio studio è partito dai classici (pittori del Trecento e del Quattrocento) visti in Toscana tra questi Luca Della Robbia.

Come nasce la scelta di riferiti ai luoghi vicini e lontani, solari e più ombreggiati di una natura sempre in divenire con l’alternarsi delle stagioni?

Dal fatto di essere rimasta affascinata dai luoghi suggestivi del nostro Paese come Montecatini, Asiago, La Spezia, diversi tra loro per colori e tipologia di paesaggio, luoghi in cui sono vissuta negli anni della mia fanciullezza e adolescenza.

Come procedi nel tuo lavoro e quali le tecniche usate?

Lavoro con pennello e spatola, lo schizzo serve come suggerimento per collocare i dettagli della natura come ad esempio quando ho realizzato il bozzetto per Il “Faggio del tè”.

La pittura all’aria aperta, un po’ come gli Impressionisti ti ha permesso di cogliere non solo l’attimo di una data situazione, ma anche il movimento della luce nel suo filtrare lungo lo scorrere dell’acqua di un fiume, o nell’ondeggiare delle canne della palude.

Quanto è importante la luce nei tuoi dipinti e che valore assume?

La luce è fondamentale perché nel dipinto i colori cambiano al variare delle ore del giorno e delle stagioni, luce che definisce ogni dettaglio come per i platani che d’inverno con la neve sembrano surreali.
Ho imparato a cogliere la velocità di quell’attimo in cui la luce si poggia su un preciso elemento della natura.

Alcuni critici ti hanno definita pittrice impressionista e macchiaiola.
Ti ritrovi in questa definizione?

A grosso modo sì.

Mi piace la macchia toscana, ma a colpirmi era in particolare la pennellata degli Impressionisti.
Prima ero molto ancorata ai dettagli, adesso il mio stile sta cambiando verso una descrizione più essenziale per andare al cuore delle cose.

piazza-s-marco-veneziaDiversi sono i soggetti rappresentati nei tuoi dipinti durante i tuoi 40 anni di carriera: dai vari luoghi della natura tra montagne, marine, boschi, alle nature morte, da alcune piazze di città come Portofino e Venezia ai ritratti, per poi passare ai cavalli intensi nei loro movimento e ai singoli alberi con il loro microcosmo silenzioso e nostalgico. Tra questi soggetti quale quello che ti ha dato un’emozione particolare?  

La sfida più grande è stata realizzare “Piazza San Marco” con le persone e definire i colori di Venezia dove dominano il verde dei tetti e il rosa delle case e delle calli,

Per questo dipinto ho realizzato un disegno molto dettagliato e preciso.
Un critico d’arte di fronte a “piazza San Marco” disse “Piazza San Marco un dipinto da far tremare le vene e i polsi”.

Da circa sei mesi ti stai orientando verso uno stile più legato ad un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari quasi tendenti al bianco. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

Il senso e le mille domande sulla vita e su quello che accade.
Sono pensieri che avverto e in quanto tali ho scelto di utilizzare un colore adatto ad un pensiero astratto come in “Va pensiero” dove ho cercato un colore chiaro.

Sulla linea di “Va pensiero” è “Futuro”. Qual’ è il loro significato?

In “Va Pensiero” si parla di libertà: diritto di tutti spesso da conquistare che contempla anche la libertà di pensiero, idea resa attraverso figure impercettibili allungate verso l’alto.
In “Futuro” ho voluto restituire la sensazione che si sta vivendo in questo tempo dominato dai social dove sempre più l’individuo smarrisce la propria personalità.

Così ho pensato all’immagine del nostro DNA scomposto ad indicare una realtà virtuale in cui si è tutti omologati nelle azioni e nei pensieri.
Le due scale appena accennate indicano le possibilità che ha l’uomo di procedere verso l’alto per ritrovare le vere emozioni, o verso il basso dove è destinato ad inaridirsi. “Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso, l’unica cosa che può salvare l’uomo è la croce appena accennata nel dipinto a simboleggiare la resurrezione.

Oltre alla croce sono la stella blu simbolo dello spirito e la triade dove è Dio la cui scintilla è in ciascun individuo.
E’ un appello ad un risveglio di coscienze simboleggiato dalla triade.
Si tratta di dipinti che riflettono lo stato emotivo dell’uomo tra desideri di libertà, speranze, ma anche dubbi legati ad un futuro dove si rischia di perdere la propria identità se si resta chiusi nel proprio egoismo.

Tra le opere più recenti quale quella cui tieni di più e cui sei legata per un motivo particolare?

Va pensiero” dove è accennato il viaggio dell’ umanità verso il desiderio di libertà.

A parte Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale con cui hai esposto in diverse occasioni importanti, quale tra gli artisti contemporanei quello con cui vorresti esporre e perché?

Andrea Trisciuzzi che stimo come artista e maestro.

Come artista è bellezza e sentimento nella forma più alta: le sue opere sono un piacere per gli occhi e lo spirito. Andrea è un compagno di viaggio e un maestro e persona di grande spessore.

La tua arte è poesia delle emozioni perché riesce a restituire quel battito del cuore proprio come una lirica. Tra i grandi poeti di ieri e di oggi quale quello più vicino al tuo sentire? 

Pascoli perché dentro di noi è sempre presente un fanciullino.
Ma in assoluto il poeta che amo più di tutti è Shakespeare per il suo raccontare la vita e per il suo essere attuale.
Queste le sue parole: “….siamo il palcoscenico della vita dove siamo attori, spettatori, perché recitiamo tanti ruoli.

Quando la tua prossima mostra?

La personale a Palazzo Zenobio a Venezia da febbraio a Marzo.2017 e al mio fianco sarà anche la famosa scultrice Alba Gonzales.

Complimenti per la tua carriera luminosa e costellata di successi. Bruno Mancini e la DILA, ma anche tutta l’isola di Ischia non vedono l’ora di incontrarti. Ti aspettiamo al Museo Etnografico del Mare di Ischia con i tuoi dipinti in cui ritrovare il mosaico della vita tra bellezza verità.

Bene, ne sono molto felice.

Silvana Lazzarino- Patrizia Canola – Bruno Mancini

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola presentati nel catalogo

De ReRum NatuRa – la natura vista da Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

“Ispirato al poema didascalico latino di Tito Lucrezio Caro del I secolo a.C., il progetto artistico di Patrizia Canola si propone di riflettere in chiave pittorica “Sulla natura delle cose” o più semplicemente “Sulla natura”. Così come per Lucrezio nella sua letteratura filosofica, anche per Patrizia Canola la sua arte non è solo un modo per raffigurare in maniera fredda e razionale l’universo circostante, ma è innanzitutto il mezzo per saper cogliere e raccontare la poetica del bello che ci circonda e la magia che l’universo in sé racchiude.

Ed è così che tutto è in equilibrio tra fisica, antropologia e cosmologia.

Gli elementi dell’ambiente circostante si fanno racconto di paesaggi, scenari in parte ispirati al vero, tra i quali la terra di Brianza, tanto cara all’artista, dove vive e lavora.

Attraverso questo osservatorio privilegiato che comprende il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a cui fanno da sfondo le Alpi e le Prealpi, accarezzate da strati di cielo cangiante, opera immersa ed indisturbata la pittrice.

Il ritmo di questa natura, a metà addomesticata dall’uomo e a metà ancora selvaggia, emerge nel fluire incessante dell‘Adda, che nell’opera dell’artista rappresenta il senso profondo della vita: poiché se da una parte tutto ha origine, pertanto nascita e dall’altra tutto ha una fine e quindi morte, è anche altrettanto vero “che nulla nasce dal nulla e nulla muore riducendosi al nulla”.

In questo cerchio metafisico dell’esistenza trova spazio ed espressione la pittura appassionata di Patrizia Canola, in cui i colori sono le note di uno spartito e la luce il direttore d’orchestra.

Catia Monacelli

Curatore e Critico d’Arte Direttore Polo Museale Città di Gualdo Tadino

La Dott.ssa Catia Monacelli e Patrizia Canola

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con Vittorio Sgarbi e Catia Monacelli

ScompArti: alla  Fiera di  Erba

espone Patrizia Canola pittrice di fama internazionale

Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Pittrice affermata e di successoa livello internazionale, attiva in Brianza dove vive e trae spunti per la sua ispirazione, Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero.

Riposo d'inverno di Patrizia Canola

Da sottolineare “Verdi Off” a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterale del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma. Presso la Boutique CHARLOT (strada Garibaldi 45 Parma) infatti è possibile guardare con gli occhi e la mente questo straordinario dipinto in cui si avverte un cambiamento di stile dove il tratto si fa leggero e quasi impercettibile ed i colori chiarissimi invitano a soffermarsi sul tema della libertà, motivo centrale dell’opera verdiana “Il Nabucco” da cui l’artista ha tratto ispirazione.

A conclusione della rassegna “Verdi Off” solo le 20 opere più meritevoli saranno protagoniste dell’esposizione che farà da chiusura al Festival dedicato al grande musicista Giuseppe Verdi.

Patrizia Canola restituisce ogni battito, ogni respiro della natura raccontando la vita che ora si accende nei colori sgargianti di glicini, spighe di grano, ora si smorza nei panorami abitati da distese di ghiaccio e neve.

SCOMPARTI Campo d'avena

La sua opera legata ai profili ora accesi e brillanti, ora più cupi e notturni di una natura in divenire che apre ad una compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, è presente nell’appuntamento con la  Fiera espositiva ad Erba (CO) il prossimo 23 ottobre 2016. “ScompArti” – Lariofiere Como Lecco, a metà strada tra una mostra ed una fiera d’arte, attraverso il diretto coinvolgimento degli artisti che vi partecipano vuole far veicolare in modo diretto e partecipativo la conoscenza dell’arte contemporanea richiamando l’attenzione del grande pubblico. Entro questo ampio spazio espositivo il pubblico  ha la possibilità di incontrare e conoscere direttamente gli artisti e apprezzare ancor più le opere che possono essere acquistate senza intermediari. Un’occasione per promuovere l’arte creando un ponte diretto tra gli artisti che espongono in fiera e il pubblico potenziale acquirente.lingo-ladda

Patrizia Canola nelle sue pennellate leggere, quasi trasparenti con presenze umane appena abbozzate come nel citato “Va pensiero” e in “Futuro” immagina il futuro. In “Va pensiero” si parla di un futuro dove a trionfare è la libertà, diritto che spetta a tutti gli uomini, in “Futuro” è ipotizzato un futuro binario: chi prosegue nella meccanicità di un’esistenza indifferente ed egoista e chi prova a guardare oltre e pensare che sia possibile cambiare per sentirsi liberi di essere se stesso lontano da condizionamenti e falsi miti.

Alla Fiera di Erba Patrizia Canola espone opere legate ai diversi volti della natura dove si possono recuperare desideri, aspirazioni, sogni dimenticati. Di particolare suggestione è il trittico Luci d’Autunno che per i colori caldi  e quella luce soffusa mista tra giallo e vibrazioni tendenti all’arancio, spicca sulla parete nera richiamando le sensazioni nostalgiche e romantiche tipiche di questa stagione. Accanto a quest’opera tra le più interessanti della Canola sono tra le altre Campo d’avena, le mimose, Glicine bianco e non poteva mancare Riposo d’inverno dipinto intenso in cui l’albero nel suo apparente riposo, manifesta saggezza e forza.

Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino legge la poesia !Semplicemente tu”

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Mario, il faggio dell’Alpe Tè

Un gigantesco albero plurisecolare nei boschi della Valsassina

L’età di questo albero è incerta.

Alcuni dicono che potrebbe avere fino a ottocento anni (vorrebbe dire che germogliava quando nasceva il Poeta Dante), altre trecento (Vivaldi componeva le quattro stagioni).

Una deliziosa leggenda locale, raccontata su un cartello ai piedi dell’albero, racconta: “Tanto tempo fa nel paese di Introbio viveva un pastore di nome Mario.

Non gli piaceva stare con la gente, lui amava gli animali e la natura.

Ogni estate Mario portava le sue mucche a pascolare in un grande prato all’Alpe Tè.

Tutte le mattine saliva al pascolo e durante il tragitto si fermava ad ascoltare il canto degli uccelli e la voce del Torrente Acquaduro.

Alle Baite Serra osservava i colori del bosco, respirava il profumo dei fiori e infine proseguiva
fino all’alpe.

Dopo aver salutato le sue mucche, Mario entrava nel bosco di faggi che lui chiamava il bosco incantato.

Dal fruscio delle foglie e degli alberi, imparava ogni volta una storia nuova.

Un brutto giorno scoppiò un violento temporale e Mario andò a rifugiarsi in una cascina nelle vicinanze.

Dalla montagna all’improvviso si staccò una frana; gli alberi, le mucche e la cascina dove il pastore aveva trovato riparo furono spazzati via.

L’uomo era ormai in fin di vita, quando gli apparve lo spirito del bosco che gli disse: Hai sempre rispettato e amato questo luogo; voglio premiarti e fare in modo che tu possa continuare a vivere qui.

Detto questo, Mario fu trasformato in albero, un magnifico faggio che gli abitanti di Introbio chiamano il Fo de Te.”

Nel 2011 un pezzo importante di albero è caduto, non è chiaro se per colpa del maltempo o di un parassita.

Ad ogni buon conto, la parte sopravvissuta è ancora immensa e in gran forma.

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con dott.ssa Catia Monacelli

Locandina Venezia

“Il percorso creativo di Patrizia Canola

ha assunto una consistenza artistica particolarmente strutturata, particolarità che le dona quella maturità espressiva necessaria per affacciarsi con professionalità e determinazione ad una platea internazionale sempre più qualificata ed esigente.

Parte infatti dalla consapevolezza d’aver costruito nel tempo, con dedizione, pazienza e passione, uno spessore espressivo tale da garantire quella libertà creativa, fondata sulla capacità di trasferire sulla tela bianca le emozioni provenienti dall’anima.

Figure della natura che sembrano prendere forma grazie al dialogo armonico tra la luce e il colore come fossero elementi dotati di vita propria.

L’opera agisce direttamente sull’anima dello spettatore più attento, coinvolgendolo con forme che sembrano evaporare, dissolvendosi nella luce per poi magicamente ricomporsi sotto forma di opera d’arte.

La percezione sensoriale che si ha nell’approccio alle opere di Patrizia Canola è equiparabile quella dell’ingresso in un mondo nuovo dipinto con i colori della passione e delle emozioni.”

Prof. Alberto Moioli

“Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Nella natura, nei suoi spazi dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, ha scoperto una fonte di ispirazione privilegiata per accostarsi e rivelare le emozioni della vita.

La Brianza è col tempo diventato il sito più frequentato per dare vita alle sue opere dove filtrano le atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia catturare nella bellezza delle sue sfumature di colori ora cangianti ora riflessi, per poi nascondersi lasciando un alone di mistero al calar della sera.

Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio in divenire, filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce.

Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni.

La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

I due dipinti (olio su tela) qui presenti in mostra: Rifrazioni (2014) e Atmosfera d’inverno sul fiume Adda (2015) esaltano questa luminosità e l’effetto delle trasparenze dettate dalla luce riflessa.

Luce che esalta i colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba che trasmettono il senso della vita nel suo continuo procedere dalla nascita alla morte per poi rinascere.

È la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.”

Silvana Lazzarino
giornalista

Nel respiro di Gaia la Madre Terra- Settembre 2016 – Gualdo Tadino


IL PENSIERO LIBERO NEI DIPINTI DI PATRIZIA CANOLA

IN MOSTRA A COMO E MILANO

Le atmosfere intense e rasserenanti, malinconiche e  nostalgiche di paesaggi naturali dove i ritmi della luce segnano le ore del giorno dando forma ai colori nel loro caratterizzare il passare delle stagioni, trovano la massima espressione visiva ed emotiva nei dipinti di Patrizia Canola, pittrice di fama internazionale da molti critici definita impressionista- macchiaiola.

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero: citiamo tra le più recenti: “Dalla Terra al Cielo” presso la  Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” presso il Centro Culturale Cajani a cura di Catia Monacelli entrambe a Gualdo Tadino e “Art Escape” a Venezia nel settecentesco Palazzo Zenobio e “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” sempre a Gualdo Tadino (18-25settembre 2016) negli spazi dello Store San Benedetto in concomitanza con i Giochi de le Porte e il Palio.

E poi la partecipazione a “Verdi Off” (settembre- ottobre 2016) a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterali del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è stata esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma.

La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati. apre ad una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare.

Accanto al paesaggio Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, alle nature morte dove primeggiano fiori e frutta, allo studio degli alberi e a quello dei cavalli di cui ha saputo restituire la precisione e  l’eleganza del movimento; ma da qualche tempo si è orientata verso uno stile dallo spessore metafisico, quasi impalpabile dove le figure non sono più definite e a prevalere sono colori molto chiari, tersi.

Uno stile vibrante di emozioni con cui l’artista racconta la vita e il suo mistero dove libertà e speranza diventano le mete desiderate dall’uomo, in cerca di risposte al  proprio destino sospeso tra certezze e tradimenti, e dove l’attesa lo mette costantemente alla prova nell’urgenza di una scelta per cambiare e migliorare la propria vita.

Aspetti questi che si ritrovano in due dipinti Va pensiero e Futuro esposti presenti nella suggestiva mostra PANORAM ART- MOSTRA COLLETTIVA DI ARTE Dal figurativo al Concettuale che inaugura il prossimo 16 dicembre 2016 a Carimate (Como).

Allestita negli spazi della Sala Civica “Il Torchio” in Piazza Castello, la mostra che sarà presentata dalla storica dell’arte Chiara Meroni, riunisce interessanti nomi dello scenario dell’arte contemporanea dove accanto a Patrizia Canola sono Mariagrazia Algisi, Liana Bolaffio, Serena Cantalupi, Pierbattista Amodeo, Ivana Olimpia Belloni, e ancora Carmen Molteni,  Antonio Zanni,  Bruno Porro e Ernesto Savassi. Senza dimenticare Paola Sacchi, Pier Alberto Filippi, Silvana Settimia Zerboni, Pio Ambrogio Teruzzi, Luisa Caeroni e Karin Feurich.

Entrambi i dipinti di Patrizia Canola esplorano il mistero della vita dando spazio al motivo della libertà presente in Va pensiero e a quello della perdita dell’identità da parte dell’individuo accennato in Futuro in cui però è lasciato spazio ad una speranza.

Va pensiero” (2016) attraverso la rappresentazione di figure eteree proiettate verso l’alto, quasi impercettibili e in simbiosi con il chiarore dello sfondo, parla di bisogno di libertà, fisica e morale, diritto che spetta a tutti gli uomini proprio come intona il coro del “Nabucco” di Giuseppe Verdi cui si è ispirata l’artista per il suo dipinto.

“Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso dove ciascuno è prigioniero del proprio ego, non aperto ad una vera e autentica comunicazione con l’altro, perché si è prigionieri dei social dove la verità è trasformata e alterata e non c’è spazio per le emozioni.

Dipinti con cui l’artista ha dato forma alle vibrazioni del pensiero più puro cogliendo l’essenza della vita che guarda oltre l’apparenza e supera le distanze riscoprendo la bellezza della verità che è libertà e virtà.

Sempre sullo stesso stile quasi impalpabile, l’artista ha dato vita ad un altro dipinto, forse  tra i più intensi di questo nuovo orientamento, Inverno in mostra a Milano nella collettiva presso lo spazio Arte contemporanea al Naviglio Grande.

L’esposizione COLLEZIONE D’ARTE MILANO in corso fino al 15 dicembre 2016 oltre a questa suggestiva opera della Canola dove protagoniste sono le betulle bianche che formano una sinfonia di emozioni con i tratti azzurrati del bosco sullo sfondo, presenta altri lavori di artisti tra cui citiamo: Francesca Guariso, Mario Esposito, Laura Bruno, Gisella Pasquali, Angela Marchionni, Silvana Mascioli e Mauro Martin. 

Silvana Lazzarino

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Inaugurazione mostra

“Dalla Terra al Cielo, dal Figurativo all’informale “

a cura di Catia Monacelli, Francesca Sacchi Tommasi e con la partecipazione di Vittorio Sgarbi

Hanno scritto di Patrizia Canola

Patrizia Canola, attraverso i suoi dipinti avvolgenti nelle diversificate sinfonie di luci che da essi emergono, regala un nuovo modo di sentire le emozioni della vita, soffermandosi sulle atmosfere dense di poesia e bellezza, mistero e armonia proprie della natura.

Natura che accoglie l’uomo e da esso chiede rispetto mostrando i suoi volti ora solari e vibranti, ora cupi e malinconici; una natura che nelle sue manifestazioni invita l’individuo ad interrogarsi sul suo esistere regalando attimi di sospensione dove ritrovare se stesso andando incontro a quel senso di infinito che si nasconde nel vibrare delle spighe di grano al leggero soffio del vento, o nelle trasparenze delle acque cristalline di un torrente, o ancora nelle rarefatte visioni di un bosco dove l’occhio si perCalle di Patrizia Canolade immaginando cosa possa nascondersi oltre.

Il colore, protagonista di ogni scorcio e angolo della natura, restituisce profumi ed essenze recuperando ogni battito della stessa natura fonte inesauribile di vita, che apre a nuove sensazioni per respirare orizzonti di libertà. 

Accanto alle variazioni di blu che intonano stilizzazioni di profili

di alberi a suggerire la via del bosco di “Sensazioni” è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di “Luci d’autunno” dove l’albero quasi sfoglio si lascia attraversare da una luce diffusa sullo sfondo.

E ancora l’ondeggiare leggero delle bionde spighe mosse dal vento di “Campo di grano” che creano ponti di luce tra la terra e il cielo, il candore puro e lucente delle “Calle” esaltate dallo sfondo blu, fino a “Malinconia” dove il movimento della chioma del cavallo sintetizza un nostalgico abbandono a pensieri lontani.

Silvana Lazzarino

INFO: emmegiischia@gmail.com

Tel 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Patrizia Canola

nasce a Milano il 12 gennaio 1952, da giovane si trasferisce in Brianza, dove risiede.

Ha frequentato la Scuola d’Arte Pura e Applicata di Merate (LC), sotto la guida del maestro Franco Torazza dal quale apprende la tecnica della pittura a olio, mentre col maestro Alessandro Scaccabarozzi approfondisce la tecnica del disegno.

Ha seguito tutti i principali movimenti pittorici della Brianza, partecipando attivamente al fermento artistico, proseguendo poi il suo percorso artistico con esposizioni su tutto il territorio nazionale e partecipazioni internazionali.

La tecnica preferita è la pittura a olio su diversi supporti.

Ama dipingere all’aperto a diretto contatto con la natura sua principale fonte d’ispirazione.

In:

“IMPRESSIONI DAL VERO”,

“DE RERUM NATURA” a cura di Catia Monacelli

“IL PANE QUOTIDIANO” curatore Alberto Moioli

“EXPOARTE ITALIANA” progetto di Regione Lombardia a cura di Vittorio Sgarbi

“DAL CIELO ALLA TERRA, DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE” a cura di Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi con la partecipazione di Vittorio Sgarbi,

sue recenti esposizioni, i campi, gli alberi, l’acqua e i fiori sono i protagonisti.

PRINCIPALI EVENTI / ESPOSIZIONI

2015

Gualdo Tadino (PG) – Palazzo Comunale
Consegna opera ai Premi Nobel per la Pace 12 dicembre 2015

Lissone (MB) – Palazzo Terragni
Arte Cibo per l’anima – Collettiva dal 24 ottobre al 1 novembre

Fregene (Rm) – Centro Internazionale di Scultura
Contemporanea Pianeta Azzurro – 11° Giornata del contemporaneo
Personale ” Omaggio alla Pittura : Patrizia Canola” dal 10 al 31 ottobre

Gualdo Tadino (PG) – Rocca Flea
Un impresa ad Arte – Asta al Gran Gala delll’Imprenditoria 18 settembre
Varedo (MB) -Villa Bagatti Valsecchi

EXPOARTE ITALIANA curata e diretta da Vittorio Sgarbi dal 19 giugno al 28 Novembre
Missaglia (LC) – Monastero di S.Maria della Misericordia

“Giornate Rotariane d’Arte e Cultura – IL PANE QUOTIDIANO” personale dal 5 al 7 giugno
Gualdo Tadino (PG) – Chiesa Monumentale di S. Francesco

Personale “DERERUM NATURA” dal 05 al 28 giugno
Milano – Affordable Art Fair

Asta Flash di Basezero dal 20 al 22 marzo
Milano – Spazio Tadini

Affordable Art Fair e Basezero insieme per l’Arte Accessibile Collettiva dal 11 al 17 marzo

2014

Roccamorfina (CE) Museo Magma
Exclusive dal 11 ottobre al 13 dicembre

Roma – Ambasciata della Repubblica Irak presso Santa Sede
Festival Internazionale dell’Arte dal 4 al 6 giugno

Gubbio (PG) – Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Arte Sacra dal 9 maggio al 22 giugno

Bastia Umbra (PG) – XLII Mostra Internazionale d’Antiquariato ASSISI
Personale ” Impressioni dal Vero” dal 25 aprile al 4 maggio

Fano (PU) – Ex Chiesa di San Michele
Seduzione dell’Arte dal 22 gennaio al 6 febbraio

2013

Arcore (MB) – Palazzo delle scuderie di Villa Borromeo
Personale “IMPRESSIONI DAL VERO” dal 7 al 16 settembre

Bari – padiglione Fiera del Levante
30° Edizione Expo Arte con Art&Co Gallery dal 8 al 11 marzo

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 24 Edizione con la Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 15 al 18 novembre

Torino – Ex Villaggio Olimpico
Pix Paratissima 9 dal 6 al 10 novembre

Milano – Art Meet Gallery
Waiting for Expo 2015 dal 4 luglio al 4 agosto
2012

Roma – AMREF c/o Casa d’Aste Babuino
L’Arte per Amref – Asta a Sostegno delle Donne d’Africa 21 dicembre

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 23 Edizione con Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 9 al 12 novembre

Kiev – Ucraina – Museum of Modern Art of Ukraine
“Ukrainian Art Week” with Italian Contemporary Artists dal 15 al 25 ottobre

Anni Precedenti

Lecco – Galleria “La Tavolozza” (1980)

Roma – Museo del Folkore (1982)

Portofino (Ge) – Galleria “San Giorgio” (1980) Cernobbio (Co) -Studio d’Arte “La Casa Rossa” (1980)

San Pellegrino Terme (Bg) – Galleria “Berna” nel 1983 e 1989

Como – Villa Olmo (1980)

Piacenza – Galleria “La Meridiana” (1981) Firenze – Galleria 14 (1981)

Basilea – ART 13-82 (1982)

Bari – Expo Arte (1982-1983-1984)

Bergamo – Bi. D. Art. (1988) New York – Artexpo NY (1983)

Austria – Bad Gastein – Italiaenischen Moderne Meister (1986)

PATRIZIA CANOLA Via Degli Alpini, n.5
23870 Cernusco Lombardone
Lecco – Italia

Tel . 039 9907138
Cell. 3930794636
mail : patrizia.canola@gmail.com

http://www.patriziacanola.com

PATRIZIA CANOLA ALLA TRIENNALE DI ARTI VISIVE A ROMA

TRIENNALE DI ARTI VISIVE A ROMA 2017

L’arte di Patrizia Canola è poesia delle emozioni perché riesce a restituire quel battito interiore che lega gioia e nostalgia, passato e presente proiettando lo sguardo verso il futuro attraverso i molteplici scenari di una natura in divenire filtrata nei suoi diversi volti dalla forza rivelatrice della luce. Pittrice di fama internazionale, da molti critici definita impressionista- macchiaiola, Patrizia Canola, nasce a Milano, ma ben presto dopo aver girato diversi luoghi dell’Italia tra Emilia Romagna, Umbria e Toscana si trasferisce in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni, dei respiri e silenzi della natura: una natura che si mostra serena e solare, ma anche nostalgica e misteriosa passando da boschi dove scorrono ruscelli dall’acqua cristallina a marine, da paesaggi invernali attraversati da una luce abbagliante a nature morte, per arrivare a scenari dove ogni immagine è appena accennata, avvolta da chiarori di luci che definiscono la parte emotiva del pensiero.

Triennale di Arti Visive a Roma dipinto Futuro di Patrizia Canola
Triennale di Arti Visive a Roma dipinto Futuro di Patrizia Canola

Patrizia Canola, con quarantanni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero: citiamo tra le più recenti: “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” a Gualdo Tadino nello Spazio Store di San Benedetto, Verdi Off” a Parma per il Festival di Verdi e “Art Walk” a Palazzo Zenobio Venezia.

Quest’anno Patrizia Canola è tra gli artisti selezionati per l’ESPOSIZIONE TRIENNALE DI ARTI VISIVE A ROMA giunta alla terza edizione, che sarà inaugurata il 1 aprile 2017 presso il Complesso del Vittoriano di Roma da Daniele Radini Tedeschi noto critico d’arte e Achille Bonito Oliva, teorico della Transavanguardia e riconosciuto come il più importante curatore d’arte contemporanea.

Oltre a questa principale sede espositiva la rassegna d’arte a cura di Gianni Dunil, è allestita presso lo storico Palazzo Velli e la Fondazione Venanzo Crocetti dove inaugura il prossimo 25 marzo. Proprio in quest’ultimo sarà esposto il dipinto di Patrizia Canola, “Futuro selezionato per la grande esposizione. Un’ opera intensa per lo stile e il contenuto in cui l’artista ha voluto rappresentare il suo modo di vedere un possibile futuro per l’umanità ora sempre più presa dal bisogno di riconoscimenti sul piano materiale e sempre meno rivolta ad ascoltare le emozioni del cuore. Da un lato aridità e perdita dei veri valori per inseguire falsi miti, dall’altro il bisogno di ritornare sui propri passi e guardare ad un futuro in cui ritrovare l’ascolto e l’accoglienza con l’altro a partire da se stessi. Due vie possibili da percorrere, due possibili scelte con cui l’uomo può indirizzare il proprio domani, liberamente. E’ data all’uomo la possibilità di rinascere indirizzandosi verso il percorso dove trovare la forza di guardare in se stesso.

Triennale di Arti Visive a Roma 2017
Triennale di Arti Visive a Roma 2017

“Futuro” fa parte del nuovo ciclo di dipinti che l’artista ha iniziato a realizzare circa un anno fa con “Va pensiero” nel quale  spicca quel bisogno di libertà reso dalla rappresentazione di figure eteree proiettate verso l’alto, quasi impercettibili e in simbiosi con il chiarore dello sfondo che avvicina a quella luce dove tutto rinasce e respira di nuova vita.

Il catalogo della rassegna, la cui introduzione è curata da Vittorio Sgarbi, contiene diversi testi critici di nomi importanti del panorama della storia e della critica d’arte.

La giuria formata da Jas Gawronski, Stefania Pieralice e Gianni Lattanzio, avrà il compito di votare e stabilire l’artista vincitore dell’edizione del 2017 di questa prestigiosa rassegna d’arte. Inoltre sarà assegnato il “Premio alla Carriera” da parte del comitato scientifico della rassegna nelle persone di Mario Bernardinello, Dante Fasciolo, Loredana Trestin e Stefano Valeri.

Negli scenari raffigurati da Patrizia Canola, legati alla natura, la luce è fondamentale diventando elemento che forma e fonde il colore a svelare i dettagli della stessa natura al passare delle stagioni che corrono in sintonia con stati d’animo ed emozioni. La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose, le peonie e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento. Intense le incursioni di luci a scandire le variazioni cromatiche in “Rifrazioni” (2014) e “Atmosfera d’inverno sul fiume Adda” (2015) che esaltano l’effetto delle trasparenze legate alla magia dei riflessi. La luce nei dipinti della Canola crea trasparenze e spessori, riflettendosi nell’acqua e liberandosi nel cielo: una luce che ora sembra irrompere e palpitare fra i rami e le cime degli alberi come in “Luci d’Autunno” (2015), ora fermarsi su quelle proiezioni di orizzonti dove i i ghiacciai diventano specchi per cieli quasi marmorei e custodi di verità come in “Incanto d’inverno” (2015). Verità sul senso della vita inafferrabile, ma percepibile attraverso colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba, ninfee che raccontano della continuità, del passare dalla nascita alla morte, per poi rinascere. E’ la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo, parlando all’uomo del mistero della vita. E’ la rinascita quale simbolo di speranza che si lascia intravedere proprio in “Futuro” in cui  la Canola da forma alle vibrazioni del pensiero più puro cogliendo l’essenza della vita che guarda oltre l’apparenza e supera le distanze riscoprendo la bellezza della verità..

Silvana Lazzarino

ESPOSIZIONE TRIENNALE DI ARTI VISIVE A ROMA

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Via San Pietro in Carcere, Roma

26 marzo – 23 aprile 2017

Palazzo Velli Expo, Piazza Sant’Egidio 10, Roma

Fondazione Venanzo Crocetti, via Cassia 492, Roma

25 marzo – 22 aprile 2017

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

apertura al pubblico domenica 26 marzo fino al 23 aprile 2017

inaugurazione sabato 1 aprile ore 16.00

Palazzo Velli Expo

apertura al pubblico sabato 25 marzo ore 16.00 fino al 22 aprile 2017

conferenza domenica 26 marzo ore 16.30

Fondazione Venanzo Crocetti

apertura al pubblico sabato 25 marzo fino al 22 aprile 2017

Orari

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Lunedì – Giovedì 9.30 > 19.30, Venerdì – Sabato 9.30 > 22.00, Domenica 9.30 > 20.30

Ingresso libero- L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura

Palazzo Velli Expo

Lunedì – Venerdì 11.00 > 19.00; Sabato e Domenica chiuso, Ingresso libero

Fondazione Venanzo Crocetti

Lunedì – Venerdì 11.30 > 13.00 – 15.00 >19.00; Sabato 11.00 > 19.00, Domenica chiuso, Ingresso libero

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ART WALK 2017 a Venezia

ART WALK 2017

 PATRIZIA CANOLA E ALBA GONZALES A PALAZZO ZENOBIO, VENEZIA

TRA VISIONE ED EMOZIONE

 In occasione del Carnevale a Venezia da non perdere ART WALK 2017 Mostra d’arte Contemporanea allestita nella splendida cornice di Palazzo Zenobio, sede degli eventi della Biennale. Curata da Loredana Trestin e organizzata da Anna Rita Boccolini, la prestigiosa rassegna che si inaugura il prossimo 18 febbraio 2017 alle ore 11.00, e che vede quale direttore artistico il Prof Alfredo Pasolino, nasce dalla collaborazione artistica di due realtà culturali: Divulgarti Consulting di Genova e Associazione Artistica ”I2colli” di Terni. Un invito a staccarsi dall’ordinario per ritrovare nuove emozioni viaggiando nei diversi linguaggi proposti dall’arte che entra negli orizzonti del pensiero umano tra ricordi e desideri, attese e malinconie attraverso importanti nomi del panorama artistico contemporaneo.

Campo di Grano di Patrizia Canola
Campo di Grano di Patrizia Canola

Attraverso personali e bi-personali dove si possono ammirare opere di pittura, scultura, installazioni, i visitatori avranno modo di guardare con gli occhi e la mente la vita attraverso sinergie fatte di colori, ritmi di linee, luci e ombre restituite attraverso i diversi linguaggi dell’arte che svela e nasconde, esplora e mimetizza.

In particolare nell’ambito degli eventi di Art Walk 2017 suggeriamo di visitare la bi-personale delle artiste ALBA GONZALES e  PATRIZIA CANOLA, protagoniste di fama internazionale per la capacità di raccontare le emozioni della vita attraverso i ritmi infiniti della storia dell’uomo tra mistero e sogno, passione e sentimento. Con eleganza e originalità nell’espressione di stili e contenuti in modi diversi Alba Gonzales e Patrizia Canola rispettivamente scultrice e pittrice – che espongono nella stessa sala-

il Dubbio di Narciso di Alba Gonzales
il Dubbio di Narciso di Alba Gonzales

regalano immagini che recuperano le possibili contaminazioni tra passato e presente, visibile e invisibile, dove si susseguono scenari di bellezza e armonia, ma anche illusione e incertezza.

Al fantastico e all’onirico tra storia e mito dove si rincorrono inganno e gelosia, tradimenti e passioni, propri del vissuto dell’uomo fanno riferimento le sculture eleganti e vibranti di vita di Alba Gonzales, scultrice con 40 anni di carriera costellati da successi e importanti riconoscimenti a livello internazionale.  Alla natura e al suo essere un tutt’uno con l’uomo che ad essa appartiene, ma che innanzi al suo cospetto talora avverte quel sentimento del sublime che lo frena e lo attrae allo stesso tempo, si rivolge lo sguardo sensibile e attento di Patrizia Canola che della stessa natura coglie il profondo lirismo dentro lo spazio fisico in cui avvertire luci di infinito in sintonia con quanto sovrasta il pensiero, libero di sognare e sperare.

Le suggestive e imponenti sculture in marmo e bronzo di Alba Gonzales presenti in questo spazio appartenenti al gruppo “Amori e Miti” dove si evince il fascino della mitologia classica e della cultura del Mediteranno e al gruppo “Sfingi e Chimere” in cui prevalgono rappresentazioni quasi fantastiche in cui Con una rosa l'ariete apre tutte le porte opera di Alba Gonalesaffiorano elementi erotico onirici, nel loro presentare corpi in movimento, o in semplice stasi e Seduta sul suo tesoro_FotoRuiz_stampa-2946-2 (2) contemplazione, racchiudono un senso di poesia e mistero unite a bellezza e fascino. Figure di donne in simbiosi con la natura, a metà tra umano e divino, con riferimenti alla mitologia e alle allegorie, risvegliano i luoghi più segreti dell’inconscio ponendo interrogativi sull’esistenza e sul rapporto tra il luoghi del mondo perduto e sognato e i luoghi delle emozioni. Un’arte metamorfica e onirica a metà tra realtà e visione dove sono presenti elementi classici e dove dominano temi quali il dramma, la passione e l’ironia, cui si affiancano il mistero, il senso dello spirituale ad esso legato e la paura per ciò che non si conosce. Così accanto a ”Il dubbio di Narciso”,  “Con una rosa l’ariete apre tutte le porte” e  “Seduta sul suo tesoro” sono  “Il Volo, Paolo e Francesca”, “Shut up”, “Le avevo in pugno”. In quest’ultima scultura, figure di donne una sull’altra fuggono ad una mano maschile, mentre in “La sorpresa”  una donna guarda indietro come a scrutare se qualcuno la stia seguendo. Desideri impossibili, non appagati, identità

Luci d'Autunno di Patrizia Canola
Luci d’Autunno di Patrizia Canola

disperse, sogni irreali prendono forma nelle sue sculture tramite un’armonia che accoglie e avvolge l’osservatore in un viaggio catarsico dove tutto è attesa e arrivo verso una vittoria del pensiero che libera il vero volto del visibile.

Patrizia Canola attraverso i suoi dipinti avvolgenti nelle diversificate sinfonie di luci che da essi emergono, regala un nuovo modo di sentire le emozioni della vita, soffermandosi sulle atmosfere dense di poesia e bellezza, mistero e armonia proprie della natura. Natura che accoglie l’uomo e da esso chiede rispetto mostrando i suoi volti ora solari e vibranti, ora cupi e malinconici; una natura che nelle sue manifestazioni invita l’individuo ad interrogarsi sul suo esistere regalando attimi di sospensione dove ritrovare se stesso andando incontro a quel senso di infinito che si nasconde nel vibrare delle spighe di grano al leggero soffio del vento, o nelle trasparenze delle acque cristalline di un torrente, o ancora nelle rarefatte visioni di un bosco dove l’occhio si perde immaginando cosa possa nascondersi oltre. Il colore, protagonista di ogni scorcio e angolo della natura, restituisce profumi ed essenze recuperando ogni battito della stessa natura fonte inesauribile di vita, che apre a nuove sensazioni per respirare orizzonti di libertà.  Accanto alle variazioni di blu che intonano stilizzazioni di profili

Sensazioni di Patrizia Canola
Sensazioni di Patrizia Canola

di alberi a suggerire la via del bosco di “Sensazioni” è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di “Luci d’autunno” dove l’albero quasi sfoglio si lascia attraversare da una luce diffusa sullo sfondo. E ancora l’ondeggiare leggero delle bionde spighe mosse dal vento di “Campo di grano” che creano ponti di luce tra la terra e il cielo, il candore puro e lucente delle “Calle

esaltate dallo sfondo blu, fino a “Malinconia” dove il movimento della chioma del cavallo sintetizza un nostalgico abbandono a pensieri lontani.

Accanto alle opere delle due artiste Alba Gonzales e Patrizia Canola, il percorso della mostra offre diversi modi di leggere ed interpretare la realtà e il proprio vissuto, grazie a altre rappresentazioni suggestive e intense che raccontano della poesia della natura, delle interazioni di forme e colori in libertà. Un’occasione per soffermarsi sulle emozioni che accompagnano l’esistenza tra certezze e dubbi, gioie e malinconie. Emozioni e stati d’animo che l’arte, quella più autentica e toccante, sa far riaffiorare. La presentazione del catalogo sarà a cura del Prof Alfredo Pasolino,

Silvana Lazzarino

 

ART WALK 2017 Mostra d’Arte Contemporanea

Bi-personale di ALBA GONZALES E PATRIZIA CANOLA

Curatore Artistico: Trestin Loredana

Direttore artistico: Alfredo Pasolino

Organizzazione a cura di: Boccolini Anna Rita

Palazzo Zenobio   

Fondamenta del Soccorso, Dorsoduro. 2597- 30123 VENEZIA

Orario: da lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18,00, chiuso il lunedì.

Inaugurazione sabato 18 febbraio 2017 ore 11.00

18 febbraio-18 marzo 2017

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EXPO in città – Bookcity

L’APPUNTAMENTO

L’associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” vi aspetta con gli artisti Bruno Mancini, Antonio Mencarini, Paola Occhi, Guido Arbonelli, Natalia Benedetti, Maria Luisa Neri, Silvana Lazzarino, Patrizia Canola, Alberto Ghirardini, Ivan Caldarese, Antonella Ronzulli, Emiliano Zennaro, Marilena Nocilla, Massimo Natalucci, Annamaria Vezio, Autori finalisti del premio “Otto milioni!”, Soci Associazione culturale DILA (direzione artistica di Roberta Panizza) che saranno protagonisti dell’evento “Da Ischia L’Arte” in programma nell’aula magna della SIAM di Milano (Via Santa Marta 18) con inizio alle ore 10 di domenica 20 Novembre 2016.

Evento inserito con il n. 3981 nel palinsesto di EXPO in città e con il n. 863 nel programma di Bookcity.

Nel contesto dei due palinsesti tra i più importanti del panorama culturale italiano e certamente i più qualificati della città di Milano e dell’intera Lombardia, l’associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, infatti, unica rappresentanza culturale ed artistica MADE in Ischia, farà la sua parte, domenica 20 Novembre, sia nel novero degli eventi ammessi all’EXPO in Città e sia nel ristretto gruppo di manifestazioni approvate dal comitato organizzatore della quinta edizione del Bookcity, la quale, è opportuno precisare, è promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano, dalle Fondazioni “Corriere Della Sera”, “Arnaldo e Alberto Mondadori”, “Giangiacomo Feltrinelli” e “Umberto ed Elisabetta Mauri”.
TITOLO DELL’EVENTO:
“Da Ischia L’Arte – DILA”
DESCRIZIONE DELL’EVENTO:
Momenti di cultura consistenti in letture di opere poetiche e di prosa; realizzazioni di opere grafiche in estemporanea; esecuzione di brani musicali appositamente creati per i nostri eventi; annuncio poesie vincitrici della quinta edizione del premio internazionale “Otto milioni” e loro lettura; illustrazione progetti Museo Etnografico del Mare, Mancineide, Il Dispari, Emeroteca, Nazionale Cantanti Lirici; presentazione in anteprima e gratuita distribuzione di copie, sia dell’antologia “Otto milioni 2016”, e sia dei quattro volumi antologici pubblicati per le quattro precedenti edizioni del Premio “Otto Milioni”.

Bruno Mancini

Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

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Calendario Bookcity – Da Ischia L’Arte

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Quotidiano Il Dispari . Da Ischia L’Arte – Bookcity

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Succinta rassegna stampa Bookcity – Gioia

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Succinta rassegna stampa Bookcity – Grazia

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Succinta rassegna stampa Bookcity – Il Giornale

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Succinta rassegna stampa Bookcity – Il Giorno

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Succinta rassegna stampa Bookcity – Panorama

DILA & Bookcity

Al Bookcity vi invitano…

Pagina in continuo aggiornamento

L’importanza internazionale di EXPO in città e di Bookcity è notoria, la partecipazione è molto selettiva, e noi, alla soddisfazione dell’obiettivo raggiunto per il secondo anno consecutivo, aggiungiamo il compiacimento di avere visto approvato il nostro come unico evento MADE in Ischia, oltretutto programmato senza avere mai ottenuto un solo euro di contributo pubblico e, anzi, nel contesto dell’assoluta indifferenza da parte di tutte le realtà culturali e amministrative presenti nell’isola d’Ischia.
Maggiori informazioni potrete trovarle ai link .
DILA & EXPO in Città
DILA & Bookcity

Oltre alla precedente notizia, con questo articolo desideriamo comunicare l’approvazione da parte del Bookcity del format relativo alla divulgazione/invito del nostro evento.
Rispettando tutte le caratteristiche contemplate nel rigido regolamento d’uso del logo Bookcity, ed allo scopo di consentire, a tutti coloro che fanno parte del progetto approvato, la più ampia diffusione della notizia della loro partecipazione, andremo a realizzare singoli banner d’invito realizzati secondo il format approvato e personalizzati con immagini decise da coloro che parteciperanno alle’evento.

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Bruno Mancini

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Roberta Panizza

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Il Dispari

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Il duo Namaste: Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

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Boutique Maria Grazia

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Ivan Caldarese

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Alberto Ghirardini

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Antonio Fiore

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Premio musicale Otto milioni

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Premio grafica Otto milioni

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Premio poesia Otto milioni

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Annamaria Vezio

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Antonella Ronzulli

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Michela Zanarella

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Museo Etngrafico del Mare

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Noleggio Del Franco

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Teleischia

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Patrizia Canola & Silvana Lazzarino