Premi “Otto milioni” 2018 – Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Premi “Otto milioni” 2018 – Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Premi “Otto milioni” 2018

Premi "Otto milioni" 2018 - Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Tutte le iscrizioni ai premi “Otto milioni” 2018 sono state prorogate al 28 Febbraio 2018

Premi “Otto milioni” edizione 2018

Premio Poesia “Otto milioni” 2018

Premio Grafica “Otto milioni” 2018

Premio Musica “Otto milioni” 2018

Premio Giornalismo “Otto milioni” 2018

Premio Narrativa “Otto milioni” 2018

Il Dispari 20180129 – Redazione culturale

Il Dispari 20180129 – Redazione culturale

Il Dispari 20180129

Editoriale

Nemo propheta in patria? YES! 

Così come abbiamo annunciato nel numero di questo giornale “Il Dispari” pubblicato il 15 Gennaio, per dimostrare la palese verità indicata nel titolo, continuiamo a proporre la carrellata settimanale dei personaggi che hanno accettato volentieri di farsi fotografare in compagnia di una delle nostre Antologie.

L’Antologia “Penne Note Matite” (Made in Ischia) curata da me e da Roberta Panizza con la sponsorizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017, sta ottenendo importanti consensi nelle varie Nazioni ove gli Artisti che ne fanno parte e i Soci DILA la stanno presentando, mentre nell’isola d’Ischia pare che nessuno si sia accorto della sua esistenza!

Nemo propheta in patria? YES!

Vi pare poco se oggi vi mostriamo Ivaldo Weirich Vice sindaco di Cotiporã in Brasile?

Nemo propheta in patria? YES!

Bruno Mancini

Premio internazionale di poesia “Otto milioni”

REGOLAMENTO settima edizione 2018 – TEMA LIBERO

  1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
  2. Una Commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le poesie che parteciperanno alla fase finale del Premio
  3. Gli Associati all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro poesia direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento. Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti nelle Giurie del Premio.
  4. Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini (vedi elenco Autori partecipanti alle Antologie) sono equiparati agli Associati DILA.
  5. Autori italiani e stranieri potranno partecipare al Premio con un numero illimitato di poesie.
  6. Le opere iscritte al Premio dovranno: a) non avere ricevuto precedenti premi, b) essere inviate in formato word, c) essere scritte esclusivamente in lingua italiana, d) essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe).
  7. A richiesta degli Autori, TUTTE le poesie selezionate come finaliste potranno essere pubblicate nel volume antologico “Una pagina, un’emozione”. Tale loro pubblicazione sarà subordinata all’ordine di acquisto di almeno due copie dell’antologia. L’antologia sarà regolarmente provvista di un codice ISBN. Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro il mese di Settembre 2018.
  8. L’Autore per partecipare al Premio dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla, debitamente firmata, insieme al file della poesia proposta.
  9. La votazione conclusiva che designerà l’opera grafica vincitrice, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a)link ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “Una pagina, un’emozione” (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio (i punti totali di questi voti saranno pari al totale dei punti espressi al punto a).
  10. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire, nella loro stesura finale, a emmegiischia@gmail.com entro e non oltre il 20 FEBBRAIO 2018.
  11. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 20 Marzo 2018.
  12. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 10 Ottobre e il 31 Dicembre 2018.
  13. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 20 Ottobre e il 31 Dicembre 2018. La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
  14. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento e gli Autori, inviando i propri testi, ne prendono atto in maniera definitiva.

L’ARTE TERAPEUTICA  DI  SERGEY KYRYCHENKO

Il pittore Sergey Kyrychenko, residente a Lubny,Ucraina, nato a Nevinnomysk, Russia, 8 Luglio, 1953, è da tanto tempo attivista del nostro website fb LENOIS.

Un uomo solare e generoso.

Ha vinto il terzo posto nel premio di arti grafiche “Otto Milioni 2017”.

Lui preferisce l.’arte digitale.

É un gran maestro di vedute, che sono terapeutiche con la loro calma e la loro armonia, intensamente verdi, ma talvolta con ombre, verso sera, di blu o grigi.

Le immagini serali, nelle sue vedute, sono di solito più espressive e più malinconiche di quelle che rappresentano mattinate o pieno giorno.

Cieli arancioni, poi scurissimi, e vecchie capanne e campi di cereali.

Lui è anche un bravo ritrattista.

Nella primavera del 2017, mentre ricostruiva con entusiasmo la sua casa per i suoi figli, a causa del troppo affaticamento, ha avuto un infarto e da allora lui prova a vincere la malattia.

Ha problemi nel muoversi come prima, e poiché spesso è solo in casa aspetta là i suoi amici per festeggiare la vita.

Dice che spesso, nelle sere in cui dipinge i suoi quadri più malinconici, si sente tanto solo e tanto e annoiato che non sa come aspettare il domani.

Poiché la sua malattia recentemente è andata peggiorando, durante le ultime settimane lui si è trovato in condizioni critiche.

Probabilmente, mentre scrivo di Sergey, lui è di nuovo da solo, pensa alla vita, alla sua malattia, e e apprezza i quadri degli altri artisti.

Non è un introverso, ma tale è il suo destino.

A Maggio ho gli scritto una lettera ansiosa, non d’arte e di cultura, ma di una persona che stima l’indipendenza.

Sergey, ucrainno, a me ebrea ha raccomandato la vera tolleranza e la saggezza di un attore russo di Lettonia,Viktor Mishin, anche lui un protagonista del nostro quotidiano Il Dispari.

Questo attore, Viktor, ha usato la sua magia positiva provando a fare ritornare la speranza a questa persona che stima molto l’indipendenza dell’Ucraina, ma ha il rischio di rompesi da qualche tempo.

Bravo Sergey, bravo Viktor.

Quindi a Sergey non interessano, certo, solo l’arte, la natura, la famiglia e la politica in senso astratto.

Fa tutto ciò che può anche quando è malato.

Sergei ha bisogno d’aiuto, di cure, di attenzioni.

Non è abituato a lamentarsi ma, quando gli è possibile, ha bisogno non solo di dipingere ma anche di vivere una vita intensa.

Nelle sue opere, sia nelle più chiare e più poetiche, sia in queste un po’ tristi, il punto di vista di Sergey è quasi sempre armonico, animato, piena di bontà, di positività.

Sento in quasi tutte le sue opere un effetto terapeutico, specialmente in quelle intensamente verdi.

Il verde, secondo tanti terapeuti che operano con i colori (e io sono d’accordo con loro), è un grande aiuto per il cuore… anche per il mio.

Sergey è anche uno dei primi partecipanti alla nostra mostra internazionale di arte digitale “TUTTI INSIEME CONTRO LA VIOLENZA E IL NAZISMO”.

Non dimentichiamo che l’Ucraina, il paese dove vive Sergey, di nuovo soffre per una guerra assurda e lunga.

L’Ucraina non è un paese ricco.

Quanta assurdità la guerra! Ripeto e ripeto questa eterna verità.

Non ci si può abituare ad una realtà chiamata guerra.

Se volessi definire in una sola parola la forza terapeutica, non solo per i cuori, delle opere di Sergey, questa sarebbe la parola “PACE”.

Liga Sarah Lapinska

Socia Fondatrice, Membro del Consiglio Direttivo e Ambasciatrice in Lettonia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

SERGEY KYRYCHENKO

SERGEY KYRYCHENKO

SERGEY KYRYCHENKO

SERGEY KYRYCHENKO

SERGEY KYRYCHENKO

Il Dispari 20180122 – Redazione culturale

Il Dispari 20180122

Il Dispari 20180122

Nuovo CD per l’Ass. Da Ischia L’Arte – DILA

Editoriale

Se qualcuno, leggendo soltanto il titolo di questa pagina “Nuovo CD per l’Ass. Da Ischia L’Arte – DILA”, si sia avventurato nel credere -o anche semplicemente nel ritenere probabile- un mio allontanamento dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e dai progetti che essa propone, ebbene quel qualcuno non ha la reale percezione di quanto grande sia la determinazione di noi Pionieri della prima ora nell’impegno di creare, senza alcuna titubanza, le condizioni utili affinché nessuna “circostanza”possa compromettere, al di là dell’eventuale momentaneo disagio, la lenta ma inesorabile marcia verso la realizzazione del programma-slogan sintetizzato nel volere “Far riconquistare alla Poesia in particolare e all’Arte in generale, il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Roberta Panizza -nuova Presidente DILA- è stata la prima, oltre dieci anni fa, a dare credito a quelle mie proposte che spesso venivano etichettate con vari dispregiativi da larghe schiere di professionisti delle mini speculazioni web.

Oggi, dopo avere ottenuto finanche il placet da parte di Bookcity #BCM17 a proporre un nostro evento nell’Auditorium del Museo Delle Culture –MUDEC- di Milano, possiamo affermare, senza tema di smentite, che noi eravamo e siamo portatori di valori positivi apprezzarti ben oltre la nostra isola d’Ischia.

Passando il testimone a Roberta Panizza coadiuvata da Gaetano Di Meglio (Vicepresidente), da Maria Luisa Neri (Direttrice Artistica) e da un Consiglio di Amministrazione composto da persone davvero “speciali”, voglio solo augurarle di poter imprimere il sigillo DILA ben oltre quelli che sono stati i confini ai quali siamo giunti fino ad ora.

Bruno Mancini


Bruno Mancini


Maria Luisa Neri

Messaggio | Gaetano Di Meglio Vicepresidente DILA

Quando Bruno Mancini, oltre tre anni fa, mi ha proposto di entrare a far parte dei Soci Fondatori della costituenda Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” non ho chiesto ulteriori informazioni né sugli scopi, né sulla composizione dell’Associazione e neppure su un qualsiasi particolare relativo allo Statuto che si sarebbe andato a votare.

Mi bastava sapere che Domenico, primo tra tutti i Direttori di testate giornalistiche, fin dal 2008 aveva abbracciata l’idea di Bruno e di Roberta Panizza di divulgare una proposta artistica e culturale,  Made in Ischia, capace di aggregare Artisti e Sponsor seriamente impegnati nella valorizzazione di tutte le Arti e di tutte le più nobili attività sociali.

E sapevo che i progetti di Bruno e di Roberta, privi di qualsiasi sostegno economico da parte delle sei Amministrazioni ischitane, scevri da compromessi di qualsiasi genere, avevano abbondantemente, continuamente e con successo varcato i confini della nostra isola.

Dopo che Bruno ha considerato ormai ben consolidata la struttura associativa, tanto da decidere di passare il testimone al nuovo CD eletto all’unanimità dall’Assemblea DILA, ed ora che dal CD mi è stata proposta, ancora all’unanimità, la qualifica di Vicepresidente, ho accettata ben volentieri la mansione con l’identica determinazione con la quale, tre anni fa, avevo accolto l’invito a far parte dei Soci Fondatori DILA.

Programmi e progetti, Artisti ed Amici, obiettivi e propositi non mancano certamente nella dotazione che ci viene affidata, ma di questi e tant’altro avremo modo d’informarvi con costanza e precisione sempre su questa pagina e sempre con l’accuratezza che ci contraddistingue.

Ringrazio Bruno e mi complimento con la Presidente Roberta Panizza e con la Direttrice Artistica Maria Luisa Neri, invitando tutti voi lettori che avete a cuore l’Arte e la Cultura a far parte di questa “nostra” realtà Associativa.

Gaetano Di Meglio
Vicepresidente DILA

Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Verbale Consiglio Direttivo DILA del 14 Gennaio 2018

In data 14/01/2018,  alle ore 18. 00, nella sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ad Ischia in Via Gemito 27, Il Presidente Bruno Mancini, preso atto che la convocazione del CD indetta per il giorno 13 Gennaio 2018 era andata deserta, e considerato che lo Statuto prevede la validità del CD in seconda convocazione con la presenza della metà dei Membri del CD, ha dichiarata aperto il CD di DILA con il seguente ordine del giorno:

1) Elezione Presidente, Vice Presidente, Direttore Artistico, Tesoriere, Presidente Onorario – 2) Eventuali e varie.

All’Assemblea hanno partecipato i Soci:

Bruno Mancini, Rosalba Grella, Gaetano Di Meglio, e i delegati dei Soci Roberta Panizza, Maria Luisa Neri, Angela Maria Tiberi, Mariapia Ciaghi

Bruno Mancini ha assunto il ruolo di Presidente del CD.

Dopo tale formalità si è passati all’approvazione del punto 1(Elezione Presidente, Vice Presidente, Direttore Artistico, Tesoriere, Presidente Onorario)

Il Consiglio Direttivo, aderendo in toto alle nomine delle cariche sociali proposte all’unanimità da parte dell’Assemblea dei Soci DILA tenutasi il 7 Gennaio 2018,  le ha votate all’unanimità, nominando in tal modo

Presidente Roberta Panizza;
Vicepresidente Gaetano Di Meglio;
Direttrice Artistica Maria Luisa Neri;
Tesoriere e Presidente onorario Bruno Mancini.

Dopo brevi interventi di ringraziamento per l’operato dei precedenti Amministratori, rilevato che nessun argomento è stato richiesto in ordine al n 2) dell’ordine del giorno (Eventuali e varie), il Presidente Bruno Mancini alle ore 18.20 ha chiuso i lavori del Consiglio Direttivo.

Ischia 14 Gennaio 2018

Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Roberta Panizza, Presidente DILA

Nelle vesti di nuova Presidente dell’Associazione DILA, onore che ho accettato molto volentieri, desidero esprimere il mio più grande apprezzamento nei confronti di Bruno Mancini, innanzitutto per la determinazione con cui ha voluto creare questo strumento al servizio della cultura e dell’arte e, in secondo luogo, per averlo gestito al meglio nel corso di questi anni tramite la realizzazione di molteplici eventi e manifestazioni che hanno dato pieno compimento a quanto espresso nello statuto del’Associazione.

Mi emoziona particolarmente assumere questo incarico perché nel farlo mi soffermo a pensare al percorso che ha portato Bruno Mancini, tutti gli amici di DILA e me fino a qui: un viaggio cominciato con tante idee, proseguito con ancora più soddisfazioni e, occorre dirlo, qualche pausa di riflessione, ma sempre sostenuto da un assiduo lavoro da parte di Bruno soprattutto, dall’operosità di tanti collaboratori e infine da me, quando gli impegni familiari e lavorativi me lo hanno consentito.

Grazie a tutto questo DILA è cresciuta molto in questi anni e l’effetto di questo concerto di sforzi è racchiuso nell’ultimo nostro evento che ha avuto come teatro il celebre Museo Delle Culture – MUDEC di Milano.

Un profondo grazie quindi a Bruno per tutto quanto ha fatto in questi anni.

Io posso solo sperare di riuscire ad ispirarmi a lui per la mia gestione; uguagliarlo è un’impresa che neppure mi sento di tentare non per mancanza di volontà e determinazione da parte mia, ma a causa della comprovata quanto più unica che rara “vulcanicità” del nostro poeta ischitano.

Solamente mediante il supporto dei più stretti collaboratori dell’Associazione (con in prima fila il Vicepresidente Gaetano Di Meglio e la Direttrice Artistica Maria Luisa Neri), di chi desidererà affiancare tutti noi nel portare avanti nuovi progetti e nuove iniziative, sarà possibile per me continuare sulla strada tracciata dal nostro ex Presidente ed ora neo Presidente onorario.

Nel solco da lui segnato opereremo affinché ci sia possibile organizzare tante altre belle manifestazioni ricche di poesia, musica e arte in genere, nuove raccolte antologiche di opere letterarie, premi di poesia, narrativa e arti visive varie e quant’altro sarà possibile realizzare all’insegna della promozione dell’arte, della cultura e della socialità.

Grazie DILA, forza DILA!
Roberta Panizza
Presidente dell’Associazione culturale
“Da Ischia L’Arte – DILA”

Il Dispari 20180115 – Redazione culturale

Il Dispari 20180115

Il Dispari 20180115 - Redazione culturale

Editoriale | Bruno Mancini

Nemo propheta in patria? YES!

L’Antologia “Penne Note Matite” (Made in Ischia) curata da me e da Roberta Panizza con la sponsorizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017, sta ottenendo importanti consensi nelle varie Nazioni ove gli Artisti che ne fanno parte e i Soci DILA la stanno presentando, mentre nell’isola d’Ischia pare che nessuno si sia accorto della sua esistenza!

Nemo propheta in patria? YES!

Per dimostrare questa palese verità, iniziamo, da oggi, a proporre una carrellata settimanale dei personaggi che hanno accettato volentieri di farsi fotografare in compagnia di una delle nostre Antologie.

Vi pare poco se cominciamo con Andris Rāviņš che è Il Sindaco di Jelgava (la quarta più importante città della Lettonia)?

Nemo propheta in patria? YES!

Poi, così come voluto dal Direttore di questo giornale “Il Dispari“, Gaetano Di Meglio, la pagina prosegue la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite”.

Oggi tocca alla presentazione di Abderrahmane Benhammouda e alle poesie di Milena Petrarca, Antonio Mencarini e Antonio Fiore

Buona lettura.

Omaggio ad Abderrahmane Benhammouda

Abderrahmane Benhammouda è stato uno dei fondatori del Dipartimento della lingua italiana presso l’Università di Blida in Algeria. Con lui ho iniziato a studiare la lingua italiana, ho scoperto la pronuncia della lettera “c” e la grammatica italiana.

Abderrahmane Benhammouda, piano piano, inseriva informazioni sulla cultura italiana iniziando la lezione sempre con un proverbio italiano. Lui, comunicandoci il suo sapere e il suo amore per la lingua, mi ha data la voglia di andare davanti, mi ha anche trasmesso il modo di sognare in italiano e di cantare con parole italiane.

Ecco una sua breve biografia che mi ha scritto quando gli ho chiesto di raccontarmi il suo percorso con la lingua italiana.

“Mi chiamo Abderrahmane Benhammouda, ho 66 anni e sono un pensionato della scuola nazionale. Sono stato insegnante di francese e d’italiano per più di 40 anni.La mia avventura con questa bellissima lingua è cominciata negli anni sessanta al liceo “Ibn Toumerte” di Boufarik a 40 km. da Algeri.

Il mio professore di lingua italiana era un siciliano, si chiamava Padellaro.

Dopo il liceo sono andato all’Università di Algeri, dove ho preparato gli esami per la laurea istruito dal Prof. Massimo Ghirelli (critico internazionale del cinema), e dal Prof. Sergio Sacili (un milanese che continua ancora a realizzare conferenze sulla lingua e sulla cultura italiana).

Dopo la laurea, considerato che l’italiano era scomparso dai programmi scolastici algerini, sono stato indotto, fino al 2010, ad insegnare la lingua francese al livello  liceale.

Nel frattempo, l’Università  della mia città, Blida, aveva aperto un dipartimento di lingua italiana con l’aiuto di cooperanti italiani, ma gli avvenimenti del decennio nero (o piuttosto rosso di sangue) ha spinto gli stranieri e fra loro gli italiani a lasciare il paese.

Con l’appoggio di un amico, oggi malato, che si chiama Othmane Messous, abbiamo rilevato la sfida. Così oggi abbiamo circa 300 – 400 persone laureate in italiano che insegnano in varie località della Nazione. Il mio primo viaggio

in Italia risale al 1975, quando ho trascorso un mese di studio a Perugia presso l’Università per stranieri.

Dalila Boukhalfa.

Cod. 23 – Milena Petrarca   

Sospesa nel tempo…

In un mare
Di stelle
Navighi
Nell’infinito
Ipnotizzata.
Dal blu
Più intenso
Del tuo mondo
Interiore
Subconscio
Alito di vento
Soffio dell’anima
Esisti tu
Come stella
Sospesa nel tempo.

Cod. 24 – Antonio Mencarini

Per un amico scomparso
Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
è durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Cod. 25 – Antonio Fiore

Vecchio lenzuolo

Aggrappati al dorsale del tempo che va
lì dove s’addormenta il tramonto
liberi pensieri migrano come il vento
che va per dissolversi verso il suo orizzonte.
Siamo due amanti senza tempo
e sul nostro letto ci ritroviamo
a ripassare le sbiadite emozioni
arrotolante su un bianco lenzuolo.

Stasera i cuori si compiegano
ai sogni ingialliti dai profumi di ieri,
e dove gli aspri odori viziati annidano
le velate reminiscenze rigate sulla pelle.

Se la notte non divaga con il vento
tra un ricordo e un’emozione
noi riscriveremo sulle mura del tempo
le indelebili sillabe per ricomporre
questo sogno vissuto a metà.

Finché il cuore avrà strada da camminare
il cielo darà luce ai nostri sogni premonitori,
e noi, indelebili ispiratori del nostro tempo
ricopriremo il letto di quel bianco lenzuolo
macchiato di inebrianti profumi del passato.
Il nostro amore non ha tempo né paura
perché siamo due temerari per natura.
Della nostra storia siamo gli unici scrittori
e come due amanti instancabili ne siamo i lettori
in questa ingiallita notte di un vecchio lenzuolo.

Caterina Guttadauro intervista Hafez Haidar,

candidato al premio Nobel per la pace 2017 – Parte seconda

Seconda parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro. La prima parte è stata pubblicata l’8 Gennaio 2018..

Va ricordato che Hafez Haidar è Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Caterina Guttadauro: «Lei è un grande stimatore di Gibran, lo definisce il suo Professore di Vita. Il suo libro “il Nuovo Profeta” porta un suo detto in copertina: “ Quando l’amore chiama, seguilo”.  Quando ha avvertito che il suo compito era quello di mettere la Scrittura e il suo insegnamento al servizio della Pace?»

Hafez Haidar: «Vengo da un paese che era considerato la Svizzera del Medio Oriente per la sua bellezza, nel quale il conflitto palestinese israeliano e la guerra civile (1975- 1990) ha purtroppo causato la morte di 195 mila persone, il ferimento di oltre 230 mila persone e la distruzione di tanti paesi e villaggi. Non potevo che abbracciare il messaggio di pace di Ghandi, Mandela e Gibran.

Il mio nuovo libro riprende la forma dialogica del Profeta scritto dal mio Maestro Gibran, ma presenta contenuti più attuali.

Racchiude gli insegnamenti dell’Ultimo Profeta, che parte da Sorrento per giungere a Gerusalemme, e del figlio di questi, che si prodiga per salvare la vita di due innamorati, l’ebrea Miriam e il musulmano Omar.

Con il passare degli anni ho scoperto che il mio compito è quello di scrivere per diffondere la pace, la libertà, la giustizia e la dignità della donna.»

Caterina Guttadauro: «Ha sempre, quindi ancora oggi, dentro di sé due identità, una libanese e l’altra italiana, quale prevale? Si ritiene un cittadino del mondo?»

Hafez Haidar: «Amo immensamente il Libano perché è la terra delle mie origini, da dove ho tratto le mie radici, ma amo altrettanto l’Italia: ho sposato un’italiana, da cui ho avuto due figli, e ho tanti amici. Questo Paese mi ha permesso di crescere e conoscere la storia, la cultura e l’arte degli altri popoli senza pregiudizi.

Sono innamorato dell’Oriente e dell’Occidente, perciò mi considero cittadino del mondo, assetato di apprendere e di trasmettere agli altri, con umiltà, i suoi insegnamenti.»

Caterina Guttadauro: «L’insegnamento è un impegno a cui lei tiene in modo particolare, ha fatto centinaia di incontri con giovani studenti. Cosa ha portato con sé da questi incontri e cosa pensa dei giovani di oggi?»

Hafez Haidar: «Io credo fermamente nei giovani, sono il futuro del nostro paese, perciò ho cercato di incontrarli e di far capire loro quanto sia importante il dialogo e il rispetto reciproco.

Ho parlato loro di alcuni argomenti importanti come il terrorismo, gli uomini giusti che combattono per i diritti umani, come il grande romanziere egiziano Nagib Mahfuz, Malala, Tawwakul Karman, Papa Francesco, Noa, Madre Teresa di Calcutta.

Inoltre, dopo aver recitato per 14 anni nelle scuole storie tratte da Le mille e una notte, ho scritto e illustrato Le mille e una notte Junior perché i ragazzi mi avevano chiesto di realizzare un testo adatto a loro.

Grazie all’Associazione Iplac il mio libro è diventato oggetto di un concorso grafico letterario nazionale per le scuole tenutosi a Roma.

I giovani d’oggi hanno bisogno di essere ascoltati, capiti, apprezzati, indirizzati.»

Caterina Guttadauro: «Tra i numerosissimi premi che ha ricevuto, qual’ è quello a cui tiene di più?»

Hafez Haidar: «Ogni premio riveste per me un grande significato; è difficile scegliere, in un giardino variopinto, il fiore più bello. Se proprio devo scegliere, però, penso al premio dell’Onu che ho ottenuto durante l’ultima missione umanitaria alla frontiera tra Libano ed Israele il 5 Settembre 2016»

Caterina Guttadauro La Brasca

 

DILA & IL DISPARI 2015 – 2016

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale>

 DILA

Il Dispari 20180122 – Redazione culturale

Il Dispari 20180122 – Redazione culturale

Il Dispari 20180122

Il Dispari 20180122

Nuovo CD per l’Ass. Da Ischia L’Arte – DILA

Editoriale

Se qualcuno, leggendo soltanto il titolo di questa pagina “Nuovo CD per l’Ass. Da Ischia L’Arte – DILA”, si sia avventurato nel credere -o anche semplicemente nel ritenere probabile- un mio allontanamento dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e dai progetti che essa propone, ebbene quel qualcuno non ha la reale percezione di quanto grande sia la determinazione di noi Pionieri della prima ora nell’impegno di creare, senza alcuna titubanza, le condizioni utili affinché nessuna “circostanza”possa compromettere, al di là dell’eventuale momentaneo disagio, la lenta ma inesorabile marcia verso la realizzazione del programma-slogan sintetizzato nel volere “Far riconquistare alla Poesia in particolare e all’Arte in generale, il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Roberta Panizza -nuova Presidente DILA- è stata la prima, oltre dieci anni fa, a dare credito a quelle mie proposte che spesso venivano etichettate con vari dispregiativi da larghe schiere di professionisti delle mini speculazioni web.

Oggi, dopo avere ottenuto finanche il placet da parte di Bookcity #BCM17 a proporre un nostro evento nell’Auditorium del Museo Delle Culture –MUDEC- di Milano, possiamo affermare, senza tema di smentite, che noi eravamo e siamo portatori di valori positivi apprezzarti ben oltre la nostra isola d’Ischia.

Passando il testimone a Roberta Panizza coadiuvata da Gaetano Di Meglio (Vicepresidente), da Maria Luisa Neri (Direttrice Artistica) e da un Consiglio di Amministrazione composto da persone davvero “speciali”, voglio solo augurarle di poter imprimere il sigillo DILA ben oltre quelli che sono stati i confini ai quali siamo giunti fino ad ora.

Bruno Mancini


Bruno Mancini


Maria Luisa Neri

Messaggio | Gaetano Di Meglio Vicepresidente DILA

Quando Bruno Mancini, oltre tre anni fa, mi ha proposto di entrare a far parte dei Soci Fondatori della costituenda Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” non ho chiesto ulteriori informazioni né sugli scopi, né sulla composizione dell’Associazione e neppure su un qualsiasi particolare relativo allo Statuto che si sarebbe andato a votare.

Mi bastava sapere che Domenico, primo tra tutti i Direttori di testate giornalistiche, fin dal 2008 aveva abbracciata l’idea di Bruno e di Roberta Panizza di divulgare una proposta artistica e culturale,  Made in Ischia, capace di aggregare Artisti e Sponsor seriamente impegnati nella valorizzazione di tutte le Arti e di tutte le più nobili attività sociali.

E sapevo che i progetti di Bruno e di Roberta, privi di qualsiasi sostegno economico da parte delle sei Amministrazioni ischitane, scevri da compromessi di qualsiasi genere, avevano abbondantemente, continuamente e con successo varcato i confini della nostra isola.

Dopo che Bruno ha considerato ormai ben consolidata la struttura associativa, tanto da decidere di passare il testimone al nuovo CD eletto all’unanimità dall’Assemblea DILA, ed ora che dal CD mi è stata proposta, ancora all’unanimità, la qualifica di Vicepresidente, ho accettata ben volentieri la mansione con l’identica determinazione con la quale, tre anni fa, avevo accolto l’invito a far parte dei Soci Fondatori DILA.

Programmi e progetti, Artisti ed Amici, obiettivi e propositi non mancano certamente nella dotazione che ci viene affidata, ma di questi e tant’altro avremo modo d’informarvi con costanza e precisione sempre su questa pagina e sempre con l’accuratezza che ci contraddistingue.

Ringrazio Bruno e mi complimento con la Presidente Roberta Panizza e con la Direttrice Artistica Maria Luisa Neri, invitando tutti voi lettori che avete a cuore l’Arte e la Cultura a far parte di questa “nostra” realtà Associativa.

Gaetano Di Meglio
Vicepresidente DILA

Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Verbale Consiglio Direttivo DILA del 14 Gennaio 2018

In data 14/01/2018,  alle ore 18. 00, nella sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ad Ischia in Via Gemito 27, Il Presidente Bruno Mancini, preso atto che la convocazione del CD indetta per il giorno 13 Gennaio 2018 era andata deserta, e considerato che lo Statuto prevede la validità del CD in seconda convocazione con la presenza della metà dei Membri del CD, ha dichiarata aperto il CD di DILA con il seguente ordine del giorno:

1) Elezione Presidente, Vice Presidente, Direttore Artistico, Tesoriere, Presidente Onorario – 2) Eventuali e varie.

All’Assemblea hanno partecipato i Soci:

Bruno Mancini, Rosalba Grella, Gaetano Di Meglio, e i delegati dei Soci Roberta Panizza, Maria Luisa Neri, Angela Maria Tiberi, Mariapia Ciaghi

Bruno Mancini ha assunto il ruolo di Presidente del CD.

Dopo tale formalità si è passati all’approvazione del punto 1(Elezione Presidente, Vice Presidente, Direttore Artistico, Tesoriere, Presidente Onorario)

Il Consiglio Direttivo, aderendo in toto alle nomine delle cariche sociali proposte all’unanimità da parte dell’Assemblea dei Soci DILA tenutasi il 7 Gennaio 2018,  le ha votate all’unanimità, nominando in tal modo

Presidente Roberta Panizza;
Vicepresidente Gaetano Di Meglio;
Direttrice Artistica Maria Luisa Neri;
Tesoriere e Presidente onorario Bruno Mancini.

Dopo brevi interventi di ringraziamento per l’operato dei precedenti Amministratori, rilevato che nessun argomento è stato richiesto in ordine al n 2) dell’ordine del giorno (Eventuali e varie), il Presidente Bruno Mancini alle ore 18.20 ha chiuso i lavori del Consiglio Direttivo.

Ischia 14 Gennaio 2018

Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Roberta Panizza, Presidente DILA

Nelle vesti di nuova Presidente dell’Associazione DILA, onore che ho accettato molto volentieri, desidero esprimere il mio più grande apprezzamento nei confronti di Bruno Mancini, innanzitutto per la determinazione con cui ha voluto creare questo strumento al servizio della cultura e dell’arte e, in secondo luogo, per averlo gestito al meglio nel corso di questi anni tramite la realizzazione di molteplici eventi e manifestazioni che hanno dato pieno compimento a quanto espresso nello statuto del’Associazione.

Mi emoziona particolarmente assumere questo incarico perché nel farlo mi soffermo a pensare al percorso che ha portato Bruno Mancini, tutti gli amici di DILA e me fino a qui: un viaggio cominciato con tante idee, proseguito con ancora più soddisfazioni e, occorre dirlo, qualche pausa di riflessione, ma sempre sostenuto da un assiduo lavoro da parte di Bruno soprattutto, dall’operosità di tanti collaboratori e infine da me, quando gli impegni familiari e lavorativi me lo hanno consentito.

Grazie a tutto questo DILA è cresciuta molto in questi anni e l’effetto di questo concerto di sforzi è racchiuso nell’ultimo nostro evento che ha avuto come teatro il celebre Museo Delle Culture – MUDEC di Milano.

Un profondo grazie quindi a Bruno per tutto quanto ha fatto in questi anni.

Io posso solo sperare di riuscire ad ispirarmi a lui per la mia gestione; uguagliarlo è un’impresa che neppure mi sento di tentare non per mancanza di volontà e determinazione da parte mia, ma a causa della comprovata quanto più unica che rara “vulcanicità” del nostro poeta ischitano.

Solamente mediante il supporto dei più stretti collaboratori dell’Associazione (con in prima fila il Vicepresidente Gaetano Di Meglio e la Direttrice Artistica Maria Luisa Neri), di chi desidererà affiancare tutti noi nel portare avanti nuovi progetti e nuove iniziative, sarà possibile per me continuare sulla strada tracciata dal nostro ex Presidente ed ora neo Presidente onorario.

Nel solco da lui segnato opereremo affinché ci sia possibile organizzare tante altre belle manifestazioni ricche di poesia, musica e arte in genere, nuove raccolte antologiche di opere letterarie, premi di poesia, narrativa e arti visive varie e quant’altro sarà possibile realizzare all’insegna della promozione dell’arte, della cultura e della socialità.

Grazie DILA, forza DILA!
Roberta Panizza
Presidente dell’Associazione culturale
“Da Ischia L’Arte – DILA”

Il Dispari 20180115 – Redazione culturale

Il Dispari 20180115

Il Dispari 20180115 - Redazione culturale

Editoriale | Bruno Mancini

Nemo propheta in patria? YES!

L’Antologia “Penne Note Matite” (Made in Ischia) curata da me e da Roberta Panizza con la sponsorizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017, sta ottenendo importanti consensi nelle varie Nazioni ove gli Artisti che ne fanno parte e i Soci DILA la stanno presentando, mentre nell’isola d’Ischia pare che nessuno si sia accorto della sua esistenza!

Nemo propheta in patria? YES!

Per dimostrare questa palese verità, iniziamo, da oggi, a proporre una carrellata settimanale dei personaggi che hanno accettato volentieri di farsi fotografare in compagnia di una delle nostre Antologie.

Vi pare poco se cominciamo con Andris Rāviņš che è Il Sindaco di Jelgava (la quarta più importante città della Lettonia)?

Nemo propheta in patria? YES!

Poi, così come voluto dal Direttore di questo giornale “Il Dispari“, Gaetano Di Meglio, la pagina prosegue la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite”.

Oggi tocca alla presentazione di Abderrahmane Benhammouda e alle poesie di Milena Petrarca, Antonio Mencarini e Antonio Fiore

Buona lettura.

Omaggio ad Abderrahmane Benhammouda

Abderrahmane Benhammouda è stato uno dei fondatori del Dipartimento della lingua italiana presso l’Università di Blida in Algeria. Con lui ho iniziato a studiare la lingua italiana, ho scoperto la pronuncia della lettera “c” e la grammatica italiana.

Abderrahmane Benhammouda, piano piano, inseriva informazioni sulla cultura italiana iniziando la lezione sempre con un proverbio italiano. Lui, comunicandoci il suo sapere e il suo amore per la lingua, mi ha data la voglia di andare davanti, mi ha anche trasmesso il modo di sognare in italiano e di cantare con parole italiane.

Ecco una sua breve biografia che mi ha scritto quando gli ho chiesto di raccontarmi il suo percorso con la lingua italiana.

“Mi chiamo Abderrahmane Benhammouda, ho 66 anni e sono un pensionato della scuola nazionale. Sono stato insegnante di francese e d’italiano per più di 40 anni.La mia avventura con questa bellissima lingua è cominciata negli anni sessanta al liceo “Ibn Toumerte” di Boufarik a 40 km. da Algeri.

Il mio professore di lingua italiana era un siciliano, si chiamava Padellaro.

Dopo il liceo sono andato all’Università di Algeri, dove ho preparato gli esami per la laurea istruito dal Prof. Massimo Ghirelli (critico internazionale del cinema), e dal Prof. Sergio Sacili (un milanese che continua ancora a realizzare conferenze sulla lingua e sulla cultura italiana).

Dopo la laurea, considerato che l’italiano era scomparso dai programmi scolastici algerini, sono stato indotto, fino al 2010, ad insegnare la lingua francese al livello  liceale.

Nel frattempo, l’Università  della mia città, Blida, aveva aperto un dipartimento di lingua italiana con l’aiuto di cooperanti italiani, ma gli avvenimenti del decennio nero (o piuttosto rosso di sangue) ha spinto gli stranieri e fra loro gli italiani a lasciare il paese.

Con l’appoggio di un amico, oggi malato, che si chiama Othmane Messous, abbiamo rilevato la sfida. Così oggi abbiamo circa 300 – 400 persone laureate in italiano che insegnano in varie località della Nazione. Il mio primo viaggio

in Italia risale al 1975, quando ho trascorso un mese di studio a Perugia presso l’Università per stranieri.

Dalila Boukhalfa.

Cod. 23 – Milena Petrarca   

Sospesa nel tempo…

In un mare
Di stelle
Navighi
Nell’infinito
Ipnotizzata.
Dal blu
Più intenso
Del tuo mondo
Interiore
Subconscio
Alito di vento
Soffio dell’anima
Esisti tu
Come stella
Sospesa nel tempo.

Cod. 24 – Antonio Mencarini

Per un amico scomparso
Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
è durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Cod. 25 – Antonio Fiore

Vecchio lenzuolo

Aggrappati al dorsale del tempo che va
lì dove s’addormenta il tramonto
liberi pensieri migrano come il vento
che va per dissolversi verso il suo orizzonte.
Siamo due amanti senza tempo
e sul nostro letto ci ritroviamo
a ripassare le sbiadite emozioni
arrotolante su un bianco lenzuolo.

Stasera i cuori si compiegano
ai sogni ingialliti dai profumi di ieri,
e dove gli aspri odori viziati annidano
le velate reminiscenze rigate sulla pelle.

Se la notte non divaga con il vento
tra un ricordo e un’emozione
noi riscriveremo sulle mura del tempo
le indelebili sillabe per ricomporre
questo sogno vissuto a metà.

Finché il cuore avrà strada da camminare
il cielo darà luce ai nostri sogni premonitori,
e noi, indelebili ispiratori del nostro tempo
ricopriremo il letto di quel bianco lenzuolo
macchiato di inebrianti profumi del passato.
Il nostro amore non ha tempo né paura
perché siamo due temerari per natura.
Della nostra storia siamo gli unici scrittori
e come due amanti instancabili ne siamo i lettori
in questa ingiallita notte di un vecchio lenzuolo.

Caterina Guttadauro intervista Hafez Haidar,

candidato al premio Nobel per la pace 2017 – Parte seconda

Seconda parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro. La prima parte è stata pubblicata l’8 Gennaio 2018..

Va ricordato che Hafez Haidar è Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Caterina Guttadauro: «Lei è un grande stimatore di Gibran, lo definisce il suo Professore di Vita. Il suo libro “il Nuovo Profeta” porta un suo detto in copertina: “ Quando l’amore chiama, seguilo”.  Quando ha avvertito che il suo compito era quello di mettere la Scrittura e il suo insegnamento al servizio della Pace?»

Hafez Haidar: «Vengo da un paese che era considerato la Svizzera del Medio Oriente per la sua bellezza, nel quale il conflitto palestinese israeliano e la guerra civile (1975- 1990) ha purtroppo causato la morte di 195 mila persone, il ferimento di oltre 230 mila persone e la distruzione di tanti paesi e villaggi. Non potevo che abbracciare il messaggio di pace di Ghandi, Mandela e Gibran.

Il mio nuovo libro riprende la forma dialogica del Profeta scritto dal mio Maestro Gibran, ma presenta contenuti più attuali.

Racchiude gli insegnamenti dell’Ultimo Profeta, che parte da Sorrento per giungere a Gerusalemme, e del figlio di questi, che si prodiga per salvare la vita di due innamorati, l’ebrea Miriam e il musulmano Omar.

Con il passare degli anni ho scoperto che il mio compito è quello di scrivere per diffondere la pace, la libertà, la giustizia e la dignità della donna.»

Caterina Guttadauro: «Ha sempre, quindi ancora oggi, dentro di sé due identità, una libanese e l’altra italiana, quale prevale? Si ritiene un cittadino del mondo?»

Hafez Haidar: «Amo immensamente il Libano perché è la terra delle mie origini, da dove ho tratto le mie radici, ma amo altrettanto l’Italia: ho sposato un’italiana, da cui ho avuto due figli, e ho tanti amici. Questo Paese mi ha permesso di crescere e conoscere la storia, la cultura e l’arte degli altri popoli senza pregiudizi.

Sono innamorato dell’Oriente e dell’Occidente, perciò mi considero cittadino del mondo, assetato di apprendere e di trasmettere agli altri, con umiltà, i suoi insegnamenti.»

Caterina Guttadauro: «L’insegnamento è un impegno a cui lei tiene in modo particolare, ha fatto centinaia di incontri con giovani studenti. Cosa ha portato con sé da questi incontri e cosa pensa dei giovani di oggi?»

Hafez Haidar: «Io credo fermamente nei giovani, sono il futuro del nostro paese, perciò ho cercato di incontrarli e di far capire loro quanto sia importante il dialogo e il rispetto reciproco.

Ho parlato loro di alcuni argomenti importanti come il terrorismo, gli uomini giusti che combattono per i diritti umani, come il grande romanziere egiziano Nagib Mahfuz, Malala, Tawwakul Karman, Papa Francesco, Noa, Madre Teresa di Calcutta.

Inoltre, dopo aver recitato per 14 anni nelle scuole storie tratte da Le mille e una notte, ho scritto e illustrato Le mille e una notte Junior perché i ragazzi mi avevano chiesto di realizzare un testo adatto a loro.

Grazie all’Associazione Iplac il mio libro è diventato oggetto di un concorso grafico letterario nazionale per le scuole tenutosi a Roma.

I giovani d’oggi hanno bisogno di essere ascoltati, capiti, apprezzati, indirizzati.»

Caterina Guttadauro: «Tra i numerosissimi premi che ha ricevuto, qual’ è quello a cui tiene di più?»

Hafez Haidar: «Ogni premio riveste per me un grande significato; è difficile scegliere, in un giardino variopinto, il fiore più bello. Se proprio devo scegliere, però, penso al premio dell’Onu che ho ottenuto durante l’ultima missione umanitaria alla frontiera tra Libano ed Israele il 5 Settembre 2016»

Caterina Guttadauro La Brasca

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

Editoriale

Così come voluto dal Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, la pagina si apre continuando la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite” edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017.

Oggi tocca alla presentazione di Abdeldjalil Amri e alle poesie di Giuseppe Capoluongo, Francesca Luzzio e Milena Petrarca.

Buona lettura.

 

Abdeldjalil Amri.

Sono nato in Adrar nel 1992 e sono residente in Adrar nel quartiere di Mehdia. Adrar si trova a sud dell’Algeria nel deserto del Sahara.

Sono laureato in lingua e letteratura italiana dall’anno 2013, con un diploma ed un master in didattica delle lingue conseguiti nel 2016 presso l’Università di Lounici Ali di Blida. Conosco scolasticamente la lingua inglese e quella francese, mentre la mia madrelingua è l’arabo che scrivo e leggo perfettamente. La mia collaborazione con l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” verterà principalmente sul mio scrivere e parlare del deserto algerino, delle sue bellezze e dei suoi pericoli. Mi piace molto scrivere in italiano poesie, racconti e fiabe corredati da fotografie e scambi culturali. salambboy@gmail.com – Tel. +393284905308.

La sopravvivenza nel Sahara

Il Sahara è il più grande deserto della Terra, si trova nell’Africa settentrionale e vanta una superficie di circa 9.400.000 chilometri quadrati. Il Sahara occupa circa un quarto del continente africano. Si estende dall’Oceano Atlantico fino al Mar Rosso con una lunghezza di circa 4800 km, e con una larghezza di 1800 km dal Mediterraneo fino alle regioni centrali Africane.

Il Sahara comprende i seguenti stati: Algeria, Ciad, Egitto, Eritrea, Libia, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Sudan, Tunisia e Repubblica Democratica Araba Sahrawi.

Popoli tipici del Sahara, quasi tutti nomadi, sono: i Tebu, i Tuaregh, i Berberi o Amazigh e i Sudanesi.

La distribuzione della popolazione non è uniforme, mentre immense aree sono disabitate nelle oasi si possono raggiungere valori di densità di popolazione molto alti.

Nel Sahara si possono identificare diversi tipi di paesaggi: Hammada, deserto di roccia; Serir, deserto di ciottoli e ghiaia; Lergo o Idean, deserto formato da dune di sabbia; Bioma che si trova nell’estremo sud è la Savana, mentre a nord si trova la Steppa mediterranea.

Cod. 19 – Giuseppe Capoluongo

Dentro l’angolo

Come spiegare quell’angolo nuovo
dove misuro le vecchie parole
gli umori e le tante ragioni
mentre da solo rivango le zolle
indurite nel secco del tempo
e sogno la pioggia che lavi
quel profilo di vita vissuta
e nasca un’immagine nuova
da curare per riempire il mio vuoto
che ha sete ed ha fame
e raccoglie ora briciole
e pur s’accontenta
perché dentro all’angolo nuovo
matura un pensiero diverso
nel rimpianto di un pasto succulento
che non è dato avere per sempre
perché c’è gente che muore di fame
e soffre di non potere mangiare
alla mensa che offre la vita
e misura soltanto il suo bene
dentro l’angolo delle sue gelosie.

Cod. 20 – Francesca Luzzio

Prego Maria
In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova  propulsioni di utilità.

Cod. 21 – Milena Petrarca  

Esplorando il tuo paradiso perduto…

Ecco i miei versi

Dipinti per te
Enigmatica Donna

Che stai li nel

Tuo Paradiso
PERDUTO
Aspetti la gioia
Come un sogno
DIVINO
Esplori con gli occhi
La tua Luce

DELL’ANIMA

E così illumini
Il tuo universo
D’AMORE.

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

Pubblichiamo la prima parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro La Brasca che da oggi inizia, tramite DILA, la sua collaborazione in questa pagina culturale. Altre due parti dell’intervista saranno pubblicata nelle prossime settimane.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista Hafez Haidar.

Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Ha curato e tradotto diverse opere per gli Editori Rizzoli, Guanda, Rusconi, Bompiani, Fabbri, Mondadori ed è autore di numerosi libri editi dagli stessi Editori.

Nel 2006 è stato insignito del Premio Internazionale Sorrento nel Mondo insieme a Lucio Dalla e Raffaele Lauro, alto commissario del Governo e Senatore della Repubblica Italiana.

Caterina Guttadauro: «Gli intrecci tra poesia e fede nella cultura dell’Oriente sono il campo di ricerca nel quale da anni Lei è impegnato. Qual è lo scopo?»

Hafez Haidar: «Grazie agli intrecci tra poesia e fede e ai numerosi punti in comune tra le diverse culture, vorrei creare un terreno fertile in cui si consolidino buoni rapporti culturali e religiosi tra Oriente ed Occidente, basati sulla conoscenza e il rispetto reciproci.»

La poesia costituisce un pilastro fondamentale per far conoscere la cultura, le tradizioni, gli usi e i costumi di un popolo nonché la sua storia. Ho cercato di far conoscere all’Oriente poeti famosi come Dante Alighieri, Carducci e Quasimodo; nel frattempo ho portato in Italia i frutti poetici di Gibran e Omar Khayyam e ho scritto un’antologia della letteratura araba preislamica ed islamica. Sono convinto che la fede sia lo scrigno della nostra vita e della nostra civiltà, perciò conoscere la Bibbia, il Vangelo e il Corano ci aiuta a capire che nei tre Libri esiste un solo messaggio importante per tutta l’umanità: Dio è amore. La vita è un dono ed è un atto d’amore. Senza l’amore non possiamo costruire la pace e senza la pace non possiamo arrivare a conoscere i frutti della cultura per costruire un mondo migliore.»

Caterina Guttadauro: «Da diciannove anni si spende infatti – attraverso libri, traduzioni, incontri – per diffondere l’amore, abbattere i muri della diffidenza, dell’odio e della violenza”. Questa crociata ha dato dei riscontri che la motivano a procedere per questa strada?»

Hafez Haidar: «Sì, i miei lavori sono apprezzati da ebrei, cristiani e musulmani. Molte persone hanno appoggiato le mie idee e mi hanno incoraggiato a proseguire il cammino per abbattere i muri dell’odio, della diffidenza e del razzismo. Ho l’onore di rappresentare, in qualità di ambasciatore, diverse associazioni  per i diritti umani, perciò mi sento in dovere di andare avanti, pur sapendo che la mia strada è ripida e tortuosa. Non mi stanco di raccontare l’amore, perché ho visto tante persone morire ingiustamente, a causa della guerra.»

Caterina Guttadauro: «Quando il lettore apre la maggior parte dei suoi libri, dice Fava, il suo spirito naviga oltre la moschea, la sinagoga o la chiesa, verso orizzonti lontani, dove spunta un’abbagliante luce che rischiara le tenebre che talvolta intristiscono la mente e il cuore”. Quali sono le radici di questa differenza e divergenza fra le tre religioni?»

Hafez Haidar: «Dio è l’Unico Creatore per gli ebrei, per i cristiani e per i musulmani. Gli ebrei e i musulmani, però, non considerano Gesù il Messia e questo costituisce il primo punto di divergenza tra le tre religioni monoteistiche. Nel Corano, Maria è presentata come la prescelta di Dio, che ha concepito Gesù senza aver conosciuto alcun uomo. I libri sacri delle tre religioni sono accomunati dai dieci comandamenti, oltre che dallo stesso anelito verso Dio. In quest’epoca travagliata dall’odio, dalla sete di potere, dagli interessi commerciali, dalle guerre e dalla corsa agli armamenti, abbiamo bisogno di abbracciare la fede e di saper perdonare per raggiungere l’intensa luce della  nostra esistenza.»

Caterina Guttadauro La Brasca

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2015 – 2016

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale>

 DILA

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Da Paola Occhi, Ambasciatrice di pace DILA: Il prossimo 23 Febbraio 2018, a complemento di un evento di interesse nazionale, DILA e la Nazionale Cantati Lirici (facente parte dell’Associazione “Da Ischia L’Arte” e da lei ottimamente presieduta ) consegneranno in comodato d’uso gratuito all’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola un pianoforte da mettere a disposizione dei pazienti, del personale medico – infermieristico, e di tutti coloro che avranno diritto di accesso alla struttura, affinché, attraverso la musica e l’Arte in generale, si possano creare momenti di piacevole serenità per i degenti.

L’iniziativa comporta, inoltre, la disponibilità resa a favore di DILA di un ambiente all’interno della struttura ospedaliera utilizzabile per la realizzazione di eventi culturall e sociali di ogni tipo.

Tale iniziativa ha già raccolto numerosi consensi dalle Direzioni di strutture ospedaliere dislocate in varie regioni d’Italia.

Modena 19 Febbraio 2018

 PIANOFORTE_comodato 1

Pianoforte CS

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
EMILIA ROMAGNA

Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena
Ufficio Stampa, Rapporti con i Media

Comunicato stampa

Ospedale in musica

Inaugurazione del pianoforte offerto dall’Associazione Nazionale Cantanti Lirici DILA e collocato dall’Azienda USL di Modena all’Ospedale di Mirandola

Sarà inaugurato venerdì 23 Febbraio 2018 alle 15, presso l’atrio del Padiglione Scarlini dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, un pianoforte verticale dono dell’Associazione Nazionale Cantanti Lirici – DILA all’Azienda USL di Modena.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla sua Presidente, la soprano Paola Occhi, dopo una lunga degenza presso la Pneumologia dell’Ospedale, è stata possibile grazie anche alla collaborazione di alcuni commercianti, artigiani e cittadini mirandolesi, le cui offerte si sono aggiunte a quella della Nazionale Cantanti Lirici.

L’idea di collocare lo strumento in uno spazio accessibile a tutti è occasione per creare anche in ospedale luoghi caratterizzati dalla bellezza del linguaggio musicale, nell’ottica di un miglioramento della qualità di vita delle persone che lo frequentano.

Il progetto ricalca esperienze simili già diffuse in Italia e all’estero, a beneficio di chi si trova in ospedale – pazienti, operatori sanitari, famigliari – per allietarne il passaggio e la permanenza.

Una nuova e diversa apertura al territorio per un luogo di cura che diventa così spazio di arte e cultura, promossa e diffusa anche in collaborazione con Scuole, Associazioni e Circoli musicali locali attraverso eventi dedicati.

L’utilizzo sarà consentito a tutte le persone che accedono all’ospedale, utenti e operatori, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 tutti i giorni della settimana.

Concerto “La musica è vita”

In occasione dell’inaugurazione, venerdì 23 Febbraio alle 15 presso l’atrio del Padiglione Scarlini, si esibirà in concerto la presidente dell’Associazione Nazionale Cantanti Lirici, soprano Paola Occhi, accompagnata al pianoforte da Heejin Byeon.

A seguire, l’esibizione del coro mirandolese “Com’è bello cantar”, diretto dal maestro Gianni Guicciardi e composto da persone con disabilità fonatorie, articolatorie e deficit comunicativi coordinate dalla logopedista Ausl Sara Roncadi.

Il Resto del Carlino . Edizione Bologna – 24 Febbraio 2018

 

“MEGUMI. STORIE DI RAPIMENTI E SPIE DELLA COREA DEL NORD” DI ANTONIO MOSCATELLO

Storia di Megumi, 13enne rapita dalle spie di Pyongyang , presentazione Enoteca Letteraria Quattro Fontane

Dopo il grande successo alla presentazione presso il Circolo degli Esteri della Farnesina a Roma organizzato dal diplomatico Mario Vattani, il libro del giornalista Antonio Moscatello  “MEGUMI. STORIE DI RAPIMENTI E SPIE DELLA COREA DEL NORD” in cui si parla di spionaggi e rapimenti, sarà protagonista sempre nella Capitale della Rassegna Iplac che si svolgerà presso l’Enoteca Letteraria Quattro Fontane il 25 febbraio 2018 alle ore 18.30. La presentazione di questo interessante libro di inchiesta che ha acceso un faro sulla Corea del Nord, uno dei paesi più enigmatici del mondo, sarà condotta da Laila Scorcelletti,  preziosa Consigliera del Lazio e dal Giornalista Gian Luca Mealli.

MEGUMI istorie di rapimenti e spie.. di Antonio Moscatello
“MEGUMI storie di rapimenti e spie della Corea del Nord”.
di Antonio Moscatello

La storia. Nella città giapponese di Niigata, la sera del 15 novembre del 1977, una ragazzina di 13 anni scompare nel nulla. Di lei nessuna traccia, ne’ la polizia, né i genitori malgrado le intense ricerche supportate da pubblicazioni della sua foto sui giornali e appelli televisivi, riescono a scoprire qualcosa; fino a quando, vent’anni dopo, una notizia sconvolgente: Megumi Yokota è stata rapita da agenti infiltrati dalla Corea del Nord. Attualmente il governo nordcoreano la dichiara deceduta, ma a riguardo non vi sono riscontri certi e i genitori anziani continuano a cercare la verità. Un evento questo di grande spessore che si presenta quale occasione per venire a conoscenza dei dettagli agghiaccianti su cui si fondava il programma di rapimenti realizzato dal regime di Pyongyang negli anni ’70 e  ’80, di cui le vittime sono stati semplici cittadini in Giappone, in Corea del Sud, ma anche altrove, persino in Italia. L’autore Antonio Moscatello con attenzione conduce il lettore passo dopo passo lungo le ricerche per ritrovare la ragazzina scomparsa/rapita, evidenziando la sofferenza dei suoi genitori, mettendo in luce segreti, inganni e contraddizioni di un paese tra i più enigmatici del mondo, ancora avvolto da un velo di mistero e di cui restano diverse incognite.

Alla presentazione seguirà il brindisi offerto da Tonino Puccica e poi, per coloro che lo gradissero, sarà possibile partecipare alla cena conviviale con cibo cucinato in casa, vino imbottigliato e atmosfera magica per soli 10 Euro. Per la cena è richiesta la prenotazione entro venerdì 23 febbraio.

Silvana Lazzarino

 

PER LA RASSEGNA IPLAC

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

MEGUMI. STORIE DI RAPIMENTI E SPIE DELLA COREA DEL NORD” (Editore Rogiosi)

di ANTONIO MOSCATELLO

Enoteca Letteraria Quattro Fontane,

Via di Quattro Fontane 130 – Roma

domenica 25 febbraio 2018 ore 18.30

Ingresso libero

Per le prenotazioni alla cena chiamare entro venerdì 23 febbraio Maria Rizzi 3475789139 – Tonino Puccica: 3494328664. 06/45435015.

 

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Virgina Vandini e il Progetto Unicità in collaborazione con “La Sapienza” di Roma

 VIRGINIA VANDINI E IL SEMINARIO SULL’ACCOGLIENZA ALL’INTERNO DEL PROGETTO UNICITA’

Lungo il corso della propria vita dove si intraprendono scelte, decisioni non sempre facili, dove si è sicuri e fragili, dove spesso ci si scontra con il passato con quei condizionamenti che impediscono di procedere in piena autonomia, è importante agire con consapevolezza, in libertà tenendo sempre presente l’altro quale persona con cui relazionarsi e costruire legami, per un arricchimento reciproco che nasce dal confronto, dallo scambio e dalla possibilità di rivedere i propri punti di vista. Per giungere ad una piena consapevolezza di sé, delle proprie emozioni al fine di gestirle con equilibrio, anche attraverso il cambiamento, per costruire relazioni di scambio e confronto con l’altro senza giudizio, sono necessarie l’ascolto e l’accoglienza, ma il primo ascolto deve avvenire dentro se stessi. In questa società dove tutto corre troppo velocemente, dove regnano diffidenza e indifferenza si rischia di perdere la bellezza delle relazioni, dell’incontro con l’altro a partire dall’amore per se stessi e allo stesso tempo si perdono di vista i veri obiettivi. Questi aspetti, e molto altro sono al centro del lavoro di Virginia Vandini presidente dell’ASSOCIAZIONE IL VALORE DEL FEMMINILE, sociologa, supervisor trainer counselor ad approccio immaginale,; direttrice della Scuola di Counseling ad orientamento psico-corporeo e fondatrice del modello educativo-pedagogico basato sulla riscoperta del principio femminile trattato nel libro “Amore. Ascolto. Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi”, presentato l’8 Maggio 2015 presso L’Università “La Sapienza” di Roma in occasione dell’omonimo convegno.

Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile
Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile

Attraverso corsi, seminari e incontri Virginia Vandini e il suo staff formato tra gli altri da Antonella Aloi, Francesca Di Sarno, Maria Lavinia Biasi, Elisa Mastrantonio, propongono il “cammino del counseling” come percorso di crescita e rinascita in cui ciascuno possa ritrovare se stesso in armonia con l’altro. Un percorso arricchito da seminari, corsi, convegni per acquisire comprensione e consapevolezza di se stessi, affinché ognuno possa trovare la propria libertà per amarsi veramente e amare così anche gli altri. Sull’onda della riscoperta di sé e della propria unicità con cui ridisegnare il proprio percorso e credere in se stessi, guida il progetto PORTATORI DI UNICITA’: INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’ ideato e voluto da Virginia Vndini insieme al suo staff e realizzato in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma. Il progetto nel valorizzare l’unicità di ogni singolo si propone quale formula educativa volta a facilitare le persone nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti e nello sviluppo di competenze e abilità per riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa esperienza nella vita di tutti i giorni. Oltre a valorizzare le qualità interiori, il percorso aiuta a sviluppare determinate abilità sociali quali empatia, profonda accettazione di sé e degli altri, compassione, gestione dello stress e dei conflitti sia interni sia esterni, e la capacità di trasformare un problema in un’occasione per dare voce alle proprie risorse.portatori-unicita-immag

Se il motivo della Libertà trattato da Andrea Pietrangeli ha aperto il ciclo dei sei incontri volti a riconoscere le proprie prerogative e risorse per il benessere interiore, è con lAccoglienza di cui parlerà Virginia Vandini il prossimo 2 e 3 marzo 2018, che si entra in contatto con la parte di sé più profonda facendo così vibrare tutte le sfaccettature delle tematiche affrontate in precedenza con cui è necessario confrontarsi. Accoglienza è sospensione del giudizio, è sedersi accanto a se stesso e all’altro senza mettere resistenze, è accettare ciò che si è e ciò che l’altro è, senza se e senza  ma. L’accoglienza è un insieme di prassi che ha inizio dalla “pulizia” di sé: pulire vuol dire liberarsi dai pregiudizi e coltivare la bellezza per essere pronti ad aprirsi al mondo, tenendo presente i confini e decidere come e quando e a chi aprirsi. Questo seminario con Virginia Vandini sarà una preziosa occasione per riscoprire la bellezza della spontaneità con cui guardare gli altri a partire dall’accettazione di sé.

Silvana Lazzarino

 

 

ACCOGLIENZA CON VIRGINIA VANDINI

PORTATORI DI UNICITA’

INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’

Sede. Università di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione

in Via Salaria, 113. (aula B10)

Orari: Venerdì dalle 14.00 alle 20.00 e Sabato dalle 9.00 alle 14.00

giorni venerdì 2 e sabato 3 MARZO  2018

PER INFORMAZIONI info@ilvaloredelfemminile.it

 

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RITA CACCAMO a Rai Uno con “Strettamente personale”

RITA CACCAMO ospite a  Rai Uno con “Strettamente personale. Singles e Coppie non Conviventi si raccontano

Studiosa e letterata, grande conoscitrice dei moti e stati d’animo, attenta all’evoluzione dei comportamenti sociali in linea con condizionamenti di vita, tendenze e scelte, Rita Caccamo sociologa, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, lo scorso 17 febbraio 2018 è stata invitata al Caffè di Rai Uno per la presentazione del suo ultimo libro “Strettamente personale. Singles e coppie non conviventi si raccontano” (Edizioni Nuova Cultura). In questo saggio di grande interesse l’autrice descrive come siano in aumento i single che costituiscono un gruppo variegato, il 30% della popolazione, e come siano sempre più le coppie che scelgono di non vivere insieme per diversi motivi spesso dovuti ad abitudini personali o ai ritmi di vita suscettibili a spostamenti legati anche al lavoro.

Rita CAccamo
Rita Caccamo

A presentare il libro è stata la scrittrice e giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica Cinzia Tani che ha impostato una chiacchierata interessante con l’autrice cui ha posto diverse domande tutte molto interessanti.

La società di oggi chiede quale requisito la mobilità che spesso finisce per diventare tratto distintivo della vita personale assumendo alle volte le forme della singleness; altre, quelle della vita di coppia separata ovvero di coppie che vivono “separatamente insieme”. Vasto e variegato è il gruppo dei “singles” formato dal 30% della popolazione italiana, compresi gli anziani. Al suo interno si trovano celibi e ex-sposati; dislocati sull’intero arco biografico, addensandosi nelle fasce d’età centrali (trentacinque-sessant’anni). La differenza di genere è più marcata riguardo alle priorità di vita: lavoro, amicizia e sfera sessuo-affettiva. Quest’ultima è centrale per tutti; ma per le donne assume accenti più critici rispetto agli uomini. Profili paralleli?

Rita Caccamo presentazione libro a Rai Uno
Rita Caccamo presentazione libro a Rai Uno

Sono in aumento poi le “coppie non conviventi”, che, per scelta per forza, vivono in due case e ménage separati, pur sentendosi coppia. Sono questi due modi di vivere ed essere, al centro dello studio della sociologa e docente Rita Caccamo che nel saggio ha dato risalto alle interviste biografiche come unità d’analisi, e alle testimonianze in presa diretta. Il testo che vanta un linguaggio scorrevole, si arricchisce con riferimenti alla letteratura, al teatro e al cinema.

L’Associazione culturale l’Occhio dell’Arte di cui è presidente Lisa Bernardini, ha recentemente conferito a Rita Caccamo, insieme alla Città di Frosinone e all’Assessore alla Cultura Valentina Sementilli, un importante Premio alla Carriera durante la kermesse in rosa “Storie di Donne” patrocinata anche dalla Regione Lazio.

Silvana Lazzarino

 

 

RITA CACCAMO NIOTIZE BIOGRAFICHE

Studiosa e donna di grande fascino, Rita Caccamo è storica della sociologia come formazione; ha svolto ricerca in tal senso, per quasi due anni, negli Stati Uniti, dove ha poi pubblicato uno studio sulla “città media” americana (Muncie, Indiana) studiata e ristudiata a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Negli ultimi anni si è occupata di moda e “stili di vita”: artisti di strada, giovani in rivolta, single rampanti, fondatori di “nuove” coppie. Tutti soggetti individuali e collettivi che condividono una forte dimensione di resistenza. Nel linguaggio sociologico, il diritto di resistenza equivale al diritto di opporsi a ogni attentato o minaccia recati ai diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo e della donna, da parte del potere costituito. Un esempio in tal senso fu rappresentato dai giovani punk inglesi, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, analizzati nel suo penultimo libro “Rebellion. Dai punk agli artisti di strada”.  All’origine si è trattato di uno studio sul campo, nel corso di un intero anno passato in Inghilterra. Oggi, è la sua riscrittura.

Autrice di trenta volumi nei suoi campi di studio e di ricerca, letterata di profonda cultura e variegate passioni, Rita Caccamo ha trascorso la sua vita lavorativa ai massimi livelli sia nell’aggiornamento professionale sia nella docenza, occupandosi di argomenti che parlano a tutto tondo di Modernità e Post-Modernità. Interessi accademici e hobby personali si sono intrecciati spesso nel corso della sua professione. Uno per tutti: il viaggio come pratica di apertura, pausa dal lavoro, per potervi poi ritornare arricchiti di nuove esperienze. Rita Caccamo sta virando verso la narrazione autobiografica e la sua stessa scrittura si va modificando, rispetto all’impronta sociologica che ha caratterizzato la sua prestigiosa storia lavorativa.

 

Strettamente personale. Singles e coppie non conviventi si raccontano”

di Rita Caccamo

PRESENTAZIONE PRESSO Il Caffè di Rai Uno

Sabato 17 febbraio, 2018

Ulteriori info sul volume all’indirizzo nuovacultura.it/catalogo/strettamente-personale/

 

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Giuliana Conforto. Seminario introduttivo sulla fine dei tempi

LA FINE DEI TEMPI? SEMINARIO INTRODUTTIVO RICORDANDO GIORDANO BRUNO E LE SUE TEORIE  NELL’AMBITO DEI CORSI DE “IL VALORE DEL FEMMINILE”

In questi ultimi due decenni dove gli standard di vita sempre più incalzanti creano allontanamento da quella che dovrebbe essere una vera e autentica comunicazione fatta di scambio e relazioni, nasce il bisogno di guardare oltre e uscire da quello stato di egoismo spesso causa di chiusura e distacco. Amore, Ascolto e Accoglienza risuonano quali parole strategiche per proiettare l’individuo verso un cambiamento a partire dall’ascolto di se’, delle proprie emozioni e bisogni, per poi aprirsi agli altri. Queste tre parole o meglio valori, sono il filo conduttore del libro “Amore. Ascolto. Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi.” presentato nel 2016 presso il Centro Culturale Elsa Morante da VIRGINIA VANDINI Sociologa, Socionalista, Supervisor-Trainer Counselor, Immaginalista, ANTONELLA ALOI Psicologia, supervisor counselor, master in Gestalt Art Counseling e FRANCESCA DI SARNO. Counselor professionista, specializzata in tecniche di rilassamento e teatro terapia. Testo in cui le stesse tre parole sono viste non solo quale prerogativa del femminile come fino ad oggi si è pensato, ma riferite a tutti poiché riscoperte attraverso l’apprendimento di nuovi modi di interagire con se stessi e gli altri.

Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile
Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile

Inoltre è da queste parole/ valori, che è partita Virginia Vandini, presidente dell’Associazione Il Valore del Femminile e direttore della Scuola di Counseling Umanistico ad orientamento Psico-Corporeo, insieme al suo staff, per dare vita ad un progetto ambizioso avviato lo scorso autunno.  Si tratta del  PORGETTO PORTATORI DI UNICITA’ INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’ realizzato in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma che intende valorizzare l’unicità di ogni singolo proponendosi quale formula educativa volta a facilitare le persone nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti e nello sviluppo di competenze e abilità per riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa esperienza nella vita di tutti i giorni. Il percorso oltre a valorizzare le proprie qualità e risorse interiori scoprendo e riconoscendo la propria vocazione, aiuta a sviluppare determinate abilità sociali quali empatia, profonda accettazione di sé e degli altri, compassione, gestione dello stress e dei conflitti sia interni sia esterni, e la capacità di trasformare un problema in un’occasione per dare voce alle proprie risorse. Nell’ambito dell’Associazione diverse sono le attività tra incontri, seminari, convegni e soprattutto la Scuola di Counseling, volte a fornire un  percorso di comprensione e consapevolezza di sé affinché ognuno possa trovare la propria libertà per aprirsi al mondo. Tra gli eventi segnaliamo quello che presenterà Virginia Vandini, il prossimo 18 febbraio 2018 in occasione del 418° anniversario della morte di GIORDANO BRUNO (1548-1600) condannato al rogo per eresia.seminario-g-bruno-18-febbrao-immagine  “Il seminario introduttivo sulla fine dei tempi” che si svolgerà presso lo Spazio Evento 51 a Roma in Via dei Salumi,51, vedrà GIULIANA CONFORTO astrofisica, geofisica e docente di meccanica e fisica quantistica, invitare i partecipanti ad una riflessione sul Tempo, inganno di questo mondo, sulla “Fine dei tempi”. Giordano Bruno in opposizione al geocentrismo e con le sue teorie sull’infinità dell’universo, dove Dio è visto quale intelletto universale – “natura naturans” ossia che da vita alla natura essendo causa degli eventi e “natura naturata” ossia principio delle cose-  anticipava una visione in linea con il pensiero attuale sulla fine del tempo. Se Giordano Bruno parlava di una forza, la vita che muove infiniti mondi intelligenti, cosa accade adesso? Si può parlare di una nuova era cosciente della Forza che Anima il Tutto? Questi argomenti saranno al centro del seminario, accompagnato dalla performance “Testimonials” di Aurin Proietti – installazione –sonoro visiva di Auro e Alessandro Santamaria.  Un appuntamento da non perdere per guardare oltre questa realtà, con altri occhi.

Silvana Lazzarino

SEMINARIO INTRODUTTIVO SULLA FINE DEI TEMPI

La fine di un Era e l’inizio di una nuova

Cosciente della Forza che anima il tutto

Spazio Evento 51

Via dei Salumi 51 Roma

Domenica 18 febbraio 2018 ore 16,00- 20,00

Prenotazione obbligatoria scrivendo a info@ilvaloredelfemminile.it

 

VIRGINIA  VANDINI

Virginia Vandini Sociologa, Socionalista, Supervisor-Trainer Counselor, Immaginalista, presidente dell’Associazione “Il valore del Femminile” costituita nel 2013, è direttore della Scuola di Counseling Umanistico ad orientamento Psico-Corporeo e collabora con la Sapienza Università di Roma nella realizzazione di convegni sull’argomento.

Le attività proposte dall’Associazione il Valore del Femminile sono oggi considerate una realtà sicura ed efficace da coloro che, in ambito pubblico e privato, si occupano di favorire il BeneEssere individuale e della collettività.

Per info sui corsi e prenotazioni: v.vandini@ilvaloredelfemminile.it,

e vistare il sito www.ilvaloredelfemminile.it

 

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LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” DI F.P. TANZJ, F.FAVA DEL PIANO, P.PERILLI, S. MADIA

PRE LA RASSEGNA IPLAC: PRESENTAZIONE “LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” DI F.P. TANZJ, F.FAVA DEL PIANO, P.PERILLI, S. MADIA

 

I ritmi e le emozioni propri della scrittura che attraverso la parola acquista intensità ed enfasi, i segni e i colori delle arti visive sempre in divenire nel loro interagire con lo spazio circostante, restituiscono  il fascino tra nostalgia e inquietudini, entusiasmo e attesa di storie che si ripetono e rinnovano nel tempo cui a volte sembra potersi riferire per empatia o luoghi comuni. Ad osservare con semplicità e spirito critico il ruoli attuali che appartengono alla comunicazione scritta, alla scrittura, soffermandosi in particolare su quella legata all’uso della carta, canale forse più sentito e profondo a livello di energia emotiva, per raccontare stati d’animo del proprio vissuto anche attraverso una storia, un racconto, una lirica, è il libro LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” di Francesco Paolo. TANZJ, Federica FAVA DEL PIANO, Plinio PERILLI, Silvana MADIA che sarà presentato a Roma il 17 febbraio 2018 presso l’Enoteca Letteraria Quattro Fontane (Via di Quattro Fontane 130) alle ore 18.30 .

La scrittura.Il segno la storia il senso. Autori F P Tanzj P Perilli F Fava del Piano e S Madia
La scrittura. Il segno la storia il senso. Autori F P Tanzj P Perilli F Fava del Piano e S Madia

L’incontro dedicato a questo prezioso libro sulla scrittura, già presentato in diverse città italiane con successo, vede quattro autori tra i più noti a livello internazionale interpretare in modo originale e con una punta di ironia, il ruolo che sta assumendo la scrittura su foglio e su carta stampata e rilegata, in un’epoca dove sempre più i social diventano mezzi privilegiati per una comunicazione strettamente digitalizzata più immediata e veloce anche per gli scambi, ma sicuramente fredda poiché priva del contatto diretto con un testo, un libro, o una penna che mette in relazione con una pagina bianca su cui iniziare a scrivere un pensiero, una storia. L’incontro, moderato da Maria Rzzzi, Consigliera Regione Lazio, e che avrà quale relatore il filosofo e critico letterario Franco Campegiani, rappresenta una preziosa occasione per soffermarsi sul confronto tra le diverse espressioni e significati legati alla parola scritta, anche in relazione ai media che ad essa possono essere correlati Si parlerà dei ruoli della scrittura- anche poetica – espressione privilegiata con cui dar voce ad emozioni tra presente e passato, nostalgie e luoghi ordinari e straordinari con uno sguardo al futuro. Il libro si sofferma sul senso che oggi racchiude la scrittura a partire dal fatto che siano molti gli autori non letti e diversi si improvvisino scrittori, e ancora come venga utilizzato sempre meno il foglio di carta per scrivere frasi, appunti, preferendo ad esso i file scritti e corretti automaticamente dai programmi dei computer. Affiora come la scrittura stia smarrendo la bellezza insita nell’atto dello scrivere su carta, gesto che spesso può aiutare a esprimere e liberare stati d’animo anche dolorosi, e come solo per il fatto di pubblicare su facebook un pensiero, un testo, molti si sentano dei futuri autori.

Francesco Paolo Tanzj e Plinio Perilli, scrittori e poeti, Federica Fava Del Piano psicologa della scrittura e Silvana Madìa neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta familiare si inseriscono in questo percorso e scrutano la scrittura ciascuno dal proprio punto di vista ma con improvvise escursioni nel campo creativo dello scrivere quale mezzo per stimolare l’immaginazione e riappropriarsi del proprio vissuto interiore. Così si procede dal racconto di Francesco Paolo Tanzj, allo studio psico-semiotico della grafologa Federica Fava del Piano, per passare all’analisi della neuropsichiatra Silvana Madìa sulla scrittura come modalità relazionale per riappropriarsi di se stessi, e giungere infine, all’esaustivo saggio sulle condizioni della letteratura contemporanea del poeta e critico letterario Plinio Perilli. Un invito a guardare alle diverse possibilità di comunicazione della scrittura al suo potere evocativo ed educativo, al suo essere strumento con cui relazionarsi in modi e tempi diversi a seconda delle occasioni e abitudini. Come sottolinea Luigi Pirandello nel Il Fu Mattia Pascal: “La vita o si vive o si scrive. Io non l’ho mai vissuta se non scrivendola”.

I quattro autori saranno poi intervistati da Maria Rizzi, e nel corso dell’intervista a Federica Fava del Piano, la lettrice Loredana D’Alfonso leggerà, come esempio di analisi grafologica, le “Lettere da una sconosciuta” a Pier Paolo Pasolini, Francesco Jovine e Chiara Gamberale. Accanto all’artista Giordano Martone, autore della copertina e nipote di Raffaele Viviani, saranno presenti ospiti di grande rilievo. Un incontro con la scrittura e la lettura da non perdere. Alla fine dell’evento vi sarà il brindisi offerto da Tonino Puccica e per quanti lo desiderino potranno prendere parte alla cena conviviale gustando ottimo cibo cucinato in casa, vino imbottigliato entro un’atmosfera accogliente.

 

Silvana Lazzarino

 

PER LA RASEGNA IPLAC

PRESENTAZIONE IL LIBRO “LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO”

Scrittori, scritture e segni di-versi

dI Francesco Paolo. TANZJ, Federica FAVA DEL PIANO, Plinio PERILLI, Silvana MADIA

Modera Maria Rizzi,

relatore Franco Campegiani

Enoteca Letteraria Quattro Fontane,

Via di Quattro Fontane, 130 Roma

sabato 17 febbraio 2018 ore 18.30

Ingresso libero

La cena conviviale prevede un costo di Euro, 10,00. Si prega di dare l’adesione entro venerdì 16 febbraio chiamando i seguenti numeri: Maria Rizzi 3475789139 – Tonino Puccica: 3494328664

 

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PIETRO GENTILI: IL SUO SGUARDO VERSO L’INFINITO NELLA LUCE IN MOSTRA A ROMA

PIETRO GENTILI IN MOSTRA A ROMA A VILLA TORLONIA CON “SOGLIE DI LUCE” A COGLIERE L’OLTRE

Entro le diverse sfaccettature dei linguaggi dell’arte contemporanea esplorando ogni suo possibile canale di comunicazione dalla scultura alla pittura, dal gioiello alle installazioni, si indirizza il percorso artistico di PIETRO GENTILI (San Vito Romano 1932- 2008) che facendo uso di diversi materiali restituisce le emozioni della vita sottolineando l’aspirazione dell’uomo all’infinto a quell’oltre che si nasconde in ogni piccolo dettaglio della realtà a partire da quegli spiragli da cui affiora la luce. Un oltre luminoso e positivo, fatto di energie, che viene restituito ricreando immagini riferite a spazi aperti del cosmo e  del cielo,  agli angeli e alle porte. Sono questi i segni simbolo che caratterizzano il percorso espositivo di SOGLIE DI LUCE. OPERE DI PIETRO GENTILI, DAL 1970 AL 2000, la cui inaugurazione sarà a Roma il 16 febbraio 2018 alle ore 16.00 presso i Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette (in Via Nomentana 70) dove resterà aperta fino al 27 maggio 2018.

Pietro Gentili. mostra Soglie di Luce. Opera SFera
Pietro Gentili. mostra Soglie di Luce.
Opera Sfera

Promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curata da Maria Grazia Massafra Responsabile del Museo della Casina delle Civette e Claudio Cerritelli docente di Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Brera, la mostra, la prima personale dedicata all’artista nella Capitale dopo la sua scomparsa, mira a far conoscere il suo pensiero attraverso opere che grazie all’uso di diversi materiali- tempera, foglia d’oro e d’argento, sabbia, polvere di specchio, plexiglass, legno- restituiscono le attese, le speranze del viaggio dell’uomo in questa vita. Un viaggio in cui l’individuo è costantemente alla ricerca di se stesso proiettato a guardare oltre questo confine, oltre i suoi limiti a cogliere il vero senso del suo esistere. Verso l’infinito, verso la speranza e  la rinascita conducono infatti le 50 opere: scudi di angeli, cieli stellati, porte aperte su di uno spazio “altro”, giochi di superfici riflettenti, che hanno quale motivo comune la luce con il suo mistero e la sua armonia a rappresentare la “soglia” verso un’altra dimensione oltre il tempo a toccare quella spiritualità che è nascosta in ogni individuo, ma non pienamente riconoscibile. Anche l’uso di diverse tecniche come la foglia d’oro e l’argento a creare la smaterializzazione della superficie suggerisce l’inconsistenza corporea di questo elemento, la luce, fonte di equilibrio e di vita, di nuova vita; mentre le superfici

Pietro Gentili mostra Soglie di Luce, opera Scudo
Pietro Gentili mostra Soglie di Luce, opera Scudo

specchianti rimandano al motivo del doppio tra realtà e finzione, naturale e artificiale. Ad avvicinare l’uomo al senso del sacro, dello spirituale è la porta, immagine che qui indica il desiderio di scoprire cosa ci sia oltre, dove l’umano si congiunge al sacro. Così accanto a “Assoluto”, 1962 (foglia d’argento e tempera), “Arcangelo di luce gialla”, 1981 (sabbia, specchio, foglia argento e oro, tempera), “Collana carré con orecchini”, 1971; (tela, tempera, foglia oro, specchi), “Sfera”1975 (Tempera, specchi, metallo, legno) e “Il cielo”, 1975 (tempera e foglia oro) sono “Rifrazioni di luce in movimento”, 1968 (specchi, alluminio e tempera), “Scudo” 1989 (Tempera, foglia oro e specchio) e “Porta di luce rossa”1993 (tempera foglia oro, specchio, sabbia su tela)  solo per citare alcuni titoli di opere esposte.

Pietro Gentili mostra Soglie di luce, opera Scudo 1
Pietro Gentili mostra Soglie di luce, opera Scudo 1

Il curatore della mostra Claudio Cerritelli a riguardo afferma che l’immagine della “porta” si pone quale luogo del mistero conoscitivo dell’arte, soglia dove si avverte il desiderio e la ricerca della luce spirituale, percepita nella vastità senza fine del tempo. Un percorso originale dove non mancano richiami ad un filone di arte contemporanea di carattere mistico-simbolico-spiritualistico che si rifà al mondo orientale, alla religione e alla filosofia Zen.

All’inaugurazione accanto ai curatori Maria Grazia Massafra Responsabile del Museo della Casina delle Civette e Claudio Cerritelli Docente di Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Brera, saranno presenti Francesca Caprioli Direttrice Artistica dell’Associazione Culturale Fabrica e Emanuela Gentili Archivio Gentili.

 

Silvana Lazzarino

 

Soglie di Luce. Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000

Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette

Via Nomentana 70 , Roma

Orario da martedì a domenica ore 9.00-19.00 La biglietteria chiude 45 minuti prima

Chiuso lunedì, 1 maggio

dal 17 febbraio al 27 maggio 2018

Inaugurazione venerdì 16 febbraio ore 16.00

Apertura al pubblico dal 17 febbraio al 27 maggio 2018

 

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