BOOKCITY MILANO 2017 – DILA presente nell’Auditorium MUDEC

BOOKCITY MILANO 2017 – DILA presente nell’Auditorium MUDEC

Milano 18 Novembre 2017 dalle ore 10:30 alle ore 13:30

BOOKCITY MILANO 2017

DILA-Bookcity 2017
YES. è ufficiale: 18-11-2017

DILA partecipa al

Bookcity di Milano!

BOOKCITY MILANO 2017 - DILA presente nell'Auditorium MUDEC Milano 18 Novembre 2017

MUDEC – Museo delle Culture Via Tortona 56
Milano: ore 10:30 – 13:30

MUDEC Auditorium

Location ideale in cui fare delle convention, meeting e incontri aziendali. È un luogo spazioso e predisposto a rivestire la funzione di auditorium, quindi comprensivo di sistemi audio fonetici.
Dimensioni
313 mq
Capienza
250 pax
Sono già predisposti al suo interno:
– 2 microfoni gelato
– 2 proiettori
– Luci e faretti totalmente regolabili

BOOKCITY MILANO 2017 – MUDEC Auditorium

MUDEC planimetria Auditorium – BOOKCITY MILANO 2017 –

MUDEC Auditorium – BOOKCITY MILANO 2017

Logo MUDEC

MUDEC Auditorium – BOOKCITY MILANO 2017 –

MUDEC Auditorium – BOOKCITY MILANO 2017

Facciata esterna MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017 –

MUDEC Auditorium – BOOKCITY MILANO 2017

Visitatori MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

Esterno MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

Esterno MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

Sala MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

MUDEC – BOOKCITY MILANO 2017

Interno BOOKCITY MILANO 2017

DILA-Bookcity 2017

Bookcity 2017 comunicato stampa 1

BOOKCITY MILANO Dal 16 al 19 novembre Torna BookCity Milano: la festa metropolitana diffusa e partecipata del libro e della lettura Incontri con gli autori / reading / laboratori / mostre
Dal 16 al 19 novembre 2017 si terrà BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro e alla lettura che si svolge in più di 200 spazi della città metropolitana e che fin dalla prima edizione registra una straordinaria partecipazione di pubblico.

È promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano

e dall’Associazione BOOKCITY MILANO, fondata da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri. BookCity Milano è sostenuto da Intesa Sanpaolo (main partner) e da Fondazione Cariplo.
Partecipano inoltre Borsa Italiana, Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, Fiera Milano, Fondazione Fiera Milano e Treccani Cultura. Collaborano il Teatro alla Scala, Intesa Sanpaolo Assicura, Cavanna, Fpe, Ricoh, Bird&Bird, Bauer, Campari, Scuola Holden e Società Esercizi Aeroportuali.
BookCity Milano è realizzato sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ALI (Associazione Librai Italiani) e LIM (Librerie Indipendenti Milano).
BOOKCITY MILANO – ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Sala è senza dubbio una delle manifestazioni più apprezzate dalla nostra città, perché con i suoi appuntamenti diffusi sa renderla partecipe e protagonista di una passione forte e duratura come quella per i libri e la lettura.
Capace di raccontare il passato così come di affrontare i temi dell’attualità, quest’anno, per la prima volta, BOOKCITY aprirà una sezione dal titolo ‘Pari Opportunità.
Come cambia la vita delle donne’, grazie anche al supporto della Delegata Daria Colombo.
E questo è un motivo in più di orgoglio per la nostra Amministrazione che, con questa manifestazione, non solo promuove l’educazione alla lettura ma coglie l’occasione per far riflettere i cittadini su argomenti che li riguardano quotidianamente”.

La ricchezza di BOOKCITY MILANO

è la sua spontanea ed eterogenea presenza in città. Musei, teatri, scuole, università, biblioteche, palazzi storici, librerie, associazioni, negozi, spazi pubblici e privati mettono in scena la loro passione per il libro e per la lettura promuovendo incontri, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, esplorando nuovi modi di leggere e riflettendo sulla scrittura, sulla lettura e sui mestieri dell’editoria, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e dalle biblioteche storiche pubbliche e private, non solo come evento individuale ma anche collettivo.

www.bookcitymilano.it

BOOKCITY MILANO 2017 si articolerà dal 16 al 19 novembre in quattro giornate, la prima dedicata alle scuole e alle università. Il centro resta il Castello Sforzesco, al quale si affiancheranno decine di poli tematici nei quali ogni lettore potrà ritrovare le sue passioni e soddisfare le proprie curiosità ma anche scoprire nuovi autori e nuovi interessi.
A BOOKCITY MILANO 2017 i grandi temi vengono raccontati nei poli. Ma il programma consente moltissimi altri percorsi creativi e spesso divertenti, identificati con hashtag come #vogliofareloscrittore, #pariopportunità, #Italia1967_2017, #rosa, #librospettacolo, #migranti, #topoftheopops, #cantautori, #altraEuropa, #hannofattograndeMilano, #transmedialità.
Alcuni possono incuriosire i lettori più esigenti, altri offrono suggerimenti per un pubblico più ampio. Questi hashtag, oltre ad una selezione dei migliori suggeriti dal pubblico che arriveranno a segreteria@bookcitymilano.it, si possono ritrovare sul sito bookcitymilano.it. BOOKCITY MILANO COMINCIA IN LIBRERIA
Quest’anno le librerie milanesi rivestono un ruolo speciale: BOOKCITY MILANO inizia un giorno prima, proprio lì, con una festa.
Giovedì 16 novembre 2017 dalle 18.00 ci sarà una festa diffusa in decine di librerie che offriranno alla città il programma stampato di BookCity, assieme al racconto in anteprima di temi, incontri, idee, letture che nei giorni successivi animeranno Milano.
Un momento gradevole e informale per scambiare idee e scoprire i libri protagonisti di BookCity.

Il responsabile di BOOKCITY MILANO 2017, Luca Formenton, dichiara:

Giunto alla sesta edizione BookCity si conferma l’evento diffuso dedicato ai lettori e alla lettura più importante della città. Quest’anno abbiamo deciso di iniziare dalle librerie: nodi centrali per la diffusione della cultura nel territorio.”

INAUGURAZIONE DI BOOKCITY MILANO

Venerdì 17 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Dal Verme inaugura BOOKCITY MILANO 2017 con Marc Augé intervistato da Daria Bignardi, “Sulla felicità. Nonostante tutto”, alla ricerca di quei momenti di felicità che rappresentano una forma di resistenza all’inquietudine e all’incertezza che pervade il nostro mondo.
Marc Augé riceverà il Sigillo della città dalle mani del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Sarà presente il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
La serata sarà arricchita da interludi a cura di Mario Mariotti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

SERATA CONCLUSIVA DI BOOKCITY MILANO

La manifestazione si chiuderà domenica 19 novembre, alle ore 21, al Teatro Franco Parenti con un omaggio a Umberto Eco che nel 2012 inaugurò la prima edizione di BookCity.
A poco più di un anno dalla sua scomparsa Milano rende omaggio a uno dei più stimati protagonisti della cultura contemporanea.
Protagoniste della serata saranno le sue parole, a partire dai saggi raccolti in Sulle spalle dei giganti: un fuoco d’artificio del suo pensiero, del suo irresistibile raccontare la storia delle idee, la grande narrativa e il cinema, della disincantata, ironica visione del tempo in cui viviamo.
A partire dalle 18 di sabato 18 novembre fino alle 12 di domenica 19 novembre, al Padiglione Visconti, verrà proposta la seconda edizione di LE VOCI DELLA CITTÀ – Una maratona lunga una notte, un progetto a cura di Daniele Abbado.
Una grande maratona di lettura della durata di una notte sul tema delle Lettere luterane.
Al testo-guida di Pier Paolo Pasolini si intersecheranno altri testi collegati ai temi chiave dei suoi scritti e altri che ne amplificano le risonanze in differenti contesti.
Si alterneranno letture, presenze e interventi musicali, apparizioni che sviluppano le tante suggestioni contenute nei testi proposti.
L’evento coinvolge volontari, scrittori, musicisti, artisti, le comunità internazionali sul territorio.
Il pubblico potrà partecipare a tutta la maratona o assistere a una singola parte. www.bookcitymilano.it
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Teatro alla Scala. Con la partecipazione dell’Accademia Teatro alla Scala, del Forum della città mondo, Associazione città mondo, della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, di SONG onlus – Sistema Orchestre e cori giovanili in Lombardia.
Intesa Sanpaolo organizza alcuni incontri, tra i quali il 19 novembre, al Piccolo Teatro Strehler, il reading teatrale Il caso Malaussène – Mi hanno mentito, di e con Daniel Pennac, che nasce dal desiderio di condividere con il pubblico la gioia del ricongiungimento con i Malaussène.

Durante BOOKCITY MILANO,

il programma triennale di rigenerazione urbana Lacittàintorno, recentemente avviato da Fondazione Cariplo per favorire il benessere e la qualità della vita nelle aree periferiche delle città, proporrà alla Casa della Carità ad Adriano e all’Anguriera di Chiaravalle incontri e dibattiti sul tema della città.
Grazie a Borsa Italiana si terrà la seconda edizione di Investire in titoli, un ciclo di incontri a carattere internazionale, dedicato quest’anno al mondo del libro e dell’editoria, per mettere a confronto esperienze virtuose, idee e visioni economiche, analisi e strategie possibili.
Alla Triennale di Milano, il 15 novembre, inaugurerà la mostra “La Lettura. Il colore delle parole”, l’illustrazione d’autore nelle pagine del supplemento del Corriere della Sera, una riflessione sul ruolo dell’illustrazione nel linguaggio giornalistico.

BOOKCITY 2017

si arricchisce di tre nuovi progetti che dialogheranno con la città:

MILANO EXP

Uno dei temi della manifestazione è da sempre l’attenzione per la città di Milano, anche nel suo rapporto con la letteratura e le altre arti.
Per BookCity Milano 2017 è stato chiesto ad alcuni autori di condividere un’esperienza con i loro lettori: andranno alla scoperta (o alla riscoperta) di un luogo della città, e racconteranno le loro riflessioni ed emozioni a un gruppo ristretto di appassionati e curiosi.
Prenotazione obbligatoria su www.bookcitymilano.it

BOOKCITY NELLE CASE

Nei mesi scorsi alcuni cittadini milanesi hanno risposto alla chiamata di BookCity Milano: “c’è qualcuno in città che trova divertente, poetico, letterario, trasformare le propria casa in una sede #BCM17?”.
Abbiamo scoperto che la risposta è si.
Nasce dunque BookCity nelle case: letture negli spazi più intimi dei cittadini milanesi.

FESTIVAL DELLE METROPOLI

Durante BookCity si svolgerà il primo Festival delle Metropoli: quattro giorni di narrazione urbana itinerante attorno ai quartieri che cingono il centro cittadino, luoghi colmi di storie da raccogliere e narrare.
Percorsi, incontri, proiezioni, mostre, reading danno vita a un calendario di eventi dove mettere in mostra non il singolo quartiere, concepito come “periferia” da redimere, ma l’intera metropoli.
Un festival di geografie e di storie in cui ai cittadini/viandanti sarà chiesto di portare in dote memorie e storie personali in grado di dare vita a un racconto collettivo e partecipato della città.

BOOKCITY MILANO 2017

conferma i quattro progetti speciali presenti nella passate edizioni:

BOOKCITY YOUNG –

Il programma delle biblioteche dedicato agli under 18 Laboratori creativi di scrittura, di disegno e illustrazione, e di robotica. Letture in inglese, spagnolo e arabo con Mamma Lingua.
All’insegna della partecipazione attiva, per sperimentare in prima persona e interpretare in modo proprio ciò che è letto, detto, mostrato. www.bookcitymilano.it

BOOKCITY NELLE UNIVERSITÀ

Fin dalla prima edizione le Università milanesi hanno promosso eventi nei loro spazi. Quest’anno offrono un palinsesto condiviso per riflettere sul Novecento, secolo di accelerazione della storia e di profondi cambiamenti.
Organizzato da Accademia di Brera, Bicocca, Bocconi, Cattolica, IULM, Politecnico, San Raffaele, Statale e Fondazione Collegio delle Università milanesi.

BOOKCITY PER LE SCUOLE

170 progetti sono stati presentati da 90 promotori, 1200 classi di ogni ordine e grado coinvolte in attività che, ponendo al centro la lettura, andranno a toccare temi di attualità come il rapporto tra informazione e digitale, la mediazione interculturale, il ruolo dei sogni, la lettura ad alta voce, scoprendo nuovi mestieri e nuove professioni nella prospettiva anche di avvicinare sempre più la formazione al mercato del lavoro.

BOOKCITY PER IL SOCIALE

Incontri, eventi e spettacoli negli ospedali milanesi e nelle carceri di Bollate, Opera e San Vittore, nelle Case delle Associazioni e del Volontariato, che hanno sviluppato un proprio ricco programma di iniziative da offrire non solo al territorio di riferimento, ma all’intera cittadinanza, e nelle tante Biblioteche Condominiali.

BOOKCITY MILANO

ha inoltre intensificato collaborazioni con altri importanti festival italiani, tra cui “Tempo di libri” (Milano), “Milano Music Week” (Milano), “Festival della Mente” (Sarzana), “Dialoghi sull’uomo” (Pistoia), “la Milanesiana” (Milano).
Da 5 anni i bambini di Milano disegnano e costruiscono, in occasione di BookCity,
La città libro aperto.
A novembre, le cesate del cantiere M4 di piazza Vetra diventano le pagine aperte del grande libro-città. Progetto a cura di DOdA design.
Sono media partner dell’edizione 2017 di BOOKCITY MILANO: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, laeffe, RAI Radio2 e Radio3, ibs.it, ilLibraio.it.
Gli appuntamenti di BOOKCITY MILANO sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, salvo dove diversamente indicato.
Il programma è consultabile sul sito www.bookcitymilano.it #BCM17 Facebook: BookCity Milano | Twitter: @BOOKCITYMILANO | Instagram: @bookcitymilano segreteria organizzativa: segreteria@bookcitymilano.it Ufficio Stampa- STILEMA – tel. 0115624259 | ufficiostampa@bookcitymilano.it Roberta Canevari tel. 3356585866 | Cristina Negri tel. 3453741892 | Clara Rizzitelli tel. 3482421054 Comune di Milano – Elena Conenna | tel. 0288453314 Milano, 18 ottobre 2017

Ci sarà Bruno Mancini?

Sì, ci sarà!

E vi invita tutti

 

Ci sarà Antonio Mencarini?


YES! Ci sarà.

Ci sarà Patrizia Canola?


YES! Ci sarà.

Ci sarà Maria Luisa Neri?

YES! Ci sarà.

Ci sarà Domenico Umbro?

YES! Ci sarà.

Ci sarà Paola Occhi?

YES! Ci sarà.

Ci sarà Dalila Boukalfa?

YES! Ci sarà.

Ci sara Milena Petrarca?

YES! Ci sarà.

Ci sarà Angela Maria Tiberi?

YES! Ci sarà.

Ci sarà Lorenzo Milani?

YES! Ci sarà.

Rassegna stampa Bookcity

 

Il Dispari 2017-08-21 – Redazione culturale

Il Dispari 2017-08-21 – Redazione culturale

Il Dispari 2017-08-21

Editoriale

Diventa sempre più internazionale l’attività svolta dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nel campo artistico e culturale.
Alle nuove Sedi operative che, giorno dopo giorno sempre più numerose stiamo aprendo in Italia e all’estero, si vanno aggiungendo organizzazioni di eventi coinvolgenti Artisti di provenienza internazionale che operano in ogni branca dell’Arte (dalla musica alla letteratura, dalla pittura al ceramica, dalla fotografia alla scultura).

Così, oggi diamo in anteprima la notizia che Liga Sarah Lapinska, Ambasciatrice DILA in Lettonia e con l’etichetta del Made in Ischia, ha messo in campo un’equipe di Artisti la cui caratura internazionale è generalmente riconosciuta come ottima.

Liga Sarah ha altresì

coniugato nel migliore dei modi il precetto MADE in Ischia, che vuole risolvere la costante carenza di iniziative artistiche attraverso interventi di sponsor ai quali si offrono ritorni pubblicitari del tutto inediti e di grande impatto emotivo.
Augurando il migliore successo all’iniziativa, certamente “lavoreremo” per portare anche ad Ischia il progetto che Liga Sarah sta per realizzare in Lettonia.

Lettonia: Liga Sarah Lapinska organizza i MADE in Ischia – DILA con Artisti provenienti da 15 differenti Nazioni.

CS | Presentazione evento artistico alla Maison di moda “Tèma”, Jelgava.
Vernissage 23 Agosto 2017.

Organizzatori presenti:
Liga Sarah Lapinska, Ambasciatrice “Da Ischia L’Arte – DILA” in Lettonia;
Daiga Latkovska, Direttrice della Maison di moda “Tèma”di Jelgava;
Einars Repse, Organizzatore del fondo di Viroterapia;
Vilis Levcenoks, Direttore progetti presso il Comune di Jelgava;
Rita Vectiràne, Vicesindaco del Comune di Jelgava.

Conduttrice:
Elìna Zàlìte.

Cantanti:
Alvils Cedrins,Liga Sarah Lapinska, Eva Strazdina.

Lettura Poesie:
Viktor Mishin, attore e regista;
Finalisti del Premio internazionale di Poesia “Otto milioni-2017”;
Altri artisti.

Poeti:
Modris Andzàns, Mairita Dùze, Nika Kolinz (Ucraine), Ligija Kovalevska, Liga Sarah Lapinska, Jànis Lapinskis, Eva Màrtuza, Anna Rancàne, Vera Roke, Eva Strazdina, Rasma Urtàne, Elìna Zàlìte, Jànis Zarins, Anita Zvaigzne.

Scultori:
Yair Aharon (Israele), Kàrlis Ìle, Liga Sarah Lapinska, Milena Petrarca (Italia).

Fotografie:
Naveed Altaf (India), Nadeem Ansari (Pakistan), Liga Sarah Lapinska, Costantinos Pavlis (Grecia) Melita Zarina, Guna Oskalna-Vèjina

Ceramiche:
Valdis Jaunskungs, Vera Roke.

Dipinti, Arti grafiche:
Arif Azad Painter (India), Heino Blum (Germania), Tomas Fernandez (Spagna), Sebastiano Grasso (Italia), Ajub Ibragimov (Germania), Adam Ilyasov (Russia), Olga Ivanova, Sergey Kyrychenko (Ucraine), Soledad Lamas Gonzalez (Spagna), Liga Sarah Lapinska, Herminia Mesquita (Portogallo), Antonio Molina Vasconcelos (Messico), Zara Ilyasova (Russia), Maurizio Pedace (Italia), Milena Petrarca (Stati Uniti), Onofre P.P. Pineiro (Brasile), Miguel Piñero (Venezuela), Einars Repse, Esteban Sandoval (Spagna), Yuri Serebryakov (Ucraine), Milo Shor (Israele), Simone Vela (Italia), Vilis Vizulis, Nunzia Zambardi (Italia).

Abiti:
Daiga Latkovska.

Gioielli:
Sigal Bali (Israele), Ginta Zaumane.

Stampa:
Giornale Zemgales Zinas

Durante la cerimonia di inaugurazione della Mostra saranno rese disponibili alcune copie delle Antologie pubblicate dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”ed altri libri in italiano e in lettone.

Entrata gratis.

Dopo il 23 Agosto la mostra sarà visitabile per almeno per un mese.
Successivamente si pensa di organizzarla anche nella città di Ventspils.


Milena Petrarca espone a Pozzuoli fino al 30 Agosto

Milena Petrarca, vincitrice del Premio internazionale di Arti Grafiche “Otto milioni – 2017” ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza ed organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, omaggia Artemisia Gentileschi con una Mostra dei suoi quadri dal titolo ”Pittura Donna” (inaugurata lo scorso 15 Giugno 2017 chiuderà il prossimo 30 Agosto) esposta al Bistrò Galleria– Apotecha– Art PORT di Pozzuoli pianificata da Nicola Fasano Art Tutor e scopritore di Milena Petrarca all’età di quindici anni quando lei fu la vincitrice del primo premio di pittura Città di Pozzuoli.
Capace come poche di raccontare le emozioni della vita tra passato e presente ,visibile e invisibile, Milena Petrarca, artista di fama internazionale, nata a Pozzuoli, ma attiva tra Latina e New York dove ha esposto in diverse rassegne e organizzato il Cinquecentenario di Cristoforo Colombo con personali e collettive che le è valso il prestigioso riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”, figlia della grande Maria Panetty Petrarca, drammaturga e autrice di testi teatrali e canzoni napoletane, che ha fondato nel 1952 la scuola il “Cumanun”, Milena Petrarca non è soltanto una pittrice affermata e di successo, ma anche scultrice, ritrattista, stilista e poetessa di grande sensibilità, capace di donare con la sua creatività emozioni che durano nel tempo legate all’uomo e alla sua vita sospesa tra gioie e malinconie, passioni e speranze.
Le sue opere, presenti nei musei italiani e americani e nelle collezioni più prestigiose americane, francesi, inglesi e cinesi incantano gli occhi e il cuore proiettando la mente entro un viaggio sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia.
Affascinata dalla grande artista del Seicento Artemisia Gentileschi, donna coraggiosa dalla vita travagliata e vittima di uno stupro, dallo spirito libero e combattivo, Milena Petrarca le ha voluto dedicare una mostra con suoi dipinti in cui la figura femminile è protagonista nelle sue diverse vesti di donna coraggiosa e dolce, determinata e accogliente.
Nel dipinto ad esempio dove sono ritratti “gli occhi di Artemisia” Milena Petrarca ha voluto dare risalto agli occhi della coraggiosa artista rappresentandoli molto grandi come due fari che sembra vogliano trasmettere ansia e inquietudine a chiedere che venga tutelato il diritto alla dignità di tutte le donne.
È uno sguardo di aiuto come un monito affinché sia dato ascolto a tante donne ancora vittime di violenze e aggressioni.
Interessante anche il dipinto del “Volto di Artemisia” nel cui paesaggio si uniscono scenari di fantasia con scorci legati alle vedute di Napoli ad accompagnare il volto della bella Artemisia dalle chiome al vento di color oro e rosso a suggerire forza e dinamismo accentuati dal ritmo di onde rosse, gialle e blu che le fanno da mantello a coprire il suo corpo non visibile.
Grinta e fierezza accompagnano l’altra immagine di “Donna con leopardo” in cui i lunghi capelli al vento della donna si armonizzano con il manto del felino i cui occhi incutono rispetto proprio come quelli di lei.
La tenerezza invece si respira in “La dolcezza di Artemisia” dove il volto di lei si volge a guardare dolcemente il bambino addormentato che tiene in braccio.
Alla danza si riferisce “L’anima di Nureyev” dove i due ballerini (Margot e Nureyev) fanno dei loro corpi un unico incontro di anime trascinate dall’infinito ritmo della danza che le unisce per sempre.
Un viaggio quello proposto in questi dipinti dedicati alla grande Artemisia Gentileschi con cui Milena Petrarca invita a guardare con occhi densi d’amore tutte le donne, nel rispetto che si deve loro, e allo stesso tempo ad ascoltare quanto comunicano.
Artemisia Gentileschi, che ritroviamo in queste figure femminili, invita a non avere paura a confidare nelle proprie risorse con quella grinta e coraggio che le hanno permesso di andare contro le convenzioni del tempo per la propria libertà.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 2017-08-14

Alex De Vito

Nuovo amico dei progetti culturali Made in Ischia proposti dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

BIOGRAFIA ALEX DE VITO
Musicista, compositore, paroliere, arrangiatore: in tre parole Alex De Vito.
Artista da sempre, non ama prendersi sul serio, anche se ha le idee molto chiare.
Dopo il singolo “Il mio papà“, che ha dato il via ad un’iniziativa educativa proposta in tutte le scuole elementari del Lazio, nel 2014 gli è stato conferito il premio come “Miglior artista poliedrico’” dall’Associazione Internazionale Magna Grecia, sezione di Latina presieduta dall’artista Milena Petrarca.
Sempre nello stesso anno ha ricevuto anche un premio come autore della commedia musicale “I colori dell’anima” in tournée in moltissimi teatri italiani.
Nel 2015 ha vinto la terza Edizione del Premio Letterario “Luce dell’Arte” indetto dal Comune di Norma (LT), con il brano ‘”Norma t’amo”: un vero inno alla città.
Testo scritto con la poetessa Vera Di Prima e arrangiato da Alessandro Murzi.
La comunità di Norma, durante la celebrazioni della cerimonia di premiazione, ha voluto attestare la qualità del brano con il seguente attestato “Autore di una lirica che è un vero inno a Norma, la sua canzone è un bel regalo da preservare e diffondere, perché trasmette creatività ed energia positiva. Un grazie per il bene che prova per il nostro paese e per il profondo affetto riservato.”
Il Sindaco di Norma ha voluto depositare la canzone come inno ufficiale della città.

Alex De Vito si è detto favorevolmente disposto a musicare (ed inserire poi le canzoni nel suo repertorio) testi scritti da Autori partecipanti al Premio internazionale di Poesia “Otto milioni” e da Autori comunque indicati dalla nostra Associazione DILA.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 2017-08-14

DILA in LETTONIA

Grazie alla costante operosità della Socia Fondatrice Liga Sarah Lapinska, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” trova modo di proporre in Lettonia il MADE IN ISCHIA che caratterizza le sue attività artistiche culturali e sociali.

Liga Sara Lapinska intervista Daiga Latkovska.

Vado con la forza e con la tenerezza

I miei amici mi hanno fatto conoscere una donna giovane e femminile che guida una Maison di moda, Daiga Latkovska.
Lei è un’artista, ed è la stilista disegnatrice.
Daiga Latkovska ci ha offerto uno spazio nel suo splendido palazzo per realizzare i nostri eventi e la nostra mostra in cui parteciperanno numerosi artisti internazionali, amici e collaboratori dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”: musicisti, poeti, attori, poeti, pittori, scultori, ceramisti, fotografi e non solo.

LIGA SARAH: “In attesa d’incontrarti ho sentito subito, attraverso la porta trasparente del tuo studio, che i nostri gusti hanno qualcosa in comune.
Ho subito osservato gli abiti elegantissimi in colori intensi, decorati con fiori grandi e lussuosi, pur tuttavia teneri ed estivi.
Qual è la tua attività di artista? Disegni vestiti? Hai nel tuo atelier anche altri artisti che ti aiutano?”

DAIGA sorride nel suo in modo solare, vestita in un abito lungo con un elegante turbante sulla testa mentre, dice:

“Esatto, sono l’artista disegnatrice unica nella mia Maison di moda.
Certo ho assistenti che confezionano le mie idee.
Collaboro molto con Zita Graumane, artista disegnatrice di gioielleria, che ama lavorare con pietre e gemme e preferisce realizzare collane e anelli massicci ma nello stesso tempo molto femminili.
Dipingo talvolta insieme alla mia amica e maestra Inta Paulsone ed amo giocare con colori chiari e tra loro differenti, proprio come quando disegno vestiti.
Per ora, comunque, non sono pronta a mostrare i miei dipingi.
Chissà, forse fra qualche tempo riterrò di essere pronta.
Lo sento quando sono pronta, lo sento benissimo.
Sono flessibile ed empatica.
Se una mia cliente preferisce un vestito modesto e laconico, certo non provo a convincerla che lei deve seguire il mio gusto.
Il mio gusto è lasciare e organizzare che i colori chiari e splendidi giochino insieme.
Ogni vestito come un esperimento.
Quando, giovanissima, organizzavo mostre, soprattutto per gli adolescenti e per i bambini, ero molto aperta agli esperimenti e ogni mostra era per me come un viaggio all’avventura.
É impossibile vivere senza l’aria festiva, è noioso e innaturale vivere solo il così detto quotidiano, se tutti i giorni sono quasi uguali.
Sì, i vestiti e le decorazioni fatti da me sono molto femminili.
Sono sicura che le donne, spesso, non sono abbastanza contente del loro corpo.
Per esempio ci sono tante donne che pensano di essere troppo corpulente.
Ogni donna e ogni uomo ha una propria estetica, la sua bellezza.
Ogni donna, anche un po’ corpulenta, ha le sue bellezze non solo nei tratti del viso, ma anche nella silhouette.
Per qualcuna le mani, per un’altra le spalle, per un’altra il seno.
Dobbiamo sottolineare le nostre bellezza senza volgarità, non costringendoci a nascondere con vestiti simili ai sacchi le nostre zone problematiche!”

LIGA SARAH: “Quali tessuti preferisci per i tuoi vestiti decisamente femminili come te?”

DAIGA: “Preferisco il jacquard, la seta più dura del solito, altri tipi di seta, il merletto e non solo.
Non sono un’entusiasta dei jeans.
Proprio come nei miei quadri, con i tessuti mi piace sperimentare combinazioni nuove per creare l’armonia.
Sempre, ripeto, con un sentimento di avventura.
Poi amo i motivi etnici.”

LIGA SARAH: “Quali sono i tuoi luoghi prediletti e le tue tradizioni più importanti?”

DAIGA: “Sono nata a Rèzekne, una città in Latgalia, amo la vita di campagna, i prati estivi e primaverili.
Aspetto ogni anno il mistero del Solstizio tra il 20 e 21 Giugno.
Vivo tra Jelgava, dove abito già 15 anni, e un paesino di Vilàni, non lontano da Rèzekne, dove lavora mio marito.
Quanto agli eventi e ai concorsi, mi piace di organizzarli ma non ho interesse a parteciparvi.
Certo sono felice di sentire che la mia arte è riscuote successo, che la mia Maison di moda è speciale e che io sono simpatica.
Comunque, per me, più dei concorsi, è importante tutto il processo, si può dire il viaggio, come un attimo di gloria.
Quindi, amo non solo vestire le mie clienti, ma anche consigliare loro la giusta pettinatura e l’ottimo make-p, provando di capire al meglio l’anima e la bellezza di ogni mia cliente.
Per essere bella non basta l’abito da sera meraviglioso.
Non basta essere femminile.
Il segreto dell’armonia è nell’essere contenta di se stessa e provare, nello stesso tempo, a diventare sempre più bella e sempre più se stessa, aprendo le proprie qualità, prima più o meno nascoste.”

LIGA SARAH: “Mi confermi l’intenzione di dedicare uno dei tuoi prossimi capi di abbigliamento all’isola d’Ischia della quale hai ammirato le foto che ti ho mostrato?”

DAIGA: “Sì certo e posso aggiungere che sarei molto lieta di presentare a Ischia qualche mio abito grazie, ovviamente, alla collaborazione della Vostra stimata Associazione DILA.”

LIGA SARAH: “Ti ringrazio per tutto quanto stai facendo per la nostra Associazione con l’augurio di poterci recare insieme presto a Ischia.”

DAIGA: “Anche io ringrazio voi per avermi cercata e condivido l’augurio di una vacanza interessante a Ischia.”


Il degrado di Posillipo

Dall’epoca imperiale Posillipo è stata luogo di delizie ed ozio con ville spettacolari lungo la costa, da quella del divino Augusto a tante altre di rango.
La tradizione è continuata durante il periodo aragonese e vicereale, per accentuarsi dopo l’apertura nel 1812 di via Posillipo e negli anni Trenta del secolo scorso di via Petrarca, via Orazio e via Manzoni, dove ambivano dimorare professionisti ed imprenditori.
Al fianco di questi insigni personaggi coabitavano pacificamente pescatori e contadini.
Negli ultimi decenni un degrado inarrestabile ha caratterizzato la frequentazione del quartiere con epicentro del fenomeno nel parco virgiliano

Cominciando la discesa

dall’incrocio con via Petrarca è un vero bollettino di guerra: strada sconnessa con radici di alberi a vista, un barbone che ha preso stabile possesso della vecchia stazione della funivia fino al Panda park, una sorta di parco giochi sul viale Virgiliano, che, invece di divertire i bambini, a tutte le ore del giorno e della notte, mantiene una musica ad altissimo volume, rompendo i timpani e non solo quelli di tutti coloro che abitano nel raggio di un chilometro.
Nel frattempo da Coroglio la più celebre discoteca cittadina spara a palla ritmi snervanti fino all’alba, nonostante confini con il commissariato Bagnoli.
La zona da tempo è frequentata da giovani agghindati da far invidia ai selvaggi, in un tripudio di piercing e tatuaggi.
Persa la memoria storica il luogo è noto per il “mercatino dei vip”, come suole essere denominato il disordinato assembramento di bancarelle che ogni giovedì mattina prende possesso dei vialoni di accesso del Parco delle Rimembranze.

In questo allegro bazar

di sapore medio orientale, allietato dalle stridule voci dei venditori, che rimembrano le antiche voci degli ambulanti partenopei, si vende di tutto ad eccezione degli alimentari, con la presunzione di inseguire le griffe alla moda imitate in maniera prodigiosa e spacciate per vere.
Il mercatino è frequentato da una folla allegra e ciarliera nella quale si distinguono le signore e signorine bene della città alla ricerca spasmodica del capo di moda firmato, poco conta se apocrifo, perpetuando con l’aiuto del falso l’antica abitudine di vestire all’ultimo grido.
Sono naturalmente finte signore dalle labbra rifatte e dalle movenze sguaiate, inconsapevoli protagoniste di un doloroso quanto irrefrenabile epicedio: il malinconico tramonto di una classe borghese, che per secoli ha comandato ed oggi è sostituita da una casta prepotente e camorristica, volgare e sfacciata.

Achille della Ragione


Ricordandovi che il 20/03, l’8/05 e il 19/06 abbiamo pubblicato 3 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni” e che il 7/08 ne abbiamo pubblicate altre 4, oggi ne pubblichiamo altre 2 poesie.

Cod. 23 – Milena Petrarca
Sospesa nel tempo...

In un mare
Di stelle
Navighi
Nell’infinito
Ipnotizzata.
Dal blu
Più intenso
Del tuo mondo
Interiore
Subconscio
Alito di vento
Soffio dell’anima
Esisti tu
Come stella
Sospesa nel tempo.

Cod. 24 – Antonio Mencarini
Per un amico scomparso

Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
È durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Il Dispari 2017-08-07

Editoriale

Il Dispari intervista Francesco Millonzi, regista cinematografico.

FILM PRODOTTI DAL REGISTA FRANCESCO MILLONZI: “GENERAZIONE A CONFRONTO”, “180°, IL CAMMINO DI UN REGISTA, “IL SACRIFICIO DI UN BEATO” FILM SULLA VITA E LA CRONACA DELL’UCCISIONE DEL BEATO GIUSEPPE PUGLISI. “PANE DURO”, TUTTI VINCITORI DI PREMI INTERNAZIONALI.

D – Ciao Francesco, grazie per questa intervista esclusiva rilasciata al nostro giornale “Il Dispari”.
Come realizzi i tuoi film?
R – Grazie a voi per avermi cercato.
I miei film, come anche l’ultimo “PANE DURO”. non sono realizzati con attori professionisti, ma da gente comune e con storie reali.
La mia azione consiste nell’ascoltare e documentare ciò che mi viene raccontato senza intervenire con alcuna considerazione personale.
Documentare le storie di ognuno di loro, ascoltare chi ha veramente bisogno, ammirare con grande amore chi sente forte il dovere di aiutare il prossimo, sono sempre per me esperienze straordinarie.

D – Quale messaggio intendi trasmettere con le tue opere cinematografiche?
R – Io ho imparato che lo spirito di una persona non ha diversità di colore, religione o status sociale e vorrei trasmettere questo messaggio in maniera chiara e realistica.

D – Pensi che l’Arte in generale e la cinematografia in particolare possano svolgere un ruolo sociale e, infine, politico?
R – Sì, se vogliamo che questo nostro mondo continui ancora a dare un senso positivo a questa nostra vita.
Tutto ciò che l’Arte è in grado di generare può costituire il tassello per un mosaico chiamato “Speranza.”
Solo insieme, uniti, mano nella mano, noi Artisti possiamo provare a cambiare questa società che vive nel disagio sociale calpestando la dignità di ognuno di noi.

D – Per quale motivo hai deciso di aderire all’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”?
R – Da un paio di anni, principalmente per ragioni professionali, seguivo con notevole costanza le notizie riguardanti le attività di DILA, in modo particolare la pagina redazionale pubblicata nel vostro quotidiano “Il Dispari” e le puntate dei video MANCINEIDE.
Tutte attività di chiara matrice artistica, ma tutte anche con decisi messaggi sociali.
Positivi, e civili come lo sono quelli che confido di trasmettere con i miei film.
Così nei giorni scorsi ho preso contatto con il Presidente DILA Bruno Mancini e sono rimasto favorevolmente colpito alla sua capacità di trasmettere entusiasmo verso tutte le direzioni artistiche.
Ho, cioè, visto in Bruno Mancini una persona competente e motivata che crede nell’arte a 360° e, per me, operare in un posto bello come Ischia è ancora più bello, vista l’ispirazione che solo i vostri luoghi magici sono in grado di dare nel comunicare ciò che l’estro comanda.

D – A quando l’inizio di questa tua collaborazione con DILA?
R – Ahahaha, è già iniziata! Infatti con Bruno abbiamo messo in programma la realizzazione di alcuni video che produrrò utilizzando testi, colonne musicali, immagini di arte visiva, recitazioni di Artisti vicini ai progetti DILA.
Il Made in Ischia avrà presto anche me tra i suoi collaboratori!

Ricordandovi che il 20/03, l’8/05 e il 19/06 abbiamo pubblicato 3 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni”, oggi pubblichiamo altre 6 poesie.

Cod. 19 – Giuseppe Capoluongo
Dentro l’angolo

Come spiegare quell’angolo nuovo
dove misuro le vecchie parole
gli umori e le tante ragioni
mentre da solo rivango le zolle
indurite nel secco del tempo
e sogno la pioggia che lavi
quel profilo di vita vissuta
e nasca un’immagine nuova
da curare per riempire il mio vuoto
che ha sete ed ha fame
e raccoglie ora briciole
e pur s’accontenta
perché dentro all’angolo nuovo
matura un pensiero diverso
nel rimpianto di un pasto succulento
che non è dato avere per sempre
perché c’è gente che muore di fame
e soffre di non potere mangiare
alla mensa che offre la vita
e misura soltanto il suo bene
dentro l’angolo delle sue gelosie.

Cod. 20 – Francesca Luzzio
Prego Maria

In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova propulsioni di utilità.

Cod. 21 – Milena Petrarca
Esplorando il tuo paradiso perduto...

Ecco i miei versi
Dipinti per te
Enigmatica Donna
Che stai li nel
Tuo Paradiso
PERDUTO
Aspetti la gioia
Come un sogno
DIVINO
Esplori con gli occhi
La tua Luce
DELL’ANIMA
E così illumini
Il tuo universo
D’AMORE.

Cod. 22 – Milena Petrarca
Schegge di una vita spezzata…

Sguardo spalancato
Nel vuoto
Sottomessa
E dimessa trafitta
Da saette
Di lame di cielo
Ti lasci cadere
Esanime
Rassegnata
E triste raccogli
Le schegge
Di una vita
Spezzata

 

Adolfo Giuliani: L’Africa

L’Africa è una bella terra e un grande paese, anche la sua gente è brava e volenterosa e vuole migliorare.
È il continente dove nasce la storia dell’umanità, poi col tempo è diventato un piatto a cui tutti hanno attinto e lo fanno ancora.
È il posto più importante e più ricco sulla terra. Per secoli l’uomo l’ha sfruttata e ne ha schiavizzata la gente per appropriarsi delle sue ricchezze.
È un Paese che potrebbe essere autonomo e non avere bisogno di nessuno, ma l’egoismo umano non ha mai permesso che questo avvenisse.
Adesso, per saldare il debito di riconoscenza contratto con il suo popolo, bisognerebbe andare in Africa ad impiantare strutture lavorative per restituirle la gloria, la dignità e il benessere che merita.
Bisognerebbe fare come fecero i nostri nonni e i nostri padri con l’America nell’Ottocento e ad inizio Novecento.
L’Africa potrebbe essere L’America di oggi.
Andiamo a produrre lì, facciamo sacrifici per migliorare quel posto e per godere insieme di un benessere che spetta a tutti, per bonificare una terra che ha tanto dato e tanto dà ancora al mondo intero: è un dovere di tutti noi.
Il mondo dovrebbe smettere di sfruttare e ferire questo popolo e dovrebbe invece adoperarsi per aiutare questa gente a non avere più bisogno degli altri.
Napoli, Maggio 2017
Adolfo Giuliani

Accompagna il testo l’opera molto significativa dell’artista Giuseppe di Franco, aderente al Movimento Esasperatismo logos & Bidone.

Angela Maria Tiveri |The diary of my feelings di Vera di Prima

Vera Di Prima ha ricevuto notevoli premi per la poesia, fa parte dell’Accademia Internazionale Arte e Cultura di Castel San Giorgio e dell’Associazione culturale “Cenacolo della Poesia”.
Le sue opere sono inserite in diverse antologie letterarie.
Si sono interessati a lei critici qualificati e la stampa nazionale.
È una grande donna, piena di valori umani, a cui ho gradito rendere omaggio con la mia modesta recensione del suo libro “The diary of my feelings” .
Nel suo diario ci sono foto dei suoi cari e dei luoghi della sua vita.
Ricordi emozionanti che hanno ispirato alla poetessa ricche e prestigiose poesie.
La poetessa Vera Di Prima ama i suoi lettori, l’antica città di Norma e la bellezza della nostra amata Roma.
Il Sindaco di Norma, Sergio Mancini, ha detto di lei: ”La poesia di Vera si carica di tanti e molteplici significati… e per recuperare un mondo più attento agli eventi della vita terrena…”.
Di Vera di Prima, per i lettori di questa pagina culturale, ho scelto la poesia “La parola”.

La parola

Nel dormiveglia del silenzio arcano
il pensiero si tramuta in sogno.
Una dimenticata fiaba vagando va
nel canto dell’immensità.
È come una carezza
che sa donare affetto,
è come un bacio
che sa esprimere amore
è come la voglia
di un’eco
intessuto di parole.

Vera Di Prima

VERA DI PRIMA DECLAMA LE SUE POESIE AL PREMIO MAGNA GRECIA CON LA PRESIDENTE MILENA PETRARCA

Il Dispari 2017-07-31

Il Dispari intervista Roberta Panizza,

Vicepresidente nonché Direttrice Artistica DILA

D- Sappiamo che è in corso di pubblicazione la nuova antologia “Penne Note Matite” abbinata ai Premi “Otto milioni”. Può darci qualche anticipazione sulla sezione che riguarderà la sua produzione poetica?

R – I versi che ho scelto di inserire nell’antologia “Penne Note Matite” sono nati quasi tutti insieme al mio amore per la poesia.

Alcuni persino prima.

A partire dal 2001, in un periodo non felice della mia vita, per distrarre il dolore interiore che pareva non volermi dare tregua, ho navigato spesso in un sito di poesia ora non più attivo (www.scrivi.com) e, dopo aver estratto e risistemato alcuni scritti in versi che tenevo nel cassetto, stralci di frasi appuntati su fogliacci fin dai tempi del liceo, e averli pubblicati su tale sito ottenendo l’apprezzamento di altri utenti, ho cominciato a scrivere qualcosa di nuovo oltre che a leggere quanto da altri era pubblicato o sullo stesso sito.

Poiché in quello spazio virtuale era possibile anche inserire commenti a quanto letto, è cominciato un proficuo scambio di idee ed impressioni che mi ha portata, oltre che a stringere sinceri legami di amicizia con altri appassionati di poesia, ad affinare la mie idee su questo argomento e a mettere insieme un certo numero di scritti che poi ho proposto ad una casa editrice di Roma.

Ne è scaturita una raccolta che è stata pubblicata nel 2003 con il titolo di

“Le mille porte”

che conteneva molti dei testi che potrete leggere nell’antologia.

Un autore ben difficilmente si esprime in modo uniforme nel corso del tempo, perché egli stesso non si mantiene uguale con il passare degli anni: aumentano il carico di esperienze e di letture, cambia il panorama delle sue emozioni e tanto altro ancora contribuisce al cambiamento dello stile e dei contenuti.

Guardo quindi ora con interesse a questi miei vecchi scritti che oltre a farmi provare sensazioni di rimpianto per un periodo ricco di stimoli e di scambi culturali con quelli che si sono rivelati veri e propri poeti, mostrano anche a me una giovane penna nella quale comunque ancora mi riconosco.

D- Vuole consigliarne una lettura a chi ci legge?
R – Con piacere! Direi che “Notte di deserti” potrebbe essere un buon inizio.

Notte di deserti

Che gelido crepuscolo di sogni
in questa notte d’ombre senza luna!

Scivola il suo canto antico
il vento su dune di pensieri
lasciati bianchi ad aspettare.

Qui c’era il sole!

Ed è un sussurro di silenzi
in lenta ascesa il tepore lieve
su questo inerte fiume d’onde.

La terra calda ancora sorride
se solo ancora durerà il ricordo

Il Dispari 2017-07-31 Pagina culturale

L’INTERVISTA CON LO SCULTORE KĀRLIS ĪLE

La prima scultura di Kārlis Ile che ho ammirato è stata la sua “Studente”.
Questo monumento emozionante è stato inaugurato a Jelgava il 12.09.2013.
Ricordo bene quella giornata di pioggia, così forte che non era facile udire né i discorsi, né la malinconica canzone dello studente vagabondo che pensa se occorra o no fondersi nel fiume scuro mentre cade la pioggia.
Questa canzone ha ispirato Kārlis, quando lui ha cominciato ad inventare, creare e costruire lo “Studente”.

Ho visto lo “Studente” e la sua faccia fragile, ma invecchiata, vivace nel bronzo troppo presto esposto in quel giorno di Settembre, e ho preso lo “Studente” per il gomito, allo scopo di capire meglio il suo Enigma, la sua decisione di lasciare questa vita o combattere contro il suo destino non corrispondente ai suoi sogni più profondi.

Il vento diventa la tempesta che scivola sul suo ombrello tutto bucato.

I suoi libri sono bagnati completamente dalla pioggia crudele.
Le sue scarpe sono grandi e goffe come quelle di Charlie Chaplin, non poggiate in una posizione normale e stabile.
Il 26/07 è stato il compleanno dello “Studente”sempre con l’ombrello bucato, sempre sull’argine del fiume. Abbiamo festeggiato questa data speciale in compagnia di Jēkabs Ceriņš che è spesso solitario nonostante la sua popolarità sia molto cresciuta negli ultimi tempi.

D -Kārlis, quando e dove sei nato, cosa ti è rimasto per sempre della tua infanzia e della tua adolescenza? Che cosa hai creato, che cosa hai ammirato, diventando presto indipendente?

R – Sono nato a Saldus il 27.04.1974.
Mia madre lavorava come artista disegnatrice. Mi piaceva guardarla lavorare e ho cominciato a disegnare, generalmente animali, ed a costruire figure di plastilina.
Sono indipendente da 10 anni, da quando studiavo a Riga, lontano da Saldus.

Sono artista 24 ore al giorno e non so vivere in altro modo.

Laureatomi alla scuola d’arte di Jānis Rozentāls, ho subito cominciato a lavorare con il legno, creando le mie prime sculture di notevole misura: una giovane egiziana con la farfalla sotto la testa.
L’architettura e la scultura egiziana sono testimonianze di eternità e di divinità più di quanto espresso da ogni scuola dell’arte che prova ad antropomorfizzare gli Dei, troppo quotidiani, per esempio, nell’arte ellenica.
L’arte egiziana, come l’arte di Leonardo da Vinci o quella di Michelangelo Buonarroti, non diventa mai volgare.
In seguito mi sono laureato all’Accademia dell’Arte della Lettonia.

D – So che realizzi le tue sculture in diversi materiali. I metalli, specialmente quelli limpidi, dorati e chiari, insieme ai cristalli rappresentano l’aria. Con il fuoco lavori direttamente. Sia le pietre, sia le sabbie rappresentano la terra. L’acqua la usi lavorando il ghiaccio.

R – Ogni materiale vuole essere trattato in un modo diverso.
Il mio stile è post-modernismo.
Non tutto deve essere mostrato completamente per essere capito meglio.
Mi piace costruire figure in pausa, come facevano gli egiziani antichi.
Ogni movimento prende la forza fisica mentre, invece, in ogni pausa la presenza dell’eternità diventa più importante.
Usando il fuoco, non realizzo figure umane, ma le mie fiamme giocano tra loro, formando i fiori e i segni della forza lettone.

Da 9 anni organizzo un festival delle sculture del fuoco.

Il lavoro con il ghiaccio è interessante ma pretende tanta attenzione perche ogni dettaglio e ogni composizione dipendono molto da come la luce si rifletter nella scultura, rompendo e trasformando in altri modi il ghiaccio.

Nonostante l’esistenza di luci artificiali che si possono controllare, preferisco mostrare le mie sculture di ghiaccio e di neve nella luce naturale, sotto il cielo!

Il bronzo è tanto più resistente dei materiali che preferisco ed è necessario per salvare le mie sculture per maggior tempo di quelle di fuoco o di ghiaccio.

Quanto alle sculture della sabbia, per fare quelle più grandi, lavoriamo spesso in due o in gruppo
È sempre un rischio costruire gigantesche sculture di sabbia se non facciamo una base stabile e semplice.
In ogni festival la sabbia è diversa.
Sono vincitore di tanti festival, ma per me è più importante l’opinione di coloro che rispetto.
Sto pensando come incarnare meglio nelle mie sculture l’elemento dell’aria.

Questo è un mio segreto d’artista.

D – Dopo un così intenso lavoro come riposi?
R – Durante i festival, prendo qualche giorno per me stesso, per salire sulle montagne o andare in barca.
Liga Sara Lapinska

DILATWITTERONE

1) Da Francesco Millonzi,

regista del film: “PANE DURO” All’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”: “Ciao, sono il regista Francesco Millonzi, come da intervista in esclusiva fatta a Voi (ndr la pubblicheremo nel prossimo numero di questa rubrica), sarei onorato di fare parte del vostro gruppo, anche perché, dopo aver parlato nell’intervista con il Presidente Bruno Mancini ho visto una persona motivata che crede nell’arte a 360°, e fare tutto ciò in un posto bello come Ischia è ancora più bello, vista l’ispirazione che solo quei luoghi magici sono in grado di dare nel comunicare ciò che l’estro comanda.
Onorato
Francesco Millonzi, regista

2) Da Liga Sarah Lapinska (Lettonia):

“Per conto di DILA ho donato la nostra Antologia 2014 alla Biblioteca Scientifica di Jelgava.”

3) Dopo oltre un lustro, Roberta Panizza,

Vicepresidente nonché Direttrice Artistica DILA, è tornata a Ischia per una breve vacanza in compagnia del marito Giorgio e del figlio Breiner. Auguriamo a tutti loro una piacevole permanenza.
In questa pagina trovate una sua breve intervista esclusiva rilasciata alla nostra Redazione.

4) Angela Maria Tiberi,

Presidente della Sede operativa DILA di Pontina, ci segnala che sono aperte le iscrizioni all’Annuario di Arte e Letteratura Contemporanea in realizzazione da parte dell’Accademia “Arte e Cultura”. Al progetto possono partecipare Artisti, Pittori, Scultori, Poeti, Scrittori, Fotografi, Ceramisti, Mosaicisti, e operatori di forme Artistiche,
Sono ammessi a partecipare Artisti di qualsiasi età, nazionalità e religione.
INFO: Accademia Internazionale “ARTE E CULTURA” M. Angrisani
Via Calvanese 22/bis 84083 Lanzara di Castel San Giorgio “Salerno” ITALIA “

5) Il cantautore Peter Ciani,

molto noto in Australia dove risiede da tantissimi anni, autore di alcune canzoni scritte per la nostra Associazione DILA e dedicate all’isola d’Ischia (Ischia Marrana, Ischia Ischia eccetera), è giunto in Italia per un periodo di vacanza. A Roma si è incontrato con Rita Cuccaro, cantante che ha partecipato a diversi eventi ischitani organizzati da DILA, la quale, oltre ai suoi personali, gli ha porto carissimi saluti da tutti noi.

6) Da Liga Sarah Lapinska:

“Entro il 27 Agosto qui, in Lettonia, iniziando da Jelgava, avrà luogo il primo evento e poi la prima mostra di artisti, con particolare attenzione per quelli iscritti a LENOIS e che partecipano al nostro Premio “Otto milioni”. Presto ulteriori particolari.
.

 DILA

Milena Petrarca omaggia Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi affascina Milena Petrarca che la omaggia con una mostra dove la figura femminile incarna il coraggio e l’audacia presso il  Bistrò Galleria– Apotecha Art Port SOLFATARA POZZUOLI NAPOLI

 Capace come poche di raccontare le emozioni della vita tra passato e presente ,visibile e invisibile, Milena Petrarca, artista di fama internazionale, nata a Pozzuoli, ma attiva tra Latina e New York dove ha esposto in diverse rassegne e organizzato il Cinquecentenario di Cristoforo Colombo con personali e collettive che le è valso il prestigioso riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”, Figlia della grande Maria Panetty Petrarca drammaturga e autrice di testi teatrali e canzoni napoletane, che ha fondato nel 1952 la scuola il “Cumanun”, MILENA PETRARCA  non è soltanto una pittrice affermata e di successo, ma anche scultrice, ritrattista, stilista e poetessa di grande sensibilità, capace di donare con la sua creatività emozioni che durano nel tempo legate all’uomo e alla sua vita sospesa tra gioie e malinconie, passioni e speranze.

Il volto di Artemisia opera di Milena Petrarca
Il volto di Artemisia opera di Milena Petrarca

Le sue opere, presenti nei musei italiani e americani e nelle collezioni più prestigiose americane, francesi, inglesi e cinesi incantano gli occhi e il cuore proiettando la mente entro un viaggio sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia. I soggetti di Milena Petrarca che spaziano dai paesaggi della sua terra tra Pozzuoli e Napoli in particolare con le vedute della costa e del Vesuvio alle coste del litorale laziale, dalle figure femminili legate a diverse tematiche come la natura, l’amore, la pace, l’incanto del mito alla danza quale disciplina che armonizza corpo e anima,, traggono energia e quell’atmosfera romantica e malinconica dalla luce che ne sottolinea ogni dettaglio. Luce che traspare da colori ora caldi e intensi, ora freddi e glaciali a restituire sensazioni di coraggio e fierezza, libertà e speranza. Sono queste le sensazioni che come un filo rosso accompagnano la suggestiva mostra che Milena Petrarca ha voluto dedicare ad una grande protagonista dell’arte del Seicento quale Artemisia Gentileschi donna fiera e coraggiosa. Affascinata da questa artista dalla vita travagliata, vittima di uno stupro e costretta a nascondere la propria identità, Milena Petrarca le ha voluto dedicare una serie di dipinti esposti nella mostra PITTURA DONNA che si apre il 15 giugno 2017 alle ore 19.00 al Bistrò Galleria– APOTECHA– Art PORT POZZUOLI SOLFATARA.

Organizzato da Nicola Fasano Art Tutor e scopritore di Milena Petrarca all’età di quindici anni vincitrice di un primo premio di pittura Città di POZZUOLI, l’esposizione restituisce grazie a questi capolavori di Milena Petrarca l’immagine di una donna coraggiosa quale Artemisia, arista il cui stile si richiama a quello del Caravaggio, l’immagine di una donna determinata audace in tutta la sua bellezza e forza, dolcezza e fierezza. Come ben sottolinea il critico d’arte Pietrantonio. Di Lucia riferendosi in particolare al dipinto di Milena Petrarca

Artemisia Gentileschi un omaggio di Milena Petrarca. Gli occhi di Artemisia

Gli occhi di Artemisia”: “Milena Petrarca ha voluto dedicare a questa insigne Artista qualcosa che si riallaccia a tutto un percorso socio-artistico che Milena con Assunta Gneo, Angela M. Tiberi e tante altre donne culturalmente impegnate stanno portando avanti: il riscatto della donna nei confronti di quella parte maschile che ancora non recepisce il messaggio di parità, di armonia e di complementarietà che dà alla donna la sede che le compete”. Malinconia e bellezza si associano in questa immagine dove Milena Petrarca ha voluto dare risalto agli occhi della coraggiosa Artemisia rappresentandoli molto grandi come due fari che sembra vogliano trasmettere ansia e inquietudine a chiedere che venga tutelato il diritto alla dignità di tutte le donne. E’ uno sguardo di aiuto come un monito affinché sia dato ascolto e si intervenga per difendere e tutelare tanate donne ancora vittime di violenze e aggressioni. Sul viso armonioso e malinconico si evince una macchia che nella forma ricorda un albero con le radici e il tronco che sinuoso giunge alla base dell’occhio.

La dolcezza di Artemisia di Milena Petrarca
La dolcezza di Artemisia di Milena Petrarca

L’albero potrebbe rappresentare l’uomo che in questa vita deve affrontare un percorso fatto di prove e battaglie prima di arrivare in alto. Le radici sono il contatto che l’uomo ha con la terra che da sicurezza, i rami i possibili sviluppi del suo destino alla ricerca di verità e libertà in questa vita; destino che alla fine è l’uomo stesso a dover indirizzare. Interessante anche il dipinto il “Volto di Artemisia” nel cui paesaggio si uniscono scenari di fantasia con scorci legati alle vedute di Napoli ad accompagnare il volto della bella Artemisia dalle chiome al vento di color oro e rosso. Chiome rosse a suggerire forza e dinamismo accentuati dal ritmo di onde rosse, gialle e blu che le fanno da mantello a coprire il suo corpo non visibile. Tutta la forza espressiva è in quello sguardo che esprime coraggio e determinatezza nel suo essere al fianco di tutte le donne nella loro battaglia contro ogni forma di violenza. Due figure moderne quelle che ci restituisce Milena Petrarca attraverso questi due dipinti Due figure che esprimono in modo diverso il bisogno di non dimenticare quanto ancora ci sia da lottare per restituire dignità a tante donne. da una parte gli occhi in primo piano del primo dipinto descrivono l’intensità del dolore e della sofferenza provata da tante donne, dall’altra il volto è simbolo di fierezza e coraggio espresso anche attraverso colori accesi e vivaci e quel movimento delle linee avvolgenti e incisive.

Grinta e fierezza accompagnano l’altra immagine femminile del dipinto  “Donna con leopardo” in cui i lunghi capelli al vento della donna si armonizzano con il manto del felino i cui occhi incutono rispetto proprio come quelli di lei. La tenerezza invece si respira nell’altro dipinto “La dolcezza di Artemisia” dove il volto di lei si volge a guardare con  il bambino addormentato che tiene in braccio.

L'anima di Nureyev di Milena Petrarca
L’anima di Nureyev di Milena Petrarca

Alla danza che unisce eleganza e armonia parlando di amore e mistero si riferisce l’opera “L’anima di Nureyev” dove i due ballerini (Margot e Nureyev) fanno dei loro corpi un unico incontro di anime trascinate dall’infinito ritmo della danza che le unisce per sempre.

Tra le più note promotrici della cultura del Mezzogiorno in tutto il mondo Milena Petrarca è ideatrice del famoso Premio Internazionale Magan Grecia Latina-New York la cui 19° edizione si è tenuta a Latina lo scorso 4 giugno 2017 presso la sede del Museo Storico Demo-etno antropologico della Terra pontina di cui è direttrice la Dott.ssa Manuela Francesconi. Istituito nel 1995 con l’approvazione di Rocco Caporale e di Mario Fratti, grande drammaturgo e direttore della Magna Grecia a New York, questo Premio unico nel suo genere per la diversità e varietà delle categorie che contempla, assegna prestigiosi riconoscimenti ad importanti personalità del mondo della cultura e dell’arte italiana e straniera. Premio che Milena Petrarca ha dedicato alla memoria di sua madre Maria Panetty Petrarca grande scopritrice di talenti tra cui Sofia Loren, Vincenzo Salemme e Gennaro Canavacciolo.

Un viaggio quello proposto in questi dipinti dedicati alla grande Artemisia Gentileschi con cui Milena Petrarca invita a guardare con occhi densi d’amore tutte le donne, nel rispetto che si deve loro, e allo stesso tempo ad ascoltare quanto comunicano. E Artemisia Gentileschi, che ritroviamo in queste figure femminili, invita a non avere paura a confidare nelle proprie risorse con quel suo sguardo malinconico, ma anche fiero e deciso, con quella sua grinta e coraggio che le hanno permesso di andare contro le convenzioni del tempo per la propria libertà.

Silvana Lazzarino

DIPINTI DI MILENA PETRARCA

PITTURA DONNA

MOSTRA EVENTO DEDICATO AD ARTEMISIA GENTILESCHI

Bistrò Galleria– APOTECHA– Art PORT SOLFATARA POZZUOLI NAPOLI

Inaugurazione 15 giugno 2017 alle ore 19.00

 

 

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LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia

LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia

Dal prossimo 1 settembre al Castello di Pavia, dal 15 dicembre al MANN di Napoli e ad aprile 2018 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, una mostra epocale.

LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia

Pavia torna capitale del “Regnum Langobardorum” e Napoli si fa portavoce del ruolo fondamentale del Meridione nell’epopea degli “uomini dalla lunghe barbe”, nel tentativo di unificare l’Italia e nella mediazione culturale tra il Mediterraneo e il nord Europa.

L’esposizione è il punto di arrivo di oltre 15 anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali, frutto del rinnovato interesse per un periodo cruciale della storia Italiana ed europea.

Redattore: RENZO DE SIMONE
Informazioni Evento:

Data Inizio: 24 maggio 2017 con prenotazione obbligatoria
Luogo: Roma, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Salone del Ministro
Indirizzo: Via del Collegio Romano, 27
Città: Roma
Provincia: RM
Regione: Lazio
Orario: 16.00
Telefono: 0667232261
E-mail: ufficiostampa@beniculturali.it

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Salone del Ministro
Città: Roma in Via del Collegio Romano, 27
Provincia: RM
Regione: Lazio

LONGOBARDI

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NOTIZIE

Bruno oggi parliamo di eventi culturali

DILA & Nazionali

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Penne Note Matite

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Eventi dal 10 Aprile 2016

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Eventi culturali nell’isola d’Ischia dal 10 Maggio 2016

Ipomea del Negombo 

DILA & Il Sextante
Ensemble vocale: I te vurria vasà
VI Qday Quilt Italia Campania
Mostra Fotografica Suggestioni in lith
Gioielli con sei zampe ad Ipomea del Negombo
Visite guidate alla Torre di Michelangelo
Giardini La Mortella: Incontri Musicali – Duo L. Georgievskaya – T. Schwan
GIORGIO MARIA GRIFFA ACQUERELLI
Ipomea del Negombo The dreamers tour of Sergio Bambarén 2016
Suggestioni in lith Luca Sorbo e Roberto Lagrasta incontrano Gino Di Meglio
Visita guidata al Palazzo Reale
Il disagio scolastico nell’infanzia e nell’adolescenza. La guida all’osservazione
Mangia Sano
Giardini La Mortella: Incontri Musicali – Evgeny Starodubtsev
A cena con Valerio Sgarra
Lacco Ameno in fiore premiazione
Giardini La Mortella: Incontri Musicali – Duo J. Lee – G. Troisi
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 MANCINEIDE

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EXPO Bruno 3

 Progetto Teleischia 2016-2017

DILA Otto milioni LITHO EXPO

 Qualcuno la chiama camorra

Nelle bugie EXPO

Teleischia Primo piano Bruno Mancini

Considerando la dovizia degli argomenti trattati, se ne consiglia la visione a tutti coloro che ritengano di avere a cuore le sorti della Cultura in generale e dell’Arte in particolare>>>>>

Amedeo Romano intervista Bruno Mancini

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Il grande prestigio artistico dell’isola d’Ischia

DILA ha intenzione di creare un calendario annuale di eventi nel quale includere, di volta in volta, singole presentazioni di molti dei famosi personaggi che sono in qualche modo venuti in contatto con la nostra isola>>>

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Alla ricerca dei percome

Una serie di articoli di denuncia sociale.
Esopo news, ovvero un modo moderno di favoleggiare mettendo in luce le scellerate
amministrazioni dei beni pubblici.
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 Alla ricerca dei percome

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Presentazione Antologia “La mia vita mai vissuta”

Pubblicazioni antologie

Premio pubblicazione

Pubblicità antologia “Otto milioni 2016”

Premi Otto milioni 2016

Bruno Mancini scrittore

Premio poesia “Otto milioni” 2016

Negozio di Bruno Mancini

Catalogo libri

Partecipazione antologie

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ROBERTO BARNI. Controversie, in mostra a Venezia

Roberto Barni e le rivelazioni del presente in mostra a Venezia

Nei riferimenti al presente con le sue innovazioni, dove tutto è come sospeso tra mania di perfezione e incertezze con uno sguardo al passato troppo lontano e un tentativo di guardare ad un futuro che non arriva, Roberto Barni trova interessanti spunti per parlare anche dell’uomo, della sua ricerca di verità su questa esistenza dove il tempo sembra arenarsi di fronte a divergenze  e contrasti che allontanano gli uni dagli altri.

Roberto Barni mostra Venezia

Nato a Pistoia nel 1939, Roberto Barni scava entro i ritmi di un pensiero che vede l’individuo in difficoltà nel creare legami autentici specie in questo momento del vissuto in cui ogni gesto, azione si orienta verso una ripetitività passiva e sull’indifferenza, come anche in atteggiamenti di disappunto e rifiuto, Alla sua opera che si sofferma sul carattere di una società sempre più fittizia proiettata ad una disgregazione del pensiero fino ad isolare l’uomo allontanandolo da ogni contesto per relegarlo a mansioni di secondo piano, è dedicata la mostra che si inaugura il 13 maggio prossimo a Venezia presso il Chiostro dei Fiorentini del Convento dei Frari nel complesso della celebre Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo/ Archivio di Stato di Venezia, con il supporto della Galleria Poggiali di Firenze, la mostra ROBERTO BARNI Controversie, aperta fino al 3 luglio 2017, a cura di Medardo Chiapponi, vede nuovamente Barni tornare a Venezia dopo le Biennali del 1980, 1984 e 1988. In quell’occasione aveva presentato “Atto Muto”- prima versione- in cui tre personaggi bendati erano rappresentati mentre sorreggevano in silenzio un piano circolare. Emerge un’immagine di uomo sempre più messo da parte e alla mercé degli altri, cui non resta che isolarsi, immagine che trova il punto di arrivo in questa mostra dove l’artista invita a riflettere sulla condizione servile in cui lo stesso individuo si trova oggi. Realizzate appositamente per il Chiostro dei Fiorentini le quattro sculture monumentali in bronzo Atto Muto, Capogiri d’oro, Camminare in croce, Doppia controversia. sottolineano come ancora nell’epoca dei robot all’uomo siano assegnati dei compiti umili e alienanti.

Se in Atto Muto tre personaggi sostengono, silenti, un piano circolare, in Capogiri d’oro tre pedoni si trovano capovolti in una gabbia semi–conica a suggerire la drammaticità del quotidiano che consiste nell’incapacità dell’uomo di gestire e controllare l’uso di tutto quanto è legato ai beni materiali e di consumo di cui sempre più sta diventando schiavo.

Roberto Barni mostra a Venezia Basilica di S Maria Gloriosa dei Frari Chiostro dei Fiorentini
Roberto Barni mostra a Venezia Basilica di S Maria Gloriosa dei Frari Chiostro dei Fiorentini

Il senso di smarrimento dell’uomo, di incapacità di trovare la sua strada è espresso nella scultura Camminare in croce dove quattro uomini congiunti per i piedi percorrono direzioni diametralmente opposte a formare una croce simbolo di sofferenza. Si tratta di uomini privi di personalità.

Tentativo di emancipazione, dove leggere diversi atteggiamenti e punti di vista che appartengono all’uomo, ma necessari per risalire la china, cui si oppone un atteggiamento contrario che ne impedisce la realizzazione (controversia) sono visibili in Doppia controversia.

Affiora l’impossibilità di procedere verso il cambiamento restando così nella staticità del tempo che inserisce l’individuo in una condizione sempre più passiva. Ad un sentire legato alle “controversie” si riferisce in parte la scultura “Remare contro” che Roberto Barni lo scorso anno ad agosto ha esposto alla Galleria Poggiali di Pietrasanta nella mostra insieme ad Adolfo Natalini dal titolo “Il presente non basta”. Nella scultura “Remare contro” – esposta a Pietrasanta- i due rematori per la loro posizione impediscono alla barca (bagnarola) di procedere.  E’ l’immagine di un presente che non cambia: se da un lato il passato è lontano, dall’altro il futuro sembra irraggiungibile. Il passato rema contro il futuro perché non guarda avanti, e il futuro contro il passato bloccando il presente nella sua fissità immutabile nel tempo. L’imbarcazione che non si muove rimanda alla difficoltà a vivere e sopravvivere in questo presente dove sempre più si avvertono separazioni e distanze.

Silvana Lazzarino

ROBERTO BARNI

Controversie

Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari

Chiostro dei Fiorentini | Archivio di stato di Venezia

Campo dei Frari, San Polo, 3002 – 30125 Venezia

con il supporto della Galleria Poggiali di Firenze

Orario da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17.30, chiuso sabato e domenica

dal 13 maggio al 3 luglio 2017

inaugurazione 13 maggio dalle ore 16.00 alle 20.00

Ingresso libero

Altri articoli di Silvana Lazzarino pubblicati su Emmegiischia

http://www.emmegiischia.com/wordpress/96037-2/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/claudia-wieser-in-mostra-a-genova-museo-villa-croce/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/silvana-lazzarino-premiata/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/stanze-dartista-il-novecento-a-roma/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/bimba-landmann-e-le-immagini-della-fantasia/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/grande-concerto-del-maestro-franco-micalizzi/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/luce-trionfo-di-colori-con-milena-petrarca/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/grande-successo-per-milena-petrarca-a-nettuno/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/luomo-e-la-sua-vera-natura/

http://www.emmegiischia.com/wordpress/dispari-2017-04-24/

 

DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia ideati da Bruno Mancini

Ischia, Maggio 2017,

la pittrice Patrizia Canola entra a far parte dei progetti culturali ideati da

Bruno Mancini collaborando con l’Associazione

“Da Ischia L’Arte – DILA.

Quale importante inizio di tale collaborazione, è in allestimento una mostra permanente presso il

Museo Etnografico del Mare il cui vernissage è previsto entro il mese di Maggio 2017. Patrizia Canola esporrà nel Museo sette sue opere con tema marino tra le quali ve ne saranno tre assolutamente inedite.
Listino prezzo delle opere che saranno esposte:
misura 80 x 90  = 2500.00€
misura 40 x 60  = 1300.00€
misura 30 x 40  = 900.00€

Sono in preparazione alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola rappresentano le splendide immagini che accompagnano musiche di Roberto Prandin, di Valentina Gavrish, di Enzo Salvia e dei finalisti alla seconda edizione del premio musicale “Otto milioni” 2027.

Video con opere di Patrizia Canola

Così come sono in allestimento anche alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola sono le splendide immagini che esaltano le letture di poesie degli Autori partecipanti all’Antologia “Penne Note Matite” prossimamente edita da

Il Sextante” di

Mariapia Ciaghi.

Tali video faranno parte delle puntate della trasmissione televisiva

La Mancineide” mandate in onda da

Teleischia (digitale terrestre canale 89 e web www.teleischia.com/live-tv/ )

Infine, ma solo in questo primo pacchetto di attività in comune tra DILA e Patrizia Canola, una speciale sezione dell’Antologia Penne Note Matite“, prossimamente edita da

Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, sarà dedicata all’arte di Patrizia Canola.

Rassegna stampa degli articoli pubblicati nella pagina culturale del quotidiano

Il Dispari diretto da

Gaetano Di Meglio: la cui redazione è curata da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA

Il Dispari 2016-09-12

Il Dispari 2016-12-19

Il Dispari 2017-01-09

DILA e Patrizia Canola

Rosalba Colombo (Sindaco di Arcore) con Patrizia Canola

L’Artista Alexander Kanevsky con Patrizia Canola

Patrizia Canola all’ingresso della Mostra

Manifesto Mostra

Panoramica Mostra

Panoramica Mostra

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero di grande successo.

Il fascino della sua arte dove la natura è protagonista tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati sta nel creare una compenetrazione visivo-emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, invitando a guardare oltre ed interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti.

In esclusiva per il quotidiano “Il Dispari”, diretto da Gaetano Di Meglio, Patrizia Canola ha rilasciato questa intervista a Silvana Lazzarino.

Quando è nata la tua passione per la pittura?  

L’ho sempre avuta fin da bambina. In prima elementare mi ricordo ancora di un disegno dove ho ricreato la piazza di Ferrara con la chiesa, il campanile e in primo piano la mia bambola con le trecce nere e il vecaola-fiori-violastitino a quadretti rossi e di lato le rondini.

Quando con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Toscana a Montecatini mi è capitato una mattina poco prima del sorgere del sole di restare affascinata dalla vista di una piccola valle le cui colline sfumavano verso il rosa mentre una leggera nebbiolina accarezzava l’orizzonte.

Fu in quel momento che espressi il desiderio di diventare una pittrice per poter dipingere un giorno tanta bellezza.

Quali sono stati i tuoi studi e quali gli artisti cui hai fatto riferimento nei tuoi inizi?

Dopo le Magistrali ho frequentato la Scuola di Arte Pura Applicata a Merate. Prima degli impressionisti nel mio cuore erano i Macchiaioli come Fattori, Telemaco, Signorini, ma il mio studio è partito dai classici (pittori del Trecento e del Quattrocento) visti in Toscana tra questi Luca Della Robbia.

Come nasce la scelta di riferiti ai luoghi vicini e lontani, solari e più ombreggiati di una natura sempre in divenire con l’alternarsi delle stagioni?

Dal fatto di essere rimasta affascinata dai luoghi suggestivi del nostro Paese come Montecatini, Asiago, La Spezia, diversi tra loro per colori e tipologia di paesaggio, luoghi in cui sono vissuta negli anni della mia fanciullezza e adolescenza.

Come procedi nel tuo lavoro e quali le tecniche usate?

Lavoro con pennello e spatola, lo schizzo serve come suggerimento per collocare i dettagli della natura come ad esempio quando ho realizzato il bozzetto per Il “Faggio del tè”.

La pittura all’aria aperta, un po’ come gli Impressionisti ti ha permesso di cogliere non solo l’attimo di una data situazione, ma anche il movimento della luce nel suo filtrare lungo lo scorrere dell’acqua di un fiume, o nell’ondeggiare delle canne della palude.

Quanto è importante la luce nei tuoi dipinti e che valore assume?

La luce è fondamentale perché nel dipinto i colori cambiano al variare delle ore del giorno e delle stagioni, luce che definisce ogni dettaglio come per i platani che d’inverno con la neve sembrano surreali.
Ho imparato a cogliere la velocità di quell’attimo in cui la luce si poggia su un preciso elemento della natura.

Alcuni critici ti hanno definita pittrice impressionista e macchiaiola.
Ti ritrovi in questa definizione?

A grosso modo sì.

Mi piace la macchia toscana, ma a colpirmi era in particolare la pennellata degli Impressionisti.
Prima ero molto ancorata ai dettagli, adesso il mio stile sta cambiando verso una descrizione più essenziale per andare al cuore delle cose.

piazza-s-marco-veneziaDiversi sono i soggetti rappresentati nei tuoi dipinti durante i tuoi 40 anni di carriera: dai vari luoghi della natura tra montagne, marine, boschi, alle nature morte, da alcune piazze di città come Portofino e Venezia ai ritratti, per poi passare ai cavalli intensi nei loro movimento e ai singoli alberi con il loro microcosmo silenzioso e nostalgico. Tra questi soggetti quale quello che ti ha dato un’emozione particolare?  

La sfida più grande è stata realizzare “Piazza San Marco” con le persone e definire i colori di Venezia dove dominano il verde dei tetti e il rosa delle case e delle calli,

Per questo dipinto ho realizzato un disegno molto dettagliato e preciso.
Un critico d’arte di fronte a “piazza San Marco” disse “Piazza San Marco un dipinto da far tremare le vene e i polsi”.

Da circa sei mesi ti stai orientando verso uno stile più legato ad un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari quasi tendenti al bianco. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

Il senso e le mille domande sulla vita e su quello che accade.
Sono pensieri che avverto e in quanto tali ho scelto di utilizzare un colore adatto ad un pensiero astratto come in “Va pensiero” dove ho cercato un colore chiaro.

Sulla linea di “Va pensiero” è “Futuro”. Qual’ è il loro significato?

In “Va Pensiero” si parla di libertà: diritto di tutti spesso da conquistare che contempla anche la libertà di pensiero, idea resa attraverso figure impercettibili allungate verso l’alto.
In “Futuro” ho voluto restituire la sensazione che si sta vivendo in questo tempo dominato dai social dove sempre più l’individuo smarrisce la propria personalità.

Così ho pensato all’immagine del nostro DNA scomposto ad indicare una realtà virtuale in cui si è tutti omologati nelle azioni e nei pensieri.
Le due scale appena accennate indicano le possibilità che ha l’uomo di procedere verso l’alto per ritrovare le vere emozioni, o verso il basso dove è destinato ad inaridirsi. “Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso, l’unica cosa che può salvare l’uomo è la croce appena accennata nel dipinto a simboleggiare la resurrezione.

Oltre alla croce sono la stella blu simbolo dello spirito e la triade dove è Dio la cui scintilla è in ciascun individuo.
E’ un appello ad un risveglio di coscienze simboleggiato dalla triade.
Si tratta di dipinti che riflettono lo stato emotivo dell’uomo tra desideri di libertà, speranze, ma anche dubbi legati ad un futuro dove si rischia di perdere la propria identità se si resta chiusi nel proprio egoismo.

Tra le opere più recenti quale quella cui tieni di più e cui sei legata per un motivo particolare?

Va pensiero” dove è accennato il viaggio dell’ umanità verso il desiderio di libertà.

A parte Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale con cui hai esposto in diverse occasioni importanti, quale tra gli artisti contemporanei quello con cui vorresti esporre e perché?

Andrea Trisciuzzi che stimo come artista e maestro.

Come artista è bellezza e sentimento nella forma più alta: le sue opere sono un piacere per gli occhi e lo spirito. Andrea è un compagno di viaggio e un maestro e persona di grande spessore.

La tua arte è poesia delle emozioni perché riesce a restituire quel battito del cuore proprio come una lirica. Tra i grandi poeti di ieri e di oggi quale quello più vicino al tuo sentire? 

Pascoli perché dentro di noi è sempre presente un fanciullino.
Ma in assoluto il poeta che amo più di tutti è Shakespeare per il suo raccontare la vita e per il suo essere attuale.
Queste le sue parole: “….siamo il palcoscenico della vita dove siamo attori, spettatori, perché recitiamo tanti ruoli.

Quando la tua prossima mostra?

La personale a Palazzo Zenobio a Venezia da febbraio a Marzo.2017 e al mio fianco sarà anche la famosa scultrice Alba Gonzales.

Complimenti per la tua carriera luminosa e costellata di successi. Bruno Mancini e la DILA, ma anche tutta l’isola di Ischia non vedono l’ora di incontrarti. Ti aspettiamo al Museo Etnografico del Mare di Ischia con i tuoi dipinti in cui ritrovare il mosaico della vita tra bellezza verità.

Bene, ne sono molto felice.

Silvana Lazzarino- Patrizia Canola – Bruno Mancini

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola presentati nel catalogo

De ReRum NatuRa – la natura vista da Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

“Ispirato al poema didascalico latino di Tito Lucrezio Caro del I secolo a.C., il progetto artistico di Patrizia Canola si propone di riflettere in chiave pittorica “Sulla natura delle cose” o più semplicemente “Sulla natura”. Così come per Lucrezio nella sua letteratura filosofica, anche per Patrizia Canola la sua arte non è solo un modo per raffigurare in maniera fredda e razionale l’universo circostante, ma è innanzitutto il mezzo per saper cogliere e raccontare la poetica del bello che ci circonda e la magia che l’universo in sé racchiude.

Ed è così che tutto è in equilibrio tra fisica, antropologia e cosmologia.

Gli elementi dell’ambiente circostante si fanno racconto di paesaggi, scenari in parte ispirati al vero, tra i quali la terra di Brianza, tanto cara all’artista, dove vive e lavora.

Attraverso questo osservatorio privilegiato che comprende il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a cui fanno da sfondo le Alpi e le Prealpi, accarezzate da strati di cielo cangiante, opera immersa ed indisturbata la pittrice.

Il ritmo di questa natura, a metà addomesticata dall’uomo e a metà ancora selvaggia, emerge nel fluire incessante dell‘Adda, che nell’opera dell’artista rappresenta il senso profondo della vita: poiché se da una parte tutto ha origine, pertanto nascita e dall’altra tutto ha una fine e quindi morte, è anche altrettanto vero “che nulla nasce dal nulla e nulla muore riducendosi al nulla”.

In questo cerchio metafisico dell’esistenza trova spazio ed espressione la pittura appassionata di Patrizia Canola, in cui i colori sono le note di uno spartito e la luce il direttore d’orchestra.

Catia Monacelli

Curatore e Critico d’Arte Direttore Polo Museale Città di Gualdo Tadino

La Dott.ssa Catia Monacelli e Patrizia Canola

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con Vittorio Sgarbi e Catia Monacelli

ScompArti: alla  Fiera di  Erba

espone Patrizia Canola pittrice di fama internazionale

Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Pittrice affermata e di successoa livello internazionale, attiva in Brianza dove vive e trae spunti per la sua ispirazione, Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero.

Riposo d'inverno di Patrizia Canola

Da sottolineare “Verdi Off” a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterale del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma. Presso la Boutique CHARLOT (strada Garibaldi 45 Parma) infatti è possibile guardare con gli occhi e la mente questo straordinario dipinto in cui si avverte un cambiamento di stile dove il tratto si fa leggero e quasi impercettibile ed i colori chiarissimi invitano a soffermarsi sul tema della libertà, motivo centrale dell’opera verdiana “Il Nabucco” da cui l’artista ha tratto ispirazione.

A conclusione della rassegna “Verdi Off” solo le 20 opere più meritevoli saranno protagoniste dell’esposizione che farà da chiusura al Festival dedicato al grande musicista Giuseppe Verdi.

Patrizia Canola restituisce ogni battito, ogni respiro della natura raccontando la vita che ora si accende nei colori sgargianti di glicini, spighe di grano, ora si smorza nei panorami abitati da distese di ghiaccio e neve.

SCOMPARTI Campo d'avena

La sua opera legata ai profili ora accesi e brillanti, ora più cupi e notturni di una natura in divenire che apre ad una compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, è presente nell’appuntamento con la  Fiera espositiva ad Erba (CO) il prossimo 23 ottobre 2016. “ScompArti” – Lariofiere Como Lecco, a metà strada tra una mostra ed una fiera d’arte, attraverso il diretto coinvolgimento degli artisti che vi partecipano vuole far veicolare in modo diretto e partecipativo la conoscenza dell’arte contemporanea richiamando l’attenzione del grande pubblico. Entro questo ampio spazio espositivo il pubblico  ha la possibilità di incontrare e conoscere direttamente gli artisti e apprezzare ancor più le opere che possono essere acquistate senza intermediari. Un’occasione per promuovere l’arte creando un ponte diretto tra gli artisti che espongono in fiera e il pubblico potenziale acquirente.lingo-ladda

Patrizia Canola nelle sue pennellate leggere, quasi trasparenti con presenze umane appena abbozzate come nel citato “Va pensiero” e in “Futuro” immagina il futuro. In “Va pensiero” si parla di un futuro dove a trionfare è la libertà, diritto che spetta a tutti gli uomini, in “Futuro” è ipotizzato un futuro binario: chi prosegue nella meccanicità di un’esistenza indifferente ed egoista e chi prova a guardare oltre e pensare che sia possibile cambiare per sentirsi liberi di essere se stesso lontano da condizionamenti e falsi miti.

Alla Fiera di Erba Patrizia Canola espone opere legate ai diversi volti della natura dove si possono recuperare desideri, aspirazioni, sogni dimenticati. Di particolare suggestione è il trittico Luci d’Autunno che per i colori caldi  e quella luce soffusa mista tra giallo e vibrazioni tendenti all’arancio, spicca sulla parete nera richiamando le sensazioni nostalgiche e romantiche tipiche di questa stagione. Accanto a quest’opera tra le più interessanti della Canola sono tra le altre Campo d’avena, le mimose, Glicine bianco e non poteva mancare Riposo d’inverno dipinto intenso in cui l’albero nel suo apparente riposo, manifesta saggezza e forza.

Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino legge la poesia !Semplicemente tu”

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Mario, il faggio dell’Alpe Tè

Un gigantesco albero plurisecolare nei boschi della Valsassina

L’età di questo albero è incerta.

Alcuni dicono che potrebbe avere fino a ottocento anni (vorrebbe dire che germogliava quando nasceva il Poeta Dante), altre trecento (Vivaldi componeva le quattro stagioni).

Una deliziosa leggenda locale, raccontata su un cartello ai piedi dell’albero, racconta: “Tanto tempo fa nel paese di Introbio viveva un pastore di nome Mario.

Non gli piaceva stare con la gente, lui amava gli animali e la natura.

Ogni estate Mario portava le sue mucche a pascolare in un grande prato all’Alpe Tè.

Tutte le mattine saliva al pascolo e durante il tragitto si fermava ad ascoltare il canto degli uccelli e la voce del Torrente Acquaduro.

Alle Baite Serra osservava i colori del bosco, respirava il profumo dei fiori e infine proseguiva
fino all’alpe.

Dopo aver salutato le sue mucche, Mario entrava nel bosco di faggi che lui chiamava il bosco incantato.

Dal fruscio delle foglie e degli alberi, imparava ogni volta una storia nuova.

Un brutto giorno scoppiò un violento temporale e Mario andò a rifugiarsi in una cascina nelle vicinanze.

Dalla montagna all’improvviso si staccò una frana; gli alberi, le mucche e la cascina dove il pastore aveva trovato riparo furono spazzati via.

L’uomo era ormai in fin di vita, quando gli apparve lo spirito del bosco che gli disse: Hai sempre rispettato e amato questo luogo; voglio premiarti e fare in modo che tu possa continuare a vivere qui.

Detto questo, Mario fu trasformato in albero, un magnifico faggio che gli abitanti di Introbio chiamano il Fo de Te.”

Nel 2011 un pezzo importante di albero è caduto, non è chiaro se per colpa del maltempo o di un parassita.

Ad ogni buon conto, la parte sopravvissuta è ancora immensa e in gran forma.

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con dott.ssa Catia Monacelli

Locandina Venezia

“Il percorso creativo di Patrizia Canola

ha assunto una consistenza artistica particolarmente strutturata, particolarità che le dona quella maturità espressiva necessaria per affacciarsi con professionalità e determinazione ad una platea internazionale sempre più qualificata ed esigente.

Parte infatti dalla consapevolezza d’aver costruito nel tempo, con dedizione, pazienza e passione, uno spessore espressivo tale da garantire quella libertà creativa, fondata sulla capacità di trasferire sulla tela bianca le emozioni provenienti dall’anima.

Figure della natura che sembrano prendere forma grazie al dialogo armonico tra la luce e il colore come fossero elementi dotati di vita propria.

L’opera agisce direttamente sull’anima dello spettatore più attento, coinvolgendolo con forme che sembrano evaporare, dissolvendosi nella luce per poi magicamente ricomporsi sotto forma di opera d’arte.

La percezione sensoriale che si ha nell’approccio alle opere di Patrizia Canola è equiparabile quella dell’ingresso in un mondo nuovo dipinto con i colori della passione e delle emozioni.”

Prof. Alberto Moioli

“Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Nella natura, nei suoi spazi dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, ha scoperto una fonte di ispirazione privilegiata per accostarsi e rivelare le emozioni della vita.

La Brianza è col tempo diventato il sito più frequentato per dare vita alle sue opere dove filtrano le atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia catturare nella bellezza delle sue sfumature di colori ora cangianti ora riflessi, per poi nascondersi lasciando un alone di mistero al calar della sera.

Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio in divenire, filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce.

Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni.

La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

I due dipinti (olio su tela) qui presenti in mostra: Rifrazioni (2014) e Atmosfera d’inverno sul fiume Adda (2015) esaltano questa luminosità e l’effetto delle trasparenze dettate dalla luce riflessa.

Luce che esalta i colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba che trasmettono il senso della vita nel suo continuo procedere dalla nascita alla morte per poi rinascere.

È la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.”

Silvana Lazzarino
giornalista

Nel respiro di Gaia la Madre Terra- Settembre 2016 – Gualdo Tadino


IL PENSIERO LIBERO NEI DIPINTI DI PATRIZIA CANOLA

IN MOSTRA A COMO E MILANO

Le atmosfere intense e rasserenanti, malinconiche e  nostalgiche di paesaggi naturali dove i ritmi della luce segnano le ore del giorno dando forma ai colori nel loro caratterizzare il passare delle stagioni, trovano la massima espressione visiva ed emotiva nei dipinti di Patrizia Canola, pittrice di fama internazionale da molti critici definita impressionista- macchiaiola.

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero: citiamo tra le più recenti: “Dalla Terra al Cielo” presso la  Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” presso il Centro Culturale Cajani a cura di Catia Monacelli entrambe a Gualdo Tadino e “Art Escape” a Venezia nel settecentesco Palazzo Zenobio e “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” sempre a Gualdo Tadino (18-25settembre 2016) negli spazi dello Store San Benedetto in concomitanza con i Giochi de le Porte e il Palio.

E poi la partecipazione a “Verdi Off” (settembre- ottobre 2016) a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterali del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è stata esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma.

La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati. apre ad una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare.

Accanto al paesaggio Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, alle nature morte dove primeggiano fiori e frutta, allo studio degli alberi e a quello dei cavalli di cui ha saputo restituire la precisione e  l’eleganza del movimento; ma da qualche tempo si è orientata verso uno stile dallo spessore metafisico, quasi impalpabile dove le figure non sono più definite e a prevalere sono colori molto chiari, tersi.

Uno stile vibrante di emozioni con cui l’artista racconta la vita e il suo mistero dove libertà e speranza diventano le mete desiderate dall’uomo, in cerca di risposte al  proprio destino sospeso tra certezze e tradimenti, e dove l’attesa lo mette costantemente alla prova nell’urgenza di una scelta per cambiare e migliorare la propria vita.

Aspetti questi che si ritrovano in due dipinti Va pensiero e Futuro esposti presenti nella suggestiva mostra PANORAM ART- MOSTRA COLLETTIVA DI ARTE Dal figurativo al Concettuale che inaugura il prossimo 16 dicembre 2016 a Carimate (Como).

Allestita negli spazi della Sala Civica “Il Torchio” in Piazza Castello, la mostra che sarà presentata dalla storica dell’arte Chiara Meroni, riunisce interessanti nomi dello scenario dell’arte contemporanea dove accanto a Patrizia Canola sono Mariagrazia Algisi, Liana Bolaffio, Serena Cantalupi, Pierbattista Amodeo, Ivana Olimpia Belloni, e ancora Carmen Molteni,  Antonio Zanni,  Bruno Porro e Ernesto Savassi. Senza dimenticare Paola Sacchi, Pier Alberto Filippi, Silvana Settimia Zerboni, Pio Ambrogio Teruzzi, Luisa Caeroni e Karin Feurich.

Entrambi i dipinti di Patrizia Canola esplorano il mistero della vita dando spazio al motivo della libertà presente in Va pensiero e a quello della perdita dell’identità da parte dell’individuo accennato in Futuro in cui però è lasciato spazio ad una speranza.

Va pensiero” (2016) attraverso la rappresentazione di figure eteree proiettate verso l’alto, quasi impercettibili e in simbiosi con il chiarore dello sfondo, parla di bisogno di libertà, fisica e morale, diritto che spetta a tutti gli uomini proprio come intona il coro del “Nabucco” di Giuseppe Verdi cui si è ispirata l’artista per il suo dipinto.

“Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso dove ciascuno è prigioniero del proprio ego, non aperto ad una vera e autentica comunicazione con l’altro, perché si è prigionieri dei social dove la verità è trasformata e alterata e non c’è spazio per le emozioni.

Dipinti con cui l’artista ha dato forma alle vibrazioni del pensiero più puro cogliendo l’essenza della vita che guarda oltre l’apparenza e supera le distanze riscoprendo la bellezza della verità che è libertà e virtà.

Sempre sullo stesso stile quasi impalpabile, l’artista ha dato vita ad un altro dipinto, forse  tra i più intensi di questo nuovo orientamento, Inverno in mostra a Milano nella collettiva presso lo spazio Arte contemporanea al Naviglio Grande.

L’esposizione COLLEZIONE D’ARTE MILANO in corso fino al 15 dicembre 2016 oltre a questa suggestiva opera della Canola dove protagoniste sono le betulle bianche che formano una sinfonia di emozioni con i tratti azzurrati del bosco sullo sfondo, presenta altri lavori di artisti tra cui citiamo: Francesca Guariso, Mario Esposito, Laura Bruno, Gisella Pasquali, Angela Marchionni, Silvana Mascioli e Mauro Martin. 

Silvana Lazzarino

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Inaugurazione mostra

“Dalla Terra al Cielo, dal Figurativo all’informale “

a cura di Catia Monacelli, Francesca Sacchi Tommasi e con la partecipazione di Vittorio Sgarbi

Hanno scritto di Patrizia Canola

Patrizia Canola, attraverso i suoi dipinti avvolgenti nelle diversificate sinfonie di luci che da essi emergono, regala un nuovo modo di sentire le emozioni della vita, soffermandosi sulle atmosfere dense di poesia e bellezza, mistero e armonia proprie della natura.

Natura che accoglie l’uomo e da esso chiede rispetto mostrando i suoi volti ora solari e vibranti, ora cupi e malinconici; una natura che nelle sue manifestazioni invita l’individuo ad interrogarsi sul suo esistere regalando attimi di sospensione dove ritrovare se stesso andando incontro a quel senso di infinito che si nasconde nel vibrare delle spighe di grano al leggero soffio del vento, o nelle trasparenze delle acque cristalline di un torrente, o ancora nelle rarefatte visioni di un bosco dove l’occhio si perCalle di Patrizia Canolade immaginando cosa possa nascondersi oltre.

Il colore, protagonista di ogni scorcio e angolo della natura, restituisce profumi ed essenze recuperando ogni battito della stessa natura fonte inesauribile di vita, che apre a nuove sensazioni per respirare orizzonti di libertà. 

Accanto alle variazioni di blu che intonano stilizzazioni di profili

di alberi a suggerire la via del bosco di “Sensazioni” è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di “Luci d’autunno” dove l’albero quasi sfoglio si lascia attraversare da una luce diffusa sullo sfondo.

E ancora l’ondeggiare leggero delle bionde spighe mosse dal vento di “Campo di grano” che creano ponti di luce tra la terra e il cielo, il candore puro e lucente delle “Calle” esaltate dallo sfondo blu, fino a “Malinconia” dove il movimento della chioma del cavallo sintetizza un nostalgico abbandono a pensieri lontani.

Silvana Lazzarino

INFO: emmegiischia@gmail.com

Tel 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Patrizia Canola

nasce a Milano il 12 gennaio 1952, da giovane si trasferisce in Brianza, dove risiede.

Ha frequentato la Scuola d’Arte Pura e Applicata di Merate (LC), sotto la guida del maestro Franco Torazza dal quale apprende la tecnica della pittura a olio, mentre col maestro Alessandro Scaccabarozzi approfondisce la tecnica del disegno.

Ha seguito tutti i principali movimenti pittorici della Brianza, partecipando attivamente al fermento artistico, proseguendo poi il suo percorso artistico con esposizioni su tutto il territorio nazionale e partecipazioni internazionali.

La tecnica preferita è la pittura a olio su diversi supporti.

Ama dipingere all’aperto a diretto contatto con la natura sua principale fonte d’ispirazione.

In:

“IMPRESSIONI DAL VERO”,

“DE RERUM NATURA” a cura di Catia Monacelli

“IL PANE QUOTIDIANO” curatore Alberto Moioli

“EXPOARTE ITALIANA” progetto di Regione Lombardia a cura di Vittorio Sgarbi

“DAL CIELO ALLA TERRA, DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE” a cura di Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi con la partecipazione di Vittorio Sgarbi,

sue recenti esposizioni, i campi, gli alberi, l’acqua e i fiori sono i protagonisti.

PRINCIPALI EVENTI / ESPOSIZIONI

2015

Gualdo Tadino (PG) – Palazzo Comunale
Consegna opera ai Premi Nobel per la Pace 12 dicembre 2015

Lissone (MB) – Palazzo Terragni
Arte Cibo per l’anima – Collettiva dal 24 ottobre al 1 novembre

Fregene (Rm) – Centro Internazionale di Scultura
Contemporanea Pianeta Azzurro – 11° Giornata del contemporaneo
Personale ” Omaggio alla Pittura : Patrizia Canola” dal 10 al 31 ottobre

Gualdo Tadino (PG) – Rocca Flea
Un impresa ad Arte – Asta al Gran Gala delll’Imprenditoria 18 settembre
Varedo (MB) -Villa Bagatti Valsecchi

EXPOARTE ITALIANA curata e diretta da Vittorio Sgarbi dal 19 giugno al 28 Novembre
Missaglia (LC) – Monastero di S.Maria della Misericordia

“Giornate Rotariane d’Arte e Cultura – IL PANE QUOTIDIANO” personale dal 5 al 7 giugno
Gualdo Tadino (PG) – Chiesa Monumentale di S. Francesco

Personale “DERERUM NATURA” dal 05 al 28 giugno
Milano – Affordable Art Fair

Asta Flash di Basezero dal 20 al 22 marzo
Milano – Spazio Tadini

Affordable Art Fair e Basezero insieme per l’Arte Accessibile Collettiva dal 11 al 17 marzo

2014

Roccamorfina (CE) Museo Magma
Exclusive dal 11 ottobre al 13 dicembre

Roma – Ambasciata della Repubblica Irak presso Santa Sede
Festival Internazionale dell’Arte dal 4 al 6 giugno

Gubbio (PG) – Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Arte Sacra dal 9 maggio al 22 giugno

Bastia Umbra (PG) – XLII Mostra Internazionale d’Antiquariato ASSISI
Personale ” Impressioni dal Vero” dal 25 aprile al 4 maggio

Fano (PU) – Ex Chiesa di San Michele
Seduzione dell’Arte dal 22 gennaio al 6 febbraio

2013

Arcore (MB) – Palazzo delle scuderie di Villa Borromeo
Personale “IMPRESSIONI DAL VERO” dal 7 al 16 settembre

Bari – padiglione Fiera del Levante
30° Edizione Expo Arte con Art&Co Gallery dal 8 al 11 marzo

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 24 Edizione con la Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 15 al 18 novembre

Torino – Ex Villaggio Olimpico
Pix Paratissima 9 dal 6 al 10 novembre

Milano – Art Meet Gallery
Waiting for Expo 2015 dal 4 luglio al 4 agosto
2012

Roma – AMREF c/o Casa d’Aste Babuino
L’Arte per Amref – Asta a Sostegno delle Donne d’Africa 21 dicembre

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 23 Edizione con Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 9 al 12 novembre

Kiev – Ucraina – Museum of Modern Art of Ukraine
“Ukrainian Art Week” with Italian Contemporary Artists dal 15 al 25 ottobre

Anni Precedenti

Lecco – Galleria “La Tavolozza” (1980)

Roma – Museo del Folkore (1982)

Portofino (Ge) – Galleria “San Giorgio” (1980) Cernobbio (Co) -Studio d’Arte “La Casa Rossa” (1980)

San Pellegrino Terme (Bg) – Galleria “Berna” nel 1983 e 1989

Como – Villa Olmo (1980)

Piacenza – Galleria “La Meridiana” (1981) Firenze – Galleria 14 (1981)

Basilea – ART 13-82 (1982)

Bari – Expo Arte (1982-1983-1984)

Bergamo – Bi. D. Art. (1988) New York – Artexpo NY (1983)

Austria – Bad Gastein – Italiaenischen Moderne Meister (1986)

PATRIZIA CANOLA Via Degli Alpini, n.5
23870 Cernusco Lombardone
Lecco – Italia

Tel . 039 9907138
Cell. 3930794636
mail : patrizia.canola@gmail.com

http://www.patriziacanola.com

SPETTACOLO SULLA MEMORIA EBRAICA TEATRO VILLA TORLONIA

LA MEMORIA EBRAICA TRA MUSICA E RACCONTI

“CHE NON ABBIANO FINE MAI…” AL TEATRO DI VILLA TORLONIA

 

Indelebili le ferite provocate dalla seconda Guerra Mondiale visibili negli animi e nei corpi di quanti hanno visto, vissuto e raccontato gli orrori di una tragedia senza precedenti che ha visto consumarsi il dramma più grande vissuto dall’umanità: lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti. A distanza di anni quotidiani, documentari, film, romanzi, inchieste, interviste, hanno raccontato con intensità e forte spessore comunicativo la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia atroce e agghiacciante che non va dimenticata come testimoniato da quanti sono sopravvissuti al massacro. Ma testimoni di un passato così oscuro e drammatico possono essere i giovani di oggi nel dare voce a sentimenti di speranza in cui vi sia più umanità e condivisione. A sostenerlo è il regista fantasista e musicista israeliano Eyal Lerner, residente in Italia dal 1995, che con il suo “Progetto Memoria” lancia questa sfida, ricercando nell’arte e nella didattica quella speciale relazione fra lo spettatore e il

La memoria ebraica tra musica e racconti spettacolo teatro Villa Torlonia
La memoria ebraica tra musica e racconti
spettacolo teatro Villa Torlonia

palcoscenico, coinvolgendo in particolare studenti e docenti in un percorso in continua evoluzione. E lo fa attraverso lo spettacolo “Che non abbiano fine mai … la Memoria ebraica fra musica e racconti” in programma il 31 gennaio 2017 a Roma al Teatro di Villa Torlonia a partire dalle 19.30.

Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, lo spettacolo, organizzato e sostenuto dall’organizzazione del Centro di Cultura Ebraica I Comunità Ebraica di Roma, entro una narrazione reale e poetica si sviluppa come racconto fra immagini, musica e partiture gestuali, creando un collegamento tra la memoria ebraica, i suoni e le narrazioni, aspetto che sottolinea l’eclettica esperienza didattica e artistica del regista e musicista israeliano.

Emergono domande sulla Seconda Guerra Mondiale e allo stesso tempo si apre uno squarcio intimo sulla tragedia della Shoah sul perché di tanta atrocità, entrando con gli occhi e la mente nei luoghi e nelle atmosfere della storia e della cultura ebraica dai cui osservare l’umanità. Malinconia e gioia, nostalgia e speranza si intrecciano in questo spettacolo concerto caratterizzato dalla musica dalle voci e dalla gestualità per restituire le atmosfere evocative di un dramma, per sempre nella memoria dell’umanità. L’arte e la storia, dove dominano suoni e immagini e la forza comunicativa della parola, diventano così occasioni uniche per riscoprire i sentimenti più autentici quali solidarietà e compassione, con cui dare vita a relazioni profonde, capaci di rafforzare la propria individualità.

Silvana Lazzarino

 

Che non abbiano fine mai….

la Memoria ebraica fra musica e racconti

spettacolo di e con Eyal Lerner

con la partecipazione degli studenti di scuole romane

Teatro di Villa Torlonia

Via Lazzaro Spallanzani, 1°- Roma

Martedì 31 gennaio 2017 ore 19.30

Per informazioni telefono 06.4404768

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 060608

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Beatrice Pediconi Alien 2016 performance sonora

Beatrice Pediconi, Alien, 2016 Performance tra arte e musica verso l’espansione

Alla Z2o SARA ZANIN GALLERY a Roma, diretta dalla storica dell’arte e curatrice di mostre Sara Zanin, espongono artisti di grande successo e richiamo internazionale.

Lo scorso anno, tra i nomi di spicco che hanno esposto alla galleria citiamo Evgeny Antufiev, Giovanni Kronenberg e Alessandro Roma, tre artisti contemporanei di fama internazionale, presenti dal 4 al 6 novembre 2016 anche ad ARTISSIMA principale Fiera d’arte contemporanea in Italia a Torino. Diversi per linguaggi, stili e contenuti, essi hanno posto al centro del proprio discorso l’uomo, il suo vissuto che si rapporta anche al passato e a quanto lo circonda come la natura.

Beatrice Pediconi mostra Galleria Sara Zanin
Beatrice Pediconi mostra Galleria Sara Zanin

Altro nome di spicco che ha esposto alla Galleria Sara Zanin è quello di BEATRICE PEDICONII, la cui arte, parla di continuità ed espansione, attraverso riferimenti legati alla natura in particolare l’energia e il flusso dell’acqua quali presenze ininterrotte della vita, recuperate sotto altre visioni.

La personale a lei dedicata presso la Galleria Sara Zanin. DIMENSIONI VARIABILI illustra la capacità di questa eccellente artista di intrecciare i diversi linguaggi che procedono dalla pittura alla fotografia, dal video all’installazione, con originalità tanto da approdare a nuove visioni.

Beatrice Pediconi mostra Galleria Sara Zanin
Beatrice Pediconi mostra Galleria Sara Zanin

Il movimento della permutazione della materia è reso attraverso un percorso che partendo da polaroid di grande formato giunge ad un video di recente produzione. A catturare lo sguardo è il colore coni pigmenti per colori ad olio e l’acqua elemento che appartiene all’uomo fin dalla nascita per restituire un movimento in espansione. Ed è questo sentimento di espansione legato allo stato primordiale dell’uomo che si ritrova nella PERFORMANCE SONORA in programma per il finissage della mostra, sabato 28 gennaio 2017alle ore 19.30 ad ingresso garantito fino ad esaurimento posti.

La performance, Alien, 2016 (one channel video, dimension variable, 5 min 40″, color, silent) quale risultato del suo impegno a confrontarsi e collaborare sul piano espressivo e linguistico con artisti e professionisti di altre discipline, invita a riflettere sul concetto di trasformazione e sperimentazione per dare forma a nuovi risultati dove la dimensione visiva viene amplificata dalla continuità delle contaminazioni tra gli stessi linguaggi artistici. Grazie all’incontro con musicisti, scrittori, coreografi e scienziati, Beatrice Pediconi nel suo lavoro ha potuto  sottolineare l’aspetto legato alla tensione trasformativa orientando lo stesso lavoro oltre, come una sorta di  work in progress. Con questa performance Beatrice Perdiconi ha costruito un dialogo con un giovane musicista di ricerca e grande talento, che interagirà in tempo reale con il video “Alien, 2016” con una performance musicale scritta per l’occasione.

Silvana Lazzarino

Beatrice Pediconi

DIMENSIONI VARIABILI

z2o Sara Zanin Gallery

Via della Vetrina 21, 00186 Roma

In occasione del finissage della mostra Alien, 2016 Performance sonora

Sabato 28 gennaio ore 19.30

Per informazioni e prenotazioni: T +39 06 70452261  Ingresso libero

NOTA BIOGRAFICA DI BEATRICE PEDICONI

Beatrice Pediconi vive e lavora a New York. Si è laureata in Architettura presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le recenti mostre personali: Alien/Alieno (Sepia EYE Gallery, New York, 2016), 9”/Unlimited (Collezione Maramotti, Reggio Emilia, 2013), Red(z2o Sara Zanin Gallery, Roma, 2011), Senza Titolo (Galleria Valentina Bonomo, Roma, 2009). Una selezione delle recenti mostre collettive include: L’altro sguardo, fotografe italiane 1965 – 2015 (Triennale di Milano, 2016),Ensemble, quand la Maisonne Européenne de la Photographie collectionne, (Les Rencontres des Arles, France 2015), Plumbing-Sequence VII–Real Time video Biennal (Reykjavik, Iceland, 2015), Untitled 2008 (video installazione), L’altra metà del Cielo, Un percorso al femminile nella collezione del Macro (MACRO, Roma, 2015).

 

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TERRE D’EUROPA PER NON DIMENTICARE

 Terre d’Europa un progetto di Gimmi Basilotta

al Teatro Villa Torlonia di Roma

Le ferite provocate dalla seconda Guerra Mondiale hanno lasciato una traccia indelebile negli animi e nei corpi di quanti hanno visto, vissuto e raccontato gli orrori di una tragedia senza precedenti che ha visto consumarsi il dramma più grande vissuto dall’umanità: lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti Il ricordo di una pagina di storia tanto atroce deve protrarsi nel tempo, in questo tempo dove la memoria di quanto accaduto deve aiutare a migliorare la vita quotidiana in rapporto agli altri sconfiggendo l’intolleranza e il razzismo che creano solo allontanamento e odio.

Esempi di come l’arte possa rappresentare un veicolo per guardare a quanto accaduto e far si che il ricordo di tale dolore possa essere motivo per costruire un futuro migliore sono le “pietre d’inciampo” create dall’artista tedesco Gunter Demnig da cui è nato un percorso dal titolo “Memorie d’inciampo” e l’esposizione “Arte in Memoria, mostra internazionale di arte contemporanea” curati da Adachiara Zevi.

In occasione della Giornata della Memoria, il Progetto “Passodopopasso” ospitato in alcuni spazi per la cultura di Roma Capitale include la mostra TERRE D’EUROPA ideata dal regista teatrale Gimmi Basilotta che attraverso un’installazione artistica ha voluto intrecciare pensieri, parole e sensazioni a partire dall’esperienza del suo viaggio compiuto nel 2011 dal Piemonte alla Polonia. Un viaggio di 2.000 chilometri che il regista e attore ha compiuto a piedi in 76 giorni, per ripercorrere lo stesso itinerario che portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz.

Terre d'Europa opere e installazioni di Gimmi Basilotta
Terre d’Europa opere e installazioni di Gimmi Basilotta

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale, inaugurata a Roma a Villa Torlonia il 21 gennaio 2017 alle ore 18.30 si lega ad altre iniziative culturali sempre sullo stesso tema quali lo spettacolo VIAGGIOADAUSCHWITZa /r in programma il 1 febbraio alle 19.30 sempre a Villa Torlonia e la conferenza spettacolo “Parole e passi. Un cammino di memoria” il prossimo 31 gennaio alle 17.00 presso la Casa della Memorai e della Storia. Simboli di questo percorso riproposto da TERRE D’EUROPA sono le betulle portate con sé e piantate lungo il cammino, le terre portate da un punto all’altro e utilizzate per piantare le betulle ed infine gli oggetti che diventano testimoni silenziosi della storia.

Durante il loro cammino verso Auschwitz, i pellegrini di Passodopopasso hanno deciso di segnare le tappe del loro viaggio con tante piccole betulle, affidando agli amici delle comunità che incontravano il compito di accudirle e farle crescere. In cambio di ogni betulla lasciata in custodia ciascun pellegrino riceveva un sacchetto di terra che una volta giunti alla meta, davanti al binario morto su cui i treni dei deportati terminavano il loro viaggio, utilizzava per piantare l’ultima betulla concimata con le tante terre d’Europa raccolte. Parallelamente sono gli oggetti lasciati abbandonati sul ciglio delle strade, nei fossi, nei territori incolti, ai margini di pesi e città. Oggetti e cose usate, consumate e dismesse trovate lungo un cammino che qui diventano testimoni della memoria. Attraverso queste tappe la mostra suggerisce un cammino verso la vita, il cammino per una rinascita dell’uomo attraverso terre da guardare, da annusare, da sentire, da toccare con rispetto, che testimoniano passi, tracce infinite di uniche storie.

Silvana Lazzarino

 TERRE D’EUROPA

opere e installazioni di Gimmi Basilotta

Teatro di Villa Torlonia – Spazio Serra

Via Lazzaro Spallanzani 1/a Orario: tutti i giorni dalle ore 12 alle ore 17 (lunedì 23 e lunedì 30 gennaio chiuso) Per informazioni tel . 06.4404768 / tel. 060608; www.teatrodivillatorlonia.it

dal 22 gennaio al 1 febbraio 2017

Ingresso libero

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IL CODICE DEL VOLO DI LEONARDO

Esposto per la prima volta a Roma ai Musei Capitolini il manoscritto originale

Con un’esperienza in 3D

Figura tra le più interessanti dell’arte rinascimentale, Leonardo Da Vinci (Anchiano 15 aprile 1452 – Amboise 2 maggio 1519) è considerato il genio per eccellenza per la sua capacità di riunire genialità, imprevedibilità e quella straordinaria intuizione che lo ha reso non solo un eccellente pittore, ma anche scienziato, ingegnere militare, scenografo, anatomista.

“Dall’Annunciazione” all’”Adorazione dei Magi”, dalla “Dama con l’ermellino” alla “Vergine delle rocce”, da “Sant’Anna, la Madonna, il Bambino e San Giovannino” all’”Annunciazione”, dalla “Gioconda” all’ ”Ultima cena” sono solo alcuni dei titoli più noti dei dipinti del grande artista vinciano che non solo ha introdotto lo sfumato con cui accostava i colori senza creare linee di demarcazione sì da dare morbidezza alle figure perfettamente integrate nel paesaggio di fondo, ma è stato anche il primo ad occuparsi dello studio anatomico del corpo umano, lasciando interessanti documenti e disegni.

Il codice sul Volo di Leonardo

Un talento senza eguale quello di Leonardo, espresso anche nella scultura come dimostra “Il cavallo e il cavaliere” unica opera certa a lui attribuita nel 1985 dallo studioso Carlo Pedretti esperto a livello internazionale dell’artista toscano.

Estro artistico e intuizione scientifica lo hanno spinto a realizzare dipinti straordinari e immortali, e anche documenti e disegni preparatori per gli studi sul volo, per i lavori edili e progetti per macchine idrauliche e belliche.

Codice del volo degli uccelli di Leonardo
Codice del volo degli uccelli di Leonardo

A proposito del volo, sogno da sempre appartenuto all’uomo e alla storia dell’umanità come ricorda il mito di Dedalo e Icaro, per la prima volta l’originale Codice del volo degli uccelli di Leonardo, in cui sono raccolti i suoi studi e intuizioni a riguardo ,viene esposto al pubblico in una suggestiva mostra a Roma presso i Musei Capitolini dal 21 gennaio al 17 aprile 2017.

Promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e curata da Giovanni Saccani e Claudio Giorgione, l’esposizione LEONARDO E IL VOLO Il manoscritto originale del Codice, che si avvale della proiezione del 3D, e nata da un’idea dell’Associazione Culturale MetaMorfosi permette al pubblico di visitatori di ammirare grazie ad un viaggio multimediale l’originale del Codice del volo degli uccelli, custodito nella Biblioteca Reale di Torino sin dal 1893. Si tratta di un quaderno formato da 18 carte e due copertine dove il grande genio toscano scrisse e illustrò i suoi studi sul volo a partire dall’osservazione del volo degli uccelli.

Attraverso studi e analisi del volo degli uccelli condotta in modo meccanico Leonardo elaborò progetti, appunti e disegni sulla fisionomia degli stessi uccelli, sulla resistenza dell’aria e delle correnti. Uno studio che lo portò ad elaborare una vera e propria teoria con cui progettò le sue macchine volanti.TOUCHSCREEN (1)

Figure geometriche, disegni meccanici e architettonici, e disegni di volatili con particolare attenzione al nibbio, e ancora sette disegni in sanguigna con figure vegetali e umane, appunti, progetti e studi, sono visibili nel codice, esposto in un clima box appositamente realizzato che, mantenendo il corretto livello di umidità relativa, consente tuttavia ai visitatori di ammirarlo nella sua completezza. Grazie alle immagini tridimensionali in 3D e alle apparecchiature multimediali touchscreen i visitatori possono “sfogliarlo” virtualmente, “navigarlo” in alta risoluzione e “leggerlo” anche con il supporto della trascrizione in italiano e in inglese. Si viene calati entro una dimensione molto vicino alla realtà di quelli che sono stati i prototipi realizzati da Leonardo. Per qualche immuto si avverte la sensazione di essere avvolti dallo spazio e dal tempo di Leonardo, vivendo quello che lui avrebbe voluto far vivere agli uomini del suo tempo.

Un mistero avvolge le pagine del Codice: alla carta 10v sembra celarsi un autoritratto leonardesco. Ad evidenziare la somiglianza di questo autoritratto (in occasione di un’esposizione delle opere di Leonardo alla Reggia della Venaria Reale di Torino) con quello più famoso esposto ai Musei Capitolini nella mostra del 2015 è stato Piero Angela grazie al supporto delle sofisticate tecnologie della Polizia Scientifica (il RIS di Parma), per l’invecchiamento elettronico del volto intuendo così l’affinità tra i due.

Sono presenti inoltre alcune copie anastatiche del Codice, a partire dalla preziosa edizione francese di fine Ottocento, provenienti anch’esse dalla Biblioteca Reale di Torino. I contenuti multimediali per l’allestimento della mostra e le immagini in 3D sono state messi a disposizione dall’Istituto TeCIP della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, partnership nell’organizzazione dell’esposizione.

Arrivando ai nostri giorni non mancano testimonianze delle più significative conquiste del volo umano e robotico attraverso lo spazio, testimoniate da un’installazione dell’Agenzia Spaziale Italiana che rimanda alle missioni di Exomars verso il pianeta rosso, ai lanci dei satelliti con Vega e all’abitabilità umana nella Stazione Spaziale Internazionale.

Silvana Lazzarino

LEONARDO E IL VOLO

Il manoscritto originale del Codice e un’esperienza multimediale e 3D

Musei Capitolini

Piazza del Campidoglio – Roma

Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Per informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museicapitolini.org;

dal 21 gennaio al 17 aprile 2017

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