Lo sguardo di Pasquale Liguori nelle periferie di Roma

 BORGATE. LO SGUARDO DI PASQUALE LIGUORI NELLE PERIFERIE DI ROMA A COGLIERE L’AUTENTICITA’ DELLA VITA

Sebbene la borgata sia stata considerata una realtà legata ad un distretto periferico della città di Roma, oggi è parte integrante del tessuto urbano. Ad interessarsi alle borgate quali luoghi dove si respira autenticità, semplicità, contrasti e integrazione è Pasquale “Pas” Liguori, originario di Napoli, ma da molti anni residente a Roma dove vive e lavora come consulente aziendale con la passione per la fotografia. Ad affascinarlo sono state in particolare le periferie indagate attraverso la macchina fotografica sia sotto il profilo urbanistico, sia da un lato antropologico e sociale. Alla sua arte è dedicata un’interessante mostra a Roma aperta dal 15 settembre 2017 presso la Casa della Memoria e della Storia, che ripercorre gli scatti da lui realizzati come fossero parte di un reportage fotografico ripresi alle prime luci dell’alba nelle periferie di Roma. Promossa da Roma Capitale- Assessorato alla Crescita culturale – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, l’esposizione “BORGATE mostra di Pasquale Liguori a cura di Daniele Zedda, mette a nudo in particolare quelle aree cittadine dove in periodo fascista furono istituite 12 borgate: Acilia, Gordiani, Pietralata, Primavalle, Prenestino, Quarticciolo, San Basilio, Tiburtino III, Tor Marancia, Trullo, Tufello, Val Melaina. Si tratta di distretti un tempo distanti e periferici, oggi integrati con il tessuto cittadino della Capitale. Affiora da queste immagini la presenza di una Roma autentica, affatto appariscente ripresa in particolare alle prime luci dell’alba di ogni domenica mattina a cogliere la parte più viva della città.

borgate negli scatti di Pasquale Liguori in mostra a Roma

Nel muovere i primi passi di questo viaggio”, afferma Liguori, “mi sono ispirato a un espediente linguistico condotto sul sostantivo Borgate. Immaginandolo composto col suffisso anglosassone -gate, l’ho allontanato dall’accezione comunemente scandalistica (come in Watergate, Sexygate etc.), per avvicinarlo al significato tradotto in porta, varco, meglio ancora in uscita fotografica nella parte più viva della città”. Le 12 borgate raccontano un silenzio apparente, quello coincidente col collettivo ristoro nelle prime ore del mattino del giorno festivo, dopo la routine dei giorni precedenti. In quei momenti, gli edifici raccolgono la massima presenza di vite mentre piazze e strade sono praticamente deserte.

Un progetto che guarda all’esplorazione di volumi, spazi e strutture con fattori confondenti ridotti; e alla registrazione simultanea di un’umanità non visibile, ma assoluta protagonista dei luoghi. Una testimonianza quella di Liguori  che, lungi dal riprendere spettacolari alterazioni post-produttive, si è soffermata sulla percezione del luogo e del rapporto tra territorio-uomo, misurandone linee, angoli e contrasti nei loro limiti e nelle loro possibilità di sviluppo sociale. Lontano da un’impostazione voyeuristica e retorica sullo stato di problematiche che non intende nascondere, Liguori resta fedele alla storia, alle trasformazioni delle borgate, e ai valori.  Le fotografie di BORGATE inducono alla riflessione e all’iniziativa consapevole in aree complesse dove tradurre in pratica i vantaggi possibili dell’integrazione di istanze e culture differenti, contrastando impersonali derive urbanistiche e incitando a una vita degna e migliore.

Il lavoro svolto di recente da Liguori entro i contesti abitativi di Roma, Napoli e Berlino si è focalizzato sullo studio dei luoghi e degli assetti territoriali dove la presenza umana viene raccontata attraverso le sue tracce eloquenti, in un approccio originale a metà tra reportage e ricerca sullo spazio urbano. Ad accompagnare la mostra è un ricco programma di appuntamenti sul tema delle borgate, sotto il profilo storico, urbanistico, sociologico e culturale che si svolgerà dal 5 ottobre al 6 dicembre 2017 nella sede della Casa della Memoria e della Storia. Diversi gli incontri tra cui citiamo (nell’ambito della giornata introduttiva del 5 ottobre) “Borgate “ufficiali” a Roma: origini, cronologie, tipologie e modelli abitativi” con l’intervento di Luciano Villani, Università degli Studi dell’Aquila, Centre d’histoire sociale du XXe siècle (Universitè Paris 1 Panthéon Sorbonne), “Roma tra fascismo e dopoguerra: la progressiva “zonizzazione” della città capitale con l’intervento di Lidia Piccioni, docente di Storia Contemporanea, Dipartimento di Storia Culture Religioni, Sapienza Università di Roma e “Studi su borgate e periferie romane. Ferrarotti e collaboratori “cui interverrà Maria Immacolata Macioti, docente di Sociologia, Sapienza Università di Roma. Il tema della “Lotta per la casa” sarà affrontato il 18 ottobre durante la giornata seminariale dove saranno proiettati: il docufilm “Sotto un cielo di piombo. Il movimento di lotta per la casa a Roma 1962-1985” di Massimo Sestili (2017, 65’) introdotto da Massimo Sestili e Nina Quarenghi e il documentario  “Good-buy Roma” di Margherita Pisano e Gaetano Crivaro (2011, 50′) introdotto da Margherita Pisano e Gaetano Crivaro.. Pasquale Liguori è autore di saggi riguardanti la riqualificazione delle periferie e la fotografia urbana e sociale.

Silvana Lazzarino

BORGATE

mostra di Pasquale Liguori

a cura di di Daniele Zedda

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 060608

Orario; Lunedì – venerdì ore 9.30-20.00

15 settembre – 31 ottobre 2017

Inaugurazione 14 Settembre 2017, ore 18:00

ALL’INAUGURAZIONE Intervengono: Pasquale “Pas” LIGUORI, fotografo

Carlo CELLAMARE, docente di Urbanistica Università “La Sapienza”

Maurizio GAROFALO, art director e photo editor

Lidia PICCIONI, docente di Storia Contemporanea Università “La Sapienza”

con la partecipazione di Tano D’AMICO, giornalista e fotoreporter

Modera Guglielmo PEPE, giornalista, già direttore di National Geographic

Per informazioni: www.comune.roma.it, 06.6876543

Ingresso Libero

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Premio Nazionale Musa d’Argento 2 Edizione

 Musa d’Argento di Lucia Aparo. 2 Edizione Premio dedicato alle arti e ai talenti

Alla sua seconda edizione il PREMIO NAZIONALE MUSA D’ARGENTO, Festival Cinematografico e dei Talenti nelle diverse sfaccettature dalla recitazione alla musica, dal canto all’arte, dalla moda alla poesia, la cui finale nazionale sarà dall’8 al 10 settembre 2017 in Sicilia presso il Comune di  Vittoria (RG) punta sulla qualità e la bravura dei partecipanti, offrendo la possibilità anche a coloro che non risultassero vincitori, un’occasione in più per emergere.

Rino Gaetano Premio Musa d'ARgento 2 edizione
Rino Gaetano
Premio Musa d’ARgento 2 edizione

La siciliana Lucia Aparo, fondatrice e Direttore Artistico del Premio, nonché Presidente dell’Associazione culturale “Academy Stars”, ha rivelato alla stampa le ultime indiscrezioni sulle finali nazionali della seconda edizione di un evento che offre una rete di collegamento tra Produttori – Registi – Distributori e Artisti vari, favorendo una rilevante visibilità per tutti i partecipanti.

Carlo Alberto Terranova al Premio Musa d'Argento 2 edizione
Carlo Alberto Terranova al Premio Musa d’Argento 2 edizione

Sono stati resi noti i nomi delle giurie per la Sezione Arte e Cinema: per la commissione Arte presieduta da Francesca Guidi artista del Led, sono stati confermati giurati quali il Prof. Luca Filipponi, Nadia Celi, Giuseppe Nuccio Iacono, Fazio Gardini e Ketty Caraffa, mentre per la sezione Cinema accanto al Presidente Elizabeth Missland, nota giornalista e ai nomi già annunciati dei giurati Lucia Sardo, Giorgia Ferrero e Stefano Fresi, si andrà ad aggiungere Carlotta Bolognini, un cognome ed una ennesima garanzia. Premiata durante l’evento per la sua carriera Fioretta Mari presiederà la sezione “Talenti” affiancata da Silvio Pacicca, Graziella Terrei, Roy Geraci, Iskra Menarini, Marco Vito ed Ivan Lazzara, Gianluca Sole. E poi Marco D’Angelo, Marco Di Franco, Dradi Dimitar, Orazio Fazio, Vincenzo Merli, e ancora Alessia Caudatella, Pablo Gil Cagne’, Gennaro Diana, Gaia Barlocco, Pietro Gorgone,  Lucia Simoneski e Caterina Abel.

Fioretta Mari al Premio Musa d'Argento 2 edizione
Fioretta Mari al Premio Musa d’Argento 2 edizione

A queste presenze si sono aggiunte quelle dell’attore Fabrizio Romagnoli e di un grande personaggio: lo stilista Carlo Alberto Terranova che ritirerà il suo riconoscimento per la sua impeccabile attività lavorativa nel campo della Moda internazionale: All’intramontabile cantautore Rino Gaetano è dedicato il Premio alla Memoria che ritireranno la sorella Anna Gaetano e il nipote del cantautore, Alessandro greyVision, leader della official Band Rino Gaetano. Il Premio Giornalismo andrà a Gianpaolo Balsamo e Menzione speciale alla Memoria all’artista Sara Bruni, scomparsa dopo una  dolorosa malattia.

Il Premio Musa D’Argento, che ha avuto il sostegno del Comune di Vittoria con il Sindaco Giovanni Moscato e il vice sindaco Andrea La Rosa e ancora della Pro Loco guidata da Marco Cianci, dedicherà la giornata del 9 settembre 2017 alle selezioni definitive ché si svolgeranno negli interni del suggestivo Teatro Comunale di Vittoria un vero e proprio gioiello di arte neoclassica dedicato alla fondatrice della città Vittoria Colonna; mentre la serata conclusiva del 10 settembre si svolgerà in piazza del Popolo. A presentare le tre serate sarà il conduttore radiofonico e televisivo Anthony Peth. La kermesse Musa d’Argento, voluta anche dall’Assessore Cultura e Spettacolo Daniele Scrofani e dal Presidente del Consiglio comunale Andrea Nicosia, ha dato spazio anche a quanti pur avendo una disabilità abbiano deciso di intraprendere la strada del mondo dello spettacolo mostrando talento, bravura e determinazione. Una nota di merito questa per la manifestazione di Lucia Aparo che punta sulla passione, il talento, e la grinta di tanti giovani; caratteristiche necessarie per intraprendere e proseguire sulla strada del mondo dello spettacolo tra arte, musica, danza, recitazione, moda e fotografia.

Durante la conferenza stampa che si terrà domenica 10 Settembre 2017 alle ore 10.00 presso la Sala Conferenza di Villa Orchidea a Comiso, saranno svelati i nomi dei vincitori che si aggiudicheranno i tanti premi in palio nelle varie categorie.

Silvana Lazzarino

 

IL PREMIO NAZIONALE MUSA D’ARGENTO

Festival Cinematografico e dei Talenti

Finale Nazionale 8, 9 e 10 settembre 2017

Teatro Comunale di Vittoria e piazza del Popolo -Vittoria (Ragusa)

Info a: www.musadargento.it

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Al Museo di Roma in Trastevere gli scatti dell’agenzia OSTKREUZ

L’Agenzia OSTKREUZ. racconta la sua storia con una mostra al Museo di Roma in Trastevere

 Fondata da sette fotografi tedeschi riunitisi a Parigi per partecipare ad una mostra che riunisce i maggiori artisti della DDR, all’indomani del crollo del muro di Berlino,, l’agenzia fotografica tedesca la OSTKREUZ il cui nome è preso da quello di una stazione della ferrovia metropolitana che collega la parte est di Berlino con l’intera città, è protagonista della mostra  aperta a Roma lo scorso 24 giugno presso gli spazi espositivi del Museo di Roma in Trastevere fino al 17 settembre 2017. Un percorso tra immagini bianco e nero e a colori con cui si è voluto testimoniare i cambiamenti vissuti in particolare dalla città di Berlino lungo i 25 anni a partire proprio dalla caduta del muro.

Agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e dal Goethe-Institut, la mostra presenta oltre duecentocinquanta scatti a firma di 22 membri di questa agenzia diventata negli anni la più rinomata in tutta la Germania, che raccontano il cambiamento della città di Berlino e del paese dal crollo del Muro ai giorni nostri. E’ dato risalto con stili e approcci diversi al veloce e violento sgombero delle case occupate di Berlino e agli interni degli appartamenti altoborghesi dell’ovest restituendo uno scenario variegato sulla Germania capace di far riflettere e conquistare l’interesse anche dei giovani. Gli autori Marc Beckmann, Sibylle Bergemann (1941–2010), Jörg Brüggemann, Espen Eichhöfer, Sibylle Fendt, Annette Hauschild, Harald Hauswald, Heinrich Holtgreve, Tobias Kruse, Ute Mahler, Werner Mahler, Dawin Meckel, Thomas Meyer, Frank Schinski, Jordis Antonia Schlösser, Ina Schoenenburg, Anne Schönharting, Linn Schröder,

Stephanie Steinkopf, Mila Teshaieva, Heinrich Völkel e Maurice Weiss, oltre ai citati contesti hanno restituito anche scatti con cui hanno voluto testimoniare realtà storico sociali legate a diversi ambiti e accadimenti come la Primavera di Praga, la rivoluzione in Egitto, il

agenzia fotografica
agenzia fotografica

ritratto della Corte internazionale di giustizia e il reportage sulla cultura heavy metal; per finire con altre immagini senza un collocazione precisa poiché ritraggono contesti famigliari, oggetti e situazioni non precisamente riferite ad un preciso evento storico. Esposta a Parigi nel 2015 in occasione dei 25 anni di attività della stessa agenzia, la mostra è poi stata a Marsiglia, Schwerin, Monaco e Gera (Turingia). Il Catalogo OSTKREUZ –Agentur der Fotografen con introduzione a cura di Wolfgang Kil, contiene testi di Laura Benz, Jörg Colberg ( tedesco / inglese / francese).

Silvana Lazzarino

OSTKREUZ. La mostra dell’agenzia fotografica tedesca

Museo di Roma in Trastevere

Piazza S. Egidio 1/b Roma

Orari: da martedì a domenica ore 10.00– 20.00 (la biglietteria chiude alle ore 19.00), informazioni e prenotazioni 060608

Una sezione dell’esposizione è presente nel Foyer dell’Auditorium del Goethe-Institut in Via Savoia.15- 00198 Roma

Orari: lun 14–19 | mar mer gio ven 9–19 | sab 9–13 (chiusura estiva: dal 31.7 al 28.8.2017)

dal 24 giugno al 17 settembre 2017

L’agenzia OSTKREUZ è il collettivo di fotografi più rinomato di tutta la Germania. Dei suoi 21 membri, molti sono pluripremiati, per metà sono donne, alcuni sono dell’ovest e altri dell’est. Le loro foto hanno fatto il giro del mondo e la OSTKREUZ è diventata un importante forum della fotografia che sviluppa mostre tematiche sui temi socialmente più sentiti e ospita vivaci dibattiti sul futuro di questo linguaggio giornalistico e artistico. OSTKREUZ in Italia è distribuito da LUZ, società attiva nella produzione e distribuzione di contenuti editoriali nata nel 2010 dal passaggio di testimone da parte della prestigiosa Agenzia Grazia Neri.

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Giosetta Fioroni in mostra a Roma

GIOSETTA FIORONI. ATTRAVERSO L’EVENTO mostra a cura di Fabrizio D’Amico e Piero Mascitti

Aspetti vicini e lontani, presenti e passati di una società in divenire, in particolare quella degli anni Sessanta – Ottanta del secolo scorso, vengono rielaborati con attenta partecipazione emotiva da Giosetta Fioroni, artista raffinata e originale capace di restituire attraverso immagini intense e avvolgenti, racconti di fatti e pensieri con al centro l’individuo nel suo essere proiettato a guardare al futuro, senza dimenticare il passato.

Giosetta Fioroni, Attraverso l'evento
Giosetta Fioroni, Attraverso l’evento

A Giosetta Fioroni, unica presenza femminile della Scuola di Piazza del Popolo, che nel suo lavoro originale e denso di atmosfere liriche ha sperimentato da oltre cinquant’anni i mezzi espressivi più diversi riferendosi sul piano visivo e rappresentativo al teatro, alla fotografia, al cinema e alla pubblicità, è dedicata un’interessante mostra presso la Galleria Mucciaccia a Roma, aperta fino al 10 gennaio 2017.

Curata da Fabrizio D’Amico e Piero Mascitti, e realizzata in collaborazione con l’Archivio Goffredo Parise e Giosetta Fioroni, l’esposizione, GIOSETTA FIORONI. ATTRAVERSO L’EVENTO, con oltre 40 opere (dal 1964 ad oggi) ripercorre le trasformazioni ideologiche e sociali che hanno caratterizzato la nostra società a cavallo del scolo scorso.

Giosetta Fioroni sia nell’utilizzo dello smalto di alluminio per i dipinti, sia nella sorprendente lavorazione della ceramica, cattura con tecniche innovative ed uno stile originale il bello e il vero, l’onirico e l’immaginario di una realtà spesso in bilico tra apparenza e verità, dando voce al pensiero che si fa immagine tra visione ed emozione. Nel percorso espositivo il cui titolo “Attraverso l’evento” è tratto da un verso di Andrea Zanzotto del Il galateo in bosco (1978), che bene esemplifica la poetica dello scrittore veneto legata ad arditi accostamenti linguistici, accanto ai lavori degli anni Sessanta in cui si evince l’influenza esercitata dal cinema nella costruzione delle immagini ora in sequenza, ora rese in modo simultaneo, sono quelli degli anni Settanta caratterizzati da forme asciutte e linee essenziali.

Giosetta Fioroni, Attraverso l'evento
Giosetta Fioroni,
Attraverso l’evento

Esplosioni di colori caratterizzano invece i lavori per i teatrini, quelli in ceramica e anche su tela degli anni Ottanta. Così a quattro carte dal titolo Immagini del silenzio, bozzetti per la Biennale di Venezia del 1964 e undici tele realizzate con smalto alluminio e ancora Fascino e Liberty viennese dove le immagini appaiono in sequenza o in combinazioni simultanee, seguono La modella inglese e Faccia pubblicità dove vi sono richiami al mondo della fotografia e della moda. E ancora alcune carte con I paesaggi d’argento dalle linee essenziali, alcune teche con piccoli oggetti, elementi e frammenti e poi la serie di Spiriti Silvani dove respirare un senso di evasione. Per arrivare all’esaltazione del colore con La casa di Nietzche, Congiungimento o Autoritratto nel tempo (1996 – 1998) fino alle opere più recenti quali Marilyn Manson (2009) e Il ramo d’oro, il bosco sacro del 2014.

In questo susseguirsi di rappresentazioni dove segmenti di astrazione percorrono la realtà, non mancano metamorfosi stilistico formali atte a recuperare quei tracciati interiori legati a stati d’animo e sensazioni individuali e collettive scaturite dal confronto e dal rapportarsi con quanto accaduto intorno e nei processi esistenziali.

Giosetta Fioroni attraverso l'evento
Giosetta Fioroni
attraverso l’evento

Come a fermare il tempo che diventa assoluto, l’arte di Giosetta Fioroni, tra istinto, ispirazione e apertura al cambiamento, ridisegna l’esistenza nelle sue trasformazioni tra tradizione e innovazione, memoria e attualità, con cui ripensare ad un possibile futuro dove far convergere stati d’animo, desideri e attese. Un discorso denso di lirismo, tra memoria e presente, guardando alla natura e all’individuo colto nel suo essere istinto e riflessione, verità e mistero, teso ad ascoltare quei luoghi fisici e metafisici di una realtà in costante trasformazione.

Lo smalto d’alluminio usato per i dipinti, e l’accurata e sorprendente lavorazione della ceramica delineano semplicità e complessità nella forma e nella composizione per toccare tra verità e mistero quei percorsi mentali e fisici, visti, sognati e desiderati. Attraverso segni e forme definite, ma anche accennate, colori intensi e opachi, Giosetta Fioroni descrive, con nuova energia, stati d’animo ed emozioni dell’individuo nel rapportarsi agli altri, alle convenzioni dettate dal progresso, ma anche  alla natura, cercando proprio nella stessa quegli attimi di sospensione per recuperare angoli della sua memoria.

Silvana Lazzarino

 

GIOSETTA FIORONI. ATTRAVERSO L’EVENTO

mostra a cura di Fabrizio D’Amico e Piero Mascitti

Galleria Mucciaccia

largo della Fontanella di Borghese 89, Roma

Orari: lunedì 15.30 – 19.30; dal martedì al sabato 10.00 – 19.00;

domenica chiuso

dal 30 novembre 2016 al 10 gennaio 2017

per informazioni: tel. 06 69923801; segreteria@galleriamucciaccia.it

Ingresso libero

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L’OCCHIO DEL SECOLO Henri Cartier Bresson

L’OCCHIO DEL SECOLO: Henri Cartier Bresson. Fotografo in mostra a Villa Reale a Monza

 

“Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”.

Con questa frase Henri Cartier Bresson (Chanteloup-en-Brie 1908 – L´Isle-sur-la-Sorgue 2004) indica quanto sia importante nel suo lavoro di fotografo cogliere a pieno quanto accade a lui intorno, e cogliere quel preciso istante in cui persone, gesti azioni prendono vita innanzi ai suoi occhi. Considerato il pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l´appellativo di “occhio del secolo”, poliedrico nel mostrarsi versatile anche con la pittura e il disegno, Henri Cartier Bresson ha saputo interpretare attraverso i suoi scatti ogni luogo segreto e intimo del sentire umano con spiccata sensibilità e immediato realismo. Ha saputo come pochi restituire sotto diversi profili la vita sociale da quella pubblica a quello più privata e domestica, facendo della macchina da presa un mezzo a servizio del proprio pensiero visivo ed emotivo con cui testimoniare diversi contesti che scorrevano innanzi al suo sguardo sempre affascinato dallo sfilare di situazioni nuove e imprevedibili.

L'occhio del secolo: BRESSON mostra a Monza
L’occhio del secolo: BRESSON mostra a Monza

Semplicità, immediatezza nel riprendere un dato momento accompagnano il suo lavoro fin dagli inizi quando nei primi anni Trenta con la sua prima Leica realizza i primi scatti da cui si evince una particolare attenzione a fatti e accadimenti che raccontano lo scorrere del tempo ordinario e straordinario. Alla sua arte fotografica, che restituisce la percezione di quanto accade nel tessuto esistenziale a lui contemporaneo è dedicata una suggestiva mostra presso gli spazi della Villa Reale a Monza aperta fino al 26 febbraio 2017, attraverso cui il visitatore viene a contatto con immagini forti e intense, intime e poetiche.

Curata da Denis Curti ed organizzata da Civita Mostre con il supporto di Cultura Domani la mostra Henri Cartier Bresson Fotografo è promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e da Nuova Villa Reale di Monza in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson (istituzione creata nel 2000 assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie) e Magnum Photos Paris.

Attratto inizialmente dalla pittura e dagli ambienti del surrealismo francese, è al ritorno dal suo viaggio in Costa d’Avorio agli inizi degli anni Trenta che Bresson comincia ad interessarsi alla fotografia desiderando immortalare gli aspetti della realtà. A sostenerlo in questo percorso sono in particolare due figure: il fotografo intellettuale polacco David Szymin con cui strinse un forte legame di amicizia e il fotografo ungherese Endré Friedmann, poi noto col nome di Robert Capa. Ad affascinarlo è anche il cinema tantoché nel 1931 inizia a lavorare come assistente per Jean Renoir per poi nel 1937 firmare il suo primo film “Return to life”.

L' occhio del secolo: Bresson
L’ occhio del secolo: Bresson

Gli anni del secondo conflitto mondiale tra il prendere parte alla resistenza francese, la prigionia per mano dei nazisti da cui riesce a fuggire, il rientro in patria dove collabora ad un’organizzazione di assistenza ai prigionieri evasi, lo vedono a fasi alterne impegnato nella sua attività di fotografo in particolare nell’immortalare quei momenti drammatici, ma anche di speranza legati agli avvenimenti bellici come nel 1945 quando fotografa la liberazione di Parigi. Alla fine degli anni Quaranta inizia a lavorare per la rivista femminile “Harper’s Bazar” e nel 1947 insieme a Robert Capa, George Rodger, David Seymour e William Vandivert fonda la famosa Agenzia Magnum. Da questo momento ha inizio per lui un lungo periodo in cui la sua passione per la fotografia lo condurrà in diversi angoli del pianeta: dalla Cina agli Stati Uniti, dal Canada all’ India, al Giappone, fino all’ Unione Sovietica. Non manca l’ Italia dove tra il 1950 e il 1970 compie numerosi viaggi toccando anche la Sardegna.

L'occhio del secolo: Bresson mostra a Monza
L’occhio del secolo: Bresson mostra a Monza
Lì occhio del secolo : Bresson Paris. Place de l'Europe. Gare Saint Lazare. 1932.
Lì occhio del secolo : Bresson
Paris. Place de l’Europe. Gare Saint Lazare. 1932.

Attraverso 140 opere il percorso espositivo invita a ad approfondire il modus operandi di questo straordinario artista, la sua ricerca del contatto con gli altri, con i luoghi e le situazioni più diverse come i fatti legati alla guerra restituiti con spessore realistico talora duro e forte o gli aspetti più spensierati degli anni Sessanta espressi con poesia ed emotività.

Seguendo il percorso si passa da un Henri’ Bresson fotografo vicino al movimento Surrealista intorno agli anni Trenta al militante documentarista della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, per poi passare al reporter degli anni Cinquanta e Sessanta, fino agli anni Settanta dove emerge l’aspetto più intimista della sua arte. Le immagini presenti in mostra ripercorrendo l’intera vita professionale del fotografo oltre ad essere una preziosa testimonianza di documento e storia sono riflesso di emozioni legate agli universi più intimi e famigliari. Accanto a Place de l’Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi e Alicante, sono Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Salerno, e Viale del Prado. Scatti che destano sorpresa rivelando diversi contenuti, anche legati ad aspetti nascosti e apparentemente minimi o insignificanti, ma in grado di mostrare l’inconsueto e far nascere la meraviglia in chi le osserva. Per parlare di Henri Cartier-Bresson come sostiene la curatrice Denis Curti, è importante tenere in considerazione la sua biografia.

Testimone attento e partecipe del suo tempo Bresson introduce il visitatore lungo un viaggio dove è svelata una doppia visione che da una parte rintraccia la storia dei suoi lavori soffermandosi sull’evoluzione del suo cammino artistico vario e complesso, e dall’altra restituisce la storia del Ventesimo Secolo attraverso il suo sguardo di fotografo attento e partecipe.

L'occhio del secolo Bresson
L’occhio del secolo Bresson

Il suo sguardo riusciva a percepire l’energia di un luogo, l’atipicità di un momento, l’eloquenza di un gesto o di una postura, riuscendo sempre a intuire il momento giusto per immortalarli, per poi archiviarli per sempre nella memoria della sua inseparabile Leica. Tra i ritratti di personaggi famosi, appartenenti a diversi ambiti, da lui immortalati accanto ad Albert Camus, Coco Chanel, Marcel Duchamp, Mahatma Gandhi, John Huston e Martin Luther King vanno citati Henri Matisse, Marilyn Monroe, Richard Nixon e ancora Ezra Pound, Jean-Paul Sartre ed Igor Stravinsky.

Come egli afferma; “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge. In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale.”

Nel restituire la contemporaneità delle cose e della vita cogliendone all’istante il tratto peculiare, Bresson ha scritto il vocabolario della fotografia moderna influenzando intere generazioni di fotografi a lui successive.

Silvana Lazzarino

HENRI CARTIER-BRESSON FOTOGRAFO

Villa Reale di Monza, Secondo Piano Nobile

Viale Brianza, 1 – Monza

Orari dal martedì alla domenica, ore 10 – 19; venerdì ore 10 – 22. lunedì chiuso (la biglietteria chiude un’ora prima)

fino al 26 febbraio 2017

 

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MINERVA AUCTIONS

ASTA DI FOTOGRAFIA

Roma Palazzo Odescalchi

Fondata nel 2012 da Fabio Massimo Bertolo e Silvia Ferrini MINERVA AUCTIONS, prima casa d’aste del Centro Sud per numeri di vendite e volume di affari, unica dal profilo internazionale attiva a Roma con un giro di affari sempre in crescita, vanta un profilo dinamico con al suo interno esperti nel settore tra arte, oreficeria, letteratura. Attenta alle esigenze  di chi vende e di chi compra, la casa d’Aste garantisce stime affidabili e in linea con il mercato che in questi ultimi tempi si sta muovendo proprio in favore di questo settore della

Asta di fotografia Gregory-crewdson-untitled
Asta di fotografia MINERVA ACUTIONS
Gregory Crewdson Untitled

/vendita di opere e oggetti d’arte, divenendo sempre più una vera e propria occasione per investire. Diverse sono le categorie che tratta Minerva Auctions nella vendita: si va dall’Arte dell’Ottocento e Primo Novecento all’arte Moderna e Contemporanea, dai dipinti antichi alla fotografia, dai gioielli  agli orologi e argenti ai libri, fino a autografi e stampe; categorie di grande interesse cui si rivolgono collezionisti, esperti nel settore e appassionati d’arte.

Da segnalare l’Asta dedicata alla Fotografia, organizzata dalla responsabile del reparto Marica Rossetti con la consulenza del direttore della Casa dei Tre Oci di Venezia e direttore artistico della Galleria STILL Denis Curti, in programma il 3 novembre 2016 a Roma presso la sede di Palazzo Odescalchi, che da il via alla stagione autunnale delle aste.

Asta di Fotografia MUNERVA AUCTIONS Nobuiusby-Araki, -Nude
Asta di Fotografia MINERVA AUCTIONS
Nobuiusby Araki, Nude

Per l’Asta di Fotografia è stata scelta una ricca selezione di scatti di autori nazionali e internazionali tra i quali. l’americano Gregory Crewdson cui è dedicata un’ampia sessione in catalogo dove tra le altre sue fotografie sono riportate la suggestiva Untitled (House in the Road), 2002 (Stampa digitale a colori montata su alluminio, cm 120,6 x 151; Lotto 75, stima €18000 – €20000) di cui l’esemplare 5/10 si trova in collezione permanente al Orlando Museum of Art in Florida. Accanto a lui sono Miroslav Tichy con Untitled (Stampa vintage alla gelatina sali d’argento, cm 22,5 x 6,5; Lotto 1, stima €2.400 – €2.800) accompagnata dal Certificato di Autentica della Fondazione Tichy Ocean, Bernd & Hilla Becher con l’attesissima Forderturme (Winding Towers), 2006 (Stampa digitale ai pigmenti, cm 90 x 113; Lotto 6, stima €5.500 – €7.000) e poi WEEGEE con l’iconica The Critic, 1943 (Stampa vintage alla gelatina sali d’argento, cm 26,6 x 33,5; Lotto 41, stima €4.000 – €6.000), e Nobuyoshi Araki con Nude 1980 Stampa alla gelatina sali d’argento, firmata con pennarello nero e rosso al verso (cm 26,5 x 32,5 Lotto 220 Stima 13000-1800).

Asta di Fotografia MINERVA AUCTIONS Velasca and clouds di-William-Bastford
Asta di Fotografia MINERVA AUCTIONS Velasca and clouds di William-Bastford

Tra i fotografi italiani cui Minerva dedica un’ampia e nutrita sezione citiamo nomi noti da Luigi Ghirri presente in catalogo con due fotografie, una di queste Modena, dalla serie “Still Life”, 1975 (stampa cromogenica vintage, cm 17 x 24,5; Lotto 68, stima € 2.800-3.200), a Franco Fontana Trapani (Vintage c- print  cm. 40.8 x 26.7l Lotto 67 Stima € 900- 300)  e Asfalto, Londra, 1995 (stampa a colori, cm 40 x 60; Lotto 69, stima €3.000 – €4.000). E ancora Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Luigi Veronesi, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli, Ugo Mulas, Gabirele Basilico  e molti altri. Di Mario Giacomelli citiamo La Natura. Come pioggia del 1990, (stampa Vintage alla gelatina, Sali d’argento cm.28.8×38.8, Stima €1.800 – €2.000) e Storie della Terra del 1976 (stampa Vintage alla gelatina, Sali d’argento cm.29.x41,5, Stima €2.800 – €3.200); di Gabriele Basilico Costante Girardengo del 1970 (stampa vintage alla gelatina Sali d’argento, Lotto 173, Stima € 900-1200) e Edilizia settore 2 Fiera Portello Milano 1997 (Stampa Vintage alla gelatina Sali d’argento cm 28,3 x 28,5; Lotto 7, stima €1.000 – €1.500).

Asta di Fotografia MINERVA AUCTIONS Critic-di-WEEGEE
Asta di Fotografia MINERVA AUCTIONS
The Critic  di WEEGEE

A Cuba e alla sua storia sono dedicate le fotografie di Osvaldo Salas, tra cui Che, 1964 (Stampa alla gelatina sali d’argento, cm 17,6 x 23,7; Lotto 99, stima €800 – €1.200) e Fidel e Hemingway, 1960 (Stampa alla gelatina sali d’argento, cm 17,6 x 23,7; Lotto 97 stima €600 – €800), e di Alberto Korda con Che, ca. 1960 (Stampa alla gelatina sali d’argento, cm 31,5 x 21; Lotto 98, stima €1.500 – €1.800).

Intensa anche la serie dei nudi che chiude il catalogo; accanto ai lavori del fotografo francese Lucien Clergue come la sua Reflets du Nu, New York, 1988 (Stampa cibachrome vintage, cm 40,5 x 50,7, Lotto 197, stima €1.700 – €2.000), sono i due famosi scatti realizzati da Bert Stern che ritraggono Marilyn durante l’ultima sessione fotografia al Bel-Air Hotel, di Los Angeles Marilyn Monroe “What’s it all about”, The Last Sitting, 1962 (Stampa ai pigmenti, cm 48 x 33; Lotto 111, stima €1700 – €2000). Ed in fine il sopracitato Nobuyoshi Araki con lo scatto Nude, ca. 1980.

Silvana Lazzarino

 

ASTA, MINERVA AUCTIONS, n. 128 FOTOGRAFIA

Palazzo Odescalchi, Piazza SS. Apostoli 80, Roma

giovedì 3 novembre, ore 16.00

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LIBRI E STAMPE

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“Suggestioni in lith”, mostra fotografica di Gino Di Meglio

 

Mostra fotografica di stampe su carta baritata ottenute con il metodo di stampa “lith” – dal 16 aprile 2016 al 15 giugno 2016 – vernissage sabato 16 aprile ore 18,30 –
Le stampe lith rappresentano una evoluzione alternativa del metodo di stampa mediante processi chimici che genera l’immagine fotografica tradizionale in bianco e nero sulla carta alla gelatina d’argento.
sfruttando le caratteristiche di alcune carte a tono caldo , sovraesponendo grandemente e sviluppando in appositi bagni molto diluiti, si possono ottenere effetti di colore e di contrasto molteplici e unici allo stesso tempo. Tali effetti possono essere ulteriormente modificati con viraggi in selenio, oro o seppia per ragioni estetiche o per ottenere una maggiore permanenza della stampa nel tempo.
la densità e quantità di dettagli nelle alte luci sono determinati dall’esposizione, le zone scure sono determinate dallo sviluppo. data la grande sovraesposizione ad un certo punto dello sviluppo avviene una reazione esponenziale nelle ombre ed è di cruciale importanza e difficoltà estrarre la stampa dallo sviluppo appena prima che ciò avvenga. Inoltre i bagni molto diluiti si esauriscono rapidamente, per entrambi questi motivi è molto difficile fare due stampe lith uguali. Ogni stampa è in pratica un unicum.
Una stampa lith può mostrare alte luci con colori e contrasto delicati e caldi a fronte di ombre fredde, granulose e aspre. Può anche essere interamente improntata ai toni più delicati e caldi oppure a quelli più freddi e grafici.
Le stampe tradizionali in bianco e nero ed ancor più le stampe lith permettono di astrarre dalla oggettività del soggetto fotografato e offrono quindi la possibilità di convogliare stati d’animo, atmosfere ed impressioni che rappresentano il vero motivo per cui il fotografo ha scattato l’immagine. Egli infatti non fotografa tanto ciò che vede ma ciò che “altro” vede.