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Quale futuro per la nazionale azzurra?

L’Italia del pallone è ancora scossa. L’assenza al mondiale di Russia 2018 è un vuoto difficilmente colmabile sia per i calciatori sia per i dirigenti e soprattutto per i tifosi, che non potranno tifare per la loro nazionale nella competizione più prestigiosa di tutte. Per molti dei tifosi azzurri sarà anche la prima volta che assisteranno a un mondiale senza la loro nazionale, dato che l’ultima volta che l’Italia non si qualificava alla Coppa del mondo è stato nel lontano 1958. In quell’occasione gli azzurri mancarono l’appuntamento mondiale in Svezia, una nazione che evidentemente non porta bene al calcio nostrano, dato che a negare il visto per Mosca agli uomini allenati da Giampiero Ventura è stata proprio la Svezia. Nello spareggio tra le seconde dei gironi di qualificazione, infatti, gli scandinavi hanno eliminato l’Italia nel doppio confronto, riuscendo in un’impresa importante vista la differenza di qualità delle due rose.

 

L’eliminazione dell’Italia, che secondo le quote scommesse era favorita nel playoff, potendo anche giocare il ritorno in casa, è stata un vero shock per il panorama calcistico tricolore. Non soltanto una serie di giocatori non potranno partecipare per la prima volta a questa competizione, non soltanto un totem come Gianluigi Buffon si ritirerà senza giocare il suo sesto mondiale (sarebbe stato record) ma il prestigio di una nazionale che ha 4 stelle sul petto è stato totalmente intaccato. Il rapido e obbligato licenziamento di Ventura è stato per ora l’unico provvedimento assunto da una federazione i cui capi si sentono minacciati per i mancati obiettivi conseguiti, e dalla quale si è voluto allontanare persino Carlo Tavecchio, che ha rassegnato le dimissioni a novembre scorso. Con il commissariamento attuale, per ora non sono stati presi provvedimenti concreti in grado di far fare un salto di qualità a una nazionale senza né capo né coda. Con un’amichevole contro l’Inghilterra in quel di Wembley programmata il 27 marzo da preparare, la federazione dovrà quanto prima assegnare l’incarico di nuovo commissario tecnico, puntando magari su qualcuno che possa costruire un gruppo dal basso.

 

Negli ultimi tempi è suonato spesso il nome di Gigi Di Biagio, allenatore della nazionale under 21, per provare a risollevare l’ambiente con un tecnico giovane e di campo. Tuttavia, la nuova Italia sembra essere ancora un grande cantiere a cielo aperto, con tante crepe nei palazzi già esistenti e una serie di misure concrete da prendere quanto prima in considerazione, soprattutto riguardo i vivai e l’uso delle squadre giovanili a livelli più alti per far crescere i ragazzi con buon potenziale e farli abituare alle battaglie che dovranno affrontare in futuro.

 

La suggestione di poter contare su Carlo Ancelotti come CT resta tale, dato che l’ex tecnico di Milan, Real Madrid e Chelsea preferisce allenare una squadra di club e lavorare giorno per giorno, oltre a percepire un salario irraggiungibile per le casse della federazione. Il tempo dirà se l’eliminazione dal mondiale di Russia sia stata positiva per portare una ventata di aria nuova e di entusiasmo in un ambiente ormai depresso e abbattuto.

 

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