Marilisa Ungaro riparte da Ischia con il suo nuovo brano “Dal Cinese”

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Elena Mazzella | Un quaderno, una penna e fiumi d’inchiostro: quanto basta a Marilisa Ungaro per scrivere un’importante pagina di storia musicale della nostra isola.

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E’ proprio da Ischia, suo paese d’origine, che parte il live tour della cantautrice nostrana, artista già nota nel panorama musicale italiano con lo pseudonimo “Mari di Guai”.

Grazia ed eleganza hanno contraddistinto il concerto della scorsa sera, che con i suoi sedici brani,  ha letteralmente trasformato l’antico carcere del Molino, nella suggestiva piazzetta titolata di recente al compositore ischitano Ugo Calise, in un anfiteatro naturale perfetto. 

La sua voce raffinata, accompagnata da una band di altissimo livello, ha sfiorato le corde più intime accarezzando l’anima del numeroso pubblico che ha potuto ascoltare in anteprima “Dal Cinese”, il nuovo singolo della cantautrice disponibile dal 13 luglio su tutte le piattaforme e lanciato in anteprima dalla piattaforma musicale “All Music”.

Prodotto da Vittorio Giannelli, il brano è caratterizzato da una spiccata ironia dell’interprete, accompagnata da un mix dalle tonalità accese capace di coinvolgere e attrarre qualsiasi genere di pubblico. Di tutto rispetto il mix e il mastering che sono stati curati da Steve Lyon, uno dei più importanti Producer e Sound Engineer del panorama internazionale che ha curato in passato il mastering di artisti del calibro di Paul McCartney, Laura Pausini, Subsonica e Depeche Mode. A tradurre in musica i sentimenti espressi dalla portentosa voce di Marilisa, una band di altissimo livello composta da Matteo Di Francesco alla batteria, Attilio Costa alla chitarra, Fabio Greco alla chitarra ed Emanuele Ciampetti al basso.

Abbiamo incontrato Marilisa Ungaro a poche ore dal concerto nella suggestiva cornice del giardino sul mare al carcere del Molino e, visibilmente eccitata ed illuminata dagli ultimi raggi di sole che volge al tramonto, ci ha raccontato un po’ della sua storia.

Le chiediamo se davvero abbia trovato la ricetta della felicità

“In fondo basta un po’ di mare e due gocce di miele da rinchiudere in un barattolo per combattere il mal di cuore. Sono partita da Ischia con una valigia con un “Mari di guai”, ma son tornata con la ricetta giusta per la felicità e la mia vera identità. E’ un’emozione grandissima tornare a casa e iniziare da qui, in questa splendida cornice della nostra isola, il mio tour che toccherà varie città italiane. Mi hanno seguita in tantissimi da Roma per poter assistere alla prima tappa del tour, e sono rimasti tutti incantati da tutta la bellezza che offre Ischia.

Marilisa, cosa significa per te poter tornare a casa con la ricetta della felicità?

“Poter tornare ad Ischia dopo tanti anni ed esibirmi qui, sul suolo che mi ha vista nascere, significa tante cose: significa riabbracciare i miei cari, renderli partecipi di quello che sono diventata soprattutto grazie ai loro incoraggiamenti; significa ritrovare i miei amici, e condividere con loro i miei traguardi”.

Come è nato il titolo “Dal Cinese”?

“Perché stavo andando dal cinese a comprare un barattolo e di colpo mi balena in mente un ritornello. E’ stato un attimo, torno a casa e lo traduco su foglio. E’ un testo molto ironico, divertente, ci sono molte metafore, sembra un brano spensierato, orecchiabile ma se lo si ascolta a fondo ha un significato molto intenso”.

Quante tappe prevede il tour che prende il via da Ischia?

“Per il momento abbiamo chiuso dodici date. Dopo Ischia andiamo in Puglia e Calabria, risalendo su per Benevento, Civitavecchia, Santa Sabina e concludiamo a Roma, luogo magico per me senza il quale io non farei la cantautrice. E l’ultima tappa di ottobre coinciderà con la presentazione del nuovo singolo “L’asino che vola”. Questo inverno tenteremo di nuovo di partecipare a Sanremo, importante palcoscenico che offre tantissime opportunità”.

Il tuo video è caratterizzato da una corsa e dai numeri simbolo che scorrono sullo schermo. Cosa vuole significare?

“Sicuramente la rinascita e la libertà da essa scaturita. Quando tocchi il fondo non ti resta che risalire con forza, anche correndo se occorre.

Come mai hai deciso di abbandonare il tuo pseudonimo Mari di Guai e riprenderti la tua vera identità?

“In realtà io partii da Ischia con questo nomignolo che mi affibbiarono i miei genitori, perchè in realtà combinavo un mare di casini. Era divertente come nome d’arte, a me piaceva tanto. Ma in più occasioni, soprattutto in ambito televisivo, ho riscontrato ostilità proprio per il soprannome. Il conduttore di Sanremo Carlo Conti non mi accettò in gara con il pretesto che il mio nome d’arte portasse male. Da qui tutti iniziarono a consigliarmi di riappropriarmi del mio nome, che oltretutto è anche bello, e così eccomi rinata”.

Tornare con il senso e la responsabilità di essere un po’ famosi?

“Dentro di me c’è un grande desiderio di far conoscere le mie canzoni, il mio modo di esprimermi ed il fatto stesso che a qualcuno possano piacere mi riempie di gioia e felicità e mi incoraggia ad andare avanti”.

Ed erano veramente in tantissimi, la scorsa sera, i fan che si sono stretti intorno a Marilisa Ungaro e che si sono lasciati coinvolgere ed incantare dalla sua voce calda e armoniosa accompagnata da un sound di tutto rispetto.

Marilisa ne è certa, ha trovato nella musica le risposte che le mancavano, anche se forse nemmeno le cercava.