L’OPERA DI ANGHELOPOULOS

0
Anghelopoulos
YOUR ARTICLE TOP AD

L’OPERA DI ANGHELOPOULOS
CHE RACCONTA LE CONTRADDIZIONI DELLA VITA QUANDOL’IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE

Sensibilità, creatività e una rara capacità di far vibrare il colore attraverso la materia per raccontare l’imprevedibilità della vita e le fragilità dell’uomo, spesso in bilico nelle sue scelte, ma sempre pronto a sperare e provare a rimettersi in discussione, appartengono all’arte di A.T. ANGHELOPOULOS capace come pochi di far vibrare il colore attraverso la materia per dare voce a verità nascoste che svelano nuove realtà possibili.
In occasione della settimana dell’Arte a Roma la Sala Da Feltre insieme con il World Ripa Hotel
ha organizzato una suggestiva mostra dedicata ad ANGHELOPOULOS, artista di fama internazionale e di successo che ha esposto non solo in Italia, ma anche all0estero (Londra e Bruxelles). Tra le esposizioni più recenti accanto alla personale di Firenze presso la Libreria Galerie Clichy e la collettiva a Spoleto curata da Vittorio Sgarbi presso lo storico Palazzo Leti Sansi, è la collettiva “Meeting e Arte a Trastevere” sempre presso il nuovo spazio OPERN ART della Sala da Feltre. Nuovamente in questo spazio Anghelopoulos torna ad esporre nelle serate della settimana dell’arte del 28 e 29 ottobre 2016 dalle ore 18.00 alle ore 23.00 e fino all’11 novembre, regalando al visitatore la possibilità di immergersi in un percorso visivo ed emotivo carico di emozioni attraverso la personale DISGUIDI DEL POSSIBILE. A.T. Anghelopoulos, che racconta con le diverse opere i palpiti dell’esistenza dove l’individuo è sospeso costantemente tra ragione e sentimento, consuetudine e cambiamento. Proiettata ad indagare i luoghi dell’ascolto interiore a partire da quanto accade nella realtà di oggi troppo spesso chiusa e distaccata, l’arte di Anghelopoulos rivela quanto sia sempre più difficile costruire legami interpersonali autentici e come sia necessario guardare oltre i meccanismi precostituiti, recuperando la possibilità di essere se stessi, liberi da luoghi comuni e convenzioni imposte da una società fondata sull’apparire e sulla convenienza..
Colori intensi e avvolgenti, ma anche quasi eterei, segni forti e materici, l’uso di superfici monocrome e forme in movimento diventano filtri attraverso cui egli indaga i luoghi metafisici della mente e le zone d’ombra del pensiero dove si annidano dubbi, interrogativi volti alla ricerca di una verità su questa esistenza spesso precaria eticamente, dove i legami umani e sociali si vanno perdendo per cedere il passo a chiusure e egoismi.

L'opera di Anghelopoulos God Disegagment
L’opera di Anghelopoulos
God Disegagment

Ad introdurre il percorso sono due installazioni provocatorie Appendere la Divisa-Hang the Uniforme in cui l’uniforme da cui ci si deve ogni tanto discostare rappresenta l’appartenenza ad una devozione ad un partito ad un’idea dominante che non permette di ragionare e sentirsi liberi di fare scelte autonome e non condizionate. A descrivere cieli che si aprono perché esistono altri mondi è la serie dei Planisferi che rappresentano una superficie terrestre ogni volta differente o la profondità del cosmo dove subentrano altri mondi per indicare come l’universo non presenti confini. Da qui la necessità dell’uomo di riflettere sul bisogno di abbattere quei “muri” che spesso pone tra se e gli altri.
L'OPERA DI ANGHELOPULOS  Inner Sky
L’OPERA DI ANGHELOPULOS
Inner Sky

Accanto ai superbi sfumati della serie Passages che invitano a guardare oltre la superficie delle cose rievocando l’immagine di spazi che si aprono oltre porte, varchi e, passaggi, sono i Cieli materici dei cicli Dense Sky e Inner Sky attraverso cui recuperare quegli orizzonti interiori che aiutano a vivere. E poi gli ori materici della serie God Disengagement, dove l’oro, caro all’arte del passato e all’arte bizantina, disposto a larghi strati o in filigrana, suggerisce l’esistenza di una possibile dimensione ultraterrena distante dal materialismo terreno.
Il colore da quello più forte e intenso a quello più caldo e avvolgente è espressione immaginata e desiderata, ipotizzata e anelata di un altro mondo possibile; colore che ora attraversato da fratture , ora fuoriuscendo quasi dalla materia dei dipinti, sembra voler prima sfidare e poi catturare e avvolgere lo spettatore/ visitatore in un abbraccio colmo di speranza dove si fa strada una possibile via di comunicazione con ul mondo , dove si perde e si vince, si ha paura e si trova coraggio per aprirsi al cambiamento, finalmente possibile.
L'OPERA DI ANGHELOPOULOS
L’OPERA DI ANGHELOPOULOS

YOUR ARTICLE INLINE AD

Gli strumenti che oggi mette a disposizione la tecnologia e l’informatica sempre più perfetti nel creare una comunicazione assente e piatta seppur immediata. se usati oltre misura rischiano di allontanare l’aspetto umano della relazione tra individui e come sottolinea Sabrina Consolini storica dell’arte, “Anghelopoulos individua nell’imponente e mal gestito progresso tecnologico il rischio di omologazione e di arretramento culturale, dei linguaggi, dei comportamenti”; e prosegue “”.Il Nido, la serie dei Planisferi e dei Passages propongono una meditazione su quelli che il poeta Eugenio Montale ha definito “disguidi del possibile”, quegli istanti in cui l’impossibile si realizza, l’imprevedibile diventa realtà”.
Poetici e materici i dipinti eleganti e raffinati di Anghelopoulos esprimono energia e mistero per immettere lo sguardo e la mente alla ricerca di quella possibile verità che si nasconde oltre il confine che unisce terra e cielo. L’arte di Anghelopoulos diventa luogo dell’ascolto interiore a partire da quanto si manifesta nel mondo visibile e immaginato, concreto e ipotizzato per parlare dell’uomo punto di partenza e di arrivo di questo viaggio di cui è protagonista.
A completare la mostra è un Video dove si susseguono brani di poesie (Montale, Baudelaire, Cardarelli e Szymborska) e pezzi di film famosi come “8 e ½” di Federico Fellini, Ingmar Bergman scena da “Luci d’inverno” e “Human” di Yann Arthus-Bertrand, “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, accompagnati da musiche ricche di suggestione unitamente alle immagini delle opere dello stesso Anghelopoulos. Un percorso intenso e ricco di spunti per riflettere sulla realtà di oggi dove trovare la percezione del bello e del vero attraverso le emozioni.

Silvana Lazzarino.

A.T. ANGHELOPOULOS
DISGUIDI DEL POSSIBILE
OPEN ART- SALA da FELTRE:
serate settimana dell’Arte a Roma 28 e 29 ottobre ore 18.00-24.00 (ingresso libero)
Sala da Feltre-OPEN ART, Via Benedetto Musolino, 7, Roma
la mostra proseguirà fino all’11 novembre 2016 (ingresso libero)
Per informazioni: www.saladafeltre.it e-mail: info@saladafeltre.it; tel. 06/585205251-280
organizzazione eventi e ufficio stampa: Sabrina Consolini, s.consolini@saleconvegniroma.it
sito artista: www.anghelopoulos.com

Articoli pubblicati su ildispari24.it da Silvana

ALBA GONZALES APRE IL SUO SPAZIO

Matthias Brunner e la sua installazione Magnificent Obsession

Il Dispari 20161014

PREMIO MUSA D’ARGENTO FINALE NAZIONALE

ORGANISMI. TRADIZIONE E INNOVAZIONE

DIGITAL LIFE 2016

EUROPEAN PHOTO EXHIBITION AWARD A VIAREGGIO

TEATRO LIDO DI OSTIA A ROMA

“VERDI OFF” CON PATRIZIA CANOLA

SISLEJ XHAFA

ARTE E STORIA NELLE BANCHE E NELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA

IL VALORE DEL FEMMINILE

ANGHELOPOULOS A “MEETING E ARTE”

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

GATE 44 NEL CUORE DI MILANO

LUCA PIGNATELLI TORNA A PIETRASANTA

Il Dispari 2016-09-12

SERATA PHOTOFESTIVAL

Frangi. Disegni tra bellezza e storia