mercoledì, Marzo 3, 2021

La Pasqua si avvicina… andiamo a “caccia” di Robbia!!!

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Non vi è cosa più caratteristica ischitana delle uova rosse nel periodo di Passqua. Sì, le uova che fanno bella mostra di sé al centro delle tavole o in cucina, sono una particolarità ischitana ereditata nei secoli passati e divenuta punto inscindibile nella tradizione di Pasqua.

Il procedimento è del tutto naturale: basta la Robbia, la cosiddetta “rov” che spesso vediamo in vendita agli angoli delle strade isolane da contadini appena rientrati dai campi.

Ma cosa è la robbia? Proveniente dall’estremo Oriente, la Robbia o Garzana (Rubia Tinctorium) è la pianta del genere Rubiacee che è utilizzata per colorare le uova. Il rosso di Robbia è detto anche rosso turco. Essa si è spontaneizzata nella flora italiana ma è stata coltivata nei secoli scorsi. Dal Neolitico fino alla fine dell’Ottocento, insieme all’Isatis e alla Reseda, è stata tra le piante fondamentali per l’estrazione dei tre colori principali: rosso, blu, giallo.

Storia: il colorante, si deposita con il tempo sulla corteccia delle radici. Esse vengono cavate, essiccate e macinate, per ottenere una sottile polvere colorante o vengono usate fresche.
La pianta è oggetto di studio anche nella farmacologia antica. Se ne parla nella Materia Medica di Dioscoride (I sec. d.C.) e Galeno (II sec. d.C.) medico di corte imperiale da Marco Aurelio a Settimio Severo la descrisse nel VI Libro del Virtù dei medicamenti semplici: “è la radice di Robbia al gusto acerba e amara. E perciò compie tutte quelle azioni legate a questi sapori: quindi essa ripulisce il fegato e la milza, e fa abbondantemente espellere l’orina densa e qualche volta anche sanguinolenta. Provoca i mestrui e “asterge” [“pulisce asciugando”] ove ve ne sia bisogno. Applicato esternamente spenge le vitiligini bianche. Alcuni la danno a bere con Acqua Melata nella sciatica e nelle paralisi”.
Da una ricostruzione storica è stato evidenziato come siano stati gli Eubei a portare ad Ischia la Robbia, pianta molto utilizzata anche in questi giorni, in quellas ezione del mondo.

Come di preparano?

Per prepararne una dozzina,  occorrono 3 mazzetti di Robbia, da pestare con un mortaio o con l’utilizzo di altri utenzili. Si può anche scegliere di immergere i rametti direttamente nell’acqua bollente e lasciarli in infusione, scaricheranno il loro colore rosso nell’acqua.

Con l’aggiunta di un po’ di sale, bisogna poi immergere le uova e lasciarle cucinare/tingere fino a che la tonalità di rosso non sia quella ricercata (senza comunque superarei 20 minuti di cottura).

Che ne dite, pronti ad andare a caccia di “Robbia” per preparare la tavola di Pasqua?

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