Escher a Treviso

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Escher e le geometrie dell’universo

Sequenze geometriche dove segni grafici descrivono con eleganza rappresentazioni reali, oniriche legate all’universo esterno proprio dei volti della natura e all’universo interiore nel suo rapportarsi ai processi esistenziali, attraversano l’opera di Maurits Cornelis Escher (Leuwarden- Paesi Bassi, 1898- Laren 1972), incisore e grafico olandese di raffinato gusto e sorprendente originalità. L’interesse per le grandi teorie di inizio Novecento quali la relatività e lo sviluppo della psicanalisi, oltre alla vicinanza di un padre ingegnere e diverse discussioni con fisici e matematici hanno suscitato in lui un nuovo modo di osservare la realtà circostante di cui ha saputo cogliere gli aspetti scientifici entro i flussi delle emozioni.

Escher- Mano con sfera riflettente
Escher- Mano con sfera riflettente

Alla sua opera è dedicata una suggestiva mostra che dopo le tappe di Roma e Bologna giunge a Treviso presso il Complesso Monumentale  di Santa Caterina .fino al prossimo 3 aprile 2016.

L’esposizione Escher, patrocinata dal Comune di Treviso, curata da Marco Bussagli e e Federico Giudiceandrea e prodotta da Arthemisia Group, attraverso 140 opere- provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e istituzioni nazionali, ripercorre l’iter dell’artista con rappresentazioni che danno vita a costruzioni impossibili, esplorazioni infinite, giochi di specchi, motivi e geometrie paradossali. Tra le tante spiccano Mano con sfera riflettente, Metamorfosi II, e Casa di scale (relatività).

Attraverso l’elaborazione e lo studio di rapporti tra spazio e profondità Escher invita ad un nuovo modo di osservare la natura e il suo paesaggio mediante un punto di vista diverso tale da far emergere in filigrana quella bellezza della regolarità geometrica che talora diviene magia e gioco. L’arte di Escher infatti presenta contaminazioni del pensiero scientifico che diventa punto di partenza per una lettura simbolico matematica del contesto esistenziale in cui le geometrie in evoluzione nello spazio e i disegni periodici diventano protagonisti.

Escher- Vinicolo d'unione
Escher- Vinicolo d’unione

Il percorso espositivo, suddiviso in sei sezioni, procede dagli anni Venti del secolo scorso in cui si evincono le influenze dell’incisore Jessurun de Mesquita al periodo trascorso in Italia (1923 -1935) dove Escher si sofferma sulla dimensione del paesaggio, per arrivare agli anni successivi al 1941 trascorsi nella cittadina di Baarn, oggi sede della Escher Foundation. E’ inoltre posto l’accento su aspetti mai affrontati prima come il rapporto con Piranesi e il confronto con la dimensione concettuale di Luca Patella.

Attraverso le opere con cui Escher traduce i principi della relatività, della creazione e della relazione tra piani e spazio, il visitatore entra negli universi legati alla natura, ai paesaggi, alle architetture e ai mondi onirici dello stesso artista. Escher ha saputo dar vita a forme geometriche in continuo divenire elaborando una spazialità nuova entro cui le stesse geometrie creano ritmi armonici ed equilibrati proprio come equilibrato è l’universo matematico.

Lo sguardo di Escher, a partire dall’osservazione diretta della natura sull’onda del fascino che esercitarono su di lui i paesaggi di Roma, Firenze, Ravello, della campagna senese e della Sicilia, compresi i luoghi più grigi della Svizzera e dell’Olanda, ha saputo catturare non solo le meraviglie offerte dagli scorci del nostro paese, ma anche le piccole realtà naturali: dai soffioni agli scarabei, dalle foglie alle cavallette, dai frattali ai gechi.

Escher- Pozzanghera
Escher- Pozzanghera

Da una rappresentazione diretta e realistica ella realtà si passa a scoprire un orizzonte legato alle immagini interiori dell’artista con cui sono descritte architetture, prospettive e spazi in cui l’effetto ottico gioca un ruolo fondamentale. L’organo deputato alla visione è l’occhio che ricorda per Escher la rotondità della Terra, il ciclo della creazione senza inizio né fine.

Ogni aspetto in natura rimanda alla rotondità della sfera e l’occhio permette di esplorare i misteri del creato. Ed è proprio il suo occhio che l’artista ha voluto riprodurre in una famosa litografia ingrandito fino all’eccesso in cui è riflesso il motore da cui dipende l’esistenza: un teschio simbolo della caducità della vita. Intense le rappresentazioni metafisiche legate alle immagini della natura in cui geometria e ripetitività coniugano eleganza e razionalità. In questa ottica vanno lette: Ex libris, Scarebei, Metamorfosi e ancora le combinazioni dinamiche tra figure e fondo come nelle incisioni Tre sfere, Relatività, Convesso e Concavo. In particolare in Tre mondi superficie, profondità e riflesso sono poste in un unico piano quello dell’acqua che accavalla mondi reali e mondi riflessi tra sogno e geometria, invenzione e percezione visiva, fantasia e rigore.immagine mostra escher altra in primo piano

L’esposizione presenta una sezione in cui la sua opera è messa a confronto con quella di artisti a lui contemporanei e successivi che da lui hanno tratto ispirazione e riferimenti stilistico linguistici: accanto a Marcel Duchamp e Giorgio De Chirico, sono Giacomo Balla e Luca Maria Patella.

L’universo descritto da Escher denso di gioia e dinamismo, costellato di raffigurazioni di mondi impossibili, esplora con entusiasmo lo spazio circostante con le sue diverse disposizioni dove geometrie sviluppano via via forme in costante cambiamento in cui la bidimensionalità si interseca con la tridimensionalità. Anche Napoli ha dedicato ad Escher una suggestiva esposizione nel 2005 a Castel Sant’Elmo con opere anche legate al paesaggio italiano e alla costa mediterranea.

Silvana Lazzarino

ESCHER

Museo di Santa Caterina

Piazzetta Mario Botter 1, 31100 Treviso

Orari; Lunedi 14.30 – 20.00

da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00

la biglietteria chiude un’ora prima

fino al 3 aprile 2016

(prenotazione obbligatoria)

Infoline e prevendita telefono 0422/1847103

(attiva dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00)

www.mostraescher.it