lunedì, Agosto 10, 2020

De Chirico a Ferrara

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LA NUOVA VISIONE DI DE CHIRICO

METAFISICA E AVANGUARDIE IN MOSTRA A FERRARA

«Iper originale», secondo Salvador Dalí, commovente fino alle lacrime nelle parole di René Magritte: la pittura di Giorgio de Chirico ha conquistato alcuni tra i più grandi artisti surrealisti e ha esercitato uno straordinario ascendente sull’arte del Novecento. De Chirico è stato il geniale inventore della pittura metafisica, una delle più importanti correnti artistiche della modernità, grazie alla quale gli enigmi che percorrono l’esistenza prendono forma attraverso atmosfere sospese e pervase di inquietudine.

De Chirico La melanconia della partenza
De Chirico La melanconia della partenza

A segnare un cambiamento radicale nell’opera di de Chirico fu l’arrivo a Ferrara nel 1915, quando, in seguito allo scoppio della Prima Guerra mondiale, lasciò Parigi e per tre anni e mezzo soggiornò nella città estense per prestare servizio militare nel 27 reggimento della fanteria insieme al fratello Alberto Savinio. Innanzi alla bellezza e ai miti rinascimentali della città emiliana, Giorgio De Chirico, travolto da un’ondata di emozioni inizia a dipingere in modo nuovo dando forma ad un mondo irreale, popolato di meraviglie. Così nei suoi dipinti piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, o diventano il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria e personaggi muti e senza volto. Ed è a Ferrara che De Chirico incontra Carlo Carrà e da inizio a quella fase della sua pittura definita “metafisica” che diventerà punto di riferimento per la coeva arte italiana e per i movimenti internazionali come il Dadaismo e il Surrealismo. Il grande inventore della pittura Metafisica viene ricordato con una grande mostra presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara, in occasione del centenario del suo arrivo nella suggestiva città estense.

De Chirico Il trovatore
De Chirico Il trovatore

L’esposizione De Chirico a Ferrara. Metafisica e Avanguardie aperta fino al 28 febbraio 2016, a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie Stuttgart in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica di Milano, presenta, distribuite in sezioni cronologico tematiche, circa ottanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo. Accanto ai capolavori realizzati da De Chirico durante il soggiorno ferrarese tra il 1915 e il 1918, è una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che a lui si ispirarono: da Carlo Carrà a Filippo de Pisis, da René Magritte a Salvador Dalí, affascinati dalla sua capacità di mostrare il mistero impenetrabile delle cose.

Ad un importante nucleo di dipinti realizzati da De Chirico negli anni trascorsi a Ferrara, fanno eco le composizioni ispirate alla pittura metafisica di Carlo Carrà conosciuto nell’ospedale psichiatrico militare (Villa del Seminario) per la cura delle nevrosi di guerra dove i due artisti vennero ricoverati nella primavera- estate del 1917 e dove diedero inizio ad un intenso sodalizio artistico.

Morandi Natura morta con manichino
Morandi
Natura morta con manichino

. Accanto ai dipinti del padre della Metafisica ispirati al ritmo della vita ferrarese tra cui i manichini, I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918, sono quelli della serie metafisica realizzati da Carrà come: Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, La camera incantata, Solitudine, Madre e figlio, Il dio ermafrodito, e ancora L’ovale delle apparizioni, Il cavaliere dello spirito occidentale, Il figlio del costruttore.

Il percorso espositivo si sofferma poi sulle opere di Giorgio Morandi realizzate tra il 1916 e il 1919 più legate alla sospensione metafisica e al realismo magico come la famosa Natura morta rosa, o quelle con le teste di manichino e elementi della realtà quotidiana come Natura morta con manichino del 1919.

Carrà Solitudine
Carrà
Solitudine

Le opere realizzate dal primo e più fedele compagno ferrarese, Filippo de Pisis, qui esposte, mostrano una visione personale della corrente metafisica da parte dell’artista, come si evince dai primi collage dadaisti e dalle opere degli anni Venti dense di citazioni dalle opere di De Chirico (Natura morta accidentale, 1919-20, I pesci sacri, 1926, Natura morta con tarocchi 1926).

 

La diffusione capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee si ha nell’immediato dopoguerra in particolare grazie alla rivista “Valori Plastici” e alle mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio, A testimoniare questo forte richiamo sono le opere di artisti quali: Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst. Essi, affascinati da questo nuovo modo di proporre la realtà e ogni suo aspetto entro un tempo sospeso, hanno dato vita a capolavori straordinari ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di De Chirico e Carrà tra i quali La condition Humaine di Magritte e Piaceri illuminati di Dalì

Silvana Lazzarino

DE CHIRICO A FERRARA.

Metafisica e avanguardie

a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

Corso Ercole I d’Este, 21

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 -19.00

fino al 28 febbraio 2016

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