Premi “Otto milioni” 2018 – Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Premi “Otto milioni” 2018 – Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Premi “Otto milioni” 2018

Premi "Otto milioni" 2018 - Poesia, Grafica, Musica, Giornalismo, Narrativa

Tutte le iscrizioni ai premi “Otto milioni” 2018 sono state prorogate al 28 Febbraio 2018

Premi “Otto milioni” edizione 2018

Premio Poesia “Otto milioni” 2018

Premio Grafica “Otto milioni” 2018

Premio Musica “Otto milioni” 2018

Premio Giornalismo “Otto milioni” 2018

Premio Narrativa “Otto milioni” 2018

CULTURE A CONFRONTO: L’ ITALIA OMAGGIA L’ EGITTO

IL MONDO ARABO A ROMA. UN EVENTO ALL’INSEGNA DELL’INTERCULTURA PRESSO L’UFFICIO EGIZIANO DELLE REALZIONI CULTURALI E DIDATTTICHE

La Valle del Nilo rappresenta la culla dell’umanità in cui ancora si possono trovare le radici di diversi popoli. Come sottolinea il prof. Antonio Enrico Maria Giordano “la civilizzazione, prodotto di commistioni e stratificazioni, si è sviluppata sulle fertili sponde del Nilo….”. L’Egitto, punto di scambio per diverse culture, tradizioni letterarie, artistiche etnie e tradizioni, è tra le civiltà più antiche che si sono interfacciate con quella ellenica, romana  e cristiana per arrivare al mondo mediorientale, lasciando tracce che il tempo ha portato con sé. Basti pensare che i primi rapporti di scambio commerciale e contrasti militari l’Egitto li ebbe nell’epoca degli Amenophis e dei Ramses, in particolare con la costa siriano-libanese, cui seguono verso la metà del primo millennio quelli con i Siriani, Persiani, Fenici, per arrivare ai Greci.

Lisa Bernardini presidente Occhio dell'ARte
Lisa Bernardini presidente Occhio dell’Arte

Per omaggiare questa civiltà nella sua ricchezza e bellezza di tradizioni storico artistico e culturali, l’Associazione Culturale l’ Occhio dell’Arte di cui è Presidente Lisa Bernardini,  in collaborazione con  la direzione dell’Ufficio delle Relazioni Culturali e Didattiche dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma di cui è Direttore la Dott.ssa Hajar Medhat Seilfelnasr, darà vita ad un evento di grande spessore culturale e sociale in cui le culture Egiziana e Italiana si rapporteranno attraverso un percorso che investe le arti e le letterature. Presso i giardini e le sale espositive dell’Ufficio Egiziano delle Relazioni Culturali e Didattiche il 28 febbraio 2018 a Roma in Via delle Terme di Traiano, 13,  alle ore 17.00, avrà luogo l’appuntamento  Culture a confronto: l’Italia omaggia l’Egitto“- percorsi visuali e sentieri sonori all’interno di un frame comunicativo, di apprendimento e di confronti interculturali in cui attraverso alcuni aspetti della nostra cultura- il Made in Italy legato alla moda all’arte, alla letteratura e al cibo- viene fatto omaggio al mondo egiziano e arabo in generale. L’inaugurazione di questo prestigioso evento, a cura di Lisa Bernardini e Francesca Guidi, vedrà la presenza dell’Ambasciatore d’Egitto S.E. Hisham Badr e non mancheranno alcune letture critiche del Prof. Antonio Enrico Maria Giordano riportate nei depliant. Un evento che vuole ancor più sottolineare l’importanza dell’Intercultura fondata sul contatto e sullo scambio di esperienze di vita culturali e artistiche, legate all’Italia e al mondo arabo.evento-italia-egitto-cutlure-a-confronto-28-feb-2018

La manifestazione intende promuovere le differenti tendenze culturali dell’iconografia contemporanea quale occasione di incontro, aperta alle varie esperienze possibili, coinvolgendo un pubblico eterogeno di differenti estrazioni culturali. Il fine è di valorizzare le diversità fra le varie forme di realizzazione dell’immagine iconografica dove si ritrovavano differenti espressioni artistiche così da dare maggiore attenzione ai sentieri dell’emozione e della creatività,

Lo spazio dedicato all’arte prevede l’inaugurazione di una MOSTRA collettiva di pittura, fotografia, scultura che sarà aperta fino al 7 marzo 2018 ad ingresso libero. Ad esporre sono gli artisti: Ahmed Beshr, Yhya Kalik, Amjed Rifaie (che eseguirà durante l’evento anche una performance di calligrafia araba), Massimiliano Bartesaghi, Francesco Oggianu, Marina Rossi, Ester Campese, Daniela Prata, Valerio Capoccia, Giuliana Mariniello, Gino Di Prospero, Maria Vittoria Franceschi, Francesca Ore, Gabriella Costanzi, Miriam Pasquali, Susanna Giannoni, Enza Palesati, Svitlana Maryni, Najla Shaftari, Angelo Di Teodoro, Carina Pieroni, Italo Pulcini. Durante l’inaugurazione ad accompagnare questo momento artistico saranno le note musicali del chitarrista e cantautore Amedeo Morrone, che si alterneranno a sonorità arabe in filodiffusione. La letteratura e in particolare la poesia sarà rappresentata da un gruppo di poeti che vedrà quale capofila l’egiziana Manal Serry;  Flavia Scebba, Augusta Tomassini, Beatrice Monceri, Maria Concetta Giorgi, Rosa Mannetta,  Lucia Nardi, Antonella Loconte, Miriam Pasquali, Giulietta Straccia, Sara Palladini, Alessandra Santy Melizia. Il settore Moda avrà quale protagonista il Fashon Designer Dimitar Dradi che omaggerà l’Egitto con un abito di notevole creatività stilistica indossato dalla modella Asia Pennacchiotti, mentre l’italiana Luisa Lubrano farà indossare alcune sue creazioni dalle modelle Elisa Pepè Sciarria (già Miss “Una Ragazza per il Cinema” 2015 e punta di diamante della Agenzia Mtm Events di Massimo Meschino), Giulia Autore e Sara Iurato (entrambe tra le vincitrici nel settore Moda all’ultima edizione del  Premio Nazionale Musa d’Argento di Lucia Aparo).

 

Saranno presenti all’evento alcuni consiglieri e diplomatici dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto e di altre Ambasciate, e rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali, dell’Istruzione, degli Esteri. Non mancheranno tra gli invitati molti esponenti delle eccellenze italiane nei vari campi dell’arte, della cultura, della moda, della musica, del food. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, un buffet con degustazioni di cibo arabo ed italiano sarà offerto gratuitamente durante l’inaugurazione, per ribadire ancora una volta che le differenze culturali uniscono ed arricchiscono i popoli da tutti i punti di vista, anche del Food.

Silvana Lazzarino

 

Culture a confronto: l’Italia omaggia l’Egitto”-

percorsi visuali e sentieri sonori

all’interno di un frame comunicativo, di apprendimento e di confronti interculturali

MADE IN ITALY.

ARTE – LETTERATURA- MODA- MUSICA- FOOD

Giardini e Sale espositive

Ufficio Egiziano delle Relazioni Culturali e Didattiche

Via delle Terme di Traiano, 13 Roma

Tel 06/4872302,

mercoledì 28 febbraio 2018 alle ore 17.00,

inaugurazione MOSTRA COLLETTIVA 28 febbraio 2018

la mostra sarà aperta fino al 7 marzo 2018 ingresso libero negli orari 10-16.00 (chiuso sabato e domenica).

Informazioni: Tel 06/4872302, email: ufficioculturalegiziano@yahoo.it.  L’evento è a inviti

 

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Il Dispari 20180115 – Redazione culturale – Nemo propheta in patria? YES!

Il Dispari 20180115 – Redazione culturale

Il Dispari 20180115

Il Dispari 20180115 - Redazione culturale

Editoriale | Bruno Mancini

Nemo propheta in patria? YES!

L’Antologia “Penne Note Matite” (Made in Ischia) curata da me e da Roberta Panizza con la sponsorizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017, sta ottenendo importanti consensi nelle varie Nazioni ove gli Artisti che ne fanno parte e i Soci DILA la stanno presentando, mentre nell’isola d’Ischia pare che nessuno si sia accorto della sua esistenza!

Nemo propheta in patria? YES!

Per dimostrare questa palese verità, iniziamo, da oggi, a proporre una carrellata settimanale dei personaggi che hanno accettato volentieri di farsi fotografare in compagnia di una delle nostre Antologie.

Vi pare poco se cominciamo con Andris Rāviņš che è Il Sindaco di Jelgava (la quarta più importante città della Lettonia)?

Nemo propheta in patria? YES!

Poi, così come voluto dal Direttore di questo giornale “Il Dispari“, Gaetano Di Meglio, la pagina prosegue la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite”.

Oggi tocca alla presentazione di Abderrahmane Benhammouda e alle poesie di Milena Petrarca, Antonio Mencarini e Antonio Fiore

Buona lettura.

Omaggio ad Abderrahmane Benhammouda

Abderrahmane Benhammouda è stato uno dei fondatori del Dipartimento della lingua italiana presso l’Università di Blida in Algeria. Con lui ho iniziato a studiare la lingua italiana, ho scoperto la pronuncia della lettera “c” e la grammatica italiana.

Abderrahmane Benhammouda, piano piano, inseriva informazioni sulla cultura italiana iniziando la lezione sempre con un proverbio italiano. Lui, comunicandoci il suo sapere e il suo amore per la lingua, mi ha data la voglia di andare davanti, mi ha anche trasmesso il modo di sognare in italiano e di cantare con parole italiane.

Ecco una sua breve biografia che mi ha scritto quando gli ho chiesto di raccontarmi il suo percorso con la lingua italiana.

“Mi chiamo Abderrahmane Benhammouda, ho 66 anni e sono un pensionato della scuola nazionale. Sono stato insegnante di francese e d’italiano per più di 40 anni.La mia avventura con questa bellissima lingua è cominciata negli anni sessanta al liceo “Ibn Toumerte” di Boufarik a 40 km. da Algeri.

Il mio professore di lingua italiana era un siciliano, si chiamava Padellaro.

Dopo il liceo sono andato all’Università di Algeri, dove ho preparato gli esami per la laurea istruito dal Prof. Massimo Ghirelli (critico internazionale del cinema), e dal Prof. Sergio Sacili (un milanese che continua ancora a realizzare conferenze sulla lingua e sulla cultura italiana).

Dopo la laurea, considerato che l’italiano era scomparso dai programmi scolastici algerini, sono stato indotto, fino al 2010, ad insegnare la lingua francese al livello  liceale.

Nel frattempo, l’Università  della mia città, Blida, aveva aperto un dipartimento di lingua italiana con l’aiuto di cooperanti italiani, ma gli avvenimenti del decennio nero (o piuttosto rosso di sangue) ha spinto gli stranieri e fra loro gli italiani a lasciare il paese.

Con l’appoggio di un amico, oggi malato, che si chiama Othmane Messous, abbiamo rilevato la sfida. Così oggi abbiamo circa 300 – 400 persone laureate in italiano che insegnano in varie località della Nazione. Il mio primo viaggio

in Italia risale al 1975, quando ho trascorso un mese di studio a Perugia presso l’Università per stranieri.

Dalila Boukhalfa.

Cod. 23 – Milena Petrarca   

Sospesa nel tempo…

In un mare
Di stelle
Navighi
Nell’infinito
Ipnotizzata.
Dal blu
Più intenso
Del tuo mondo
Interiore
Subconscio
Alito di vento
Soffio dell’anima
Esisti tu
Come stella
Sospesa nel tempo.

Cod. 24 – Antonio Mencarini

Per un amico scomparso
Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
è durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Cod. 25 – Antonio Fiore

Vecchio lenzuolo

Aggrappati al dorsale del tempo che va
lì dove s’addormenta il tramonto
liberi pensieri migrano come il vento
che va per dissolversi verso il suo orizzonte.
Siamo due amanti senza tempo
e sul nostro letto ci ritroviamo
a ripassare le sbiadite emozioni
arrotolante su un bianco lenzuolo.

Stasera i cuori si compiegano
ai sogni ingialliti dai profumi di ieri,
e dove gli aspri odori viziati annidano
le velate reminiscenze rigate sulla pelle.

Se la notte non divaga con il vento
tra un ricordo e un’emozione
noi riscriveremo sulle mura del tempo
le indelebili sillabe per ricomporre
questo sogno vissuto a metà.

Finché il cuore avrà strada da camminare
il cielo darà luce ai nostri sogni premonitori,
e noi, indelebili ispiratori del nostro tempo
ricopriremo il letto di quel bianco lenzuolo
macchiato di inebrianti profumi del passato.
Il nostro amore non ha tempo né paura
perché siamo due temerari per natura.
Della nostra storia siamo gli unici scrittori
e come due amanti instancabili ne siamo i lettori
in questa ingiallita notte di un vecchio lenzuolo.

Caterina Guttadauro intervista Hafez Haidar,

candidato al premio Nobel per la pace 2017 – Parte seconda

Seconda parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro. La prima parte è stata pubblicata l’8 Gennaio 2018..

Va ricordato che Hafez Haidar è Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Caterina Guttadauro: «Lei è un grande stimatore di Gibran, lo definisce il suo Professore di Vita. Il suo libro “il Nuovo Profeta” porta un suo detto in copertina: “ Quando l’amore chiama, seguilo”.  Quando ha avvertito che il suo compito era quello di mettere la Scrittura e il suo insegnamento al servizio della Pace?»

Hafez Haidar: «Vengo da un paese che era considerato la Svizzera del Medio Oriente per la sua bellezza, nel quale il conflitto palestinese israeliano e la guerra civile (1975- 1990) ha purtroppo causato la morte di 195 mila persone, il ferimento di oltre 230 mila persone e la distruzione di tanti paesi e villaggi. Non potevo che abbracciare il messaggio di pace di Ghandi, Mandela e Gibran.

Il mio nuovo libro riprende la forma dialogica del Profeta scritto dal mio Maestro Gibran, ma presenta contenuti più attuali.

Racchiude gli insegnamenti dell’Ultimo Profeta, che parte da Sorrento per giungere a Gerusalemme, e del figlio di questi, che si prodiga per salvare la vita di due innamorati, l’ebrea Miriam e il musulmano Omar.

Con il passare degli anni ho scoperto che il mio compito è quello di scrivere per diffondere la pace, la libertà, la giustizia e la dignità della donna.»

Caterina Guttadauro: «Ha sempre, quindi ancora oggi, dentro di sé due identità, una libanese e l’altra italiana, quale prevale? Si ritiene un cittadino del mondo?»

Hafez Haidar: «Amo immensamente il Libano perché è la terra delle mie origini, da dove ho tratto le mie radici, ma amo altrettanto l’Italia: ho sposato un’italiana, da cui ho avuto due figli, e ho tanti amici. Questo Paese mi ha permesso di crescere e conoscere la storia, la cultura e l’arte degli altri popoli senza pregiudizi.

Sono innamorato dell’Oriente e dell’Occidente, perciò mi considero cittadino del mondo, assetato di apprendere e di trasmettere agli altri, con umiltà, i suoi insegnamenti.»

Caterina Guttadauro: «L’insegnamento è un impegno a cui lei tiene in modo particolare, ha fatto centinaia di incontri con giovani studenti. Cosa ha portato con sé da questi incontri e cosa pensa dei giovani di oggi?»

Hafez Haidar: «Io credo fermamente nei giovani, sono il futuro del nostro paese, perciò ho cercato di incontrarli e di far capire loro quanto sia importante il dialogo e il rispetto reciproco.

Ho parlato loro di alcuni argomenti importanti come il terrorismo, gli uomini giusti che combattono per i diritti umani, come il grande romanziere egiziano Nagib Mahfuz, Malala, Tawwakul Karman, Papa Francesco, Noa, Madre Teresa di Calcutta.

Inoltre, dopo aver recitato per 14 anni nelle scuole storie tratte da Le mille e una notte, ho scritto e illustrato Le mille e una notte Junior perché i ragazzi mi avevano chiesto di realizzare un testo adatto a loro.

Grazie all’Associazione Iplac il mio libro è diventato oggetto di un concorso grafico letterario nazionale per le scuole tenutosi a Roma.

I giovani d’oggi hanno bisogno di essere ascoltati, capiti, apprezzati, indirizzati.»

Caterina Guttadauro: «Tra i numerosissimi premi che ha ricevuto, qual’ è quello a cui tiene di più?»

Hafez Haidar: «Ogni premio riveste per me un grande significato; è difficile scegliere, in un giardino variopinto, il fiore più bello. Se proprio devo scegliere, però, penso al premio dell’Onu che ho ottenuto durante l’ultima missione umanitaria alla frontiera tra Libano ed Israele il 5 Settembre 2016»

Caterina Guttadauro La Brasca

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

Editoriale

Così come voluto dal Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, la pagina si apre continuando la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite” edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017.

Oggi tocca alla presentazione di Abdeldjalil Amri e alle poesie di Giuseppe Capoluongo, Francesca Luzzio e Milena Petrarca.

Buona lettura.

 

Abdeldjalil Amri.

Sono nato in Adrar nel 1992 e sono residente in Adrar nel quartiere di Mehdia. Adrar si trova a sud dell’Algeria nel deserto del Sahara.

Sono laureato in lingua e letteratura italiana dall’anno 2013, con un diploma ed un master in didattica delle lingue conseguiti nel 2016 presso l’Università di Lounici Ali di Blida. Conosco scolasticamente la lingua inglese e quella francese, mentre la mia madrelingua è l’arabo che scrivo e leggo perfettamente. La mia collaborazione con l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” verterà principalmente sul mio scrivere e parlare del deserto algerino, delle sue bellezze e dei suoi pericoli. Mi piace molto scrivere in italiano poesie, racconti e fiabe corredati da fotografie e scambi culturali. salambboy@gmail.com – Tel. +393284905308.

La sopravvivenza nel Sahara

Il Sahara è il più grande deserto della Terra, si trova nell’Africa settentrionale e vanta una superficie di circa 9.400.000 chilometri quadrati. Il Sahara occupa circa un quarto del continente africano. Si estende dall’Oceano Atlantico fino al Mar Rosso con una lunghezza di circa 4800 km, e con una larghezza di 1800 km dal Mediterraneo fino alle regioni centrali Africane.

Il Sahara comprende i seguenti stati: Algeria, Ciad, Egitto, Eritrea, Libia, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Sudan, Tunisia e Repubblica Democratica Araba Sahrawi.

Popoli tipici del Sahara, quasi tutti nomadi, sono: i Tebu, i Tuaregh, i Berberi o Amazigh e i Sudanesi.

La distribuzione della popolazione non è uniforme, mentre immense aree sono disabitate nelle oasi si possono raggiungere valori di densità di popolazione molto alti.

Nel Sahara si possono identificare diversi tipi di paesaggi: Hammada, deserto di roccia; Serir, deserto di ciottoli e ghiaia; Lergo o Idean, deserto formato da dune di sabbia; Bioma che si trova nell’estremo sud è la Savana, mentre a nord si trova la Steppa mediterranea.

Cod. 19 – Giuseppe Capoluongo

Dentro l’angolo

Come spiegare quell’angolo nuovo
dove misuro le vecchie parole
gli umori e le tante ragioni
mentre da solo rivango le zolle
indurite nel secco del tempo
e sogno la pioggia che lavi
quel profilo di vita vissuta
e nasca un’immagine nuova
da curare per riempire il mio vuoto
che ha sete ed ha fame
e raccoglie ora briciole
e pur s’accontenta
perché dentro all’angolo nuovo
matura un pensiero diverso
nel rimpianto di un pasto succulento
che non è dato avere per sempre
perché c’è gente che muore di fame
e soffre di non potere mangiare
alla mensa che offre la vita
e misura soltanto il suo bene
dentro l’angolo delle sue gelosie.

Cod. 20 – Francesca Luzzio

Prego Maria
In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova  propulsioni di utilità.

Cod. 21 – Milena Petrarca  

Esplorando il tuo paradiso perduto…

Ecco i miei versi

Dipinti per te
Enigmatica Donna

Che stai li nel

Tuo Paradiso
PERDUTO
Aspetti la gioia
Come un sogno
DIVINO
Esplori con gli occhi
La tua Luce

DELL’ANIMA

E così illumini
Il tuo universo
D’AMORE.

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

Pubblichiamo la prima parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro La Brasca che da oggi inizia, tramite DILA, la sua collaborazione in questa pagina culturale. Altre due parti dell’intervista saranno pubblicata nelle prossime settimane.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista Hafez Haidar.

Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Ha curato e tradotto diverse opere per gli Editori Rizzoli, Guanda, Rusconi, Bompiani, Fabbri, Mondadori ed è autore di numerosi libri editi dagli stessi Editori.

Nel 2006 è stato insignito del Premio Internazionale Sorrento nel Mondo insieme a Lucio Dalla e Raffaele Lauro, alto commissario del Governo e Senatore della Repubblica Italiana.

Caterina Guttadauro: «Gli intrecci tra poesia e fede nella cultura dell’Oriente sono il campo di ricerca nel quale da anni Lei è impegnato. Qual è lo scopo?»

Hafez Haidar: «Grazie agli intrecci tra poesia e fede e ai numerosi punti in comune tra le diverse culture, vorrei creare un terreno fertile in cui si consolidino buoni rapporti culturali e religiosi tra Oriente ed Occidente, basati sulla conoscenza e il rispetto reciproci.»

La poesia costituisce un pilastro fondamentale per far conoscere la cultura, le tradizioni, gli usi e i costumi di un popolo nonché la sua storia. Ho cercato di far conoscere all’Oriente poeti famosi come Dante Alighieri, Carducci e Quasimodo; nel frattempo ho portato in Italia i frutti poetici di Gibran e Omar Khayyam e ho scritto un’antologia della letteratura araba preislamica ed islamica. Sono convinto che la fede sia lo scrigno della nostra vita e della nostra civiltà, perciò conoscere la Bibbia, il Vangelo e il Corano ci aiuta a capire che nei tre Libri esiste un solo messaggio importante per tutta l’umanità: Dio è amore. La vita è un dono ed è un atto d’amore. Senza l’amore non possiamo costruire la pace e senza la pace non possiamo arrivare a conoscere i frutti della cultura per costruire un mondo migliore.»

Caterina Guttadauro: «Da diciannove anni si spende infatti – attraverso libri, traduzioni, incontri – per diffondere l’amore, abbattere i muri della diffidenza, dell’odio e della violenza”. Questa crociata ha dato dei riscontri che la motivano a procedere per questa strada?»

Hafez Haidar: «Sì, i miei lavori sono apprezzati da ebrei, cristiani e musulmani. Molte persone hanno appoggiato le mie idee e mi hanno incoraggiato a proseguire il cammino per abbattere i muri dell’odio, della diffidenza e del razzismo. Ho l’onore di rappresentare, in qualità di ambasciatore, diverse associazioni  per i diritti umani, perciò mi sento in dovere di andare avanti, pur sapendo che la mia strada è ripida e tortuosa. Non mi stanco di raccontare l’amore, perché ho visto tante persone morire ingiustamente, a causa della guerra.»

Caterina Guttadauro: «Quando il lettore apre la maggior parte dei suoi libri, dice Fava, il suo spirito naviga oltre la moschea, la sinagoga o la chiesa, verso orizzonti lontani, dove spunta un’abbagliante luce che rischiara le tenebre che talvolta intristiscono la mente e il cuore”. Quali sono le radici di questa differenza e divergenza fra le tre religioni?»

Hafez Haidar: «Dio è l’Unico Creatore per gli ebrei, per i cristiani e per i musulmani. Gli ebrei e i musulmani, però, non considerano Gesù il Messia e questo costituisce il primo punto di divergenza tra le tre religioni monoteistiche. Nel Corano, Maria è presentata come la prescelta di Dio, che ha concepito Gesù senza aver conosciuto alcun uomo. I libri sacri delle tre religioni sono accomunati dai dieci comandamenti, oltre che dallo stesso anelito verso Dio. In quest’epoca travagliata dall’odio, dalla sete di potere, dagli interessi commerciali, dalle guerre e dalla corsa agli armamenti, abbiamo bisogno di abbracciare la fede e di saper perdonare per raggiungere l’intensa luce della  nostra esistenza.»

Caterina Guttadauro La Brasca

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

 DILA

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

Editoriale

Così come voluto dal Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, la pagina si apre continuando la pubblicazione di tutti i testi proposti nell’antologia “Penne Note Matite” edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi e presentata al Bookcity di Milano #BCM17 nel Museo Delle Culture MUDEC il 18 Novembre 2017.

Oggi tocca alla presentazione di Abdeldjalil Amri e alle poesie di Giuseppe Capoluongo, Francesca Luzzio e Milena Petrarca.

Buona lettura.

 

Abdeldjalil Amri.

Sono nato in Adrar nel 1992 e sono residente in Adrar nel quartiere di Mehdia. Adrar si trova a sud dell’Algeria nel deserto del Sahara.

Sono laureato in lingua e letteratura italiana dall’anno 2013, con un diploma ed un master in didattica delle lingue conseguiti nel 2016 presso l’Università di Lounici Ali di Blida. Conosco scolasticamente la lingua inglese e quella francese, mentre la mia madrelingua è l’arabo che scrivo e leggo perfettamente. La mia collaborazione con l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” verterà principalmente sul mio scrivere e parlare del deserto algerino, delle sue bellezze e dei suoi pericoli. Mi piace molto scrivere in italiano poesie, racconti e fiabe corredati da fotografie e scambi culturali. salambboy@gmail.com – Tel. +393284905308.

La sopravvivenza nel Sahara

Il Sahara è il più grande deserto della Terra, si trova nell’Africa settentrionale e vanta una superficie di circa 9.400.000 chilometri quadrati. Il Sahara occupa circa un quarto del continente africano. Si estende dall’Oceano Atlantico fino al Mar Rosso con una lunghezza di circa 4800 km, e con una larghezza di 1800 km dal Mediterraneo fino alle regioni centrali Africane.

Il Sahara comprende i seguenti stati: Algeria, Ciad, Egitto, Eritrea, Libia, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Sudan, Tunisia e Repubblica Democratica Araba Sahrawi.

Popoli tipici del Sahara, quasi tutti nomadi, sono: i Tebu, i Tuaregh, i Berberi o Amazigh e i Sudanesi.

La distribuzione della popolazione non è uniforme, mentre immense aree sono disabitate nelle oasi si possono raggiungere valori di densità di popolazione molto alti.

Nel Sahara si possono identificare diversi tipi di paesaggi: Hammada, deserto di roccia; Serir, deserto di ciottoli e ghiaia; Lergo o Idean, deserto formato da dune di sabbia; Bioma che si trova nell’estremo sud è la Savana, mentre a nord si trova la Steppa mediterranea.

Cod. 19 – Giuseppe Capoluongo

Dentro l’angolo

Come spiegare quell’angolo nuovo
dove misuro le vecchie parole
gli umori e le tante ragioni
mentre da solo rivango le zolle
indurite nel secco del tempo
e sogno la pioggia che lavi
quel profilo di vita vissuta
e nasca un’immagine nuova
da curare per riempire il mio vuoto
che ha sete ed ha fame
e raccoglie ora briciole
e pur s’accontenta
perché dentro all’angolo nuovo
matura un pensiero diverso
nel rimpianto di un pasto succulento
che non è dato avere per sempre
perché c’è gente che muore di fame
e soffre di non potere mangiare
alla mensa che offre la vita
e misura soltanto il suo bene
dentro l’angolo delle sue gelosie.

Cod. 20 – Francesca Luzzio

Prego Maria
In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova  propulsioni di utilità.

Cod. 21 – Milena Petrarca  

Esplorando il tuo paradiso perduto…

Ecco i miei versi

Dipinti per te
Enigmatica Donna

Che stai li nel

Tuo Paradiso
PERDUTO
Aspetti la gioia
Come un sogno
DIVINO
Esplori con gli occhi
La tua Luce

DELL’ANIMA

E così illumini
Il tuo universo
D’AMORE.

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

Il Dispari 20180108 - Redazione culturale

 

 

 

Pubblichiamo la prima parte dell’intervista rilasciata dal Prof. Hafez Haidar, candidato al premio Nobel per la pace 2017, a Caterina Guttadauro La Brasca che da oggi inizia, tramite DILA, la sua collaborazione in questa pagina culturale. Altre due parti dell’intervista saranno pubblicata nelle prossime settimane.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista Hafez Haidar.

 

Accademico Emerito, Presidente di diversi comitati per i diritti umani, Cavaliere della Repubblica Italiana, Direttore Generale Internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, è poeta e scrittore libanese per nascita ed italiano di adozione. Attualmente è Docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Pavia ed è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale.

Ha curato e tradotto diverse opere per gli Editori Rizzoli, Guanda, Rusconi, Bompiani, Fabbri, Mondadori ed è autore di numerosi libri editi dagli stessi Editori.

Nel 2006 è stato insignito del Premio Internazionale Sorrento nel Mondo insieme a Lucio Dalla e Raffaele Lauro, alto commissario del Governo e Senatore della Repubblica Italiana.

Caterina Guttadauro: «Gli intrecci tra poesia e fede nella cultura dell’Oriente sono il campo di ricerca nel quale da anni Lei è impegnato. Qual è lo scopo?»

Hafez Haidar: «Grazie agli intrecci tra poesia e fede e ai numerosi punti in comune tra le diverse culture, vorrei creare un terreno fertile in cui si consolidino buoni rapporti culturali e religiosi tra Oriente ed Occidente, basati sulla conoscenza e il rispetto reciproci.»

La poesia costituisce un pilastro fondamentale per far conoscere la cultura, le tradizioni, gli usi e i costumi di un popolo nonché la sua storia. Ho cercato di far conoscere all’Oriente poeti famosi come Dante Alighieri, Carducci e Quasimodo; nel frattempo ho portato in Italia i frutti poetici di Gibran e Omar Khayyam e ho scritto un’antologia della letteratura araba preislamica ed islamica. Sono convinto che la fede sia lo scrigno della nostra vita e della nostra civiltà, perciò conoscere la Bibbia, il Vangelo e il Corano ci aiuta a capire che nei tre Libri esiste un solo messaggio importante per tutta l’umanità: Dio è amore. La vita è un dono ed è un atto d’amore. Senza l’amore non possiamo costruire la pace e senza la pace non possiamo arrivare a conoscere i frutti della cultura per costruire un mondo migliore.»

Caterina Guttadauro: «Da diciannove anni si spende infatti – attraverso libri, traduzioni, incontri – per diffondere l’amore, abbattere i muri della diffidenza, dell’odio e della violenza”. Questa crociata ha dato dei riscontri che la motivano a procedere per questa strada?»

Hafez Haidar: «Sì, i miei lavori sono apprezzati da ebrei, cristiani e musulmani. Molte persone hanno appoggiato le mie idee e mi hanno incoraggiato a proseguire il cammino per abbattere i muri dell’odio, della diffidenza e del razzismo. Ho l’onore di rappresentare, in qualità di ambasciatore, diverse associazioni  per i diritti umani, perciò mi sento in dovere di andare avanti, pur sapendo che la mia strada è ripida e tortuosa. Non mi stanco di raccontare l’amore, perché ho visto tante persone morire ingiustamente, a causa della guerra.»

Caterina Guttadauro: «Quando il lettore apre la maggior parte dei suoi libri, dice Fava, il suo spirito naviga oltre la moschea, la sinagoga o la chiesa, verso orizzonti lontani, dove spunta un’abbagliante luce che rischiara le tenebre che talvolta intristiscono la mente e il cuore”. Quali sono le radici di questa differenza e divergenza fra le tre religioni?»

Hafez Haidar: «Dio è l’Unico Creatore per gli ebrei, per i cristiani e per i musulmani. Gli ebrei e i musulmani, però, non considerano Gesù il Messia e questo costituisce il primo punto di divergenza tra le tre religioni monoteistiche. Nel Corano, Maria è presentata come la prescelta di Dio, che ha concepito Gesù senza aver conosciuto alcun uomo. I libri sacri delle tre religioni sono accomunati dai dieci comandamenti, oltre che dallo stesso anelito verso Dio. In quest’epoca travagliata dall’odio, dalla sete di potere, dagli interessi commerciali, dalle guerre e dalla corsa agli armamenti, abbiamo bisogno di abbracciare la fede e di saper perdonare per raggiungere l’intensa luce della  nostra esistenza.»

Caterina Guttadauro La Brasca

 

Il Dispari 20180108 – Redazione culturale

 

Il Dispari 2017-12-04 Redazione culturale

Il Dispari 2017-12-04

Il Dispari 2017-12-04

Editoriale

BENVENUTA, in DILA e nella redazione di questa pagina, a Daniela Mancini.

Chi è Daniela Mancini?

Dopo la laurea in “Filosofia della scienza e logica” si è dedicata all’insegnamento e da venti anni è Dirigente Scolastico di istituti superiori.
Nell’ambito dell’istruzione si occupa di formazione dei docenti sui temi del disagio e, anche per i colleghi dirigenti, sull’innovazione tecnologica.

Ha ideato due sceneggiature su questi argomenti: “La malaskuola” e “Resistenze”.
Appassionata di tradizioni popolari, ha pubblicato, in varie antologie, alcuni racconti sugli antichi mestieri e su altri vari argomenti.
Nel 2016 ha pubblicato ”La tua storia nella mia”, il cui testo è stato introdotto dalla lettera di apprezzamento del Prof. Adriano Prosperi, Storico e Docente della Scuola Normale di Pisa.

Ha ricevuto il Patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e dei Comuni di Empoli, Cerreto Guidi, Fucecchio, Vinci.

Nel 2017, con la stessa casa editrice dei precedenti volumi, ossia la Ibiskos Ulivieri, è uscito il suo romanzo “Per distrazione”.

Daniela Mancini ha vinto diversi premi letterari tra i quali citiamo il Premio Letterario Internazionale Sissa, il Padus d’oro come scrittrice dell’anno 2017, il Premio Letterario Domenico Rea- Città di Empoli e il Premio Letterario Firenze Capitale D’Europa 2017.

Avremo presto modo di parlare ampiamente di Daniela Mancini e di farvi leggere suoi articoli e stralci di sue opere letterarie.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-12-04

L’ATTORE VIKTOR MISHIN INTERVISTATO DA LIGA SARAH LAPINSKA: “DEVO CONQUISTARE IL PUBBLICO”

Viktor Mishin, è un attore piuttosto famoso in Lettonia per aver partecipato a diversi film appartenenti al filone delle così dette soap opera, è un regista quotato e ha un suo proprio teatro ”Il Gallo d’Oro”, in russo “Zolotoi Petuh”.
Lo conosco perché l’ho contattato nella speranza che potesse promuovere spettacoli e concerti per la gente comune.

Qui in Lettonia alcuni si divertano quasi ogni giorno, ma migliaia di persone, purtroppo, si sono già quasi abituate a vivere senza feste e senza il teatro vero.
Troppa gente ha perso la speranza di essere felice, e pensa solo alla sopravvivenza, anzi a combattere contro gli altri per una vita migliore.
Che cosa significa vita migliore?
La carriera?
I tanti soldi?
Senza le qualità delle cose importanti, perché le più importanti qualità sono la gioia, la speranza, l’amore.
Viviamo senza essere felici e non festeggiamo più niente.
Viktor sa di creare sentimento di festa.
La sua voce è piena di emozioni. Lui declama a suo modo, proponendo, sempre fresche, le strofe sentite tante volte.
Ho pianto sentendo come questo attore declama con la forza dell’amore.

LIGA SARAH: «Secondo Lei, chi è il vero attore?»
VIKTOR: «L’attore non deve essere pigro. L’anima di un attore è piena di domande ed è ardente, altrimenti l’attore non è un attore.
Quale sala preferisco?
Il mio compito è conquistare ogni sala, piccola o grande che sia. Conquistare anche gli spettatori, a volte indifferenti, che mangiano durante lo spettacolo con intensità i loro cioccolatini.
Con le mie idee.
Con le idee di differenti autori.
Con i pensieri, con le emozioni.
Devo animare il pubblico, devo sorprenderlo per diventare vincitore senza guerre. »

LIGA SARAH: «Dove è nato, dove è cresciuto, e dove ha sviluppato la sua arte? Quali sono i suoi riferimenti?»

VIKTOR: «Sono nato e sono cresciuto a Riga, in Lettonia. Amo la mia città.
Ho studiato da saggi maestri, sia registi, sia attori.

Firs Shishigin, regista nel teatro di Jaroslavj in Russia ha detto “Dopo che avete guardato un film o uno spettacolo provate a riscriverne il senso in una sola parola.”

Aleksandr Dunajev era un regista ed attore molto interessante che sapeva dirigere l’intero processo di uno spettacolo: tra regia, attori e spettatori.

Sergey Tihonov è stato l’unico che mi ha aperto il Segreto di essere attore.
Mi ha regalato la chiave di questo mestiere.
Sono molto riconoscente a lui per questo.
Sergey Tihonov non è abbastanza apprezzato oggi, purtroppo, ma per 17 anni ha guidato un teatro molto noto a Mosca ed era anche un profondo pedagogo.

Nella mia gioventù preferivo il repertorio di Shukshin.

Mi sono esibito in diversi teatri ed anche in film commerciali dal 2011al 2014.
Ho sempre amato Aleksandr Geiman per la sua partecipazione nel sociale, Ostrovsky, Shakespeare.

Per il pubblico in Russia ho recitato Florindo, il personaggio del testo di Carlo Gozzi “Il Bugiardo”.

Poi ho fondato il mio teatro personale “Zolotoi Petuh”.

Ho uno studio dove gli attori possono preparare i loro ruoli, ma non ho la sala per lo spettacolo.
Il mio teatro viaggia verso i suoi spettatori e non viceversa.
Scelgo il repertorio, decido tutto nel mio teatro. Sono padrone del mio teatro, ma preferirei avere uno sponsor più pratico di me nel settore commerciale.
Quante umiliazioni a fare le file da un ufficio ad un altro per le pratiche necessarie all’attività del mio teatro!

Abbiamo tanti spettacoli per i bambini.

Per gli adulti abbiamo tanti spettacoli non solo classici, ma anche a sfondo sociale e filosofico.
Qualche tempo fa non erano così popolari come quelli per i bambini.
Un tempo molti spettatori aspettavano più sensazioni che spettacoli classici, adesso di nuovo sono pronti ad ascoltare le poesie delle betulle di Jesenin oppure guardare, per esempio, “Il Piccolo principe” di Sent-Exuperry, adatto sia ai bambini e sia agli adulti.»

Ringraziamo per l’intervista esclusiva rilasciata all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per il quotidiano “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio e formuliamo tanti auguri a Viktor Mishin che, tra meno di un anno, festeggerà il 50° anniversario della sua carriera d’attore.
Infatti, Viktor apparve per la prima volta sul palcoscenico l’8.10.1968.

Liga Sara Lapinska

Il Dispari 2017-12-04

Twitterone

1) Dopo l’incontro al MUDEC di Bookcity #BCM 17, tutti a Sermoneta!
Tanto è stato grande l’entusiasmo per aver partecipato all’evento made in Ischia “Otto milioni” inserito nel programma Bookcity #BCM17 e proposto dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” nel Museo Delle Culture MUDEC, che tutto il gruppo di Artisti e di Soci DILA ha deciso di creare le condizioni affinché non se ne disperda il patrimonio di collaborazione e di amicizie.
A tal fine ci si è dati appuntamento a Sermoneta, dove, organizzata da Angela Maria Tiberi Presidente DILA per la provincia di Latina, il prossimo 10 Dicembre si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori delle quattro sezioni del premio “Otto milioni” 2017.

2) Continua la collaborazione redazionale dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la casa editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, il cui nuovo numero della rivista Eudonna sarà acquistabile presso l’edicola della Piazzetta San Girolamo di Ischia a partire dal prossimo 14 Dicembre.
La copertina è fantastica, gli articoli sono certamente superlativi… e poi in essa vi troverete la sorpresa DILA!
So che Mariapia Ciaghi non mi smentirà se affermo che TUTTE le meravigliose Artiste che hanno fatto parte di uno dei progetti culturali made in Ischia, organizzati negli ultimi dieci anni da me con la Direzione Artistica di Roberta Panizza, avranno il privilegio di partecipare alla redazione della sezione culturale affidata da “Il Sextante” alla nostra associazione DILA”. A tale scopo basterà contattarmi al 3935937717, oppure inviarmi una mail a emmegiischia@gmail.com. Vi aspetto.

3) Lo scorso 25 Novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna, una nutrita compagine di Soci e simpatizzanti dell’associazione DILA, capeggiati da Angela Maria Tiberi che ne è la presidente per la provincia di Latina, ha partecipato al convegno organizzato a Norma, presso l’aula consiliare, dalla Consulta delle donne e dall’assessorato alle Pari Opportunità.
Alla presenza del Sindaco Gianfranco Tessitore e della Vicesindaco Elisa Ricci; del dottor Mario Mellacina, primario del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina; della dottoressa Manuela Iaione, capo di gabinetto della Questura di Latina; della delegata Anci Lazio, Carmela Cassetta; di Irene Zara, psicologa e psicoterapeuta, responsabile dei servizi della cooperativa Utopia 2000, è stato possibile ammirare opere delle pittrici Angela e di Flora Rucco e di Milena Petrarca (prima classificata al premio di arti grafiche “Otto milioni”). Angela Maria Tiberi ha declamato la poesia “Eppure se” di Bruno Mancini. Le canzoni dei ragazzi del centro Musicale Orfeo hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita dell’evento


Il Dispari 2017-11-27


FRANCESCO MACCIONI HA VINTO!

Con la poesia “NELLO SPIRAGLIO DI LUCE”, il poeta sardo Francesco Maccioni ha vinto la sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

La classifica finale è stata annunciata, il 18 Novembre scorso, nel prestigioso Museo Delle Culture di Milano (MUDEC) durante l’evento Made in Ischia organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA che ha avuto il privilegio di essere stato inserito nel palinsesto del Bookcity Milano 2017, #BCM17, notoriamente uno dei più importanti eventi artistici e letterari italiani.

Il secondo posto è stato conquistato dalla poesia “Quando sarò la pietra” della poetessa ebrea Liga Sarah Lapinska; il terzo posto è stato conquistato dalla poesia “Dove mi aspetta” della poetessa ebrea Liga Sarah Lapinska; il quarto posto è stato conquistato dalla poesia “Prova a credere” della poetessa lettone Eva Strazdiņa; e il quinto posto è stato conquistato dalla poesia “Amicizia” della poetessa italiana Angela Maria Tiberi.

La cerimonia di premiazione di tutti i vincitori dei quattro premi (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo) avverrà a Sermoneta (provincia di Latina) il 10 Dicembre 2017 nella medioevale Abbazia di Valvisciolo.

La tradizione racconta che questa Abbazia, edificata in puro stile romanico-cistercense sia stata fondata nel XII secolo da frati greci e successivamente, nel XIII secolo, sia stata popolata e ristrutturata dai Templari ai quali, nel XIV secolo, subentrarono i Cistercensi.

Su di essa si racconta un’antica leggenda medioevale, in cui si narra che nel 1314, allorquando venne posto al rogo l’ultimo Gran Maestro Templare, Jacques de Molay, gli architravi delle chiese si spezzarono.

Nell’Abbazia, il Maestro Luca Hoti dirigerà un coro di 28 bambini.

La cerimonia di premiazione si concluderà in Sermoneta con un allegro convivio, tra specialità culinarie locali ed intermezzi artistici, nella Trattoria “Da Elena” gestita dal mitico Raffaele Walter Poli che ci farà gustare un menù speciale “Otto milioni” (Antipasto di affettati misti, verdure grigliate, bruschette ecc. più due mezzi primo di ravioli alla carne e pasta al forno, acqua, vino, caffè per un totale di soli 20€ a persona).
Per partecipare potrete prenotarvi contattando (Tel. 3205584216) la Presidente della Sede operativa DILA di Sermoneta, Angela Maria Tiberi.

Ed, ora con tutti i nostri complimenti, spazio alla poesia di Franco Maccioni vincitrice della sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

Cod. 07

Franco Maccioni
Nello spiraglio di luce

L’incredula notte
nascondeva avanzi consumati.
Dietro lo spiraglio aperto
la luna filtrava argentei raggi
tra gli alberi sommersi dal sonno.
Avevo i tuoi occhi di pianto
uniche stelle generose
che dall’immenso cielo
potevo tuffarmi con gioia.
Dall’immensità del nostro amore
nell’incredula notte trascorsa,
l’orizzonte scopriva il nuovo giorno.
Le nostre mani si tenevano strette
e i tuoi occhi risplendevano ancora.
La luce del giorno abbagliava
tracciando nei nostri volti
una tremenda forza di vivere.

Bruno Mancini

Franco Maccioni

Antologia Penne Note Matite

 Abbazia di Valvisciolo

Trattoria da Elena

Sermoneta

Il Sextante di Mariapia Ciaghi propone “SOUL IN THE ART”

Nella seicentesca sede dell’ex oratorio di S. Maria del Suffragio a Perugia si svolgerà la prestigiosa rassegna SOUL IN THE ART che ospiterà un gruppo di 24 rinomati artisti.

Spaziando dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al designer, saranno esposte circa una cinquantina di opere.

Nella collettiva Soul in the Art, ogni artista, ogni pittore proietta la propria anima all’interno dell’opera, così come quando il poeta compone un sonetto e un musicista una sinfonia.

È in questo modo che l’arte vive e regala emozioni.

L’iniziativa è promossa da Il Sextante di Mariapia Ciaghi, editore dell’Antologia made in Ischia “Mare Monti Mare” contenente opere finaliste dei premi “Otto Milioni” organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

La selezione delle opere pittoriche e scultoree della rassegna SOUL IN THE ART, che dal 7 al 17 Dicembre saranno esposte presso la Ipso Arts Gallery in via L. Bonazzi a Perugia, è stata curata da Elisa Bergamino, affermata critica d’arte, la quale scrive nell’introduzione del catalogo edito da Il Sextante:

“L’arte si sa parla un linguaggio universale, è come un sogno a occhi aperti, una realtà sì fisicamente riscontrabile, ma spesso non vera, immaginata, semplicemente una copia di una ben più importante realtà.(….)

Con il titolo “Soul in the art” si connota il carattere di una mostra collettiva incentrata sul valore del “visibile/invisibile”, quale universo di una verità formalizzata secondo strutturazioni linguistiche di un “parlare” che fa da contrappunto in una poetica di grande respiro.

La mostra è un momento importante per avvicinare idee diverse, mondi culturalmente lontani tra loro, dove spesso le forme assumono valenza di visione interiore struggente e dove gli artisti dimostrano di saper raffrenare le proprie energie per indirizzare l’estro verso la formulazione d’un progetto espressivo tutt’altro che affidato alla mera casualità esecutiva.

Difficile non rimanere emotivamente coinvolti e affascinati da lavori che trasudano di alchimia creativa, dal suggestivo sopravvento dell’immaginazione sulla realtà.
Una realtà che in alcuni casi rappresenta memorie di incontri reali tradotta in una rappresentazione d’istinto sebbene particolarmente vigile e scrupolosa.

Con le loro opere, gli Artisti danno mostra di una visione intellettuale e colta della vita in una ricerca sempre in divenire volta a catturare l’inafferrabile, l’imponderabile, impulso creativo e vitale che rende i loro lavori unici.
Lavori, dunque, che impegnano oltre che la fantasia la coscienza morale, aggiungendo significati emotivi ulteriori.

Nel corso del Vernissage è previsto venerdì 8 Dicembre il recital del soprano Tania RenzulliTra sacro e profano“. Saranno eseguiti brani di Pergolesi, Paisiello, Mercadante, Schubert, Brahms, Verdi, Bizet, Gershwin, Di Capua: un breve excursus musicale dal Settecento ad oggi… dall’aria da camera all’opera, dal musical alla canzone napoletana.

Il Dispari 2017-11-27 Redazione culturale

Concorso Musicale Internazionale “Note sul mare” di Roma

L’Associazione “Arte del suonare” di Maria Luisa Neri (Socia fondatrice nonché direttrice musicale dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”), indice ed organizza il VII Concorso Musicale Internazionale “Note sul mare” di Roma, al fine di promuovere la cultura musicale.

L’obiettivo principale è stimolare i giovani allo studio della musica e valorizzare il lavoro di moltissimi docenti che con passione sviluppano le loro capacità espressive.

Dedicato a tutti gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado e a tutti gli allievi privatisti, il Concorso si svolgerà c/o il Liceo Musicale “Giordano Bruno” di Roma e si svolgerà in 2 sezioni: solisti e gruppi.

Il programma è libero.

Sono previste sei categorie in base.

Le domande dovranno essere inviate tramite mail a nerimarialuisa@libero.it entro e non oltre il 7/4/2018.

I partecipanti potranno avvalersi della collaborazione del pianista accompagnatore.

L’organizzazione mette a disposizione solo il pianoforte, ogni altro accessorio o strumento dovrà essere portato dai concorrenti.

Le Commissioni saranno formate da Maestri di provata esperienza per ogni fascia d’età e formazione.

I concorrenti sono tenuti ad informarsi del giorno e dell’orario a loro assegnato per la prova.

Il voto finale sarà la sintesi di tutti i voti della Commissione e saranno resi pubblici per la trasparenza del Concorso.

I Premi: il vincitore del VII Concorso “Note sul mare” riceverà 200 €; il solista o gruppo che avrà raggiunto il punteggio di 100/100 riceverà una targa di primo premio assoluto e un concerto; saranno assegnati, inoltre, un premio speciale giovanissimi di 100 €, un premio speciale archi di 100 €, Uun premio speciale chitarristi di 100 €, un premio speciale scuole di 100 €.

Il concorso si svolge nei giorni compresi tra il 7 e il 12 Maggio 2018.

Il concerto dei finalisti e la proclamazione dei vincitori avverrà 12 Maggio 2018 alle ore 18.30
Lo schema della domanda di iscrizione va scaricato dal sito: www.artedelsuonare//wordpress.com

Info: Prof.ssa Neri Maria Luisa 347-0804603 / 328-1288700
oppure alle mail nerimarialuisa@libero.it
È possibile chiedere aiuto per soggiorni a Roma a prezzo ridotto.

Il Dispari 2017-11-20

Il Dispari 2017-11-20 Redazione culturale

Editoriale

BOOKCITY – MUDEC
Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA

Il 18 Novembre 2017 nell’ambito del palinsesto del Bookcity Milano #BCM17, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, durante l’evento che ha proposto nel Museo Delle Culture di Milano –MUDEC, ha comunicato i vincitori delle quattro sezioni in cui è stata articolata la sesta edizione del premio internazionale “Otto milioni” 2017.
Franco Maccioni ha vinto il premio “Poesia”.
Milena Petrarca ha vinto il premio “Arti grafiche”.
Liga Sarah Lapinska ha vinto il premio “Recensione”
Alvils Cedriņš ha vinto il premio “Inno musicale”.

Tra gli altri, hanno partecipato all’incontro culturale Paola Occhi (cantante), Maria Luisa Neri scrittrice), Stefano Degli Abbati (scrittore), Dalila Boukhalfa (scrittrice algerina), Milena Petrarca (pittrice), Patrizia Canola (pittrice), Lorenzo Milani (fotografo), Domenico Umbro (musicista), Alberto Ghirardini (Socio Fondatore DILA), Angela Maria Tiberi (scrittrice), Assunta Gneo (scrittrice), Abdeldjalil Amri (scrittore algerino), Ugo De Angelis (scrittore), Maria Teresa Tedde (scrittrice)

Ve ne diamo un’anteprima con le foto di Lorenzo Milani, rimandando alla prossima settimana la cronaca dettagliata dell’evento.

Bruno Mancini

 

Domenico Umbro – Il Dispari 2017-11-20

Foto di gruppo – Il Dispari 2017-11-20

Angela Maria Tiberi – Il Dispari 2017-11-20

Bruno Mancini e A – Il Dispari 2017-11-20

Stefano Degli Abbati, Milena Petrarca, Dalila Boukhalfa – Il Dispari 2017-11-20

Dalila Boukhalfa – Il Dispari 2017-11-20

Maria Luisa Neri – Il Dispari 2017-11-20

Milena Petrarca – Dispari 2017-11-20

Paola Occhi – Il Dispari 2017-11-20

Patrizia Canola – Il Dispari 2017-11-20

Foto di gruppo – Il Dispari 2017-11-20

Milena Petrarca, Dalila Boukhalfa, Bruno Mancini, Maria Luisa Neri, Paola Occhi – Il Dispari 2017-11-20

Stefano Degli Abbati, Milena Petrarca, Dalila Boukhalfa, Bruno Mancini, Maria Luisa Neri, Paola Occhi – Il Dispari 2017-11-20

Maria Luisa Neri – Il Dispari 2017-11-20

 

Il Dispari 2017-11-13

Il Dispari 2017-11-13 – Redazione culturale

Editoriale | Bruno Mancini

Sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni

POESIE PREMIATE DAL NOSTRO GIORNALE

Una speciale Giuria nominata da Gaetano Di Meglio, Direttore di questa testata Il Dispari, ha scelto cinque poesie tra quelle risultate finaliste del premio made in Ischia Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione culturale Da Ischia l’Arte – DILA”.
Le poesie tutte classificate ex aequo al primo posto ricevono come premio la presente pubblicazione nella pagina culturale del giornale.

Con i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e di tutta la redazione di “Il Dispari”, auguriamo grandi successi artistici e culturali ai cinque vincitori.

Cod. 08

Antonio Fiore
A mia madre

Non si potrà sottrarre
una sola briciola di tempo
per prorogare di quanto le stelle
hanno già scritto
nella nitida luce che arde,
ma che puntualmente si spegnerà,
a prescindere dal vento,
quando la notte scenderà
per addormentare le membra.

Colmo di speranza
l’anima si dilungherà
verso l’infinito sogno,
e su questa terra
che gela la polvere dei tuoi sandali,
nel freddo silenzio
mi ritrovo a respirare i mille ricordi
da riesumare per chi ha tanto amato
e resterà ad amarti.

Cod. 24

Antonio Mencarini
Per un amico scomparso

Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
è durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Cod. 13

Elīna Zālīte
Dedicata al musicista di strada

Nel sotterraneo di Riga: il blues.
Un sassafono ci versa suoni sopra i piedi.
I passanti non ascoltano. I passanti corrono
in fretta, al lavoro, al teatro, a casa.

Il blues culla il sotterraneo di Riga.
Nel tunnel gioca un eremita, silenziosamente.
C’è un posto dove i sogni e le speranze spingono.
C’è un posto dove l’anima viene spezzata a metà.

Nel sotterraneo di Riga risuona di nuovo il blues.
Monete cadano come schiaffi sulla guancia.
Riga ha i suoi talenti.
Poveri.
Nudi.

Cod. 20

Francesca Luzzio
Prego Maria

In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova propulsioni di utilità.

Cod. 19

Giuseppe Capoluongo
Dentro l’angolo

Come spiegare quell’angolo nuovo
dove misuro le vecchie parole
gli umori e le tante ragioni
mentre da solo rivango le zolle
indurite nel secco del tempo
e sogno la pioggia che lavi
quel profilo di vita vissuta
e nasca un’immagine nuova
da curare per riempire il mio vuoto
che ha sete ed ha fame
e raccoglie ora briciole
e pur s’accontenta
perché dentro all’angolo nuovo
matura un pensiero diverso
nel rimpianto di un pasto succulento
che non è dato avere per sempre
perché c’è gente che muore di fame
e soffre di non potere mangiare
alla mensa che offre la vita
e misura soltanto il suo bene
dentro l’angolo delle sue gelosie.

Programma Bookcity “Otto milioni” made in Ischia

Come già abbiamo ampiamente riferito su questa pagina, il prossimo 18 Novembre il made in Ischia proposto dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA potrà esprimere le proprie proposte artistiche nel prestigioso Museo Delle Culture MUDEC di Milano nell’ambito del palinsesto di Bookcity #BCM17.
Oggi completiamo l’informazione proponendovi per sommi capi il programma che presenteremo.

• Antonio MencariniMaria Luisa Neri: saluti al pubblico e presentazioni presentatori
Bruno Mancini: presenta L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e i premi “Otto milioni
Antonio Mencarini – Maria Luisa Neri: comunicano i vincitori dei 4 premi “Otto milioni” e leggono la poesia vincitrice
Paola Occhi: propone il programma di iniziative sociali e culturali proposto dalla sede DILA di Mirandola
Antonio Mencarini – Maria Luisa Neri: presentano la poetessa Roberta Panizza e leggono sue poesie
• Maria Luisa Neri – Patrizia Canola: Maria Luisa Neri intervista la pittrice Patrizia Canola
Domenico Umbro: propone un programma musicale per clarinetto
Maria Luisa Neri: propone il programma dell’Associazione musicale “Arte del suonare” gemellata con DILA
• Antonio Mencarini – Maria Luisa Neri: presentano il poeta Antonio Mencarini e leggono sue poesie
Milena Petrarca: propone la sua arte pittorica attraverso un video
Stefano Degli Abbati : spiega le caratteristiche dell’editore Il Sextante e quelle della rivista Eudonna in partenariato con DILA e presenta un volume della sua produzione letteraria
Angela Maria Tiberi – illustra i suoi programmi culturali e di iniziative sociali proposti dalla sede DILA di Sermoneta
Antonio Mencarini – Maria Luisa Neri: presentano lo scrittore Bruno Mancini e leggono alcune sue poesie
Dalila Bouhalfa: presenta il progetto dell’apertura della sede DILABLIDA in Algeria
Antonio Mencarini – Maria Luisa Neri: ringraziamenti e saluti finali


Twitterone

1) Il cantautore siciliano Enzo Salvia,

Socio Sostenitore di DILA, opinionista di questa pagina del quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio, autore, con i testi di Bruno Mancini, delle canzoni “CoquilleNelle bugie dei sogni” “Ischia Torrenova” dedicate a Ischia e già vincitrici dei premi “Otto milioni”, approda oltre oceano con una sua dolcissima melodia, il cui testo è stato scritto in collaborazione con il poeta Antonio Fiore anche lui importante collaboratore dei progetti made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il brano che si intitola  “Io e te” è stato trasmesso dalla radio WCKG di Chicago, domenica 12 Novembre alle ore 16.00, in video streaming, durante la trasmissione “Domenica Insieme” , brillantemente condotta da Patrick Capriati e John Conenna.

La canzone rappresenta, come tutti i brani d Enzo Salvia, un momento musicale nuovo e diverso proposto attraverso un’esortazione a recuperare i grandi valori umani e sociali ormai sfortunatamente persi in gran parte.
Un grosso in bocca al lupo ai due grandi amici di Ischia e di DILA Enzo Salvia e Antonio Fiore.

2) Monica Santoro,

Direttrice della Biblioteca Dante Alighieri di Buenos Aires (Argentina) ha gradito in omaggio i libri che le sono stati inviati da Angela Maria Tiberi, Presidente della sede operativa DILA di Sermoneta e, prima di catalogare la nostra antologia “Otto milioni 2016” tra i volumi della biblioteca, ha mostrato il suo gradimento facendosi fotografare con i libri ricevuti.

 DILA

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Un pianoforte per l’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola

Da Paola Occhi, Ambasciatrice di pace DILA: Il prossimo 23 Febbraio 2018, a complemento di un evento di interesse nazionale, DILA e la Nazionale Cantati Lirici (facente parte dell’Associazione “Da Ischia L’Arte” e da lei ottimamente presieduta ) consegneranno in comodato d’uso gratuito all’Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola un pianoforte da mettere a disposizione dei pazienti, del personale medico – infermieristico, e di tutti coloro che avranno diritto di accesso alla struttura, affinché, attraverso la musica e l’Arte in generale, si possano creare momenti di piacevole serenità per i degenti.

L’iniziativa comporta, inoltre, la disponibilità resa a favore di DILA di un ambiente all’interno della struttura ospedaliera utilizzabile per la realizzazione di eventi culturall e sociali di ogni tipo.

Tale iniziativa ha già raccolto numerosi consensi dalle Direzioni di strutture ospedaliere dislocate in varie regioni d’Italia.

Modena 19 Febbraio 2018

 PIANOFORTE_comodato 1

Pianoforte CS

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
EMILIA ROMAGNA

Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena
Ufficio Stampa, Rapporti con i Media

Comunicato stampa

Ospedale in musica

Inaugurazione del pianoforte offerto dall’Associazione Nazionale Cantanti Lirici DILA e collocato dall’Azienda USL di Modena all’Ospedale di Mirandola

Sarà inaugurato venerdì 23 Febbraio 2018 alle 15, presso l’atrio del Padiglione Scarlini dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, un pianoforte verticale dono dell’Associazione Nazionale Cantanti Lirici – DILA all’Azienda USL di Modena.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla sua Presidente, la soprano Paola Occhi, dopo una lunga degenza presso la Pneumologia dell’Ospedale, è stata possibile grazie anche alla collaborazione di alcuni commercianti, artigiani e cittadini mirandolesi, le cui offerte si sono aggiunte a quella della Nazionale Cantanti Lirici.

L’idea di collocare lo strumento in uno spazio accessibile a tutti è occasione per creare anche in ospedale luoghi caratterizzati dalla bellezza del linguaggio musicale, nell’ottica di un miglioramento della qualità di vita delle persone che lo frequentano.

Il progetto ricalca esperienze simili già diffuse in Italia e all’estero, a beneficio di chi si trova in ospedale – pazienti, operatori sanitari, famigliari – per allietarne il passaggio e la permanenza.

Una nuova e diversa apertura al territorio per un luogo di cura che diventa così spazio di arte e cultura, promossa e diffusa anche in collaborazione con Scuole, Associazioni e Circoli musicali locali attraverso eventi dedicati.

L’utilizzo sarà consentito a tutte le persone che accedono all’ospedale, utenti e operatori, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 tutti i giorni della settimana.

Concerto “La musica è vita”

In occasione dell’inaugurazione, venerdì 23 Febbraio alle 15 presso l’atrio del Padiglione Scarlini, si esibirà in concerto la presidente dell’Associazione Nazionale Cantanti Lirici, soprano Paola Occhi, accompagnata al pianoforte da Heejin Byeon.

A seguire, l’esibizione del coro mirandolese “Com’è bello cantar”, diretto dal maestro Gianni Guicciardi e composto da persone con disabilità fonatorie, articolatorie e deficit comunicativi coordinate dalla logopedista Ausl Sara Roncadi.

Il Resto del Carlino . Edizione Bologna – 24 Febbraio 2018

 

Virgina Vandini e il Progetto Unicità in collaborazione con “La Sapienza” di Roma

 VIRGINIA VANDINI E IL SEMINARIO SULL’ACCOGLIENZA ALL’INTERNO DEL PROGETTO UNICITA’

Lungo il corso della propria vita dove si intraprendono scelte, decisioni non sempre facili, dove si è sicuri e fragili, dove spesso ci si scontra con il passato con quei condizionamenti che impediscono di procedere in piena autonomia, è importante agire con consapevolezza, in libertà tenendo sempre presente l’altro quale persona con cui relazionarsi e costruire legami, per un arricchimento reciproco che nasce dal confronto, dallo scambio e dalla possibilità di rivedere i propri punti di vista. Per giungere ad una piena consapevolezza di sé, delle proprie emozioni al fine di gestirle con equilibrio, anche attraverso il cambiamento, per costruire relazioni di scambio e confronto con l’altro senza giudizio, sono necessarie l’ascolto e l’accoglienza, ma il primo ascolto deve avvenire dentro se stessi. In questa società dove tutto corre troppo velocemente, dove regnano diffidenza e indifferenza si rischia di perdere la bellezza delle relazioni, dell’incontro con l’altro a partire dall’amore per se stessi e allo stesso tempo si perdono di vista i veri obiettivi. Questi aspetti, e molto altro sono al centro del lavoro di Virginia Vandini presidente dell’ASSOCIAZIONE IL VALORE DEL FEMMINILE, sociologa, supervisor trainer counselor ad approccio immaginale,; direttrice della Scuola di Counseling ad orientamento psico-corporeo e fondatrice del modello educativo-pedagogico basato sulla riscoperta del principio femminile trattato nel libro “Amore. Ascolto. Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi”, presentato l’8 Maggio 2015 presso L’Università “La Sapienza” di Roma in occasione dell’omonimo convegno.

Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile
Virginia Vandini presidente de Il Valore del Femminile

Attraverso corsi, seminari e incontri Virginia Vandini e il suo staff formato tra gli altri da Antonella Aloi, Francesca Di Sarno, Maria Lavinia Biasi, Elisa Mastrantonio, propongono il “cammino del counseling” come percorso di crescita e rinascita in cui ciascuno possa ritrovare se stesso in armonia con l’altro. Un percorso arricchito da seminari, corsi, convegni per acquisire comprensione e consapevolezza di se stessi, affinché ognuno possa trovare la propria libertà per amarsi veramente e amare così anche gli altri. Sull’onda della riscoperta di sé e della propria unicità con cui ridisegnare il proprio percorso e credere in se stessi, guida il progetto PORTATORI DI UNICITA’: INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’ ideato e voluto da Virginia Vndini insieme al suo staff e realizzato in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma. Il progetto nel valorizzare l’unicità di ogni singolo si propone quale formula educativa volta a facilitare le persone nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti e nello sviluppo di competenze e abilità per riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa esperienza nella vita di tutti i giorni. Oltre a valorizzare le qualità interiori, il percorso aiuta a sviluppare determinate abilità sociali quali empatia, profonda accettazione di sé e degli altri, compassione, gestione dello stress e dei conflitti sia interni sia esterni, e la capacità di trasformare un problema in un’occasione per dare voce alle proprie risorse.portatori-unicita-immag

Se il motivo della Libertà trattato da Andrea Pietrangeli ha aperto il ciclo dei sei incontri volti a riconoscere le proprie prerogative e risorse per il benessere interiore, è con lAccoglienza di cui parlerà Virginia Vandini il prossimo 2 e 3 marzo 2018, che si entra in contatto con la parte di sé più profonda facendo così vibrare tutte le sfaccettature delle tematiche affrontate in precedenza con cui è necessario confrontarsi. Accoglienza è sospensione del giudizio, è sedersi accanto a se stesso e all’altro senza mettere resistenze, è accettare ciò che si è e ciò che l’altro è, senza se e senza  ma. L’accoglienza è un insieme di prassi che ha inizio dalla “pulizia” di sé: pulire vuol dire liberarsi dai pregiudizi e coltivare la bellezza per essere pronti ad aprirsi al mondo, tenendo presente i confini e decidere come e quando e a chi aprirsi. Questo seminario con Virginia Vandini sarà una preziosa occasione per riscoprire la bellezza della spontaneità con cui guardare gli altri a partire dall’accettazione di sé.

Silvana Lazzarino

 

 

ACCOGLIENZA CON VIRGINIA VANDINI

PORTATORI DI UNICITA’

INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’

Sede. Università di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione

in Via Salaria, 113. (aula B10)

Orari: Venerdì dalle 14.00 alle 20.00 e Sabato dalle 9.00 alle 14.00

giorni venerdì 2 e sabato 3 MARZO  2018

PER INFORMAZIONI info@ilvaloredelfemminile.it

 

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RITA CACCAMO a Rai Uno con “Strettamente personale”

RITA CACCAMO ospite a  Rai Uno con “Strettamente personale. Singles e Coppie non Conviventi si raccontano

Studiosa e letterata, grande conoscitrice dei moti e stati d’animo, attenta all’evoluzione dei comportamenti sociali in linea con condizionamenti di vita, tendenze e scelte, Rita Caccamo sociologa, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, lo scorso 17 febbraio 2018 è stata invitata al Caffè di Rai Uno per la presentazione del suo ultimo libro “Strettamente personale. Singles e coppie non conviventi si raccontano” (Edizioni Nuova Cultura). In questo saggio di grande interesse l’autrice descrive come siano in aumento i single che costituiscono un gruppo variegato, il 30% della popolazione, e come siano sempre più le coppie che scelgono di non vivere insieme per diversi motivi spesso dovuti ad abitudini personali o ai ritmi di vita suscettibili a spostamenti legati anche al lavoro.

Rita CAccamo
Rita Caccamo

A presentare il libro è stata la scrittrice e giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica Cinzia Tani che ha impostato una chiacchierata interessante con l’autrice cui ha posto diverse domande tutte molto interessanti.

La società di oggi chiede quale requisito la mobilità che spesso finisce per diventare tratto distintivo della vita personale assumendo alle volte le forme della singleness; altre, quelle della vita di coppia separata ovvero di coppie che vivono “separatamente insieme”. Vasto e variegato è il gruppo dei “singles” formato dal 30% della popolazione italiana, compresi gli anziani. Al suo interno si trovano celibi e ex-sposati; dislocati sull’intero arco biografico, addensandosi nelle fasce d’età centrali (trentacinque-sessant’anni). La differenza di genere è più marcata riguardo alle priorità di vita: lavoro, amicizia e sfera sessuo-affettiva. Quest’ultima è centrale per tutti; ma per le donne assume accenti più critici rispetto agli uomini. Profili paralleli?

Rita Caccamo presentazione libro a Rai Uno
Rita Caccamo presentazione libro a Rai Uno

Sono in aumento poi le “coppie non conviventi”, che, per scelta per forza, vivono in due case e ménage separati, pur sentendosi coppia. Sono questi due modi di vivere ed essere, al centro dello studio della sociologa e docente Rita Caccamo che nel saggio ha dato risalto alle interviste biografiche come unità d’analisi, e alle testimonianze in presa diretta. Il testo che vanta un linguaggio scorrevole, si arricchisce con riferimenti alla letteratura, al teatro e al cinema.

L’Associazione culturale l’Occhio dell’Arte di cui è presidente Lisa Bernardini, ha recentemente conferito a Rita Caccamo, insieme alla Città di Frosinone e all’Assessore alla Cultura Valentina Sementilli, un importante Premio alla Carriera durante la kermesse in rosa “Storie di Donne” patrocinata anche dalla Regione Lazio.

Silvana Lazzarino

 

 

RITA CACCAMO NIOTIZE BIOGRAFICHE

Studiosa e donna di grande fascino, Rita Caccamo è storica della sociologia come formazione; ha svolto ricerca in tal senso, per quasi due anni, negli Stati Uniti, dove ha poi pubblicato uno studio sulla “città media” americana (Muncie, Indiana) studiata e ristudiata a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Negli ultimi anni si è occupata di moda e “stili di vita”: artisti di strada, giovani in rivolta, single rampanti, fondatori di “nuove” coppie. Tutti soggetti individuali e collettivi che condividono una forte dimensione di resistenza. Nel linguaggio sociologico, il diritto di resistenza equivale al diritto di opporsi a ogni attentato o minaccia recati ai diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo e della donna, da parte del potere costituito. Un esempio in tal senso fu rappresentato dai giovani punk inglesi, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, analizzati nel suo penultimo libro “Rebellion. Dai punk agli artisti di strada”.  All’origine si è trattato di uno studio sul campo, nel corso di un intero anno passato in Inghilterra. Oggi, è la sua riscrittura.

Autrice di trenta volumi nei suoi campi di studio e di ricerca, letterata di profonda cultura e variegate passioni, Rita Caccamo ha trascorso la sua vita lavorativa ai massimi livelli sia nell’aggiornamento professionale sia nella docenza, occupandosi di argomenti che parlano a tutto tondo di Modernità e Post-Modernità. Interessi accademici e hobby personali si sono intrecciati spesso nel corso della sua professione. Uno per tutti: il viaggio come pratica di apertura, pausa dal lavoro, per potervi poi ritornare arricchiti di nuove esperienze. Rita Caccamo sta virando verso la narrazione autobiografica e la sua stessa scrittura si va modificando, rispetto all’impronta sociologica che ha caratterizzato la sua prestigiosa storia lavorativa.

 

Strettamente personale. Singles e coppie non conviventi si raccontano”

di Rita Caccamo

PRESENTAZIONE PRESSO Il Caffè di Rai Uno

Sabato 17 febbraio, 2018

Ulteriori info sul volume all’indirizzo nuovacultura.it/catalogo/strettamente-personale/

 

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LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” DI F.P. TANZJ, F.FAVA DEL PIANO, P.PERILLI, S. MADIA

PRE LA RASSEGNA IPLAC: PRESENTAZIONE “LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” DI F.P. TANZJ, F.FAVA DEL PIANO, P.PERILLI, S. MADIA

 

I ritmi e le emozioni propri della scrittura che attraverso la parola acquista intensità ed enfasi, i segni e i colori delle arti visive sempre in divenire nel loro interagire con lo spazio circostante, restituiscono  il fascino tra nostalgia e inquietudini, entusiasmo e attesa di storie che si ripetono e rinnovano nel tempo cui a volte sembra potersi riferire per empatia o luoghi comuni. Ad osservare con semplicità e spirito critico il ruoli attuali che appartengono alla comunicazione scritta, alla scrittura, soffermandosi in particolare su quella legata all’uso della carta, canale forse più sentito e profondo a livello di energia emotiva, per raccontare stati d’animo del proprio vissuto anche attraverso una storia, un racconto, una lirica, è il libro LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO” di Francesco Paolo. TANZJ, Federica FAVA DEL PIANO, Plinio PERILLI, Silvana MADIA che sarà presentato a Roma il 17 febbraio 2018 presso l’Enoteca Letteraria Quattro Fontane (Via di Quattro Fontane 130) alle ore 18.30 .

La scrittura.Il segno la storia il senso. Autori F P Tanzj P Perilli F Fava del Piano e S Madia
La scrittura. Il segno la storia il senso. Autori F P Tanzj P Perilli F Fava del Piano e S Madia

L’incontro dedicato a questo prezioso libro sulla scrittura, già presentato in diverse città italiane con successo, vede quattro autori tra i più noti a livello internazionale interpretare in modo originale e con una punta di ironia, il ruolo che sta assumendo la scrittura su foglio e su carta stampata e rilegata, in un’epoca dove sempre più i social diventano mezzi privilegiati per una comunicazione strettamente digitalizzata più immediata e veloce anche per gli scambi, ma sicuramente fredda poiché priva del contatto diretto con un testo, un libro, o una penna che mette in relazione con una pagina bianca su cui iniziare a scrivere un pensiero, una storia. L’incontro, moderato da Maria Rzzzi, Consigliera Regione Lazio, e che avrà quale relatore il filosofo e critico letterario Franco Campegiani, rappresenta una preziosa occasione per soffermarsi sul confronto tra le diverse espressioni e significati legati alla parola scritta, anche in relazione ai media che ad essa possono essere correlati Si parlerà dei ruoli della scrittura- anche poetica – espressione privilegiata con cui dar voce ad emozioni tra presente e passato, nostalgie e luoghi ordinari e straordinari con uno sguardo al futuro. Il libro si sofferma sul senso che oggi racchiude la scrittura a partire dal fatto che siano molti gli autori non letti e diversi si improvvisino scrittori, e ancora come venga utilizzato sempre meno il foglio di carta per scrivere frasi, appunti, preferendo ad esso i file scritti e corretti automaticamente dai programmi dei computer. Affiora come la scrittura stia smarrendo la bellezza insita nell’atto dello scrivere su carta, gesto che spesso può aiutare a esprimere e liberare stati d’animo anche dolorosi, e come solo per il fatto di pubblicare su facebook un pensiero, un testo, molti si sentano dei futuri autori.

Francesco Paolo Tanzj e Plinio Perilli, scrittori e poeti, Federica Fava Del Piano psicologa della scrittura e Silvana Madìa neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta familiare si inseriscono in questo percorso e scrutano la scrittura ciascuno dal proprio punto di vista ma con improvvise escursioni nel campo creativo dello scrivere quale mezzo per stimolare l’immaginazione e riappropriarsi del proprio vissuto interiore. Così si procede dal racconto di Francesco Paolo Tanzj, allo studio psico-semiotico della grafologa Federica Fava del Piano, per passare all’analisi della neuropsichiatra Silvana Madìa sulla scrittura come modalità relazionale per riappropriarsi di se stessi, e giungere infine, all’esaustivo saggio sulle condizioni della letteratura contemporanea del poeta e critico letterario Plinio Perilli. Un invito a guardare alle diverse possibilità di comunicazione della scrittura al suo potere evocativo ed educativo, al suo essere strumento con cui relazionarsi in modi e tempi diversi a seconda delle occasioni e abitudini. Come sottolinea Luigi Pirandello nel Il Fu Mattia Pascal: “La vita o si vive o si scrive. Io non l’ho mai vissuta se non scrivendola”.

I quattro autori saranno poi intervistati da Maria Rizzi, e nel corso dell’intervista a Federica Fava del Piano, la lettrice Loredana D’Alfonso leggerà, come esempio di analisi grafologica, le “Lettere da una sconosciuta” a Pier Paolo Pasolini, Francesco Jovine e Chiara Gamberale. Accanto all’artista Giordano Martone, autore della copertina e nipote di Raffaele Viviani, saranno presenti ospiti di grande rilievo. Un incontro con la scrittura e la lettura da non perdere. Alla fine dell’evento vi sarà il brindisi offerto da Tonino Puccica e per quanti lo desiderino potranno prendere parte alla cena conviviale gustando ottimo cibo cucinato in casa, vino imbottigliato entro un’atmosfera accogliente.

 

Silvana Lazzarino

 

PER LA RASEGNA IPLAC

PRESENTAZIONE IL LIBRO “LA SCRITTURA. IL SEGNO, LA STORIA, IL SENSO”

Scrittori, scritture e segni di-versi

dI Francesco Paolo. TANZJ, Federica FAVA DEL PIANO, Plinio PERILLI, Silvana MADIA

Modera Maria Rizzi,

relatore Franco Campegiani

Enoteca Letteraria Quattro Fontane,

Via di Quattro Fontane, 130 Roma

sabato 17 febbraio 2018 ore 18.30

Ingresso libero

La cena conviviale prevede un costo di Euro, 10,00. Si prega di dare l’adesione entro venerdì 16 febbraio chiamando i seguenti numeri: Maria Rizzi 3475789139 – Tonino Puccica: 3494328664

 

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Responsabilità un percorso per avere a cuore se stessi con Francesca Di Sarno “il Viaggio dell’eroe”

RESPONSABILITA’ CON FRANCESCA DI SARNO COUNSELOR CON IL VALORE DEL FEMMINILE. Il Viaggio dell’eroe e gli “archetipi”

In questo tempo dove tutto cambia velocemente e dove si perde sempre più di vista l’importanza della comunicazione, quella verbale fatta di scambio diretto tra persone, spesso indifferenti a quanto accade loro intorno, emerge il bisogno di ritrovare la capacità di ascoltarsi, prendersi cura di sé e della propria vita  per poi aprirsi agli altri e accogliere la loro specificità.

A proporre un viaggio verso l’ascolto di se’ e degli altri, a partire da un percorso di consapevolezza di se’ dove gestire emozioni e punti di criticità, conduce l’insieme delle attività proposte dal VALORE DEL FEMMINILE, associazione senza fini di lucro, di cui è presidente Virginia Vandini, direttore Centro Italiano Counseling Umanistico. VIRGINIA VANDINI, sociologa, counselor trainer, specializzata in counseling scolastico e consulente in psicogenealogia e costellazioni familiari, insieme ad Antonella Aloi, Elisa Mastrantonio, Anna Filippini, Francesca Di Sarno, Giuseppina Occhiuto e Maria Lavinia Biasi, per citare alcuni nomi dello staff, attraverso corsi, seminari e attività propongono il “cammino del counseling” come percorso di crescita e rinascita in cui ciascuno possa ritrovare se stesso in armonia con l’altro. Di grande interesse è il progetto PORTATORI DI UNICITA’: INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’ ideato e voluto da Virginia Vandini con il suo staff e realizzato in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma. Esso intende valorizzare l’unicità di ogni singolo proponendosi quale formula educativa volta a facilitare le persone nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti e nello sviluppo di competenze e abilità per riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa esperienza nella vita di tutti i giorni. All’interno di questo percorso per scoprire la propria unicità si entra in contatto con tematiche e  aspetti che riguardano  da vicino il vissuto quotidiano legato a emozioni e comportamenti.

Viaggio dell'eroe e gli Archetipi nel percorso sulla Responsabilità condotto da Francesca Di Sarno
Viaggio dell’eroe e gli Archetipi nel percorso sulla Responsabilità condotto da Francesca Di Sarno

Si è iniziato con il seminario sulla Libertà con Andrea Pietrangeli, cui sono seguiti quello sull’Amore con Daniel Lumera, sull’Ascolto con Antonella Aloi, sul Rispetto con Matteo Ficara e sulla Responsabilità presentato la scorsa settimana da Francesca Di Sarno. A chiudere gli incontri sarà Virginia Vandini con il tema dell’Accoglienza nel mese di marzo.

Francesca Di Sarno con grande professionalità ha illustrato gli aspetti benefici della Responsabilità da non confondere con  il senso del dovere che in molti casi risuona come un condizionamento esterno che impedisce di agire secondo una libera scelta. Prendersi la responsabilità vuol dire decidere come agire per se stessi con consapevolezza e in assoluta liberta, vuol dire legittimare se stessi. Ed è su questa sottile, ma fondamentale differenza che si è soffermata Francesca Di Sarno indicando come il prendersi la responsabilità parta da una visione interiore, centrata sulla persona, il senso del dovere prende invece le mosse dall’esterno e presenta dunque una decisione  dettata da altri. Quindi responsabilità è avere a cuore la propria persona e prendere in considerazione il proprio benessere diventando consapevoli del proprio potere personale. Il primo passo verso la Responsabilità è quello di individuare cosa sia meglio per se stessi e cosa possa produrre benefici, andando a vedere quali sono i condizionamenti da cui è necessario liberarsi. Durante il seminario ci si è soffermati su quanto sia importante per il raggiungimento della responsabilità entrare in contatto con se stessi facendo risuonare zone non completamente emerse del proprio orizzonte emotivo in particolare quelle ferite emotive che creano blocchi e resistenze per una sana gestione delle relazioni. A riguardo di grande efficacia sono stati gli esercizi sugli “Archetipi” che hanno permesso di confrontarsi con parti di se’ difficili da riconoscere ed esprimere. Partendo dalla definizione sugli “Archetipi” data dallo psicanalista e filosofo James Hillman che li definisce “i modelli più profondi del funzionamento psichico, come le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo”, Francesca Di Sarno ha mostrato il lato luminoso e oscuro di queste figure simboliche – i 12 archetipi – che sono costantemente presenti nell’uomo e agiscono con maggiore o minore intensità a seconda del periodo della vita permettendo di procedere verso il viaggio dell’eroe .Se durante l’infanzia sono maggiormente attivi l’archetipo del Fanciullo e quello dell’Orfano, nell’età adulta entrano in azione anche altri come quello del Guerriero, dell’Angelo Custode, dell’Amante, del Distruttore tutti funzionali per giungere con la figura del Creatore ad un piena consapevolezza del proprio ruolo nella vita di cui si è partecipi pienamente e concretamente in modo attivo, e in questo entra in gioco la responsabilità cui richiama proprio la figura stessa del Creatore. Il viaggio continua e si proietta verso il completamento quando entrano in azione le attitudini dell’archetipo del Sovrano che invita a guardare la vita non solo con responsabilità, ma anche con atteggiamento consapevole e realistico, e al suo fianco sono il Mago che trasforma al meglio la realtà con pensieri positivi e il Saggio che guarda alla ricerca della verità su come realizzare la vita mostrando umiltà a partire da un ricerca interiore. E sempre al fianco del Sovrano è anche il Folle che indica energia primordiale, leggerezza, apertura mentale, e propensione a guardare le situazioni da più punti di vista.

Francesca Di Sarno Couselor, Formatrice
Francesca Di Sarno Counselor Olistico Trainer,,  Formatrice

 

Il viaggio dell’eroe che è percorso di iniziazione fuori e dentro se stessi prevede per la sua realizzazione la necessità di uscire dalla zona di confort per accedere alla parte più profonda, rispondendo a se stessi e prendendo la responsabilità per sé e gli altri. La Responsabilità permette di riappropriarsi delle emozioni riuscendo a riconoscerle e gestirle, per poi lacciarle andare. Attraverso questo incontro sulla Responsabilità, Francesca Di  Sarno ha restituito in modo efficace un piano di ascolto e elaborazione delle emozioni al fine di mostrare come per il viaggio della vita siano importanti la consapevolezza, la volontà di cambiare con responsabilità verso se stessi aperti al mondo. Oltre ad aver esposto con chiarezza il citato “viaggio dell’eroe” facendo realizzare ai partecipanti disegni a partire da stati d’animo avendo come spunto frasi riferite a luoghi legati allo  stesso viaggio, la counselor ha trattato il ruolo svolto dalla Responsabilità nelle relazioni da quelle sul lavoro a quella inerenti la vita affettiva e di coppia.

E’ stata un’importante occasione quella del seminario condotto da Francesca Di Sarno, Counselor Trainer Olistico, ThetaHealer, Formatrice, per prendere contatto con le proprie emozioni e gestirle entro un ‘ottica di ascolto, consapevole e responsabile del proprio vissuto interiore.

Silvana Lazzarino

 

FRANCESCA DI SARNO da anni lavora con un forte entusiasmo coinvolgente come Counselor Olistico Trainer, Formatrice in corsi teorici-esperienziali ideati da lei, in cui integra tutte le tecniche apprese, Docente di Teatro-Counseling presso la Scuola di Counseling Umanistico del C.I.C.U. (Centro Italiano Counseling Umanistico) e come ThetaHealer. I suoi progetti futuri sono orientati a scrivere libri di crescita personale e spirituale, tenere conferenze, oltre a continuare il lavoro di Counselor Olistico, ThetaHealer e Formatrice.

 

“LA RESPONSABILITA’” CON FRANCESCA DI SARNO

PORTATORI DI UNICITA’

INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’

Sede. Università di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione

in Via Salaria, 113 Roma.

Svoltasi nei giorni 2 e 3 FEBBRAIO 2018

info@ilvaloredelfemminile.it, f.disarno@ilvaloredelfemminile.it

 

 

POROGETTO “PORTATORI DI UNICITA’”

Il progetto PORTATORI DI UNICITA’: INDIVIDUA IL TALENTO SVILUPPA LA SOLIDARIETA’ ideato e voluto da Virginia Vandini con il suo staff, realizzato in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma, è stato presentato  lo scorso 27 luglio a Roma presso la Sala della Regina di Montecitorio in piazza del Parlamento.

Il progetto cui lavora Virginia Vandini insieme al suo staff formato tra gli altri da Antonella Aloi, Francesca Di Sarno, Elisa Mastrantonio,  Anna Filippini,  Giuseppina Occhiuto e Maria Lavinia Biasi, intende valorizzare l’unicità di ogni singolo proponendosi quale formula educativa volta a facilitare le persone nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti e nello sviluppo di competenze e abilità per riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa esperienza nella vita di tutti i giorni. Ogni persona è portatrice di un proprio requisito unico da valorizzare, ogni persona ha in se diverse potenzialità da esternare e accrescere. Oltre a valorizzare le proprie qualità e risorse interiori scoprendo e riconoscendo la propria vocazione , il percorso aiuta a sviluppare determinate abilità sociali quali empatia, profonda accettazione di sé e degli altri, compassione, gestione dello stress e dei conflitti sia interni sia esterni, e la capacitò di trasformare un problema in un’occasione per dare voce alle proprie risorse.

Nel mese di marzo 2018 Virginia Vandini parlerà di ACCOGLIENZA (venerdì 2 sabato 3)  con i seguenti orari: il venerdì dalle 14.00 alle 20.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00 presso la sede della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma sita in Via Salaria, 113.

 

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Massimo Marinelli. “Via ultima costa” romanzo giallo presentazione a Roma

MASSIMO MARINELLI PRESENTAZIONE ALL’ENOTECA LETTERARIA QUATTRO FONTANE ROMA

Dopo il grande successo della presentazione presso l’Enoteca Letteraria di Via Quattro Fontane a Roma del romanzo storico di Clara Schiavoni, “Saprò ricominciare”, dedicato ad una donna coraggiosa e virtuosa protagonista della storia del Rinascimento italiano, Elisabetta Malatesta Varano, avvenuta lo scorso 27 gennaio,, stavolta ad affascinare il pubblico sarà il romanzo giallo “Via ultima costa” (Iskra, 2016) di Massimo Marinelli, cui parteciperà lo scrittore e poeta Francesco Paolo Tanzj professore di storia e filosofia nei licei ad Agnone, molto apprezzato e stimato. Un appuntamento da non perdere il 3 febbraio 2018 all’Enoteca letteraria alle ore 18.30 con un libro che parla di realtà e verità nascoste, di silenzi e omertà, di debolezze e ipocrisie e di un tempo che scorre sempre uguale in un paesino della Sardegna scosso, ma solo per poco, da una tragedia.locandina-presentaz-libro-massimo-marinelli

La storia. Dicembre anni Settanta un orribile fatto di sangue sconvolge e divide la comunità di un paesino della Sardegna, Bosa, che si appresta a festeggiare l’imminente e atteso Carnevale. Ad occuparsi dell’indagine è l’ispettore Priamo Melis, uomo dotato di acume investigativo, ma non troppo stimato dai notabili del luogo. Durante le indagini l’ispettore si trova in difficoltà per i numerosi tentativi di depistaggio e per via dell’omertà di alcuni personaggi; aspetti questi che intralceranno la vicenda i cui risvolti saranno tragici. In queste pagine il lettore sarà catturato dalla dinamica dello sviluppo delle indagini che vedono l’ispettore Priamo Melis alle prese con un caso difficile: un fatto di sangue che ha scosso la comunità di Bosa e che diventa per lui una sfida per i tentativi di depistaggio in cui si imbatte e per quel muro chiamato omertà che delinea i comportamenti di alcuni personaggi del posto. Un paese, quello di Bosa in provincia di Oristano in Sardegna, con un borgo antico descritto dall’autore nei particolari tra vicoli, strade dove si affaccia il mare e dove lungo l’orizzonte si distendono i colori del tramonto; attenzione ai dettagli che riserva anche nel tratteggiare temperamenti e pensieri dei personaggi protagonisti e non solo, con quel loro modo di muoversi e parlare, annuire e dissentire.

E’ l’aspetto sociale ad emergere lungo il l’intricato filo rosso che accompagna le indagini dell’ispettore Melis col suo fare disincantato e assorto, per mettere in luce i lati oscuri e meno evidenti di una comunità dove si annidano pregiudizi e abitudini comportamentali che restano consolidate nonostante il momentaneo scompiglio provocato da un fatto di cronaca così forte. Un romanzo noir in cui vi è attaccamento alla terra e ad abitudini di certe culture e modi di pensare, dove emergono tra paesaggi, profumi e sapori, le tradizioni di una terra tra le più belle del nostro Paese unitamente ad aspetti forti e drammatici che spesso restano nell’ombra. Un romanzo che è in linea con quello di inchiesta nello scavare dentro la realtà, un romanzo sul male di vivere delle coscienze talora invisibili di uomini e donne misteriose che preferiscono tacere.

Roberto De Luca sarà il moderatore dell’incontro che vedrà quali relatrici Maria Rizzi Consigliera Regionale Lazio e Loredana D’Alfonso, mentre le letture di alcuni estratti del libro saranno a cura di Federica Sciandivasci. A chiusura della presentazione Tonino Puccica offrirà il brindisi e per chi lo desidera, sarà possibile partecipare alla cena conviviale con ottimo cibo cucinato in casa, vino imbottigliato e atmosfera magica.

 

Silvana Lazzarino

 

Per LA RASSEGNA IPLAC

presentazione del libro

VIA ULTIMA COSTA” ” (Iskra, 2016)

 di MASSIMO MARINELLI

Moderatore Roberto De Luca, Relatrici Maria Rizzi e Loredana D’Alfonso

Letture a cura di Federica Sciandivasci

Con la partecipazione dello scrittore e poeta Francesco Paolo Tanzj

Enoteca Letteraria Quattro Fontane,

Via di Quattro Fontane. 130- Roma

Sabato 3 febbraio 2018 ore 18.30, Ingresso libero

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