Arcamone: “L’Ischia, occasione unica. A Barano hanno capito, li ringrazio”

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L’Ischia Calcio ha finalmente annunciato i suoi primi acquisti. Ben 7 sono i calciatori che sono andati a rimpinguare la rosa gialloblu, che sarà guidata da un mito come Giuseppe ‘Billone’ Monti: Pasquale Chiariello, Mario Pistola, Giovan Giuseppe ‘Kikko’ Arcamone, Mario Sogliuzzo, Matteo Trani e Ciro Saurino. Freschezza, esperienza e qualità in questo gruppo di giocatori a cui quasi certamente se ne uniranno altri. La società isolana punta in alto, in Promozione, ma è in attesa di conoscere il responso (ad inizio agosto) sulla possibilità di essere ripescata in Eccellenza. Intanto, però, la squadra è già forte, quindi competitiva per confrontarsi con le rivali per conquistare – eventualmente – la massima categoria regionale sul campo. Per capire cosa ha provato nel momento in cui è diventato un calciatore dell’Ischia, i motivi che l’hanno spinto a lasciare il barano e le ambizioni personali e del club, abbiamo intervistato Kikko Arcamone, centrocampista. Ecco le sue parole.

Arcamone, da qualche giorno – anche se di fatto lo era da qualche settimana – è diventato un calciatore dell’Ischia. Cosa ha provato nel momento in cui si è trovato con gli altri colleghi al cospetto del presidente D’Abundo nella sede gialloblu?
“Sicuramente, in me c’era grande soddisfazione, anche se le categorie in cui in questi anni sta giocando l’Ischia non sono quelle in cui la piazza era abituata a giocare. Però, è sempre un orgoglio vestire il gialloblu, perché la società è importante. E’ vero che già si sapeva da un po’ che sarei diventato giocatore dell’Ischia, quindi sono andato preparato all’appuntamento. Comunque, un po’ di emozione c’era, anche se la presenza di altri compagni, calciatori che conosco, ha reso tutto più facile”.

Dice bene che oggi l’Ischia non gioca nelle categorie di una volta, è in Promozione, mentre altre isolane sono in Eccellenza. Però, credo che per lungimiranza del progetto, questa sia la squadra più importante nella quale abbia giocato. E’ il momento più importante della sua carriera…
“Infatti, è stato proprio questo che mi ha spinto a cambiare, perché nonostante l’Ischia militasse in una categoria inferiore a quella in cui ho giocato nelle ultime 3 stagioni, ha un progetto importante, che promette bene. Poi, ad Ischia si è fatto sempre calcio in maniera importante, con un certo tipo di organizzazione. Questo, in sostanza mi ha spinto a cambiare. Ho vissuto il periodo d’apice della storia del Barano e credo che più di quello non si possa fare. Ho cambiato, anche perché non mi sento finito come calciatore. Ho voglia di ricominciare”.

Cosa le ha detto il presidente Emanuele D’Abundo la prima volta che l’ha incontrato?
“A me personalmente, niente di che. Non mi ha parlato direttamente, ha fatto un discorso più generale, anche perché c’erano anche gli altri. Comunque, ci ha illustrato il suo progetto”.

Ovviamente, la squadra costruita è già forte e probabilmente sarà ulteriormente rinforzata. Quindi, se dovesse essere Promozione, sapete che dovrete lottare per il primo posto…
“Sicuramente la società, insieme a Peppe Scotti, va dato merito anche lui, ha fatto un ottimo lavoro. La rosa è di ottimo livello, poi tante cose dipendono anche dal girone e dal campionato. Poi, comunque, al di la della categoria a cui parteciperemo, dovremo sempre puntare e guardare in alto, quindi per noi farà poca differenza. Di certo, se saremo in Promozione, ci si aspetterà da noi qualcosa di importante. Poco ma sicuro. Poi, l’Eccellenza è un altro livello. Non voglio porre obiettivi, però sicuramente l’Eccellenza è molto più dura della Promozione”.

Fra voi calciatori state parlando delle possibilità di ripescaggio? Cosa vi dite?
“Diciamo che il ripescaggio farebbe guadagnare un anno di tempo al progetto, quindi, logicamente, per la società sarebbe l’ideale. Noi calciatori, in sincerità, non ci stiamo pensando alla cosa. Quello che sarà, sarà. Dovremo fare il meglio comunque e cambierebbe poco anche se il livello dell’Eccellenza è un’altra cosa. Faremo comunque il massimo”.

Cosa le hanno detto al Barano quando ha comunicato loro la volontà di andare all’Ischia o, comunque, di cambiare aria?
“Credo che, comunque, a Barano abbiano compreso la situazione. Anche perché sanno che io gioco perché a me piace giocare. Hanno capito che le mie intenzioni erano solo quelle di poter crescere. Assolutamente non mi hanno detto nulla, non mi hanno rinfacciato nulla, comprendendo. Per questo li ringrazio”.

Perché nella passata stagione il Barano è retrocesso. Si è fatto una idea a mesi di distanza?
“Sicuramente si poteva fare di più. Lo dicono i risultati. Si retrocede perché si poteva fare di più, poco ma sicuro. Io so di aver dato il massimo come tutta la squadra. Purtroppo, c’erano dei limiti, che conoscevamo. Non era facile. Comunque, sono dell’opinione che certamente si potesse fare meglio”.

Si aspetta, o si augura, che il Barano possa disputare ancora l’Eccellenza, ovviamente tramite ripescaggio?
“Si, lo spero, perché è sempre bello ed onorevole fare il massimo campionato regionale. Davvero spero che abbiano la possibilità di farlo. Sicuramente, bisognerà organizzarsi un po’ meglio rispetto allo scorso anno, anche per evitare altre brutte sorprese. Spero gli sia data ancora la possibilità di giocare l’Eccellenza”.

All’Ischia ritroverà anche mister Billone Monti, con cui a Barano ha vissuto momenti molto importanti. Anche storici. Credo di poter dire che sotto la sua guida è migliorato tanto, quindi sarà bello ritrovarlo, o no?
“Diciamo che mister Monti è stato colui il quale mi ha rilanciato. Infatti, nella mia carriera da calciatore, mi si lasci passare il termine, per via di due bruttissimi infortuni ho perso i due anni più importanti della carriera di un calciatore a questi livelli, gli ultimi due da under. Praticamente non sono mai stato disponibile in quegli anni. Poi, rientrare non essendo più under non rendeva facile guadagnarsi il posto. Billone mi ha dato fiducia, ha ripagato il mio lavoro e mi ha rilanciato. A Barano, insieme abbiamo vissuto momenti belli ed anche brutti. E’ una persona sincera, con lui vado molto d’accordo anche per questo”.

Cosa immagina di provare quando, per la prima volta, entrerà con la maglia dell’Ischia al Mazzella, magari per un esordio…
“Immagino di provare una grande emozione. Vestirò la maglia più importante della mia isola nello stadio più importante. Ci sarà da dare il massimo per la causa e per i tifosi. Sarà stimolante, assolutamente”.

Poi, a voi ischitani è chiesto sempre più impegno e magari vi si perdona anche meno…
“Si, è così, ma la cosa non mi spaventa. Credo non spaventi nessuno dei miei compagni. L’importante sarà sudare la maglia, onorarla fino alla fine. Speriamo di riuscire a raggiungere gli obiettivi…”.



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