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Ogni Uomo è una storia…

Sull’individualità può agire la selezione naturale e così dar luogo all’evoluzione.

La bellezza salverà il mondo, servirà a poco trasformarsi in ciò che non siamo, ma
imparando a convivere con se stessi, riconoscendo coloro che hanno avuto cura di noi da
bambini, senza dimenticare le proprie origini e apprezzando ciò che siamo senza giudicare
e colpire parti del nostro sé. La bellezza come modello ecologico e Arte del saper vivere
che germoglia dentro ognuno di noi, in modo differente e che produce effetti sulle strade
che decidiamo di percorrere e delle fermate che ci concederemo durante il viaggio verso la
vita. Darwin ha ipotizzato e dato vita al concetto del “pensiero popolazionale” che gli ha
permesso il superamento dal pensiero essenzialistico o tipologico, secondo cui le specie
erano forme, caratterizzate dalla costanza, e dalla discontinuità e per cui le variazioni tra
gli individui erano considerate semplicemente come discostamento dalla norma. Eravamo
tutti “simili” generati da un programma comune che ci voleva normati da un’unica
matrice. Per la prima volta Darwin prende le mosse dalla diversità, considera l’individuo
come “primum” del processo evolutivo, e lo fa focalizzandosi sulla storicità dei fatti della
vita. Per l’approccio popolazionale non esistono parametri biologici o individui tipici, i
valori medi dei processi biologici sono soltanto astrazioni. Ciò che ci rende umani sono
proprio le nostre storie di vita, le differenze, le variazioni, che insieme costituiscono la
realtà biologica e rappresentano l’aspetto veramente significativo delle popolazioni e della
caducità dell’esistenza. Le Neuroscienze hanno da tempo compreso che sulle variazioni e
sull’individualità agisce la selezione umana e così prende vita l’evoluzione e la
trasformazione filogenetica. Ogni persona interagisce con l’ambiente e con gli stimoli
patogeni, con la sua storia genetica risponde all’individualità della suscettibilità alle
malattie. Il disturbo rappresenta l’esito singolare di inadeguate risposte adattive
dell’individuo. Il disadattamento del nostro corpo alle veloci modificazioni dell’ambiente e
dei modi di vita nell’epoca moderna. Oggi, apprezziamo l’ipertecnologia del mondo
contemporaneo, che da una parte migliora non tanto la qualità, ma i servizi offerti dalle
vetrine on line, e dall’altra sottopone il cervello, l’organo per definizione deputato alla
massima interazione con l’ambiente esterno, a uno sforzo adattivo mai riscontrato nella
sua lunga storia evolutiva. In questo senso, l’espressione della sofferenza psichica non si
estrinseca in una dimensione somatica quanto piuttosto nel disadattamento tra l’unità
indissolubile mente-corpo e l’equilibrio ecologico e individuale in cui si trovava. La
visione darwiniana impone di leggere il sintomo del paziente tenendo presente la storia
personale, le memorie, il patrimonio genetico, l’ambiente familiare. E’ importante trattare
il cliente-paziente attraverso modelli di “cura” che guardino la persona e non prima il
disturbo. In assenza di una simile conoscenza, in mancanza di uno sforzo associativo
completo, la visone della sofferenza psichica sarà sempre parziale e il suo trattamento solo
sintomatico, ovvero momentaneo e “urgente”. Le Neuroscienze ci premettono che; il
cervello umano, come qualunque altro organo, è stato concepito, tra le altre cose, per
trasmettere i geni del suo portatore alla generazione successiva. Questa teoria è derivata

dal darwinismo integrato con le nuove scoperte di neurobiologia. La conseguenza è un
modo diverso di interpretare le patologie umane, in un’ottica biologica ma preventiva
piuttosto che esclusivamente terapeutica. La teoria evoluzionistica viene applicata
mettendo in relazione le condizioni in cui il cervello umano è stato sottoposto, per milioni
di anni, alla pressione ambientale e le condizioni completamente diverse in cui vive
adesso. Le diverse patologie che ancora oggi affliggono l’aspettativa di vita dell’uomo,
vanno lette sotto una lente più ampia e generosa rispetto ai significati individuali del
soggetto che perde la salute. Ogni uomo scrive il suo racconto, nel rapporto con l’altro
conosce nuovi modelli operativi che può integrare nel suo modello, è così che l’evoluzione
porta avanti il suo dominio, anche attraverso i cambiamenti culturali. Non possiamo
esimerci dal guardarci dentro, per ritrovare le tracce di quello che eravamo e costruire
modelli migliori per la comprensione di quello che potremo diventare.

Mimmo Redattore Virtuale
Mimmo Redattore Virtualehttp://www.ildispari24.it/it
Il Dispari24.it è uno spin off de Il Dispari Quotidiano. Un racconto, selezionato, dell'isola d'Ischia attraverso le sue persone, le sue eccellenze, le sue bellezze, le sue storie, le sue unicità, le sue unicità. Un magazine verticale sul bello d'Ischia.

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