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Il Dispari 2016-09-05

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Il Dispari 20160905 3 comp

@ L’editoriale  Dal racconto “Così o come”

… ed ora mi guadagno da campare facendo il “Lettore di giornali in pubblico”.
Non esiste?
Forse non esisteva.
Esiste, esiste.
Mi sono inventato una libera professione con molta dignità e talento, seguendo un ragionamento diciamo “pragmatico”.
Perché, mi chiedevo, i giornali pagano la pubblicità per se stessi su altre forme di comunicazione ed anche su testate a volte acerrime concorrenti?
Risposta: per farsi leggere.
Perché, mi chiedevo, un quotidiano di tiratura nazionale viene distribuito gratis annesso ad un foglio di cronaca locale?
Per farsi leggere, rispondevo.
Per quale ragione, nel mio paese di origine, il notiziario di pettegolezzi comunali, unito ad uno storico giornale filo monarchico  e ad un quotidiano politico nazionale affiliato alle gerarchie di un potente costruttore finanziere editore presidente politicante, perché mi chiedevo, tutti e tre insieme vengono venduti al prezzo di un solo?
Si sa bene che non bada a spese il potente costruttore finanziere editore presidente politicante proprietario del quotidiano politico nazionale, e che neppure sono in cerca di soldi i referenti politici dello storico vessillo monarchico.
Il notiziario locale di pettegolezzi comunali, li regala entrambi ed acquisisce nuovi lettori.
O.K.
Perché?
Risposta: vogliono essere letti.
Ed io mi sono proposto nella specifica mansione di “Lettore di giornali in pubblico”.
Il loro ufficio gestione rapporti col pubblico mi fissa un itinerario, con rotazione mensile, per la cui precisa attuazione i dirigenti addetti alla struttura finanziaria mi pagano viaggi trasferte pernottamenti cene pranzi e colazioni, scarpe nuove ogni mese, venti consumazioni ogni giorno ai tavoli dei bar più prestigiosi, due concerti a settimana, ventuno pacchetti di sigarette marca… (omissis)… a settimana (poi vi spiego perché), un nuovo accendino ed un orologio ogni cambio di stagione, e, considerato il disagio dei continui trasferimenti, l’Azienda mi concede una femmina a piacere ogni quindici giorni, un mese di ferie l’anno, ed il barbiere quotidiano.
La mia giornata lavorativa di solito inizia alle otto di mattina e termina alle sedici.
Al mattino, nella portineria della locanda albergo pensione residence villaggio in cui ho trascorso la notte, trovo un mucchio di giornali: stessa marca stavo per dire, stessa testata è invece corretto.


Li ripongo in una borsa busta contenitore carpetta, ne lascio fuori uno, mi reco ad una vicina fermata di autobus tram metro funicolare sciovia traghetto e, come se attendessi un particolare mezzo di trasporto, spiego il giornale in bella vista, con la prima pagina ed il titolo in perfetta evidenza, e fingo di leggere con interesse fingendo di aspettare.
-«Perbacco, i C.R.I.C. vogliono le elezioni…»
-«Come? Berlisco ha detto che…»
-«… sono una vera schifezza questi P.R.O.C.».
Coloro che mi sono vicini sbirciano, incamerano, si schierano.
Un attivista di avversa parte politica, nemico dichiarato dei padroni della testata e della sua impostazione socio economica, mi guarda e mi sfida.
Fine della prima tappa, anzi no, perché, ancora fingendo, in questo caso distrazione, lascio il giornale sulla spalla della pensilina, così che altri possano continuare sbadatamente ad appropriarsi delle notizie che mi pagano per far leggere.
Seconda tappa, estraggo dalla borsa un secondo giornale identico al primo, e mi avvio a ripetere la funzione verso il parco pubblico.
Terza sosta, identico cerimoniale ed uguale messa in scena, al bar salotto buono, poi alla mensa ferroviaria, al circolo del ludico paranormale, dei baffoni giganti, dei coglioni in motocicletta.
Alle ore sedici, stop.
Serata libera.
Domani, un nuovo itinerario, forse pomeridiano serale, con sosta a cinema o a teatro.
Domani un nuovo posto per guadagnare i miei trenta denari.
Sì, è vero, ho dimenticato di chiarire che anche le sigarette fanno parte del patrimonio di furbizie utilizzate dal dirigente organizzatore, il quale, scegliendone la marca, merita una “cagnotta” (tangente?) (provvigione?) simpaticamente offerta da quell’azienda di tabacco, naturalmente all’insaputa dell’editore per il quale lavora.
Cose che capitano anche in televisione.
A me che importa?
Trenta denari e fingo di fumare (ho smesso da tre anni) perfino la paglia secca degli ex Canneti della mia ex Isola Verde.
Ho costruito questa lunga divagazione, per introdurre il sunto di un ampio e dotto saggio che il mio cervello matematico aveva fatto rimbalzare, con perfetto tempismo, non appena si era reso conto della incoerente identicità del mio DNA con quello di Ignazio.
Lo sfoglio quotidiano di giornali previsto dalla mia ultima relativa professione, tra tante baggianate e scempiaggini  bazzecole e pettegolezzi di rado, ma a volte, mi aveva concesso l’opportunità di aggiungere un tassello alla collezione delle teorie preferite.
Un fedele scudiero dei miei pensieri mi aveva fornito una  lancia. Un’idea che avevo attinta dalla quinta pagina dell’organo di stampa nazionale utilizzato per il mio lavoro durante l’ultimo mese di agosto. Pareva forgiata apposta! Da quel concetto ero rimasto particolarmente colpito.
Per la sintesi e per il rigido schematismo, amalgamato ad un probabilismo assolutamente incontrollato, che esso avvalorava come imparziale strumento decisionale.
Un dotto estensore di cui non ricordo il nome, l’aveva espresso scrivendo (ed io avevo recepito il testo come la sfacciata seduzione di un tango argentino nello struggente abbandono di ogni illusione)…
Bruno Mancini
“Così o come” tratto dal libro “Per Aurora volume terzo”
ISBN 9781409282013

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Bruno Mancini | Nei giorni scorsi Antonio Mencarini, socio fondatore DILA nonché VOX storica di tutte le poesie dalla nostra “Tribù”, ha postato alcuni versi per rendere un ultimo omaggio al suo amico Paolo Perfetti, precisando che “Ho scritto per Paolo Perfetti questa poesia che dedico a quanti gli volevano bene”.
Mi è venuto subito in mente il mio amico Michele Scotti, anche lui da poco “partito” per chi sa dove, ed ho chiesto ed ottenuto il permesso da parte di Antonio Mencarini di considerare i suoi versi indirizzati non solo al suo amico, ma “anche” a tutti gli amici per i quali ciascuno di noi abbia nutrito sentimenti positivi.
Debolezza umana, così come avviene ormai da molti decenni, mi ha impedito di partecipare alle esequie di Michele Scotti (e di ciò chiedo perdono alla sua famiglia), ma il suo ricordo resta vivo in molti momenti della mia vita.
Per Paolo Perfetti e per Michele Scotti:

Antonio Mencarini
Addio amico mio

Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
È durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.


Michela Zanarella alla direzione per l’Italia di Writers Capital International Foundation

Michela Zanarella Socia Fondatrice DILA, nonché apprezzata opinionista di questa pagina culturale, è stata nominata alla direzione per l’Italia di Writers Capital International Foundation, un’organizzazione internazionale apolitica e senza fini di lucro che si rivolge a una comunità di scrittori di tutto il mondo per rafforzare i valori di pace e di armonia globale nella società attraverso la letteratura.
La fondazione è costituita da membri provenienti da più di ventisette Paesi e coordina una serie di attività volte a ispirare scrittori nell’impegno costante per cause sociali.
Writers Capital ha anche lo scopo di motivare gli scrittori in erba a sviluppare ulteriormente le proprie competenze nel settore e mira ad ampliare la rete tra scrittori per realizzare qualcosa di importante in ambito internazionale.
Tra gli obiettivi, infatti, c’è la divulgazione di ogni forma di scrittura, la realizzazione di eventi, convegni, libri e riviste.
Poetessa, autrice teatrale e giornalista della FL International Press, Michela Zanarella è redattrice di Periodico italiano e Laici.it.
Ha diretto la collana di poesia ARTeMUSE di David and Matthaus.
Presidente dell’A.P.S. Le Ragunanze.
Molte sue poesie figurano in antologie a tiratura nazionale e internazionale, tra le quali quelle MADE in Ischia della serie realizzata nell’ambito dei progetti culturali ideati da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza (Adotta una poesia – Mare Monti Mare) e quelle edite da DILA tra cui “Otto milioni 2016” (con la poesia “Nel domani”) d’imminente pubblicazione.
La sua poesia è tradotta in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, portoghese e giapponese.
Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016.
Ambasciatrice per la cultura nel mondo, rappresenta l’Italia in Libano per FGC.
Complimenti a Michela Zanarella da IL DISPARI.

Michela Zanarella

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