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Pina Picierno: «Istituzioni schierate a difesa del popolo ucraino, grazie Ischia Film Festival per la visione»

La Vice Presidente del Parlamento Europeo, in conversazione con Gianni Canova, apre l’Ischia Film Festival condannando la guerra di Putin: «C’è bisogno di una visione politica nuova, più attenta alla complessità dell'essere umano, anche ai suoi deliri. Il cinema è elemento di conoscenza e riflessione»

«Il cinema può essere un elemento di conoscenza e riflessione sulle cose che sono accadute e che ancora accadono. È bello che si senta l’esigenza di capire cosa sta succedendo. Quella che abbiamo sotto gli occhi è un’invasione ingiustificata e ingiustificabile; non è una guerra come un’altra, perché non ci sono due torti. Vladimir Putin ha invaso uno Stato sovrano, l’Ucraina, che in questo momento si sta difendendo e sta difendendo i propri confini, il proprio territorio, la propria intangibilità, la propria indipendenza, insieme alla propria popolazione».

A dichiararlo è la Vice Presidente del Parlamento europeo Pina Picierno in dialogo con Gianni Canova nella serata d’apertura dell’Ischia Film Festival, prima della proiezione del film “Donbass” di Sergei Loznitsa,nella sezione non competitiva Scenari di Guerrafortemente voluta, per il ventennale, dal direttore artistico e fondatore dell’evento, Michelangelo Messina.

«Abbiamo sentito di stupri di guerra, di crimini terribili che sono stati compiuti in questi mesi, che sono stati testimoniati grazie all’opera di filmmaker indipendenti, abbiamo le prove di quello che in queste ore sta accadendo. È la prima guerra che viviamo in presa diretta, conoscendo direttamente cosa accade grazie al loro preziosissimo lavoro. Rispetto a tutto questo le istituzioni europee hanno deciso di essere molto nette e chiare nella testimonianza politica della necessità di non rimanere nel mezzo, di non essere ambigui. Da subito, il Parlamento per primo: la Presidente Metsola è stata la prima a recarsi a Kiev, quando era ancora assediata. Le istituzioni hanno scelto di schierarsi in maniera chiara e forte a difesa del popolo ucraino. Lo abbiamo fatto con una serie di azioni: aiutando i rifugiati attraverso la sospensione della Convenzione di Dublino, ritirando fuori la direttiva per la protezione temporanea immaginata per un’altra grande tragedia, quella dei Balcani, che viene però applicata per la prima volta per i profughi ucraini; abbiamo offerto sostegno militare. Non farlo significava consegnare l’Ucraina a una sconfitta certa. Noi in questo tempo non possiamo accettare che i confini geografici di uno Stato sovrano possano essere modificati attraverso l’uso dei carri armati. È inaccettabile e sarebbe un precedente pericoloso. L’Ucraina lotta non solo per i propri confini, ma per difendere anche le regole che insieme ci siamo dati, i valori in cui noi abbiamo creduto quando abbiamo fondato le nostre democrazie occidentali. Allora questa è la ragione per la quale abbiamo deciso di riconoscere all’Ucraina lo status di Paese candidato ad essere membro dell’UE. Ci sono momenti in cui la storia bussa alle porte delle nostre democrazie. Sono questi i momenti in cui è necessario coraggio, visione e rispondere in maniera chiara. L’Europa lo ha fatto e lo fate anche un po’ voi, stasera, aprendo questa discussione così importante e necessaria». 

Gianni Canova ha ricordato l’importanza di interrogarci, in un momento come questo, sulla capacità che le immagini hanno di testimoniare la verità ma anche la sua scomparsa, come avviene con le fake news. Occasione per la Picierno per sottolineare che «in nessun paese d’Europa come in Italia abbiamo un dibattito pubblico dove sin dall’inizio si è spacciata come libertà di stampa l’idea di confondere e di ospitare entrambe le posizioni: quella di chi fa un torto e chi lo subisce. Questa è disinformazione. Da moltissimi anni la Russia di Putin prova a destabilizzare il nostro ordine politico attraverso le fake news e la disinformazione. È un elemento significativo a cui prestare attenzione perché diventa anche questo un modo per ottenere il consenso e un terreno del conflitto. È mancato un po’ lo sguardo della politica – conclude – perché si siamo troppo abituati a guardare il mondo attraverso la geopolitica. C’è bisogno di una visione nuova più attenta ad analizzare la complessità, compresi i deliri dell’essere umano. E il lavoro del cinema può essere di grande aiuto». 

A conclusione dell’incontro, il Professor Canova ha citato Paul Valéry, ricordando che “la guerra è il massacro di persone che non si conoscono, per conto di persone che si conoscono ma non si massacrano”. Il direttore Messina ha infine omaggiato la Vice Presidente e l’Unione Europea con il simbolo del Festival, un’opera in ferro riciclato dell’artista Felice Meo che raffigura il Castello Aragonese: «Lo metterò nello studio della Presidente Metsola, che ne sarà felicissima,» ha dichiarato l’On. Picierno, «e vi ringrazio per la vostra sensibilità, la vostra attenzione e, lo ripeto ancora una volta, per la vostra visione.»

Mimmo Redattore Virtuale
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