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Gigi, Napoli e una storia di bellezza

SANDRA MALATESTA | Sabato sera su RAI Uno, Gigi D’Alessio da Piazza Plebiscito ha dato voce attraverso canzoni e ospiti speciali, a tanti problemi che non devono essere dimenticati. Bello festeggiare 30 anni di successi ma troppo bello non dimenticare chi di festeggiare proprio non ha voglia e non può. Così Gigi ha invitato a donare per i bambini ucraini che a differenza dei nostri che hanno finito la scuola, fanno tardi la sera, e la mattina possono svegliarsi tardi, possono andare in vacanza, sono sotto le bombe e molti sono morti.
Canta con Eros Ramazzotti, arriva Fiorello in pigiama (per modo di dire) di Armani e dice che Gigi deve essere premiato con il “figlio di platino” visto che ne ha cinque. E mentre era con Fiorella Mannoia ha fatto riflettere su come molti non amano le donne e le trattano male e le uccidono.

“Napoli è donna” è una frase che sicuramente fa pensare e riflettere. Donna perché bella, ma non bella come fatto esteriore, bella perché vuole amare e crescere amando, donna perché pronta ad aiutare, e perché tante donne sono mamme di uomini. Non sono una che fa preferenze o divisioni perché da sempre credo nell’essere umano più che in donne o uomini come qualcosa di separato e da analizzare. Così Napoli è donna e deve essere amata come si amano le donne e tanti uomini devono pensarci a queste parole. Sono parole? Restano tali? Ma allora meglio non dirle? Ma se pensiamo così cade tutto quello che ogni giorno facciamo come conferenze, dibattiti ecc.
Poi arriva Amadeus in veste di DJ con i pezzi anni ottanta e fa il napoletano dicendo a Gigi D’Alessio: “Vai a cantare al San Carlo me la vedo io ho un amico che è fratello del direttore artistico vai e canta da li” ed ecco un altro messaggio, fare le cose chiedendo favori e conoscenze. Vanessa Incontrada è donna una donna bella, di quella bellezza vera non artefatta e mangia in diretta la mozzarella napoletana.

Vanessa se ne frega se ha qualche chilo in più ed è fasciata in un abito sottoveste che la rende tipica donna mediterranea che fa del suo corpo qualcosa da curare, da tenere bene, ma non da trasformare solo perché tutti dicono così. Chissà quante ragazzine guardandola così bella e sicura abbiano finalmente capito che la bellezza è stare bene, è meravigliarsi, è notare il bello, è anche qualche chilo in più portato con allegria perché in quel chilo in più c’è la propria vita. Una donna intelligente che balla, canta, sorride, si muove in modo sinuoso lancia la voglia di felicità.
Gigi non dimentica nessuno e canta Annarè e legge la poesia di Eduardo De Filippo dedicato a suo figlio Luca per cedere il palco a suo figlio LDA che poi abbraccia e gli dice di essere orgoglioso di lui e che va in giro a dire sono il papà di LDA. Altro messaggio importante per far capire che di solito un padre vince quando riesce a guidare il figlio a fare meglio di lui. Forse facile in questo caso? Non è vero perché proprio i figli di persone importanti spesso soffrono e sentono il peso di essere “figlio di”.

E il pubblico che diventa famiglia con Mara Venier che si emoziona e con Gigi che dice di conoscerli tutti come conosce tutti quelli della sua famiglia e dice a suo figlio: “Quando puoi aiuta sempre qualcuno”. Altro messaggio che lui stesso da sempre mette in pratica perché Gigi D’Alessio è generoso. Arriva Alessandro Siani e fa complimenti a Napoli e a Gigi per come sta procedendo la serata che arriva in tutto il mondo e dà vita a un momento dolce è emozionante quando con Gigi canta la canzone dedicata a Maradona che non giocava a pallone, ma accarezzava la palla.
E Achille Lauro vestito da borghese che è più bello e canta con Gigi resta quasi in disparte per non rubare la scena a Gigi. E anche il teatro San Ferdinando non poteva essere dimenticato e Vincenzo Salemme arriva a rappresentarlo ricordando Eduardo e suo figlio Luca che ha donato il teatro al Comune di Napoli e recitando un pezzo teatrale con Maurizio Casagrande.
Ieri sera Napoli ha dato una botta di vita a tutti quelli che hanno seguito questa magica serata, dove un suo figlio, fiero di esserlo, ha voluto coinvolgere la sua famiglia rappresentata dal pubblico, per festeggiare i suoi tanti successi. Quello che ha colpito è stata la naturalezza con cui Gigi ha condotto, non dimenticando mai la sua storia, il suo cantare in matrimoni e battesimi e, parlando di storia ecco Mario Merola in una gigantografia mentre suo figlio Francesco con gli occhi pieno di lacrime canta una sua canzone.
Poi Gigi spinge tutti di andare a teatro e di riprenderci gli spazi della cultura e la meraviglia della musica che rende facile passare da un artista all’altro quasi come se si stesse passeggiando sullo stesso marciapiedi e arriva Luchè. E poi Procida di cui lui è orgoglioso perché ci va spesso e vede Napoli dall’altro lato e ha creato una canzone dedicata a Masaniello alla pizza Margherita e a San Gennaro e a un principe senza casato che era Totò principe ricco nel cuore e poi appare Lucio Dalla che canta Caruso.

E non potevano mancare i rappers e la chiusura emozionante con la canzone del più grande di tutti “Napul è” di Pino Daniele.
Così un cantante nato neomelodico, come una formichina, ha fatto capire che lui, diplomato in pianoforte, ama cantare e scrivere le sue canzoni e piano piano tanti hanno capito che Gigi è uno grato alla vita, che non pensa di essere chissà chi, che non dimentica chi sta male, che canta bene e che forse tanti intellettuali che non volevano nemmeno sentir parlare di lui, hanno cambiato idea e lo ascoltano e sanno che in ogni momento Gigi ringrazia chi è stato importante per la storia della musica, del teatro, della poesia.
I gusti musicali non si discutono e si rispettano, e ieri sera oltre ad ascoltare buona musica ho ricordato la storia di Napoli e dei suoi grandi figli. Erano mesi che non sorridevo felice e che non stavo ferma per ore a guardare e sentire, sperando che quel pubblico allegro fosse di buon auspicio per il futuro di tutti noi che finalmente potremo riprendere a fare quello che prima ci sembrava normale e che per quasi tre anni ci è sembrato impossibile.

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